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    <title>12e4e3a1adc04e8aaf40227b14ad5aad</title>
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    <item>
      <title>Il Lean Management per un SSN sostenibile</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Presentato il white paper elaborato per migliorare l’efficienza dei servizi sanitari e ridurre gli sprechi. Tra le call to action necessarie anche la formazione obbligatoria Lean nei piani formativi aziendali e nelle facoltà di Medicina e Scienze Infermieristiche
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10135.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche rappresentano una sfida importante per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          In Italia, nel 2023, l’età media ha raggiunto i 48,4 anni, la più alta nell’UE, e il 24% della popolazione ha più di 65 anni 1 .
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         Al fronte di tale situazione, è sempre più importante trovare soluzioni innovative per garantire la sostenibilità del SSN, in particolare per affrontare il divario tra i bisogni assistenziali e le risorse disponibili.  Tra le possibili soluzioni, il Lean Management emerge come uno strumento promettente per ottimizzare i processi sanitari, ridurre gli sprechi e mantenere allo stesso tempo elevati standard di qualità delle cure2 . Nato nell’industria manifatturiera, il Lean Management si contraddistingue quale innovativo approccio alla gestione dei processi, i quali scopi principali sono l’eliminazione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse al fine di creare valore per il cliente.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In ambito sanitario, questa metodologia si rivela particolarmente efficace poiché mira a migliorare l’efficienza dei servizi, aumentando la soddisfazione del paziente e la qualità delle cure3. Applicare i principi Lean in sanità significa riorganizzare i flussi di lavoro e le attività cliniche per garantire una gestione più snella e integrata, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’assistenza. Questa strategia non permette unicamente migliori benefici per i pazienti, ma consente anche di contenere i costi, allineando gli obiettivi di cura con le esigenze di qualità e sostenibilità del sistema sanitario4 .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presso il Centro Studi Americani è stato presentato il progetto “Go Lean: Il Lean Management nella Sanità italiana: esperienze di successo e prospettive future per la sostenibilità del Sistema Sanitario”, realizzato da Edra Spa con il supporto di Takeda. Durante l’incontro, è stato presentato il white paper omonimo, con l’obiettivo di stimolare un dibattito sull’applicazione del Lean Management nella sanità italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Go Lean” ha riunito esperti del settore sanitario, accademico e istituzionale, tutti impegnati ad affrontare le sfide legate all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie croniche. I professionisti del settore hanno messo in luce le caratteristiche di tale approccio, evidenziando come possa migliorare l’efficienza dei servizi e, allo stesso tempo, ridurre gli sprechi. È emerso che il Lean Management, analizzando i processi e massimizzando il valore per il paziente, può rendere il sistema sanitario più efficace e reattivo, anche in un contesto di risorse limitate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto “Go Lean” ha messo in evidenza alcune proposte chiave per migliorare il sistema sanitario:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • istituzione della figura del Direttore Operativo nelle aziende sanitarie, con la certificazione Lean o Lean Six Sigma tra i requisiti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • promozione della certificazione Lean come requisito preferenziale per gli incarichi di funzione e nelle modalità di accreditamento delle strutture sanitarie;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • inserimento degli interventi Lean nei sistemi di gestione delle performance aziendali, integrandoli con gli obiettivi di outcome sanitario;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • formazione obbligatoria Lean nei piani formativi aziendali e nelle facoltà di Medicina e Scienze Infermieristiche; • creazione di iniziative premianti nazionali, come il modello Shingo Prize, per incentivare l’applicazione della metodologia Lean in aree funzionali critiche come sale operatorie e pronto soccorso;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • supporto da parte di AGENAS per la diffusione del Lean Management e monitoraggio delle progettualità nel settore sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          BIBLIOGRAFIA 1 Struttura della popolazione e invecchiamento. European Commission – Eurostat Statistics Explained. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Population_structure_and_ageing&amp;amp;action=statexpseat&amp;amp;lang=it.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 Rosa A, Marolla G, Lega F, Manfredi F. Lean adoption in hospitals: the role of contextualfactors and introduction strategy. BMC Health Serv Res. 2021 Aug 28;21(1):889.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3Agnetis A, Guercini J, Bianciardi C, et al. Lean Thinking E A3 Report: Manuale Operativo di Project Management in Sanità. Ed. Edra, Milano, 2019.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 Rosa A, Marolla G, Lega F, Manfredi F. Lean adoption in hospitals: the role of contextual factors and introduction strategy. BMC Health Serv Res. 2021 Aug 28;21(1):889.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           LE DICHIARAZIONI DEGLI ESPERTI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Americo Cicchetti,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Direttore generale della programmazione sanitaria, Ministero della Salute “Negli ultimi anni, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha fatto notevoli progressi, soprattutto in ambito ospedaliero. Questo miglioramento è stato possibile grazie all’introduzione di solidi standard nazionali, che hanno spinto le regioni e, di conseguenza, le aziende sanitarie a rivedere i propri processi e orientarsi verso parametri che hanno modernizzato situazioni ormai superate. È fondamentale proseguire su questa strada per due motivi principali: il primo riguarda il rafforzamento del sistema degli standard nazionali e la necessità di rivedere alcuni parametri per l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza. Gli standard sono cruciali per tradurre questi livelli in servizi e prestazioni omogenei a livello nazionale. Il secondo motivo riguarda l’aspetto economico: nel 2024, il Ministero dell’Economia ha avviato un programma di analisi e valutazione della spesa che coinvolge tutta la pubblica amministrazione, con particolare attenzione agli enti centrali. Lavorare in questa direzione significa avviare numerosi interventi mirati che, se coordinati, possono generare risorse e creare le condizioni per nuovi investimenti”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Paolo Petralia,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Direttore generale ASL4 S.S.R. Ligure, Chiavari (GE); Vicepresidente vicario FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere) “L’approccio Lean può davvero fare la differenza, offrendo un nuovo modo di guardare e interpretare la realtà. Il nostro obiettivo è fornire strumenti concreti per promuovere il cambiamento aziendale, e la metodologia Lean è uno di questi, in grado di aumentare l’efficienza e, soprattutto, di rendere gli operatori e chiunque la adotti più consapevoli e responsabili del valore che può emergere dal suo utilizzo. Credo che nelle nostre aziende ci sia bisogno di rendere più efficienti i servizi e i modelli organizzativi, e la metodologia Lean è il modo giusto per farlo. In pratica, significa fare le cose in modo più semplice, efficace, e con il minor spreco di risorse. L’efficienza che ne deriva migliora i servizi, e per questo tale strategia è un potente motore di innovazione, sviluppo e, allo stesso tempo, di sostenibilità.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alessandro Bacci,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Professore di Economia, Organizzazione aziendale e Lean management, Dipartimento Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche, Università degli Studi di Siena “Le sfide sono numerose e l’esperienza odierna ci dimostra che è possibile ottenere risultati, sicuramente a livello legislativo, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Emergere con forza la necessità di investire nella formazione, sia universitaria che tramite corsi di specializzazione all’interno delle singole strutture sanitarie. È fondamentale fare tesoro delle esperienze già realizzate, utilizzandole come punto di partenza per sensibilizzare altre aziende sull’impatto dei risultati che è possibile raggiungere.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alessandro Agnetis,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Professore Ordinario di Ricerca Operativa, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche, Università degli Studi di Siena: “Quando si introduce un nuovo modello organizzativo, la formazione è spesso un aspetto centrale nella gestione del cambiamento. Questo è particolarmente vero nel caso della metodologia lean, che pone le persone al centro della trasformazione e coinvolge tutti gli attori nei processi di miglioramento continuo. Tuttavia, parlare di formazione in ambito lean, soprattutto facendo specifico riferimento ai processi in Sanità, vuol dire progettare percorsi di apprendimento in cui l’aspetto applicativo è fortemente integrato con quello metodologico, sviluppando quel tanto di “teoria” che serve a supportare l’analisi dei processi reali e a guidare gli interventi di miglioramento. Quindi, la formazione in ambito lean deve avere un carattere distintamente multidisciplinare, frutto della cooperazione tra esperti di organizzazione e gli attori principali dei processi, nel nostro caso medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mattia Altini,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Presidente SIMM (Società Italiana di leadership e Management in Medicina), Direttore dell’Assistenza ospedaliera della Regione Emilia-Romagna: “La strategia del valore è oggi l’unica opzione credibile per rendere sostenibile il Sistema Sanitario Nazionale e regionale. È necessario ridistribuire i bisogni nei luoghi più appropriati, identificando il contesto che massimizza il valore delle risorse impiegate. Si tratta di un cambiamento culturale: in questa ottica, il Lean rappresenta uno strumento fondamentale per tradurre un concetto teorico in pratica quotidiana. La metodologia Lean si concentra sull’analisi dei processi, eliminando tutto ciò che non genera valore, ottimizzando così l’utilizzo del capitale umano, della logistica e di altre risorse. In questo periodo di trasformazione, la cultura del valore e gli strumenti Lean sono essenziali. Sarebbe utile integrarli nei corsi di laurea, in particolare in medicina e nelle specializzazioni, affinché la cultura gestionale diventi una competenza acquisita durante il percorso di studi.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sandro Ardizzone,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Presidente della Fondazione IG IBD ETS: “Le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) sono in costante aumento e, sebbene colpiscano più frequentemente le giovani età, tra i 20 e i 30 anni, è importante sottolineare che possono manifestarsi a qualsiasi età, dalla prima infanzia fino all’età avanzata. Grazie alla disponibilità di terapie sempre più innovative e numerose, è oggi possibile affrontare al meglio queste patologie, che sono invalide e progressive. Tuttavia, questa evoluzione rende necessaria una riorganizzazione che preveda un approccio multidisciplinare, coinvolgendo professionisti di diverse specialità. Inoltre, è cruciale sensibilizzare le istituzioni, a tutti i livelli, che ancora oggi non sembrano pienamente consapevoli della gravità della situazione.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Giovanni Gorgoni,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Direttore generale ASL Asti: “Nel corso della mia esperienza ventennale con l’approccio Lean, ho potuto constatare direttamente come questa metodologia possa trasformare i processi all’interno delle strutture sanitarie, migliorando l’efficienza, riducendo gli sprechi e, soprattutto, mettendo al centro il valore per il paziente. In diverse esperienze svolte nella regione Puglia, l’obiettivo non è stato l’abbassamento dei costi, ma piuttosto il miglioramento funzionale. Un esempio concreto è il trattamento dei tumori della mammella e dei polmoni, dove siamo riusciti a ricondurre al PDTA quasi il 74% dei pazienti. Oggi, il Lean Management trova applicazione in molti ambiti: non si limita a un approccio individuale, ma, se ben implementato, coinvolge tutti gli attori del sistema sanitario, creando una cultura del miglioramento continuo che diventa parte integrante della routine quotidiana.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Edoardo Vincenzo Savarino,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Gastroenterologiche, Università di Padova: “Prima di iniziare un percorso Lean a Padova, conoscevo poco le metodologie Lean e il loro potenziale nel migliorare il percorso diagnostico e terapeutico per i nostri pazienti. L’importanza di questa metodologia nella pratica clinica l’ho compresa appieno solo successivamente. Per quanto riguarda le patologie infiammatorie e croniche dell’intestino, grazie all’approccio Lean, siamo riusciti a individuare e affrontare le problematiche esistenti, ottimizzando successivamente le tempistiche e i processi. Abbiamo messo alla prova queste nuove modalità gestionali sul campo e i risultati sono stati evidenti: riduzione significativa dei tempi di attesa, miglioramento delle performance e ottimizzazione della scelta dei percorsi terapeutici per i pazienti.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Angelo Rosa,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Professore Associato di Organizzazione Aziendale; Direttore Laboratorio Lean &amp;amp; Value Based Management, Dipartimento di Management, Finanza e Tecnologia Università LUM Giuseppe Degennaro, Casamassima (BA): “Ciò che emerge oggi è che uno dei principali driver del cambiamento organizzativo a cui stiamo andando incontro è sicuramente la formazione, che diventa un elemento cruciale per favorire l’innovazione organizzativa, trasformando i processi e consentendo di monitorarli in modo efficace. Uno degli strumenti più utilizzati in questo contesto è il Lean Project Management, che apre anche nuove opportunità per l’evoluzione del settore sanitario.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Claudia Russo Caia Patient,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Value &amp;amp; Access Head, Takeda Italia: “Takeda crede fermamente che la collaborazione tra pubblico e privato rappresenti un’importante opportunità di scambio di esperienze, cultura e informazioni, con l’obiettivo comune di migliorare i processi di cura dei pazienti, creare valore condiviso per tutti gli attori del sistema sanitario e promuovere la sostenibilità. In questo contesto, il Lean può fare la differenza, permettendo di ridurre gli sprechi e generare valore per l’intero panorama sanitario nazionale, a vantaggio della sostenibilità. Da anni, Takeda è impegnata a diffondere questa metodologia tra tutti i protagonisti del settore”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pietro Quinto,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Dirigente UOS Affari Generali, Agenas: “La vera rivoluzione che la sanità italiana – e mondiale – dovrà affrontare sarà quella di digitalizzare tutti i processi. Queste aspirazioni si allineano perfettamente con le tecniche che il Lean Management ha nel proprio DNA. La qualità delle cure, la riduzione dei costi e l’efficientamento dei percorsi sono aspetti che dovranno procedere di pari passo con l’innovazione digitale. La rivoluzione in atto, promossa da Agenas con la piattaforma telematica, l’implementazione della telemedicina e il fascicolo sanitario elettronico, si integra bene con i principi del Lean. È necessario pensare a questi modelli innovativi, ma allo stesso tempo agire concretamente nella pratica: nelle strutture sanitarie sarebbe fondamentale avere una figura dedicata all’implementazione di queste strategie.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di:  Redazione BitMAT
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 12 Feb 2025 09:23:56 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La sanità digitale è a rischio? Il caso UnitedHealth: cosa ci insegna</title>
      <link>https://www.sisped.net/la-sanita-digitale-e-a-rischio-il-caso-unitedhealth-cosa-ci-insegna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un attacco ransomware contro una società controllata dall’americana UnitedHealth costringe a vedere la cyber security con un occhio differente
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED6-5b13aee1.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         l 29 febbraio del 2024 Change Healthcare, attore della sanità americana che elabora miliardi di dati di pazienti e di transazioni finanziarie, ha comunicato di essere vittima di un attacco ransomware definitivamente risolto il 7 maggio.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’azienda è controllata da UnitedHealth Group Incorporated, multinazionale statunitense di servizi e assicurazioni sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’inizio del mese di marzo il collettivo ransomware Alphv/BlackCat ha rivendicato la paternità dell’attacco e, nel corso delle settimane a seguire, è emerso che sono stati esfiltrati i dati di 100 milioni di persone, ovvero altrettante vittime.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono state sottratte informazioni sensibili e persino molto sensibili. Il riferimento va ovviamente ai dati relativi alle diagnosi, ai trattamenti terapeutici e a quelli farmacologici, tutti dati che fanno persino passare in secondo piano l’esfiltrazione di record anagrafici e amministrativi, comunque molto importanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da qui si parte. La cyber security è prima di ogni altra cosa la messa in sicurezza e la protezione dei dati. Cento milioni di persone rappresentano il numero di vittime dell’incursione del collettivo di hacker.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, quando si parla di sicurezza e privacy non vengono in mente dati più suscettibili di quelli che riguardano la salute delle persone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le conseguenze dell’attacco per le persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -La sanità digitale è a rischio?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le conseguenze dell’attacco per le persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’ingegner Pierluigi Paganini, Ceo di Cybhorus e membro ENISA Ad-Hoc Working Group on Cyber Threat Landscapes, diamo una dimensione più precisa dell’attacco hacker e delle sue conseguenze sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche coinvolte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’ attacco ransomware subito da Change Healthcare mette in luce le vulnerabilità del settore sanitario, da sempre obiettivo privilegiato di attacchi condotti da criminali informatici ed attori nation-state. L’attacco a Change Healthcare rappresenta un campanello d’allarme estremamente importante per l’intero settore sanitario. Il coinvolgimento di 100 milioni di pazienti rende idea delle dimensioni dell’incidente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le conseguenze di questa violazione di dati potrebbero essere significative e durature per i soggetti impattati, siano essi i singoli individui o organizzazioni sanitarie coinvolte”, spiega Paganini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quello alla società controllata da UnitedHealth Group Incorporated non è il primo attacco al mondo della sanità ed è da stolti credere che sia l’ultimo. Per rimanere negli Usa, viene alla mente l’incursione del 2015 ai danni dell’azienda assicurativa Anthem che ha consentito agli hacker di appropriarsi dei dati di 80 milioni di clienti e, pure riducendo fino a poche migliaia il numero delle vittime (comunque troppe) e spostandoci in Italia, va sottolineato l’attacco a Synlab del mese di aprile di questo 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Purtroppo, il caso non è isolato all’interno del settore, molte organizzazioni gestiscono volumi importanti di dati sensibili, spesso memorizzati e processati su sistemi legacy, privi di adeguate protezioni”, continua l’esperto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          UnitedHealth, così come riportato da Associated Press, ha accantonato 1,1 miliardi di dollari (1,04 miliardi di euro) per sopportare i costi legati alla violazione e questo deve fare riflettere le imprese di qualsiasi comparto e grandezza: i costi di un attacco andato a segno possono essere di gran lunga superiori a quelli per garantire la maggiore sicurezza delle infrastrutture IT e dei dati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’importo accantonato da UnitedHealth, azienda che controlla Change Healthcare, per far fronte ai costi derivanti dall’attacco ci danno un’indicazione dell’impatto economico della violazione di dati. In tale computo entrano voci di spesa come costi legati alla risposta all’incidente, alla notifica dei pazienti, alle misure tecnologiche adottate per aumentare la resilienza dell’organizzazione post incidente, e alle potenziali azioni legali”, illustra Paganini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La sanità digitale è a rischio?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Possiamo definire la sanità digitale a rischio? In altre parole, la digitalizzazione del comparto che elabora e immagazzina i dati più sensibili per le persone è affidabile?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La risposta è complessa. La digitalizzazione spinta del settore sanitario è inevitabile e porta con sé numerosi vantaggi, come una migliore gestione dei dati dei pazienti, una maggiore efficienza e una migliore accessibilità ai servizi. Dall’altro, la crescente penetrazione tecnologica espone il settore a nuove minacce, e l’attacco a Change Healthcare ne è la riprova.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sanità digitale è sicuramente a rischio se non si adottano misure di sicurezza adeguate. È fondamentale investire in soluzioni di sicurezza all’avanguardia, formare il personale, effettuare regolarmente test di penetrazione e mantenere aggiornati i sistemi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sicurezza informatica è una priorità assoluta per il settore sanitario”, conclude Paganini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Giuditta Mosca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giornalista, esperta di tecnologia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 10:25:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/la-sanita-digitale-e-a-rischio-il-caso-unitedhealth-cosa-ci-insegna</guid>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Paziente, medico e algoritmo: il triangolo della Sanità del futuro</title>
      <link>https://www.sisped.net/paziente-medico-e-algoritmo-il-triangolo-della-sanita-del-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’integrazione dell’IA in sanità rivoluziona diagnosi, terapie e gestione. I medici evolvono in esperti assistiti da algoritmi, mentre i pazienti diventano partecipanti attivi nei processi decisionali. Una sinergia emergente solleva sfide etiche e di responsabilità
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-03.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Uno dei settori in cui le soluzioni di intelligenza artificiale, nelle sue specializzazioni di machine learning e deep learning, stanno trovando largo spazio applicativo è senza dubbio l’ambito sanitario: si registrano in tutto il mondo, infatti, innumerevoli progetti ad alto profilo tecnologico, con focalizzazioni diverse sul tipo di supporto fornito, dalle diverse piattaforme di apprendimento automatico ai diversi attori in ogni contesto medico e sanitario in genere.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Osservando i risultati che si stanno ottenendo, viene spontaneo immaginare che il futuro della sanità si prospetti sempre più intrecciato con la tecnologia, in particolare con l’IA. L’introduzione di algoritmi di machine learning in campo medico promette di rivoluzionare i percorsi sanitari, dalla diagnosi, alla terapia e fino alla gestione delle malattie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il ruolo degli algoritmi nel contesto sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il medico: un ruolo in evoluzione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il paziente: attore protagonista
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Chi decide, allora?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Verso la sanità del futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo degli algoritmi nel contesto sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi algoritmi, addestrati sull’enorme quantità di dati disponibili nel contesto sanitario (pensiamo alle immagini della radiodiagnostica piuttosto che agli innumerevoli database contenenti preziosi dati ed informazioni sulla salute dei pazienti), sono in grado di fornire interessanti funzionalità, come ad esempio:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Analizzare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          immagini diagnostiche con una precisione spesso superiore a quella umana, aiutando ad individuare precocemente patologie e consentendo così di ricorrere prontamente a terapie spesso già suggerite e analizzate dalla stessa piattaforma di ausilio e supporto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Previsione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dell’evoluzione di una specifica patologia e personalizzazione dei trattamenti in base alle caratteristiche individuali (anche tramite analisi genomica) del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ottimizzare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          l’organizzazione dei servizi sanitari e ridurre così, ad esempio, i tempi di attesa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Monitorare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          costantemente da remoto, grazie a dispositivi wearable e applicazioni mobili tutti supportati da particolari piattaforme di IA, i parametri vitali dei pazienti fornendo anche forme di supporto automatico in caso di necessità (richieste e/o quesiti dei pazienti), riuscendo anche ad inviare avvisi in caso di anomalie così da consentire un pronto intervento solo in caso di effettiva necessità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il medico: un ruolo in evoluzione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il professionista sanitario rimane una figura fondamentale, centrale nel sistema, anche se rispetto alla figura classica del recente passato è necessario che evolva, in quanto deve:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Interpretare i risultati forniti dai vari sistemi di IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          a supporto delle attività, tenendo conto del quadro clinico e di tutte le caratterizzazioni a disposizione sul paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cercare di Stabilire la diagnosi definitiva
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che consenta l’individuazione, in un tempo piuttosto limitato, di un efficace ed ottimizzato piano terapeutico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stabilire un rapporto o contatto con il paziente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , avvalendosi di sistemi di monitoraggio e di supporto automatico (anche con chatbot gestite da IA) garantendo comunque quella presenza, quel canale di comunicazione tale da garantire quel supporto emotivo spesso utili ed a volte necessari al paziente per affrontare la malattia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il medico, quindi, viene inquadrato come un esperto che lavorerà in sinergia con l’algoritmo, cercando di sfruttarne tutte le potenzialità per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. Per fa ciò appare evidente che occorrerà stabilire dei percorsi formativi multidisciplinari che consentano ai vari attori, parte operativa del sistema, non solo di avere a disposizione l’ampio set di servizi tecnologici offerti dalle piattaforme, ma anche di farne un uso consapevole: oggi, molti risultati ottenuti in fase sperimentale nell’analisi dei dati sanitari forniti all’elaborazione per l’apprendimento automatico, sono spesso tenuti in scarsa considerazione dal personale in quanto quest’ultimo ancora non conosce appieno le metodologie che hanno consentito di ottenere i risultati di qualcosa che appare ancora come una sorta di “black box”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il paziente: attore protagonista
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario di assistenza sanitaria dove stiamo pensando alla diffusione dell’ausilio di tecnologiche piattaforme di intelligenza artificiale, possiamo guardare alla “nuova” figura del paziente che, per i rinnovati servizi a disposizione, risulterà essere sempre più informato e consapevole potendo anche assumere, sotto determinate condizioni e in casi ben individuati, un ruolo decisamente più attivo nell’ambito del processo decisionale e del consenso informato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alle tecnologie digitali, il paziente può accedere a informazioni sulla propria salute, monitorare i propri parametri vitali ricevendo, in real time, indicazioni e valutazioni sull’inquadramento specifico del proprio stato di salute e avendo forse anche la possibilità di partecipare attivamente alla scelta della terapia più apprezzata tra i vari percorsi terapeutici messi a disposizione e proposti dal personale medico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chi decide, allora?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se da un punto di vista delle variabili decisionali sembra che il ventaglio delle soluzioni cresca notevolmente con l’introduzione delle applicazioni dell’IA nell’ambito sanitario, appare forse un po’ meno chiara la sinergia dei nuovi ruoli ridefiniti e che potrebbero andarsi a delineare in questi nuovi scenari: la considerazione che viene spontanea è quella che probabilmente ciò è dovuto al fatto che i modelli attuali di prestazione di cure sanitarie non risultano più totalmente confacenti alle dinamiche di gestione dei rapporti medico – paziente piuttosto che struttura sanitaria – paziente, che stiamo ipotizzando per sistemi di cura tecnologicamente integrati con l’IA. Altra possibile criticità, che emerge dall’analisi di un siffatto nuovo sistema di gestione sanitaria, è legata alla definizione delle responsabilità: se il personale sanitario ed il medico dovranno attenersi, ad esempio, a delle linee guida in cui si specifica in modo chiaro il riferimento al ruolo di “coprotagonista” per le tecnologie di intelligenza artificiale, a chi verranno imputate le responsabilità di eventuali risultati negativi o problematiche derivanti dalle scelte fatte e dai percorsi intrapresi? Medici o Algoritmi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si può affermare senza dubbio che risulta evidente la necessità di avere a disposizione delle regolamentazioni e delle procedure che tengano conto dell’applicazione delle nuove tecnologie così da definirne gli aspetti su cui attualmente, forse, il mondo sanitario non risulta totalmente “coperto”. Occorre aggiornare i riferimenti, le linee guida e probabilmente anche le applicazioni legali e medico legali al processo decisionale, effettuando eventuali ricontestualizzazioni secondo i nuovi scenari di una sanità che sta senza dubbio evolvendo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto oggi a disposizione non sarà possibile (almeno per ora!), esulare da un contesto in cui la decisione finale spetta sempre al medico, che potrà avere a disposizione il valido supporto informativo delle piattaforme di IA, condividendo le scelte fatte con il paziente che risulterà più consapevole e più informato (consenso informato). L’algoritmo è uno strumento prezioso, ma non può sostituire il giudizio clinico e l’empatia del professionista sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Verso la sanità del futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Possiamo pensare al triangolo paziente-medico-algoritmo come ad un modello che descrive la Sanità del Futuro, un modello in cui:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il paziente è al centro del processo decisionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il medico è un esperto che utilizza gli strumenti tecnologici a disposizione per offrire un’assistenza personalizzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’algoritmo è uno strumento che supporta il medico nel prendere decisioni più accurate e tempestive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa sanità del futuro sarà caratterizzata probabilmente da una sempre maggiore integrazione tra uomo e macchina. Il medico e l’algoritmo lavoreranno insieme per offrire ai pazienti un’assistenza sanitaria più efficace, personalizzata e centrata sul paziente. Questa sanità del futuro solleva importanti interrogativi etici e pratici a cui occorrerà dare risposte chiare e sistemiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di:Michele Losole
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Funzionario elevata qualificazione – Comune di Barletta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 10:25:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/paziente-medico-e-algoritmo-il-triangolo-della-sanita-del-futuro</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale e intelligenza artificiale: stato dell’arte e prospettive. Rivedi i “Coffee Talk di HealthTech360”</title>
      <link>https://www.sisped.net/my-post45771629</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dallo stato dell’arte e futuro della sanità digitale, alle terapie digitali come grande opportunità per l’Italia, fino all’intelligenza artificiale in sanità tra rischi e opportunità: questi i tre appuntamenti dei “Coffee Talk di HealthTech360”, spazi informali dedicati alla condivisione di conoscenze e al confronto sul futuro della sanità digitale. Tre incontri nei quali Massimo Mattone, Direttore Responsabile di HealthTech360, testata media partner di FORUM Sanità 2024, ha incontrato esperti del settore per discutere delle sfide e delle opportunità nell’introdurre concretamente le innovazioni nelle aziende sanitarie italiane.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED12.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In un contesto in cui tecnologia e umanità devono coesistere, i momenti di confronto diventano fondamentali per condividere esperienze e conoscenze. È essenziale che gli attori dei diversi settori – da quello scientifico accademico a quello del terzo settore, passando per quello istituzionale – si uniscano per garantire che le soluzioni tecnologiche siano non solo efficaci, ma anche accessibili e sicure per tutti. È esattamente ciò che è stato fatto all’interno di FORUM Sanità 2024, con lo svolgimento dei “Coffee Talk di HealthTech360” nel pomeriggio del 24 ottobre. Tre appuntamenti informali, nei quali Massimo Mattone, Direttore Responsabile di HealthTech360, ha moderato il confronto sullo stato dell’arte della sanità digitale in Italia e sulle iniziative europee per incrementarne l’adozione, garantendo al contempo un uso etico e rispettoso dei dati e della privacy dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Scopriamo più in dettaglio temi e protagonisti dei Coffee Talk di HealthTech360 a FORUM Sanità 2024. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stato dell’arte e futuro della Sanità Digitale in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo appuntamento ha avuto per protagoniste Laura Patrucco, presidente di ASSD (Associazione Scientifica Sanità Digitale), già nostra ospite lo scorso anno, e Fidelia Cascini, professoressa di Sanità Pubblica presso l’Università Cattolica Sacro Cuore. La discussione si è concentrata sulle sfide e le prospettive della sanità digitale in Italia, con un focus specifico orientato alla trasformazione digitale dei servizi sanitari e alle terapie digitali. In particolare, Laura Patrucco ha posto l’accento sull’importanza del people engagement, sulla necessità di coinvolgere tutte le parti interessate, dai pazienti ai professionisti sanitari, per garantire che le soluzioni digitali siano realmente efficaci e accessibili:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “La vera innovazione è cambiare la prospettiva e pensare non solo allo strumento in quanto tale, ma a come questo sia declinato verso l’utilizzatore finale”. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fidelia Cascini, da parte sua, ha evidenziato i progressi compiuti dall’Italia nell’adozione della telemedicina e del Fascicolo Sanitario Elettronico. I dati parlano chiaro e sembrano essere più che incoraggianti: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “L’Italia sta correndo verso una trasformazione digitale. Abbiamo registrato un incremento al di sopra della media europea nell’accesso ai servizi digitali, raggiungendo l’83%”.  
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, è fondamentale non perdere di vista anche l’altro lato della medaglia: la necessità di un cambiamento culturale per fare in modo che i benefici della trasformazione digitale siano accessibili a tutti, nessuno escluso. Per Cascini, è indispensabile investire non solo in infrastrutture tecnologiche, ma anche nella formazione e nell’educazione digitale per garantire un’adozione uniforme su tutto il territorio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Terapie Digitali: una grande opportunità per l’Italia 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel secondo Coffee Talk di questa edizione di FORUM Sanità, Massimo Mattone ha intervistato Giuseppe Recchia, Vice-Presidente Fondazione Tendenze Salute e Sanità – CEO e co-Founder daVi Digital Medicine, cofondatore di startup di terapie digitali e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Smith Kline. Il tema principale del confronto è stato il potenziale delle terapie digitali (DTx) come grande opportunità per l’Italia. Recchia ha chiarito cosa distingue le terapie digitali da altre tecnologie per la salute: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Una terapia digitale è un software per la salute disegnato per trattare una malattia, che eroga un intervento medico con un impatto positivo sulla salute del paziente, dimostrato tramite ricerca sperimentale”.  
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha anche spiegato come l’Italia sia ancora in ritardo rispetto ad altri paesi nell’adozione di queste terapie, principalmente per mancanza di formazione e di un contesto culturale adeguato. Ha inoltre affrontato il tema della rimborsabilità delle terapie digitali, sostenendo che la principale barriera non è la mancanza di rimborsi, ma piuttosto la scarsa alfabetizzazione digitale tra medici e pazienti:  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Il primo intervento che deve essere fatto non è il rimborso, ma una formazione e un’informazione allargata”. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sviluppare e diffondere terapie digitali in Italia, il coinvolgimento di startup e la collaborazione con aziende farmaceutiche costituiscono sinergie altamente potenzianti. È necessario un cambiamento culturale che parta dai professionisti del settore sanitario, affinché possano trasferire fiducia e consapevolezza ai pazienti e favorire l’adozione significativa delle terapie digitali. Solo così queste terapie potranno esprimere tutto il loro potenziale e migliorare l’efficacia del sistema sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intelligenza Artificiale in Sanità tra rischi e opportunità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il terzo e ultimo Coffee Talk di HealthTech360 di FORUM Sanità 2024 ha visto Massimo Mattone conversare con un’ospite di eccezione: Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Il tema del confronto? L’importanza di trovare un equilibrio tra i benefici dell’innovazione e la necessità di proteggere i dati personali dei cittadini. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se da un lato non c’è dubbio che l’intelligenza artificiale stia trasformando profondamente il settore sanitario, offrendo nuove possibilità per la diagnosi, la terapia e la gestione delle malattie, è anche innegabile che l’implementazione di queste tecnologie ci pone quotidianamente davanti a sfide complesse, in particolare quando si tratta di garantire la tutela della privacy dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “La regola aurea è che non esistono diritti assoluti”, afferma Scorza.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra diritto alla salute e diritto alla privacy, è necessario trovare un punto di equilibrio che consenta di garantire entrambi. L’assenza di un approccio interdisciplinare è una delle ragioni principali che ostacolano il raggiungimento di tale bilanciamento. Scorza ha sottolineato la necessità di un approccio interdisciplinare nello sviluppo e nell’implementazione delle soluzioni basate sull’IA in ambito sanitario, considerandola una criticità prioritaria da risolvere. È necessaria anche una regolamentazione chiara e aggiornata per l’utilizzo dell’IA in questo settore. L’unica soluzione possibile è quella di continuare a lavorare per raggiungere e consolidare una normativa adeguata. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Dobbiamo garantire che l’IA sia uno strumento al servizio dell’uomo, non il contrario”.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intelligenza artificiale offre un enorme potenziale per migliorare la qualità e l’efficienza del sistema sanitario, ma non si può prescindere dal fatto che lo sviluppo e l’utilizzo di queste tecnologie avvengano nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Redazione FPA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 10:13:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/my-post45771629</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Soluzioni tecnologiche per la sanità digitale</title>
      <link>https://www.sisped.net/soluzioni-tecnologiche-per-la-sanita-digitale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Gli hackathon sono un prezioso strumento di sperimentazione per stimolare la collaborazione tra partecipanti provenienti da contesti apparentemente distanti incoraggiando lo scambio di competenze. Per questo il partenariato italiano del progetto europeo CoVe Care about It, guidato da Apro Formazione, è stato organizzato l’evento “Genera-zione HealthTech: Soluzioni digitali per la sanità digitale” presso il BioIndustry Park Silvano Fumero di Colleretto Giacosa, sede del Polo BioPMed, cluster per l’innovazione della filiera salute e scienze della vita della Regione Piemonte.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cinque squadre da 30 studenti, provenienti da 6 scuole piemontesi, si sono cimentate su “Come facilitare l’accesso alla telemedicina da parte dei pazienti con competenze digitali limitate”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sfida, presentata da T4Med, divisione di Tesisquare dedicata alla telemedicina, ha visto lavorare insieme studentesse e studenti del Corso di qualifica professionale per operatore socio-sanitario di Apro Formazione Alba, del Liceo Scientifico Statale “Leonardo Cocito”, dell’Iiss Piera Cillario Ferrero, dell’Its Ict Foundation for Information and Commu­nication Technologies, della Fondazione Its Academy Bio­tecnologie Piemonte e del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Dopo un primo momento congiunto di team building, curato da B-Teatro di Torino, nell’elaborazione dei loro progetti sono stati supportati da tredici professionisti provenienti dal mondo digitale, informatico, imprenditoriale e marketing, che hanno condiviso con i partecipanti esperienze e competenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al termine della fase di progettazione, i team hanno presentato le idee emerse ai cinque membri della giuria, in rappresentanza del partner di progetto Asl Cn2 e dei principali stakeholder della sanità digitale, che hanno valutato le soluzioni proposte secondo diversi parametri fra i quali originalità, innovazione, fattibilità e completezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A vincere è stata la squadra numero cinque con la sua proposta di ottimizzazione di interfaccia e ampliamento delle funzionalità per pazienti con diverse disabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’hackathon italiano il 13 e 14 marzo 2025 seguirà un hackathon internazionale online aperto a tutte le scuole per coinvolgere e stimolare gli studenti di tutta Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Care about It è un progetto europeo che coinvolge 15 partner in 4 nazioni e si propone di creare un nuovo ecosistema della formazione professionale in ambito sanitario combinando i settori tecnologico-informatico e quello socio-assistenziale. Dall’analisi del settore sanitario europeo è emersa la necessità di sviluppare nuovi percorsi formativi per gli operatori socio-sanitari che forniscano competenze digitali specifiche sulla digitalizzazione dei dati, dei servizi e degli strumenti per l’assistenza sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono obiettivi in linea con il programma Eu4Health, adottato come risposta alla pandemia Covid-19, per far sì che gli operatori sanitari arrivino a conoscere e utilizzare le nuove soluzioni di sanità elettronica in modo responsabile ed etico nell’interesse del paziente. Il Finanziamento della Commissione Europea per i 4 anni di durata del progetto ammonta a 3.951.741 euro, con una importante ricaduta sul territorio di Alba, Langhe e Roero pari a circa 406.000 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre alla rete territoriale italiana, tutta piemontese, con Asl Cn2 e T4Med capitanate da Apro Formazione, il progetto coinvolge i seguenti Paesi e partner.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei Paesi Bassi: Noorderpoort Groningen (Coordinatore e capofila del progetto), Drenthe College, PBT/Katapult, Bossers &amp;amp; Cnossen Bv, Netwerk Zon. In Finlandia: Turku Vocational Institute (Tai), Turku City Data Ltd. In Estonia: Tallinn Health Care College, Ida-Viru Central Hospital, Astrec Data OÜ, Tnp Konsultatsioonid OÜ, Tehnopol
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Apro Formazione è il coordinatore territoriale del progetto grazie alla sua divisione Apro Healtha­ca­re che, con un’esperienza ventennale, è leader nella formazione professionale degli operatori so­cio­sanitari e degli assistenti familiari grazie anche alla collaborazione con l’Asl Cn2 e con il Consorzio Socio-Assistenziale Al­ba-Langhe e Roero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono 2.500 i corsisti che Apro Formazione in questi anni ha qualificato nella sede di Alba secondo gli standard qualitativi e operativi richiesti dalla Regione Piemonte, ma molti anche gli operatori e gli addetti delle strutture socio-sanitarie che hanno frequentato corsi di aggiornamento grazie anche alla capacità di Apro di individuare fonti di finanziamento per la formazione del personale aziendale, come fondi interprofessionali e bandi pubblici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: REDAZIONE IDEAWEBTV.IT
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 10:00:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/soluzioni-tecnologiche-per-la-sanita-digitale</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le nuove cure, visite e trattamenti che si potranno fare con la sanità pubblica</title>
      <link>https://www.sisped.net/le-nuove-cure-visite-e-trattamenti-che-si-potranno-fare-con-la-sanita-pubblica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dal 30 dicembre saranno a carico dello Stato le prestazioni mediche per la procreazione assistita, per i disturbi alimentari e altre attese da anni
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED14-43489e08.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La Conferenza Stato-Regioni (l’organismo che coordina l’attività concorrente dei due livelli di governo) ha trovato un accordo per aggiornare i cosiddetti livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè la lista di prestazioni mediche che il servizio sanitario nazionale è tenuto a erogare obbligatoriamente ai residenti, in modo gratuito o dietro pagamento del ticket. Per la verità l’aggiornamento risaliva al 2017, e da anni se ne rimandava l’effettiva entrata in vigore per mancanza di soldi: costerà 550 milioni di euro in più allo Stato ogni anno.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È una disposizione che ha conseguenze molto concrete perché rende a carico della sanità pubblica una serie di cure, visite e trattamenti che prima si potevano fare solo privatamente, dunque a pagamento: secondo l’ISTAT nel 2023 più del 4 per cento della popolazione ha rinunciato a curarsi per il costo eccessivo di esami e trattamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal 30 dicembre, giorno in cui entreranno in vigore i nuovi livelli essenziali di assistenza, in tutta Italia queste nuove prestazioni saranno erogate sia nelle strutture pubbliche che in quelle private convenzionate: è probabile che alcuni pazienti non noteranno differenze in alcune regioni, che da anni avevano già iniziato autonomamente a erogare alcune di queste prestazioni gratuitamente o con un ticket, ma solo grazie a risorse proprie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono complessivamente oltre 3mila le prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale. Tra le più attese ci sono quelle per la procreazione medicalmente assistita, che prevede una serie di trattamenti per il concepimento e che risulta ancora di difficile accesso in molte parti d’Italia per i suoi costi ma anche per le poche strutture a disposizione. Un’altra novità importante riguarda l’inserimento tra i LEA della diagnosi e del monitoraggio della celiachia, la malattia che rende impossibile assumere cibi contenente glutine senza conseguenze negative sul corpo: si stima che la celiachia colpisca circa l’1 per cento della popolazione italiana, ma è una stima al ribasso anche per le difficoltà nelle diagnosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è stato poi l’inserimento di oltre un centinaio di nuove patologie nell’elenco delle malattie rare: comporterà per le persone affette da queste malattie l’esenzione automatica dal pagamento delle cure necessarie. È stata riconosciuta come malattia invalidante l’endometriosi, una malattia cronica di cui è affetta 1 donna su 10 e che causa la creazione di porzioni di endometrio in altre parti del corpo (l’endometrio è il tessuto che ricopre la cavità interna dell’utero). Saranno anche previsti esami e visite per chi soffre di disturbi alimentari, screening neonatali per patologie finora non previste – come la SMA, l’atrofia muscolare spinale, per cui solo alcune regioni fornivano il servizio – e nuove forme di diagnostica innovativa, come quella molecolare e l’enteroscopia con microcamera ingeribile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I nuovi LEA prevedono anche forme innovative di radioterapia, cioè uno dei trattamenti contro i tumori, come la adroterapia o la radioterapia stereotassica. Ci saranno anche alcune novità sul fronte della protesistica, che includerà nuove prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale, come ausili informatici e di comunicazione per le persone con disabilità, attrezzature per adattare gli ambienti in cui vivono e arti artificiali a tecnologia avanzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’accordo in Conferenza Stato Regioni ha anche aggiornato oltre un terzo delle tariffe associate alle diverse prestazioni. Semplificando, le tariffe sono la cifra che lo Stato dà alle Regioni per rimborsare il singolo servizio, per esempio gli esami del sangue o una radiografia: se spendono di più dovranno destinare risorse proprie a coprire la differenza. Allo stesso modo le tariffe sono le cifre che le Regioni versano alle strutture private che hanno erogato prestazioni in modalità convenzionata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Il Post
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:55:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’allarme dei medici: «La sanità pubblica sta crollando»</title>
      <link>https://www.sisped.net/lallarme-dei-medici-la-sanita-pubblica-sta-crollando</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Michele Valente, presidente dell'Ordine dei Medici di Vicenza, ha cominciato il suo quarto mandato. «Per curarsi ormai bisogna mettere mano al portafogli. Ai medici deve essere assicurato più tempo per la relazione con il paziente».
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10135.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         «La sanità pubblica sta crollando. Il male più grande è l’aziendalizzazione spinta». È la predica che da almeno 10 anni ripete Michele Valente, presidente dell’Ordine dei Medici di Vicenza rieletto ai primi di novembre per la quarta volta con la maggioranza assoluta dei voti. Medico di base, 75 anni, sposato, una figlia. È in pensione dal 2o19, ma lavora ancora come libero professionista.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dottore le liste d’attesa sono lunghe, c’è assenza di equità nell’accesso alle cure, se ne parla da troppo tempo, ma la situazione non migliora…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando una crisi profonda. Per curarsi gli italiani devono mettere mano al portafogli. Governo e istituzioni non lo ammetteranno mai, ma stanno facendo di tutto per privatizzare. A pensar male ogni tanto ci si azzecca».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Governo, la Regione cercano di intervenire con interventi spot.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Sì, comprano le prestazioni da ambulatori privati, ma non sono qualititativamente adeguate, ad esempio fanno ecografie all’addome completo a distanza di 10 minuti una dall’altra. Ho ricevuto più di una segnalazione, in un caso non avevano visto un tumore al pancreas».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per le aziende sanitarie conta davvero solo il budget?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Sembra che conti solo il fatturato, bisogna rispettare il budget, i manager della sanità devono far quadrare i conti in modo ossessivo e schizofrenico. Hanno perso di vista l’obiettivo del Sistema sanitario che è la cura e il benessere delle persone».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I 136 miliardi assegnati dal Governo Meloni alla sanità sono la spesa più alta degli ultimi anni. Nonostante questo l’offerta diminuisce. Perché?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Le cure costano sempre di più, alcune medicine – ad esempio quelle oncologiche – sono carissime, le aziende sanitarie investono in tecnologia ed edilizia. Gli anziani aumentano, i malati cronici aumentano, non si fa più prevenzione. Le risorse investite, seppur tante, non sono adeguate ai bisogni di oggi».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Soluzioni?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La sostenibilità è un concetto elastico, so bene che non è possibile dare tutto a tutti, per questo bisogna dire chiaramente quello che spetta al cittadino. Servono trasparenza e chiarezza. È una questione di scelte. Se questa è la torta, bisogna definire le priorità e farlo con il buon senso. Perché continuare, ad esempio, ad investire in armamenti? Poi qualcosa si può tagliare: la spesa per le cure termali ad esempio. È interesse dello Stato avere un popolo sano. Un popolo sano consuma meno risorse, è più efficiente e c’è più coesione. E soprattutto c’è meno rabbia tra le persone».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A proposito di rabbia. Di recente sono aumentate le aggressioni ai medici in corsia e nei pronto soccorsi il Governo ha inasprito le pene… lei cosa ne pensa?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Le persone non possono attendere 10-12 ore al pronto soccorso senza avere informazioni. La difficoltà ad accedere ai servizi è tanta, è complicato anche solo parlare con il proprio medico di base. La gente fa fatica, è arrabbiata e diventa aggressiva. Inasprire le pene non serve a nulla. Da medico dico che non possiamo militarizzare il sistema, non posso pensare di andare al lavoro con lo spry al peperoncino, siamo per la relazione d’aiuto. Serve più tempo per la relazione, il contrasto è lì. Oggi i medici sono soffocati dalla burocrazia e dalle procedure informatiche a discapito del rapporto con il paziente».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un sorriso e una parola spesso sono più efficaci di una medicina…
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Non lo dica a me che credo fortemente nell’ascolto che guarisce. Il paziente non ha solo organi da riparare, ha anche un’anima, dei sentimenti. Lo ripeto sempre ai giovani medici».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           In Italia i medici ci sono o non ci sono?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Ce ne sono eccome, solo che non vogliono più lavorare nel pubblico. I turni sono massacranti, non c’è tempo per la famiglia. Preferiscono il privato, oppure scappano all’estero dove vengono pagati molto di più. Solo nel 2023 ne sono partiti 500. Da troppi anni in Italia le assunzioni sono bloccate».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           E le aziende sanitarie tappano i buchi con i famosi “gettonisti”…
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Uno spreco immenso di soldi. Ad ogni turno i “gettonisti” guadagnano quattro volte quello che guadagna un medico assunto. Per far tornare i medici nel pubblico servono numeri e compensi adeguati».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Perché il sistema preferisce assumere gettonisti?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «È sempre una questione di conti da far quadrare, apparentemente. I gettonisti non rientrano nella voce “personale”».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Papa parla di “povertà sanitaria”.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Due anni fa sono andato in udienza da lui con gli altri 105 presidenti degli Ordini dei medici italiani. Era preparato e preciso. Alcune fasce di popolazione non possono accedere ai servizi sanitari. Il Papa ha ragione».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sempre più persone si “autocurano”. La fiducia nei medici è diminuita?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Il sapere scientifico è all’apparenza diventato alla portata di tutti. Apri un sito e c’è ogni cosa. Bisogna fare molta attenzione alle pubblicità ingannevoli sui social, la recente morte di una giovane siciliana ce lo insegna. Bisogna informarsi bene. In caso di dubbi si può chiamare l’Ordine dei medici, vi darà informazioni precise».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           È vero che ai medici viene ordinato dall’alto di calmierare le ricette, le prescrizioni ?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Certo. Se sfori vieni richiamato. Se il medico prescrive troppe ricette in fascia B riceve la telefonata dagli amministrativi, dal Cup e viene invitato a farne di più in fascia C. Soprattutto i medici giovani hanno paura. I pazienti a volte hanno ragione ad arrabbiarsi, ma i dottori hanno le mani legate».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche a Vicenza stanno aumentando le donne medico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Il nostro ordine cresce di 180 medici all’anno. Abbiamo sempre più donne. Tra gli under 40 i maschi sono 603, le femmine 834. Nella fascia 40-50 i maschi 159, le femmine 322. Anche per questo la professione deve diventare più sostenibile. È giusto che le dottoresse possano conciliare lavoro e famiglia».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Marta Randon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:55:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IA in Sanità: nuove frontiere, nuove responsabilità</title>
      <link>https://www.sisped.net/ia-in-sanita-nuove-frontiere-nuove-responsabilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario promette miglioramenti significativi, ma solleva complesse questioni di responsabilità civile. Normative europee, come l’AI Act e direttive sulla responsabilità da prodotto difettoso, mirano a garantire sicurezza ed equità, richiedendo trasparenza, validazione e formazione adeguate
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED6-5b13aee1.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nel settore sanitario, le trasformazioni attese dall’uso dell’intelligenza artificiale sono particolarmente significative. A differenza dell’industria e dei servizi, dove l’AI è prevalentemente impiegata per aumentare l’efficienza e la produzione, in ambito sanitario l’obiettivo principale è migliorare l’efficacia e la personalizzazione dei processi di diagnosi e cura. Ciò include l’assistenza da remoto, la medicina predittiva e la rapidità nell’analisi e sintesi dei dati per la ricerca biomedica.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’introduzione di algoritmi di intelligenza artificiale nei processi di prevenzione, diagnosi e cura richiede un’attenzione particolare alla validità dei dati utilizzati per il loro addestramento e all’affidabilità degli output clinici generati. È fondamentale garantire che questi algoritmi siano scientificamente riproducibili e validati dalla comunità scientifica prima di essere implementati nel contesto sanitario. Solo attraverso rigorosi controlli e verifiche possiamo assicurarci che le tecnologie emergenti contribuiscano in modo sicuro ed efficace al miglioramento della salute dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le analisi basate sull’AI possono generare modelli predittivi per la salute della popolazione, costituendo una base fondamentale per la medicina di precisione. Inoltre, l’AI offrirà un importante supporto all’assistenza primaria, ottimizzando i processi di presa in carico dei pazienti, in particolare quelli affetti da patologie croniche. A tal fine, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede significative risorse per lo sviluppo di una Piattaforma di Intelligenza Artificiale sotto la supervisione di Agenas, destinata a rivoluzionare l’assistenza sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -IA in Sanità, la gestione del rischio e i profili di responsabilità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le indicazioni dell’Europa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Libro Bianco sull’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Norme di responsabilità civile extracontrattuale all’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’AI Act
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Responsabilità dell’IA in Sanità: i limiti dell’attuale quadro normativo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -La mancanza di trasparenza degli algoritmi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Limitazione della responsabilità: l’art. 2236 del codice civile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il consenso informato per trattamenti che coinvolgono strumenti di AI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le evoluzioni in corso nel dibattito europeo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           IA in Sanità, la gestione del rischio e i profili di responsabilità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per affrontare i rischi associati all’uso delle nuove tecnologie, è fondamentale implementare percorsi formativi che integrino strumenti come la realtà aumentata, favorendo una transizione dalla cultura analogica a quella digitale. Questo approccio è essenziale per promuovere un utilizzo responsabile delle tecnologie, specialmente in un contesto in cui la nozione di rischio sta evolvendo rapidamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tale contesto, la gestione del rischio e i profili di responsabilità legati all’AI richiedono un’analisi approfondita, in particolare nel settore sanitario. Un aspetto centrale di questa questione riguarda la regolamentazione dei processi di addestramento delle macchine e il loro aggiornamento, che avviene spesso in modo automatico. A livello comunitario, la responsabilità legata all’uso sanitario dell’AI ha iniziato a ricevere attenzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le indicazioni dell’Europa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2017, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con “Raccomandazioni alla Commissione riguardanti norme di diritto civile sulla robotica“, chiedendo lo sviluppo di direttive e strumenti non legislativi, come linee guida e codici di condotta, per ridurre i rischi. È stato sottolineato il principio dello “human in command approach“, che afferma che la programmazione iniziale delle cure e le decisioni finali debbano sempre restare sotto il controllo di un chirurgo umano, per evitare decisioni basate esclusivamente su algoritmi di intelligenza artificiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Libro Bianco sull’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2020, la Commissione Europea ha pubblicato un Libro Bianco sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di esaminare l’adeguatezza degli attuali regimi di responsabilità in vari ambiti di rischio, inclusi i diritti individuali, la protezione dei dati personali e i diritti d’autore relativi ai prodotti dell’AI. È emersa un’incertezza normativa sull’attribuzione di responsabilità tra i diversi attori economici coinvolti nella catena di approvvigionamento, dato che lo sviluppo e l’assemblaggio di tecnologie intelligenti richiedono la collaborazione di molteplici soggetti (sviluppatori, produttori, fornitori), complicando l’applicazione dei principi vigenti sulla responsabilità da prodotto difettoso. Il Libro Bianco ha delineato sette requisiti fondamentali per garantire un’AI affidabile: 1) intervento e sorveglianza umana; 2) robustezza tecnica e sicurezza; 3) riservatezza e governance dei dati; 4) trasparenza; 5) non discriminazione ed equità; 6) benessere sociale ed ambientale; 7) accountability.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Norme di responsabilità civile extracontrattuale all’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi requisiti sono essenziali per le strutture sanitarie nel redigere i capitolati per l’acquisto di tecnologie AI. Nel settembre 2022, la Commissione Europea ha presentato una proposta di Direttiva per l’adeguamento delle norme di responsabilità civile extracontrattuale all’intelligenza artificiale. Questa bozza mira a creare un quadro normativo uniforme per i danni derivanti da difetti di programmazione o da violazioni dei doveri di diligenza da parte degli utilizzatori. La proposta definisce anche i soggetti aventi diritto al risarcimento e stabilisce presunzioni riguardanti il nesso di causalità in caso di colpa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, si evidenziano le violazioni degli obblighi di diligenza, come il mancato rispetto della qualità dei dati di addestramento e dei requisiti di trasparenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Direttiva prevede obblighi di trasparenza per i sistemi di AI “ad alto rischio” e stabilisce presunzioni di prova a carico del danneggiato per dimostrare il nesso di causalità tra condotta colposa e danno. Questa normativa avrà un impatto significativo sul regime civilistico e sulla legge Gelli. Inoltre, l’Unione Europea sta lavorando a una proposta di Direttiva che riguarderà la responsabilità per danno da prodotto difettoso, con l’intento di sostituire la vigente Direttiva 85/374/CEE e di adattarla al nuovo contesto digitale, facilitando l’onere della prova per il danneggiato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’AI Act
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, il 13 marzo 2024, su proposta del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’UE, il Parlamento Europeo ha adottato il Regolamento noto come AI Act, successivamente approvato dal Consiglio dell’Unione Europea il 21 maggio 2024. Questo regolamento introduce un approccio “basato sul rischio”, stabilendo che le regole per fornitori e utenti devono diventare più rigorose in relazione al livello di rischio associato all’uso dell’AI. Le categorie di rischio vanno da “inaccettabile”, quando l’AI rappresenta una minaccia per la sicurezza delle persone, a “alto”, se può compromettere i diritti fondamentali come il diritto alla salute, fino a “minimo”, che comunque deve rispettare criteri di trasparenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Responsabilità dell’IA in Sanità: i limiti dell’attuale quadro normativo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un contesto in rapido cambiamento, l’attuale quadro normativo potrebbe non essere sufficiente per identificare i responsabili dei danni in un processo clinico o diagnostico. Ciò include i produttori, sviluppatori e manutentori del software, come evidenziato dalla Commissione Europea. Inoltre, si devono considerare anche le responsabilità delle strutture sanitarie e degli operatori, in conformità con la legge 24/2017, che esclude la responsabilità oggettiva. Un elemento cruciale nella valutazione del nesso di causalità tra danno e attività dell’operatore è il grado di autonomia dei dispositivi impiegati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la sentenza n. 7891 del 4 novembre 2021, il Consiglio di Stato ha chiarito la distinzione tra “algoritmo automatico” e “Intelligenza Artificiale“. L’algoritmo automatico è visto come una sequenza definita di azioni, mentre l’Intelligenza Artificiale implica meccanismi di machine learning, in cui il sistema non si limita ad applicare regole predefinite, ma elabora nuovi criteri di interazione tra i dati e prende decisioni autonome in base a tali elaborazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa complessità rende difficile identificare il soggetto responsabile in caso di danno causato da macchine che utilizzano AI. Le responsabilità possono ricadere sulla struttura sanitaria, che è vincolata a una responsabilità contrattuale verso il danneggiato; sull’operatore, potenzialmente responsabile in base a responsabilità extracontrattuale o per rivalsa; e sui produttori del software, programmatori e sviluppatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mancanza di trasparenza degli algoritmi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mancanza di trasparenza degli algoritmi, spesso protetti da diritti di proprietà industriale, può esporre l’operatore a decisioni cliniche influenzate da errori diagnostici delle macchine, generando un rischio di responsabilità oggettiva. Inoltre, l’articolo 5 della legge 24/2017 richiede che gli operatori sanitari seguano linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali. Tuttavia, la verifica della conformità degli algoritmi a queste linee guida in contesti di deep learning solleva interrogativi. Chi sarà in grado di effettuare tale verifica? E come si garantirà l’aggiornamento tempestivo e adeguato delle macchine? Quale formazione è necessaria per gli operatori affinché possano operare in sicurezza?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’AI Act, recentemente approvato, impone ai fornitori di sistemi di intelligenza artificiale classificabili come “alto rischio” di sviluppare algoritmi con un livello di trasparenza tale da garantire che l’output sia comprensibile e utilizzabile in modo adeguato. Inoltre, i software basati su AI che sono classificati come dispositivi medici devono essere validati prima della loro immissione in commercio, dato che sono considerati “sistemi ad alto rischio”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Limitazione della responsabilità: l’art. 2236 del codice civile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra questione rilevante riguarda la limitazione della responsabilità prevista dall’art. 2236 del codice civile. Questa norma stabilisce che, nel caso di prestazioni di particolare difficoltà, il professionista non è responsabile dei danni causati per colpa lieve. Ci si chiede se l’implementazione di software nell’attività medica possa escludere la difficoltà di una prestazione oppure, al contrario, aumentarla, richiedendo all’operatore una verifica più attenta dell’intero processo. In caso di contenzioso medico-legale, potrebbe essere opportuno coinvolgere esperti in intelligenza artificiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il consenso informato per trattamenti che coinvolgono strumenti di AI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra problematica cruciale riguarda il consenso informato per trattamenti che coinvolgono strumenti di AI. La Cassazione civile, con la sentenza n. 28358 del 10 ottobre 2023, ha sottolineato che per ritenere valido il “libero e specifico” consenso, l’interessato deve essere in grado di comprendere l’algoritmo come un procedimento affidabile per ottenere un certo risultato. Questo algoritmo deve essere descritto in modo chiaro e dettagliato, evidenziando la sua capacità di raggiungere un risultato in un tempo definito. Tali indicazioni devono essere considerate in relazione alle rigorose normative della legge 219/2017 sul consenso ai trattamenti sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le evoluzioni in corso nel dibattito europeo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di fronte a un contesto di gestione del rischio e responsabilità complesso, è fondamentale avviare riflessioni e approfondimenti che evidenzino sia i significativi vantaggi dei processi di machine e deep learning nella gestione del rischio sanitario—come ad esempio nel monitoraggio delle infezioni ospedaliere attraverso l’analisi di dati complessi o nei dati predittivi relativi alla salute di specifici gruppi di popolazione in relazione a fattori ambientali—sia le criticità nell’individuazione delle responsabilità. Questi approfondimenti potrebbero giustificare un intervento legislativo specifico che tenga conto delle evoluzioni in corso nel dibattito europeo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Serena Nanni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Privacy Support
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:37:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale. Investire 0,24 dollari per paziente all’anno in telemedicina salverà 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili nel prossimo decennio. Il Rapporto Oms/Itu</title>
      <link>https://www.sisped.net/my-post122c88b4</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Questo investimento potrebbe anche evitare circa 7 milioni di eventi acuti e ricoveri ospedalieri, riducendo significativamente la pressione sui sistemi sanitari in tutto il mondo. Mentre oltre il 60% dei paesi ha sviluppato una strategia di salute digitale, spesso manca l'integrazione di nuove tecnologie nell'infrastruttura sanitaria esistente. Il rapporto invita i paesi a investire in infrastrutture pubbliche digitali e a promuovere standard e interoperabilità
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
          Un investimento di 0,24 dollari per paziente all'anno in interventi di salute digitale, come telemedicina, messaggistica mobile e chatbot, può aiutare a salvare più di 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili nel prossimo decennio, afferma un nuovo rapporto pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall'ITU (Unione internazionale delle telecomunicazioni). Questo investimento potrebbe anche evitare circa 7 milioni di eventi acuti e ricoveri ospedalieri, riducendo significativamente la pressione sui sistemi sanitari in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pubblicazione intitolata ‘Going digital for noncommunicable diseases: the case for action’ è stata lanciata in occasione di un evento ospitato dal governo del Gambia durante la 79a Assemblea generale delle Nazioni Unite, in collaborazione con l'ITU e l'OMS. "Il futuro della salute è digitale. Ma per rendere questa visione una realtà, abbiamo bisogno sia di risorse che di collaborazione”, ha affermato il direttore generale dell'OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Nessuna organizzazione può farcela da sola. Invitiamo governi, partner e donatori a unirsi, investire strategicamente e garantire che queste innovazioni salvavita raggiungano coloro che ne hanno più bisogno”. “La rivoluzione digitale ha il potenziale per scatenare una rivoluzione sanitaria”, ha affermato il Segretario generale dell'ITU Doreen Bogdan-Martin. “In ITU, la connettività universale significativa è una priorità perché il digitale è un catalizzatore per raggiungere obiettivi in settori chiave come la salute e l'istruzione. Chiediamo una maggiore collaborazione tra i settori della salute e della tecnologia, incluso lo sviluppo di una solida infrastruttura pubblica digitale, essenziale per la fornitura di servizi sanitari digitali che possano avvantaggiare le persone ovunque senza lasciare indietro nessuno”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le malattie non trasmissibili (NCD), come le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie croniche, sono responsabili di oltre il 74% dei decessi globali ogni anno, molti dei quali sono prevenibili. Sebbene siano stati compiuti progressi significativi nella lotta alle NCD, l'integrazione delle tecnologie sanitarie digitali nei sistemi sanitari tradizionali rimane una sfida. Il rapporto mostra che c'è un'urgente necessità di sfruttare queste tecnologie per aumentare gli interventi efficaci e mitigare il crescente peso sui sistemi sanitari in tutto il mondo. Quattro principali fattori di rischio legati al nostro ambiente quotidiano (uso di tabacco, dieta non sana, uso dannoso di alcol e inattività fisica) determinano risposte nei nostri corpi che aumentano anche il rischio di malattie non trasmissibili: pressione alta, obesità, glicemia alta e colesterolo alto. Gli strumenti digitali, tra cui messaggistica mobile e chatbot, possono aiutare gli individui a comprendere i loro fattori di rischio modificabili e incoraggiarli a sviluppare abitudini più sane. Le persone che vivono con malattie non trasmissibili richiedono un monitoraggio regolare e una gestione continua e molte necessitano di cure specialistiche e a lungo termine. Strumenti digitali come la telemedicina possono aiutarli a superare le barriere all'accesso all'assistenza sanitaria. Dati e strumenti in tempo reale per i professionisti sanitari possono anche aiutarli a prendere decisioni informate sui loro pazienti. Mentre oltre il 60% dei paesi ha sviluppato una strategia di salute digitale, spesso manca l'integrazione di nuove tecnologie nell'infrastruttura sanitaria esistente. Il rapporto invita i paesi a investire in infrastrutture pubbliche digitali e a promuovere standard e interoperabilità che possano superare le barriere critiche per realizzare il pieno potenziale della salute digitale. Il rapporto funge da modello per l'azione, integrando l'iniziativa globale dell'OMS sulla salute digitale e la strategia globale sulla salute digitale 2020-2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:31:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/my-post122c88b4</guid>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale: il punto sui quattro progetti chiave per il futuro</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La profonda trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0) e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) è ormai irreversibile. Questi progetti promettono di rivoluzionare la sanità integrando tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, migliorando diagnosi, trattamenti e formazione
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         egli ultimi anni, l’Italia ha avviato un’importante trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), volta a migliorare la qualità e l’accessibilità delle cure. Al centro di questa trasformazione ci sono il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0) e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), due progetti chiave che stanno ridisegnando il panorama sanitario italiano.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’impiego della realtà aumentata nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Sfide e opportunità della gestione dei dati in sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Fascicolo sanitario elettronico 2.0: una nuova era per la Sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Cosa conterrà il FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le critifcità del FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Piattaforma Nazionale di Telemedicina: innovazione per la sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Gli obiettivi della PNT
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’intelligenza artificiale in sanità e le sue applicazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Realtà aumentata in sanità: innovazioni e sfide
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -I passi avanti verso un Sistema Sanitario Nazionale efficiente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Gli uteriori step necessari pen un SSN accessibile e sicuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’IA per ridurre gli errori e potenziare i servizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione del FSE 2.0 e della PNT apre la strada all’integrazione di tecnologie emergenti che promettono di rivoluzionare ulteriormente il settore sanitario. L’intelligenza artificiale, con la sua capacità di analizzare vasti volumi di dati, può migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie, fornendo ai medici strumenti predittivi e analitici avanzati. Utilizzando i dati raccolti dal FSE 2.0, gli algoritmi di IA possono identificare pattern complessi e suggerire interventi medici personalizzati, aumentando l’efficacia delle cure e riducendo i tempi di risposta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impiego della realtà aumentata nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parallelamente, la realtà aumentata (AR) sta emergendo come potente strumenti di supporto clinico. Queste tecnologie possono essere utilizzate per la formazione medica, la pianificazione chirurgica e il supporto intraoperatorio, migliorando la precisione e la sicurezza degli interventi. Ad esempio, i chirurghi possono utilizzare visori di realtà aumentata per visualizzare in tempo reale immagini tridimensionali degli organi del paziente, sovrapposte al campo visivo reale, consentendo interventi più precisi e meno invasivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sfide e opportunità della gestione dei dati in sanità
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste innovazioni tecnologiche presentano anche nuove sfide, soprattutto in termini di gestione dei dati e privacy. L’uso intensivo di IA e AR richiede l’accesso a dati sanitari sensibili, il che rende fondamentale garantire la sicurezza e la protezione di queste informazioni. Inoltre, l’implementazione di queste tecnologie richiede un aggiornamento delle competenze degli operatori sanitari e l’adozione di nuovi protocolli e standard operativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fascicolo sanitario elettronico 2.0: una nuova era per la Sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il FSE 2.0 rappresenta un passo avanti decisivo rispetto alla versione precedente, trasformandosi da uno strumento puramente amministrativo a un elemento fondamentale per il supporto clinico. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), questo progetto ambizioso mira a uniformare i modelli di archiviazione e i dati sanitari, garantendo una maggiore interoperabilità e integrazione con le infrastrutture regionali di telemedicina. L’obiettivo è creare un sistema coeso ed efficiente su tutto il territorio nazionale, un traguardo che pone l’Italia all’avanguardia in Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa conterrà il FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il FSE 2.0 include una vasta gamma di documenti sanitari obbligatori che ogni regione deve caricare nel sistema. Questi comprendono referti di laboratorio, radiologia, specialistica ambulatoriale, anatomia patologica, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, profili sanitari sintetici, prescrizioni farmaceutiche e specialistiche, cartelle cliniche, e informazioni sulla somministrazione di farmaci e vaccinazioni. Inoltre, i pazienti possono utilizzare il “Taccuino personale” per gestire autonomamente i propri dati sanitari, anche se questi dati non sono certificati dagli operatori sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le critifcità del FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante le potenzialità del FSE 2.0, la sua implementazione ha incontrato diverse difficoltà. Il Garante Privacy ha recentemente avviato procedimenti correttivi contro 18 Regioni e le Province autonome di Bolzano e Trento per non aver rispettato le disposizioni del decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023. Queste difformità nelle informative possono compromettere i diritti dei cittadini e l’efficienza del sistema, evidenziando l’importanza di una gestione uniforme dei dati sanitari a livello nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altre difficoltà riguardano la formazione degli operatori sanitari e l’educazione dei cittadini nell’utilizzo di questo strumento come sistema di condivisione delle informazioni più preziose che riguardano la salute dei pazienti, sia affetti da patologie che sani per programmi di prevenzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per affrontare queste sfide, sono stati stanziati oltre 300 milioni di euro per la formazione. L’implementazione del FSE 2.0 richiede una stretta collaborazione tra le aziende sanitarie, le regioni e gli enti nazionali per garantire la standardizzazione e l’interoperabilità, essenziali per una gestione sanitaria più efficace e integrata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piattaforma Nazionale di Telemedicina: innovazione per la sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al FSE 2.0, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) è pronta a entrare in una fase cruciale con l’inizio della raccolta dati, grazie alla collaborazione di alcune Regioni pilota. Parte della Missione 6 Salute del PNRR, la PNT è gestita da Agenas e mira a migliorare la presa in carico dei pazienti in tutto il territorio nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La PNT, che sarà presentata ufficialmente il 1° ottobre 2024, è progettata per garantire l’interoperabilità con il FSE 2.0 e l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS). Questa integrazione è fondamentale per assicurare che i servizi di telemedicina siano implementati in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, facilitando la presa in carico dei pazienti e migliorando la qualità delle cure a livello locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli obiettivi della PNT
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli obiettivi principali della PNT includono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riduzione delle disparità territoriali:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          superare le differenze regionali offrendo una maggiore integrazione tra i servizi sanitari locali e le piattaforme nazionali, utilizzando soluzioni innovative e standard condivisi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miglioramento della qualità clinica: aumentare l’accessibilità ai servizi sanitari e migliorare la qualità delle cure per tutti i pazienti, garantendo un accesso uniforme alle cure di alta qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Supporto ai professionisti sanitari:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          fornire strumenti avanzati e validati ai professionisti sanitari per operare in modo più efficace, sia individualmente che in team multidisciplinari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Facilitazione della deospedalizzazione:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          promuovere la cura a domicilio e ridurre la necessità di ricoveri ospedalieri, migliorando la gestione delle malattie croniche e acute direttamente nelle comunità locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’integrazione della telemedicina con il FSE 2.0 e l’EDS rappresenta un’opportunità unica per rivoluzionare il sistema sanitario italiano, rendendolo più efficiente, accessibile e sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’intelligenza artificiale in sanità e le sue applicazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario rappresenta una rivoluzione che sta già mostrando i suoi primi risultati positivi. Uno degli utilizzi più promettenti dell’IA è nell’analisi delle immagini mediche, dove algoritmi avanzati possono rilevare anomalie che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Ad esempio, sistemi di IA sono in grado di analizzare radiografie, risonanze magnetiche e tomografie computerizzate per individuare tumori, microfratture o altre condizioni patologiche con un’accuratezza che spesso supera quella dei radiologi tradizionali. Un altro ambito di applicazione è nella gestione delle cartelle cliniche elettroniche, dove l’IA può aiutare a identificare pattern di malattie, prevedere le probabilità di ricovero e suggerire piani di trattamento personalizzati. Inoltre, i chatbot basati su IA stanno diventando uno strumento utile per il triage e il supporto ai pazienti, rispondendo alle domande comuni e guidandoli verso le cure appropriate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Realtà aumentata in sanità: innovazioni e sfide
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La realtà aumentata (AR) sta trasformando il modo in cui i professionisti sanitari apprendono e praticano la medicina. Nella formazione medica, gli studenti possono utilizzare visori AR per esplorare modelli anatomici tridimensionali interattivi, migliorando la loro comprensione della struttura corporea e delle procedure chirurgiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In sala operatoria, i chirurghi possono utilizzare visori AR per sovrapporre immagini diagnostiche direttamente sul paziente, migliorando la precisione durante gli interventi. Questo è particolarmente utile in chirurgia minimamente invasiva, dove la visibilità è limitata. Inoltre, la AR può assistere nella riabilitazione dei pazienti, offrendo esercizi interattivi e feedback in tempo reale per migliorare la mobilità e la forza. In oncologia, la AR è utilizzata per pianificare e guidare trattamenti complessi come la radioterapia, assicurando che le radiazioni colpiscano esattamente il tessuto tumorale, risparmiando al contempo i tessuti sani circostanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I passi avanti verso un Sistema Sanitario Nazionale efficiente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e della Piattaforma Nazionale di Telemedicina segna un passo significativo verso la modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Questi strumenti non solo miglioreranno la qualità delle cure e l’accessibilità ai servizi sanitari, ma faciliteranno anche una gestione più efficiente e integrata della sanità digitale in Italia. È essenziale, tuttavia, affrontare le sfide legate alla conformità normativa e alla standardizzazione dei processi per garantire che i benefici di queste innovazioni siano equamente distribuiti tra tutti i cittadini italiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli uteriori step necessari pen un SSN accessibile e sicuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La strada verso un sistema sanitario nazionale completamente digitalizzato e interoperabile richiede un impegno costante e una stretta collaborazione tra tutte le parti coinvolte, inclusi il governo, le regioni, le aziende sanitarie e i professionisti del settore. Solo attraverso un approccio coordinato e uniforme sarà possibile realizzare appieno il potenziale del FSE 2.0 e della PNT, portando la sanità italiana al livello successivo e assicurando che ogni cittadino possa beneficiare di cure di alta qualità, accessibili e sicure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario si inserisce l’Intelligenza Artificiale che offre una gamma diversificata di tecnologie che si prospettano cruciali per accelerare lo sviluppo dell’Italia nel breve e medio termine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’IA per ridurre gli errori e potenziare i servizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Già oggi, l’IA sta dimostrando il suo potenziale nel potenziare la produttività delle imprese e ottimizzare l’efficacia della Pubblica Amministrazione, riducendo gli errori e migliorando la qualità di prodotti e servizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel contesto della salute, sta rivoluzionando la prevenzione, rendendo possibili diagnosi più tempestive e trattamenti più efficaci. Socialmente, migliora l’interazione tra cittadini e istituzioni, supporta processi educativi e migliora la qualità della vita, ottimizzando l’uso delle risorse e rafforzando la sicurezza nazionale. Il rapido sviluppo delle tecnologie IA implica una competizione che definirà il nostro futuro, mettendo in luce la necessità di gestire attivamente questa rivoluzione per produrre soluzioni innovative in linea con i nostri valori e le peculiarità del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine la realtà aumentata contribuisce alla trasformazione del settore sanitario, migliorando la pratica medica e l’esperienza dei pazienti. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale dell’AR, è fondamentale sviluppare applicazioni specifiche, garantire l’accessibilità e affrontare le sfide regolamentari e di integrazione. Con una strategia collaborativa, l’AR può radicalmente migliorare la qualità delle cure e spingere avanti l’innovazione medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Vincenzo E. M. Giardino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Financial Advisor &amp;amp; Venture Capitalist
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raffaele Nudi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Strategy Advisor
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Dec 2024 15:33:04 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale: le sfide secondo l’Istituto Superiore di Sanità</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) stila un elenco delle criticità, a partire dai fattori demografici, tecnologici, economici, ambientali e sociali, da studiare ed affrontare in maniera approfondita e multidisciplinare. Ecco come le innovazioni in biologia, in sanità digitale e l’intelligenza artificiale che stanno trasformando il panorama sanitario
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-igiene.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La sanità contemporanea sta affrontando una serie di sfide complesse, influenzate da fattori demografici, tecnologici, economici, ambientali e sociali che richiedono da un lato approfondimenti specifici e dall’altro un’analisi trasversale fortemente multidisciplinare.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Innovazioni nell’ambito delle discipline biologiche, affiancate ai continui sviluppi delle tecnologie “tradizionali” e a quelle che si stanno imponendo in particolare nella sanità digitale e intelligenza artificiale (IA), promettono di trasformare il panorama sanitario, potenziando la ricerca, migliorando prevenzione, diagnosi, trattamento, monitoraggio dei pazienti e riducendo, auspicabilmente, le disuguaglianze di accesso alle cure.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli approcci tecnologici più promettenti si annoverano lo sviluppo di dispositivi mobili e relative applicazioni, dispositivi indossabili, servizi di telemedicina, realtà virtuale ed aumentata, robotica, inevitabilmente affiancati da sistemi basati su intelligenza artificiale, grazie ai quali è possibile sfruttare la sempre maggiore quantità di dati per ottenere in ultima analisi, una migliore visione comprensiva dello stato di salute del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sfruttare tali opportunità è indispensabile saper governare al meglio l’impatto delle nuove tecnologie nel contesto sanitario, sociale, etico, economico, ecologico, legale e culturale che imporrà, tra l’altro, la riorganizzazione delle risorse umane, dei carichi di lavoro e dell’educazione, nonché trasformazioni nell’interazione tra operatori e professionisti sanitari e nelle relazioni paziente-medico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dispositivi indossabili, mobili e app
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La principale causa di morte dei nostri tempi, secondo i dati del Who, è legata alle malattie cardiovascolari e tra queste in particolare l’ischemia coronarica e l’infarto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I sensori presenti oggi nei dispositivi indossabili quali braccialetti da polso dedicati o integrati in smartwatch, calzini, magliette, anelli e occhiali (Smartglass) permettono la misura continua dei segnali elettrici generati nei cicli cardiaci (elettrocardiogramma), delle pulsazioni cardiache, della saturazione di ossigeno nel sangue ed altri parametri cardiaci [1].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I dati prodotti da queste misure, combinati ad altri dati provenienti da sensori, quali accelerometri e ricevitori GPS, possono essere analizzati in tempo reale da algoritmi basati su intelligenza artificiale che, tenendo conto tra l’altro dello storico delle misure, possono individuare alterazioni o anomalie non compatibili con la specifica condizione fisica della persona sotto osservazione, permettendo l’adozione tempestiva di opportune contromisure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sensori biomedicali sono ora incorporati direttamente nei nostri smartphone e tablet, rendendo la tecnologia più accessibile e utilizzabile su larga scala e offrendo pertanto opportunità per il monitoraggio continuo della salute, la gestione delle malattie croniche e l’intervento preventivo, migliorando così la qualità della vita e l’efficienza delle cure mediche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La telemedicina, consentendo appuntamenti video o audio tra paziente e medico e la trasmissione dei dati clinici, rende possibile la diagnosi e il trattamento, minimizzando gli spostamenti fisici migliorando pertanto l’accessibilità e l’efficienza dei servizi sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo è essenziale per le persone che vivono in aree remote o hanno mobilità ridotta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I dispositivi medici connessi, come misuratori di pressione e glucometri, sempre più spesso integrati con applicazioni mobili, trasmettono dati in tempo reale ai medici, consentendo un monitoraggio continuo e preciso dei parametri vitali, una necessità per la gestione delle malattie croniche [2] .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia, a partire dal 2014, sono state emanate diverse linee guida e di indirizzo per la telemedicina, per definirne le diverse tipologie di applicazioni (televisita, teleconsulto, teleconsulenza, telemonitoraggio, teleassistenza, telecontrollo e teleriabilitazione), le tecnologie applicate e le modalità di erogazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le prestazioni di telemedicina richiedono una struttura informatica, che deve gestire sia dati e segnali clinici inviati dai pazienti, sia informazioni di tipo amministrativo e gestionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo del PNRR
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede la realizzazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di una struttura informatica di raccordo per permettere la divulgazione e l’integrazione e interoperabilità tra i servizi sanitari regionali che verranno erogati in modalità telemedicina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          D’altra parte, la pandemia da Covid-19 ha accelerato la diffusione della telemedicina, come evidenziano le rilevazioni delle esperienze attivate in Italia, condotte dal Ministero della Salute nel 2018 e nel 2021: i servizi di televisita e telemonitoraggio sono quelli più erogati, ma anche il teleconsulto per l’interazione tra clinici, risulta abbastanza utilizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Realtà virtuale e aumentata, robotica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Strumenti quali i “chatbot” e gli assistenti virtuali basati su IA che rispondono alle domande più frequenti e gestiscono gli appuntamenti, permettono oggi di offrire un supporto immediato ai pazienti e di ridurre il carico di lavoro del personale sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La robotica riabilitativa ed assistiva, sempre più integrata con elementi di realtà virtuale e aumentata, sta trasformando la vita quotidiana delle persone con disabilità, migliorandone l’autonomia e la qualità della vita, nonché la gestione delle cure. La realtà virtuale e aumentata creano ambienti immersivi che stimolano il recupero fisico e cognitivo, consentendo al tempo stesso ai terapisti di monitorare e adattare i trattamenti in tempo reale, migliorando l’efficacia delle cure e l’esperienza del paziente [3].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli ultimi anni, i dispositivi robotici in ambito riabilitativo sono sempre più impiegati per il recupero della motilità degli arti superiori e inferiori (attraverso l’utilizzo di esoscheletri controllati elettronicamente), e applicati nel campo delle patologie disabilitanti di origine neurologica (ictus cerebrale, lesioni del midollo spinale, malattie neurodegenerative eccetera).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tecnologie di «riabilitazione intelligente» sono dispositivi integrati con Intelligenza Artificiale per la valutazione delle prestazioni dei pazienti (riconoscimento di azioni in tempo reale o delle funzionalità di arti-mano con algoritmi di machine learning) e/o per il supporto dell’esecuzione di atti motori (sensori e attuatori nei sistemi robotici).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La riabilitazione intelligente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche queste tecnologie richiedono spesso una sensoristica ed una rete di trasmissione ad elevate prestazioni, in tempo reale ed affidabile. Con l’introduzione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 12 gennaio 2017), nel Nomenclatore delle prestazioni sanitarie sono state introdotte nuove prestazioni riabilitative con sistemi robotici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Imaging medico e IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attualmente la diagnostica per immagini, ed in particolare la radiologia, è il settore sanitario in cui si stanno applicando maggiormente le tecniche di intelligenza artificiale ed è probabilmente uno dei campi in cui ha avuto più impatto la rivoluzione digitale che negli ultimi decenni ha soppiantato, tra l’altro, l’utilizzo delle immagini analogici su pellicole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo ha portato ad un forte aumento del numero delle prestazioni, ed un
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          corrispondente aumento del carico di lavoro. D’altra parte, le immagini sono un campo fertile per lo sviluppo di soluzioni automatiche efficaci che l’intelligenza artificiale può offrire, per esempio per migliorare la qualità delle immagini, contornare automaticamente regioni di interesse con lesioni o tessuti tumorali, a supporto della diagnosi, alla scelta del trattamento o per la valutazione del decorso terapeutico [4].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le stesse tecniche, oltre ad essere la base di partenza per applicazioni con finalità più complesse e ancora in sviluppo, sono già utilizzate dai professionisti sanitari nei vari settori per progettare e realizzare mediante manifattura digitale, soluzioni di guida e di supporto all’intervento chirurgico e più in generale dispositivi medici personalizzati, anche impiantabili, pur necessitando di essere supportati da specifici framework valutativi [5], inclusivi essi stessi dell’imaging come strumento di controllo, non essendo esenti da criticità in relazione alla qualità dei processi produttivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa serve
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto di ecosistema digitale della sanità, è pertanto rilevante garantire non soltanto la qualità delle immagini acquisite, ma anche dei vari processi digitali correlati, dei flussi di lavoro automatici, delle strumentazioni e delle soluzioni software e dunque, l’opportuna verifica e validazione degli stessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altri settori dell’imaging medico che stanno beneficiando significativamente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          dall’introduzione dell’intelligenza artificiale sono la patologia digitale e la dermatologia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest’ultima, in parte connessa alla patologia digitale, utilizza le potenzialità dell’IA tramite applicazioni su smartphone, che mettono strumenti di autodiagnosi direttamente nelle mani dei pazienti che diventano una sorta di operatori-tecnici [6].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Digital Twins
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il concetto di Digital Twin (gemello digitale) si è inizialmente diffuso nell’ambito
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          manufatturiero, sfruttando i progressi nella Data analytics e nella connettività IoT (internet of things). Tali strumenti hanno permesso di aumentare notevolmente i dati a disposizione e la capacità di gestirli, per ottenere dei modelli “in silicio” dei processi industriali, molto simili agli originali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tempi più recenti, le possibili applicazioni dei Digital Twin si sono estese anche all’ambito sanitario, selezionando alcuni sistemi fisiologici (o anche il paziente in toto) come oggetto della simulazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un obiettivo ambizioso è fornire supporto al clinico nei processi decisionali nel
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          trattamento del paziente grazie ad un Digital Twin del paziente stesso, che costituisca un modello personalizzato, in grado di predire, per esempio, la risposta ad una terapia o ad un farmaco. Tali modelli digitali sono caratterizzati da metodologie di tipo computazionale sempre più spesso basate anche su algoritmi di IA in grado di analizzare grandi quantità di dati eterogenei (per esempio elettroencefalogramma, immagini diagnostiche, referti clinici, dati di espressione genica da analisi del sangue).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al fine di garantirne la credibilità e quindi un loro impiego effettivo come strumento di evidenza e nel rispetto dei requisiti regolatori, sono rilevanti le fasi di sviluppo e di validazione dei modelli, tenendo conto di un approccio basato sul rischio [7].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al momento, infatti, nella pratica clinica il loro impiego è ad uno stadio iniziale e molti aspetti necessitano ancora di sostanziale ricerca e sviluppo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fascicolo Sanitario Elettronico e spazio europeo dei dati sanitari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’ecosistema digitale un ruolo centrale è riservato ai dati e di conseguenza al
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          fascicolo sanitario elettronico (FSE) alimentato dai dati digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici dell’assistito, riferiti a prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dalle strutture sanitarie convenzionate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La commissione Europea sta definendo un modello di armonizzazione della gestione dei dati sanitari al fine di agevolare l’utilizzo di soluzioni digitali interoperabili sull’intero territorio nazionale ed europeo [8] a cui si affianca lo spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space) [9] per la costruzione dello Spazio europeo dei dati sanitari che mira a migliorare l’accesso e il controllo dei dati sanitari personali, facilitare la condivisione sicura ed efficiente migliorando così la continuità delle cure e il loro riutilizzo per la ricerca e l’innovazione, nel rispetto delle volontà del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rapporto paziente-medico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’incremento della salute digitale (la “digital health”) nella pratica clinico-medica, i pazienti saranno sempre più coinvolti in prima persona nel processo di cura e clinico-assistenziale, portando ad una trasformazione del rapporto medico-paziente. Il paziente non è più soggetto passivo, ma sempre più attivo nel suo percorso di cura, per cui la sua percezione dell’utilizzo di una tecnologia è in questo ambito una priorità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impatto delle tecnologie digitali sul paziente deve tener conto dei principi della
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Convenzione europea sui diritti umani e la biomedicina del 1997, nota come
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Convenzione di Oviedo” [10], che rappresenta il punto di riferimento del Comitato dei diritti umani nel campo della medicina e della salute del Consiglio d’Europa, impegnato, fra l’altro, a valutare l’impatto dell’IA nel rapporto paziente-medico [11].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dispositivi Medici, Software ed Intelligenza Artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sistemi digitali, elettronici o software, quando destinati dal fabbricante ad essere impiegati per una o più finalità mediche, diagnostiche o terapeutiche, sono dispositivi medici (DM), soggetti al regolamento europeo MDR 2017/745 [12] e debbono pertanto soddisfare i Requisiti generali di sicurezza e prestazioni, il cui soddisfacimento costituisce la condizione necessaria per l’immissione in commercio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il regolamento europeo MDR 2017/745 non cita espressamente termini come “artificial intelligence” o “machine learning”. Ma la metodologia utilizzata per realizzare un software come dispositivo medico, come richiamato sopra, può presentare tecniche ed approcci di IA che introducono aspetti non adeguatamente contemplati dalla regolamentazione attuale, come per esempio la possibilità di un sistema di IA di apprendere durante il suo utilizzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          D’altra parte, il Regolamento Europeo sull’intelligenza artificiale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea 15 nel luglio 2024, avrà delle implicazioni nel settore dei software come DM basati su IA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa direzione la Commissione Europea e gli Stati membri stanno istituendo degli impianti di prova e sperimentazione, che contribuiranno all’attuazione del regolamento sull’intelligenza artificiale. Nell’ambito del settore salute, al fine di supportare gli sviluppatori, le piccole e medie industrie europee, nel settore dell’IA e della robotica sanitaria, e di portare sul mercato soluzioni di IA affidabili, è stato istituito il consorzio TEF-Health.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cybersecurity
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ai benefici di gran parte dei dispositivi discussi in precedenza, si affiancano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          problematiche di sicurezza informatica (“cybersecurity”) che rappresentano un aspetto ormai rilevante nel settore sanitario (e non solo), specialmente con l’evoluzione delle tecnologie che comprendono, per esempio, dispositivi come i pancreas artificiali, i pacemaker [14] e le applicazioni per l’autodiagnosi in dermatologia digitale sopra citate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ai benefici di questi dispositivi si affiancano problematiche di protezione dei dati personali e sicurezza dei dispositivi stessi contro minacce informatiche sempre più sofisticate, che nel caso dei pacemaker, per esempio, possono avere un impatto diretto sulla salute del paziente: manipolazioni non autorizzate potrebbero alterare il ritmo cardiaco nei pacemaker o influenzare il dosaggio dell’infusione di insulina nei pancreas artificiali, compromettendo gravemente il trattamento medico e la sicurezza del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il regolamento MDR
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il regolamento MDR sopra richiamato prevede che i software immessi sul
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          mercato dell’UE siano idonei alle nuove sfide tecnologiche legate ai rischi di sicurezza informatica e prevede specifici requisiti di sicurezza (pre commercializzazione e post commercializzazione) per tutti i dispositivi medici che incorporano sistemi elettronici programmabili e software che sono di per sé dispositivi medici [16].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sensibilità dei dati sanitari richiede, tra l’altro, la necessità di utilizzare strumenti di identificazione e autenticazione elettronica sicuri ed efficaci per garantire da un lato un accesso ottimale e dall’altro sicurezza e fiducia nei sistemi che conservano i dati sanitari, in primis il fascicolo sanitario elettronico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La diffusione di tecnologie digitali nell’ambito sanitario dovrebbe permettere una migliore visione comprensiva (olistica) dello stato di salute del paziente, verso una medicina più personalizzata con prevedibilmente migliore risultato diagnostico e terapeutico, e migliore gestione delle malattie croniche, nonché migliore accessibilità ai servizi sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          D’altra parte, le tecnologie digitali offrono al paziente la possibilità di avere più
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          consapevolezza e corrispondente controllo sulle decisioni per la propria salute, e queston porta ad una trasformazione del rapporto paziente-medico. In questo scenario, la tecnologia e l’accettazione della tecnologia da parte del paziente e un’adeguata formazione del medico sulle nuove tecnologie, diventano fattori fondamentali per il successo di un percorso di cura, nonché un esaustivo e chiaro consenso informato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione dell’IA promette di migliorare la personalizzazione delle cure e l’efficienza dei servizi sanitari. Ma sorgono preoccupazioni riguardo alla trasparenza nell’uso dei dati, alla sicurezza informatica e all’etica nell’applicazione di algoritmi complessi che possono influenzare decisioni cliniche cruciali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo senso, è fondamentale promuovere una governance dell’IA responsabile, garantendo che l’innovazione tecnologica sia accompagnata da garanzie di equità, sicurezza e rispetto delle normative etiche e legali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La diffusione delle tecnologie digitali può essere ostacolata dalla mancanza di adeguate infrastrutture, dalla necessità di nuove figure professionali, potenziali barriere di tipo legale ed etico, costi di investimento iniziale non trascurabili e possibile riluttanza psicologica o personale al loro utilizzo. Non va inoltre trascurata la sostenibilità ecologica del processamento e stoccaggio dei dati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi ostacoli possono essere abbattuti o mitigati anche da efficaci attività di offerta formativa e di corretta promozione, ricerca scientifica e tecnologica, coinvolgimento dei diversi attori del settore sanitario nei processi di sviluppo e implementazione delle tecnologie digitali, al fine di definire l’appropriatezza del loro utilizzo, non solo in termini di facilità di fruizione, ma anche di consapevolezza dei loro vantaggi e limiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altri autori del presente articolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altri autori: Giuseppe D’Avenio, Daniele Giansanti, Sandra Morelli, Antonia Pirrera, Cecilia Poli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bibliografia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [1] J.-D. Huang et al., “Applying Artificial Intelligence to Wearable Sensor Data to Diagnose and Predict Cardiovascular Disease: A Review”, Sensors 2022, 22, 8002.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [2] Morelli S, D’Avenio G, Daniele C, Grigioni M, Giansanti D. “Under the Tech Umbrella: Assessing the Landscape of Telemedicine Innovations (Telemechron Study)”. Healthcare (Basel). 2024 Mar 8;12(6):615.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [3] Stramba-Badiale C, et al. “Enhancing spatial navigation skills in mild cognitive impairment patients: a usability study of a new version of ANTaging software.”, Front Hum Neurosci. 2024 Jan 8;17:1310375.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [4] A.S. Panayideset al. “AI in Medical Imaging Informatics: Current Challenges and Future Directions.” IEEE J Biomed Health Inform. 2020 Jul;24(7):1837-1857.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [5] Campioni, I. and Gupta, N. (2021), “Ti6Al4V mandibular devices by additive manufacturing: Assessment of as-built quality”, Med Devices Sens, 4: e10153. https://doi.org/10.1002/mds3.10153.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [6] Pirrera A, Giansanti D. “Human-Machine Collaboration in Diagnostics: Exploring the Synergy in Clinical Imaging with Artificial Intelligence.”, Diagnostics (Basel). 2023 Jun 25;13(13):2162.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [7] Viceconti, M., Emili, L. (eds) (2024), “Toward Good Simulation Practice”, Synthesis Lectures on Biomedical Engineering. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-031-48284-7.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [8] Commission Recommendation on a European Electronic Health Record exchange format (C(2019)800) of 6 February 2019.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [9] EHDS. Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sullo spazio europeo dei dati sanitari; COM/2022/197 final.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [10] The Convention for the Protection of Human Rights and Dignity of the Human Being with regard to the Application of Biology and Medicine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [11] CDBIO – Artificial Intelligence.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [12] Regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2017, relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE del Consiglio, GU L 117 del 5.5.2017.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [13] Regulation (EU) 2024/1689 of the European Parliament and of the Council of 13 June 2024 laying down harmonised rules on artificial intelligence and amending Regulations (EC) No 300/2008, (EU) No 167/2013, (EU) No 168/2013, (EU) 2018/858, (EU) 2018/1139 and (EU) 2019/2144 and Directives
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2014/90/EU, (EU) 2016/797 and (EU) 2020/1828 (Artificial Intelligence Act), OJ L, 2024/1689, 12.7.2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [14] Kramer, D.B., Fu, K. “Cybersecurity concerns and medical devices: Lessons from a pacemaker advisory”, JAMA 2017, 318, 2077–2078.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [15] MDCG 2019-16 Guidance on Cybersecurity for medical devices.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Ilaria Campioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Istituto Superiore Sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Evaristo Cisbani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricercatore senior Istituto Superiore di Sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giuseppe D'Avenio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Istituto Superiore Sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Carla Daniele
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Istituto Superiore di Sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Dec 2024 10:59:54 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>AI Act: un nuovo standard globale per la sanità digitale</title>
      <link>https://www.sisped.net/my-post6d570210</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Con l’AI Act, l’Ue si propone di guidare l’innovazione responsabile dell’IA in sanità. Il Regolamento promette miglioramenti nell’efficienza del sistema sanitario, ma emergono sfide legate alla protezione dei dati e all’equità nell’accesso alle cure
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-1-52483151.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il primo agosto 2024 è entrata in vigore la legge europea sull’intelligenza artificiale, l’AI Act. Si tratta del primo regolamento globale sull’intelligenza artificiale (IA) al mondo, che mira a promuovere lo sviluppo e la diffusione responsabili dell’IA nell’UE.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Applicato a svariati settori, inclusa la sanità, l’AI Act ha compiuto i primi passi nel 2021 con la proposta da parte della Commissione europea ed è stabilito che la maggior parte delle sue norme troveranno applicazione a partire dall’agosto 2026.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta dunque di un percorso articolato, in cui diversi attori hanno contribuito, e potranno ancora farlo, alla definizione ed effettiva implementazione di questa norma rivoluzionaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’applicazione dell’IA al settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Motivi di entusiasmo per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Motivi di preoccupazione per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Rischi di pregiudizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Mancanza di diversità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Decisioni distorte basate sull’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Protezione della privacy e della riservatezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Migliorare la fiducia dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le sfide per l’Ue e i Paesi membri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Come si inserirà il nuovo regolamento all’interno della legislazione in essere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Obiettivi inconciliabili?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Come conciliare un processo legislativo lungo su tematiche caratterizzate da rapidi cambiamenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il necessario sostegno alle Autorità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’applicazione dell’IA al settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Assieme a diversi stakeholder, abbiamo approfondito quali sono le implicazioni dell’AI Act nello specifico per il settore della sanità. Lo abbiamo fatto da una prospettiva che considera non solo il contesto specifico in cui la legge nasce ed è destinata ad una applicazione diretta, ossia l’UE e i suoi paesi membri, ma anche i potenziali risvolti su scala globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partiamo da una considerazione: l’applicazione dell’IA nel settore sanitario non è equivalente a quella in altri settori. Il punto di partenza può essere medesimo: l’IA è portatrice di una serie di benefici rivoluzionari insieme ad alcuni importanti rischi; ma la posta in gioco è decisamente più alta. Ha infatti a che fare con i nostri dati personali più sensibili. E le sue conseguenze impattano direttamente la nostra vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come l’UE, anche il resto del mondo si sta occupando di regolamentare l’intelligenza artificiale con la differenza che l’UE, con l’AI Act, ha dato alla luce quello che può essere considerata la prima (e al momento unica) legislazione più completa e influente in materia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando l’UE ha approvato il suo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nel 2016, ha stabilito un nuovo standard molto elevato per la privacy online. Molte imprese hanno scelto di seguire le leggi del l’UE anche quando operano al di fuori del l’Europa; aderire a un unico standard a livello mondiale era preferibile rispetto a seguire un mosaico di standard in diverse giurisdizioni. Dunque, anche con l’intelligenza artificiale, l’Europa potrebbe ancora una volta stabilire le regole del gioco globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Motivi di entusiasmo per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’annunciare l’AI Act, il Parlamento europeo ha elencato i “molti vantaggi dell’IA.” Il primo in quella lista, davanti a energia sostenibile, produzione più efficiente e trasporto più pulito, era proprio quello di “una migliore assistenza sanitaria.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il New England Journal of Medicine ha scritto che l’IA “offre enormi promesse per migliorare quasi tutti gli aspetti di come forniamo e riceviamo cure.” Gli strumenti basati sull’IA potrebbero consentire ai pazienti di autodiagnosticarsi, e anche di risparmiare tempo agli operatori sanitari riducendo la documentazione. Gli algoritmi basati sull’IA potrebbero trasformare il modo in cui ricerchiamo e trattiamo le malattie rare, identificando modelli che sarebbero difficili o impossibili da rilevare per gli analisti umani, mentre la modellazione predittiva potrebbe prevedere come queste malattie rare progrediscono, consentendo un trattamento più mirato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E la lista continua. L’IA potrebbe contribuire a creare sperimentazioni virtuali che integrino le prove cliniche, il che significa che medicinali, vaccini, dispositivi e procedure potrebbero raggiungere la popolazione più rapidamente e con costi di sviluppo inferiori. I modelli di “Digital twins” potrebbero aiutare a prevedere come un paziente può rispondere ad una procedura o farmaco. “Can AI help heal the world?” si domandava The Economist nel 2022; una domanda che già allora appariva del tutto retorica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fronte di queste prospettive di applicazione l’entusiasmo della popolazione è molto alto. Brunswick ha recentemente condotto un sondaggio tra la popolazione maggiorenne di Italia, Germania, Francia e Spagna per comprendere le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria. I 2.000 intervistati (500 per Paese) sono stati interpellati su numerosi aspetti, tra cui l’uso dell’IA nel settore sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ne emerge un quando interessante, dove la maggioranza della popolazione mostra entusiasmo all’idea di utilizzare l’IA artificiale in ambito sanitario (italiani e spagnoli in particolare), specie tra coloro che sono giovani, con una buona condizione finanziaria e in salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, è interessante osservare come la maggior parte dei rispondenti identifica proprio nelle applicazioni dell’IA la soluzione più efficace per rispondere a quelli che ad oggi risultano le maggiori criticità strutturali del sistema sanitario: i tempi di attesa per accesso a trattamenti e cure e la carenza di professionisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Motivi di preoccupazione per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I principali rischi dell’IA nell’assistenza sanitaria, secondo un report datato 2022 del Parlamento europeo, sono: “potenziali errori e danni al paziente; rischio di pregiudizi e maggiori disuguaglianze sanitarie; mancanza di trasparenza e fiducia; e vulnerabilità agli attacchi informatici e alle violazioni della privacy.” Sebbene alcuni di questi rischi non siano specifici dell’assistenza sanitaria, le loro conseguenze lo sono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rischi di pregiudizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pensiamo al rischio di pregiudizio, per esempio. L’intelligenza artificiale si basa su grandi quantità di dati. In ambito sanitario, questo significa dati personali relativi alla salute. Tali dati potrebbero riflettere e perpetuare diversi tipi di pregiudizi, che possono essere particolarmente concentrati su gruppi e minoranze più vulnerabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mancanza di diversità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nostro collega Ben Hirschler ha evidenziato la mancanza di diversità nelle sperimentazioni cliniche: “Le sperimentazioni cliniche sono insufficienti perché non riflettono in modo accurato la diversità dei diversi gruppi di pazienti”, ha scritto. “Questo significa che i dati che generano non riescono a cogliere l’intero quadro dei benefici (e talvolta degli effetti negativi) che la medicina moderna può apportare.” L’IA potrebbe ulteriormente aumentare la diffusione e l’applicazione errata di tali dati distorti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è una vicenda, che è emblematica di questo rischio, su una chatbot di IA a cui è stato chiesto: “Il medico e l’infermier* si sono sposati e uno/a è rimasta incinta. Chi è rimasto incinta?” La risposta della chatbot è stata: l’infermiera. Informato che si trattava di un infermiere uomo, la chatbot non ha capito la domanda in quanto non poteva cogliere che il medico era una donna e l’infermiere un uomo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali pregiudizi e dati non rappresentativi comportano rischi per i pazienti. “Ciò può portare a decisioni distorte basate sull’IA, che possono ulteriormente accentuare le disparità sanitarie, la discriminazione, il trattamento ineguale e l’accesso ineguale all’assistenza sanitaria”, ha sottolineato Milana Trucl, responsabile delle politiche per il Forum europeo dei pazienti, un’organizzazione senza scopo di lucro i cui membri rappresentano collettivamente più di 150 milioni di pazienti in tutta Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Decisioni distorte basate sull’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali pregiudizi e dati non rappresentativi comportano rischi per i pazienti. “Ciò può portare a decisioni distorte basate sull’IA, che possono ulteriormente accentuare le disparità sanitarie, la discriminazione, il trattamento ineguale e l’accesso ineguale all’assistenza sanitaria”, ha sottolineato Milana Trucl, responsabile delle politiche per il Forum europeo dei pazienti, un’organizzazione senza scopo di lucro i cui membri rappresentano collettivamente più di 150 milioni di pazienti in tutta Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Protezione della privacy e della riservatezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra preoccupazione è la protezione della privacy e della riservatezza sia per i pazienti che per le aziende. I pazienti ovviamente non vogliono che i loro dati siano usati o accessibili senza il loro consenso, o per scopi per cui non sono d’accordo. “Anche il limitato coinvolgimento dei pazienti durante lo sviluppo dell’IA comporta un rischio, in quanto può portare a soluzioni che non soddisfano adeguatamente le esigenze specifiche del paziente”, afferma Trucl. “Tra i principali rischi individuati vi sono anche la mancanza di regole chiare in materia di responsabilità, supervisione umana e trasparenza, nonché la fuga, la divulgazione non autorizzata o l’uso involontario dei dati sanitari. Tale trattamento e uso improprio di dati sensibili potrebbe avere conseguenze di vasta portata.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le aziende, la protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali è di primaria importanza. L’IA generativa in particolare può porre sfide a entrambi: “il sistema di IA non è progettato per distinguere tra informazioni riservate e non riservate,” Reuters ha riferito nel dicembre 2023. “L’input non sarà considerato segreto commerciale e l’output non sarà considerato segreto commerciale…”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Man mano che l’IA si integra in più aspetti dell’assistenza c’è anche il timore che l’IA possa sostituire piuttosto che aiutare i fornitori di assistenza sanitaria. Mentre la tecnologia rende le cure più efficienti, si teme infatti che potrebbe anche ridurre l’empatia rendendo il processo guidato dai dati piuttosto che dai medici. Sara Roda, consulente politica del CPME [Comitato Permanente dei Medici Europei], afferma che l’organizzazione preferisce il termine “intelligenza aumentata”: “l’IA dovrebbe essere utilizzata per migliorare le competenze dei medici e le capacità specifiche”, dice Roda. Avere medici che co-progettano l’IA in sanità aiuterà a garantire quel rapporto complementare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Migliorare la fiducia dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una sfida finale, che è forse la più importante è quella della fiducia. Che potrebbe migliorare il modo in cui pazienti, professionisti della sanità e politici diventano “AI literate“, ossia consapevoli di ciò che significa per loro, il loro lavoro, i loro dati, le loro vite. Dimostrare che le soluzioni e gli strumenti basati sull’IA sono affidabili sarà dunque fondamentale per garantire questo processo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molte delle considerazioni avanzate sui rischi dell’IA in sanità trovano anche conferma dai risultati del già menzionato sondaggio a cura di Brunswick.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È infatti fondamentale ricordare che esiste una significativa minoranza di cittadini ancora poco propensa all’utilizzo dell’IA in sanità. In particolare, sono molto preoccupati dai potenziali errori e dal rischio di creare danni ai pazienti, così come dalla paura di generare perdita di posti di lavoro. In aggiunta a queste preoccupazioni, gli italiani in particolare si aspettano che ci sia una forte regolamentazione degli aspetti legati alla trasparenza dei processi governati dall’IA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di queste sfide e rischi dovrà sicuramente tenerne conto la comunità di stakeholder dell’UE chiamata a portare a compimento nei prossimi anni il processo di implementazione del AI Act, così come il resto del mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le sfide per l’Ue e i Paesi membri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guardando invece specificamente all’UE e i suoi paesi membri, abbiamo individuato tre sfide “esclusive”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come si inserirà il nuovo regolamento all’interno della legislazione in essere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come la legislazione specifica per l’IA si inserirà nella legislazione già esistente del settore sanitario, in particolare il regolamento sui dispositivi medici (MDR) e il regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR). Lo stesso vale per il modo in cui si inserirà nella legislazione futura, come quella che istituirà lo spazio europeo dei dati sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’AI Act rappresenta un significativo passo avanti nella regolamentazione della protezione dei dati sanitari,” dice Patrick Boisseau, direttore generale di MedTech Europe, l’associazione professionale leader per l’industria delle tecnologie mediche. “È imperativo rafforzare le misure esistenti e allinearsi alle norme settoriali come MDR/IVDR, ma anche alla legislazione orizzontale come il GDPR, i diritti di proprietà intellettuale e la direttiva sui diritti di segreto commerciale.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sofia Palmieri, ricercatrice presso l’Università di Gent che si è concentrata sulle sfide giuridiche ed etiche del l’IA nel settore sanitario, teme che “nonostante il MDR sia un regolamento piuttosto recente, potrebbe non essere in grado di riassumere le caratteristiche specifiche che giustificavano una regolamentazione speciale per l’IA”. In tal senso è “particolarmente preoccupata per la convalida clinica dei sistemi di IA che continuano a imparare dai nuovi dati ricevuti. Occorre esaminare attentamente l’attuale normativa sui dispositivi medici per valutare se possa garantire la sicurezza clinica e l’efficacia di questo tipo di sistema di IA nel tempo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come sia Boisseau che Palmieri alludono, il panorama legislativo è dunque complicato e lo diventerà ancora di più.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Obiettivi inconciliabili?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Due degli obiettivi dichiarati dell’UE sono di “promuovere … il benessere dei suoi cittadini” e “il progresso scientifico e tecnologico.” Pertanto, da un lato, l’applicazione dell’IA è considerato un acceleratore in questo senso, dato il suo potenziale nel favorire il progresso nella maggior parte dei settori, incluso quello sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’altro, tuttavia due dei valori fondatori dell’UE sono “libertà” e “diritti umani”, e l’Europa ha la reputazione di adottare leggi severe come la GDPR per proteggere i diritti individuali e la privacy. La natura dell’intelligenza artificiale crea inevitabilmente nuove e profonde sfide per molti diritti e libertà. Il modo di equilibrare questi obiettivi concorrenti non è necessariamente unico per l’Europa, ma sicuramente la scelta in questo ambito sarà molto critica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come conciliare un processo legislativo lungo su tematiche caratterizzate da rapidi cambiamenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Effy Vayena, professore fondatore del laboratorio di etica e politica sanitaria presso l’ETH di Zurigo, e Andrew Morris, direttore di Health Data Research UK, hanno scritto che la legislazione in materia di IA “dovrà tenere il passo con gli sviluppi tecnologici in corso, cosa che non avviene attualmente. Dovrà anche tener conto della natura dinamica degli algoritmi, che apprendono e cambiano nel tempo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa sfida è amplificata dal processo legislativo europeo. Prendiamo l’EU AI Act: la Commissione europea lo ha proposto nel 2021; il Consiglio dell’UE ha adottato l’approccio generale nel 2022 e a metà del 2023 il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione. La nuova legge è entrata in vigore ad agosto 2024 e, come scrivevamo, avrà una piena applicazione nell’arco di due anni. La GDPR addirittura ha radici normative che risalgono a più di due decenni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I proponenti affermano che un approccio così misurato produce una legislazione efficace e ponderata. Gli autori, d’altro canto, temono che un simile approccio sia troppo rigido per la tecnologia che sta cercando di regolare. È stato soprannominato “il problema della Regina Rossa“, riferendosi al consiglio della Regina Rossa ad Alice in “Attraverso lo Specchio”: “Ora qui, vedi, ci vuole tutta la corsa che puoi fare, per rimanere nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte, devi correre due volte più veloce!”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il necessario sostegno alle Autorità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcuni mesi fa l’OMS ha pubblicato un elenco di considerazioni per la regolamentazione dell’IA nel settore sanitario. Il passo finale di tale elenco è stato: “Promuovere la collaborazione tra organismi di regolamentazione, pazienti, professionisti del settore sanitario, rappresentanti del l’industria e partner governativi.” Tale collaborazione, secondo Patrick Boisseau di MedTech Europe, è parte integrante del l’UE nel raggiungimento di un delicato equilibrio: proteggere i dati sanitari personali, dare la priorità all’innovazione e migliorare gli outcome sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le imprese dunque sarà importante, tenendo conti dei rischi discussi e delle aspettative dei vari stakeholder, accompagnare l’implementazione di questa nuova legislazione comunicando la propria visione di valore dell’IA nella sanità sia ai politici che al pubblico in generale, mentre si cerca di trovare un equilibrio tra gli obiettivi a volte contrastanti della politica pubblica. Comunicare questo valore richiederà una volontà di adattarsi al cambiamento dello scenario e la capacità di articolare un messaggio credibile, chiaro e pertinente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per tutto il dibattito su come l’Europa dovrebbe regolare l’IA, c’è in ogni caso un aspetto che non viene messo in discussione: ossia che rimane ancora in corso. Si tratta di una discussione a cui le organizzazioni sanitarie e le aziende hanno l’opportunità di partecipare e possibilmente di contribuire a definirne la forma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Francesca Scassellati Sforzolini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner, Healthcare and Lifesciences Global Lead di Brunswick
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cesare Calabrese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Associate di Brunswick
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Dec 2024 10:51:54 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>CRM in sanità: come migliorare l’esperienza dei pazienti e ridurre i costi</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il CRM sanitario, o Patient Relationship Management, è cruciale per migliorare l’interazione medico-paziente e ridurre i costi operativi. L’Italia affronta sfide tecnologiche e culturali, ma l’adozione di tecnologie avanzate promette un sistema sanitario più efficiente e centrato sul paziente
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Negli ultimi anni, il settore sanitario ha affrontato numerose sfide, tra cui l’aumento dei costi, la scarsità di risorse e la crescente richiesta di servizi di alta qualità.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il Customer Relationship Management in ambito sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -I vantaggi del CRM in Sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Implementazione del CRM in sanità: tecnologie necessarie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Telemedicina e piattaforme digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -I problemi che frenano l’adozione del CRM in Sanità in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -I progetti pilota in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le Regioni più indietro nell’adozione del CRM
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -La resistenza culturale al cambiamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Come superare il problema della frammentazione dei dati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Strumenti per gestire meglio le risorse sanitarie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Integrazione della telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il coinvolgimento attivo dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il CRM per un SSN più efficiente e accessibile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Customer Relationship Management in ambito sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto, la gestione delle relazioni con i pazienti, nota come Customer Relationship Manag
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ement (CRM) in ambito sanitario, ha acquisito un ruolo centrale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il CRM, nato in origine come strumento per gestire le relazioni tra aziende e clienti, è stato adattato al settore sanitario per migliorare l’esperienza del paziente, ottimizzare i processi ospedalieri e, in ultima analisi, ridurre i costi operativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Customer Relationship Management in ambito sanitario, noto anche come Patient Relationship Management (PRM), è una strategia volta a migliorare la comunicazione e l’interazione tra le strutture sanitarie e i pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I vantaggi del CRM in Sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il CRM consente agli ospedali e agli altri fornitori di servizi sanitari di gestire in modo efficace le informazioni sui pazienti, le loro preferenze, le esigenze di trattamento e la cronologia medica, creando un database centralizzato e facilmente accessibile. Questo sistema non solo facilita l’organizzazione e la pianificazione delle cure, ma migliora anche la qualità dell’assistenza. Un sistema di CRM ben implementato offre molteplici vantaggi, tra cui il miglioramento della comunicazione medico-paziente grazie all’accesso immediato ai dati storici del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo permette al personale medico di prendere decisioni più rapide e informate, riducendo errori e migliorando la qualità delle cure. Inoltre, una gestione ottimale del paziente consente una maggiore personalizzazione dei servizi, riducendo i tempi di attesa e aumentando la fiducia verso la struttura sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da un punto di vista gestionale, ridurre la ridondanza delle informazioni e migliorare l’efficienza dei processi amministrativi porta a una diminuzione dei costi operativi, liberando risorse per altre aree critiche. A lungo termine, una migliore esperienza sanitaria non solo aumenta la soddisfazione, ma può anche migliorare la fedeltà dei pazienti, che tendono a ritornare presso la stessa struttura sanitaria per futuri trattamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Implementazione del CRM in sanità: tecnologie necessarie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’implementazione del CRM in sanità richiede una combinazione di tecnologie avanzate, come i sistemi informativi integrati, ERP – Enterprise Resource Planning, data warehouse per la gestione delle informazioni e strumenti di intelligenza artificiale per analizzare e prevedere i bisogni dei pazienti. Secondo uno studio condotto da Meskarpour-Amiri et al. (2021), l’uso di tecnologie come i sistemi informativi integrati, la registrazione delle informazioni essenziali del paziente e l’accesso ai dati corretti al momento giusto sono tra le principali priorità per l’implementazione efficace del CRM nelle strutture ospedaliere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste tecnologie permettono una gestione centralizzata e accurata delle informazioni sul paziente, migliorando l’efficienza operativa e la qualità delle cure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Telemedicina e piattaforme digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La telemedicina e le piattaforme digitali sono altre tecnologie che stanno trasformando il CRM in sanità. Grazie alla possibilità di interagire virtualmente con i pazienti, i medici possono fornire assistenza a distanza, monitorare le condizioni cliniche e dare consigli senza la necessità di visite fisiche, riducendo così l’afflusso di pazienti negli ospedali e migliorando l’accessibilità dei servizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I problemi che frenano l’adozione del CRM in Sanità in Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia, il sistema sanitario pubblico è da tempo sotto pressione per la necessità di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i tempi di attesa e migliorare l’esperienza del paziente. Tuttavia, l’implementazione di tecnologie CRM nel sistema sanitario italiano è ancora limitata. Tra i problemi principali ci sono la frammentazione delle piattaforme tecnologiche, la mancanza di interoperabilità tra le diverse regioni e la carenza di investimenti in tecnologie avanzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La frammentazione dei dati e la limitata interoperabilità tra le piattaforme tecnologiche delle varie regioni italiane rappresentano uno dei principali ostacoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I progetti pilota in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In alcune regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, sono stati già avviati progetti pilota di CRM per gestire meglio le relazioni con i pazienti e rendere più efficienti le operazioni ospedaliere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Lombardia, ad esempio, grazie all’introduzione della piattaforma CRS-SISS (Carta Regionale dei Servizi e Sistema Informativo Socio Sanitario), è possibile accedere alla storia clinica elettronica dei pazienti su tutto il territorio regionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Emilia-Romagna ha sviluppato un sistema informativo integrato chiamato SOLE (Sanità On Line) che consente ai medici e agli operatori sanitari di accedere in tempo reale alle informazioni cliniche dei pazienti, riducendo tempi di attesa e aumentando la qualità dell’assistenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Veneto, il sistema Sanità Km Zero ha portato avanti l’integrazione tra sanità e tecnologie digitali per gestire le prescrizioni mediche e la cartella clinica elettronica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Regioni più indietro nell’adozione del CRM
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fra le regioni in cui il CRM è all’anno zero spicca sicuramente la Calabria, ma anche la Sicilia e la Campania faticano a implementare sistemi tecnologici integrati per la gestione delle relazioni con i pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In queste regioni, la frammentazione dei dati sanitari e la scarsa interoperabilità tra le piattaforme regionali rendono difficile la condivisione delle informazioni tra le diverse strutture, causando inefficienze e ritardi nell’erogazione delle cure. Le Infrastrutture digitali in queste regioni necessitano di importanti investimenti e una forte leadership per colmare il divario con le regioni più avanzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La resistenza culturale al cambiamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro ostacolo all’implementazione del CRM in sanità in Italia è rappresentato dalla resistenza culturale al cambiamento. Spesso il personale sanitario è riluttante ad adottare nuovi sistemi tecnologici, in parte a causa della mancanza di formazione adeguata, ma anche per timori riguardo alla perdita di controllo sul processo decisionale clinico. Questo problema può essere superato con iniziative di formazione mirate e la creazione di una cultura aziendale che favorisca l’innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come superare il problema della frammentazione dei dati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per superare il problema della frammentazione dei dati, è necessario sviluppare una piattaforma sanitaria nazionale che permetta l’interoperabilità tra i diversi sistemi regionali. Un sistema centralizzato consentirebbe ai medici e agli operatori sanitari di accedere ai dati del paziente ovunque si trovi, migliorando la continuità delle cure e riducendo il rischio di errori medici. È fondamentale che il governo italiano investa in infrastrutture tecnologiche avanzate per sostenere l’implementazione di sistemi CRM nel settore sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Strumenti per gestire meglio le risorse sanitarie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione di strumenti come l’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva e i big data può aiutare le strutture sanitarie a gestire meglio le risorse, ottimizzare la pianificazione delle cure e migliorare la qualità del servizio offerto. Il personale sanitario deve essere coinvolto e formato nel processo di digitalizzazione. La resistenza al cambiamento può essere ridotta fornendo una formazione adeguata sui vantaggi dei nuovi sistemi CRM e sviluppando una cultura organizzativa più aperta all’innovazione tecnologica. Programmi di aggiornamento professionale, seminari e corsi di formazione possono essere utili per favorire un ambiente di apprendimento continuo e adattabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Integrazione della telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La telemedicina, che ha ricevuto un notevole impulso durante la pandemia di COVID-19, può essere integrata all’interno di un sistema CRM per migliorare l’accessibilità e la tempestività dei servizi. Le piattaforme di telemedicina consentono una gestione efficace delle relazioni con i pazienti, permettendo ai medici di monitorare i pazienti a distanza, fornire consulenze e ridurre la necessità di visite fisiche, aumentando così l’efficienza del sistema.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il coinvolgimento attivo dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un elemento chiave per il successo del CRM in sanità è il coinvolgimento attivo dei pazienti. Creare canali di comunicazione efficaci per raccogliere feedback da parte dei pazienti è fondamentale per migliorare continuamente la qualità dei servizi offerti. Strumenti come sondaggi online, piattaforme di recensioni e chatbot automatizzati possono facilitare la raccolta di informazioni utili per il miglioramento del servizio. L’adozione di sistemi di CRM in sanità rappresenta una delle soluzioni più promettenti per migliorare la qualità delle cure e l’esperienza del paziente in Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il CRM per un SSN più efficiente e accessibile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, la strada verso un’implementazione efficace richiede investimenti mirati, una forte leadership manageriale, l’integrazione delle tecnologie e la formazione del personale sanitario. Un approccio centrato sul paziente, supportato da un sistema di gestione delle relazioni ben strutturato, non solo può migliorare la qualità delle cure, ma anche rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico. Attraverso l’adozione di nuove tecnologie e un cambiamento nella cultura organizzativa, l’Italia può cogliere le opportunità offerte dal CRM per creare un sistema sanitario più efficiente, accessibile e orientato ai bisogni del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Domenico Marino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Dec 2024 10:41:24 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Tac potenziata dall’IA: diagnosi migliori e meno radiazioni</title>
      <link>https://www.sisped.net/tac-potenziata-dallia-diagnosi-migliori-e-meno-radiazioni</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’Intelligenza Artificiale rivoluziona la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo l’esposizione alle radiazioni. Supporta i radiologi nell’analisi delle scansioni, ottimizza il flusso di lavoro e affronta le sfide culturali e tecniche nella diagnostica per immagini
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         a Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), una tecnica di imaging medico ampiamente utilizzata per diagnosticare numerose patologie, sta subendo una trasformazione significativa grazie all’introduzione di tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale (AI).
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste innovazioni stanno ridefinendo il panorama della diagnostica per immagini, migliorando la qualità delle scansioni, riducendo i tempi di acquisizione e, soprattutto, aumentando l’accuratezza nella diagnosi. Prima di esplorare il ruolo dell’AI nella TAC, è utile capire brevemente il contesto storico di questa tecnologia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Tac, genesi, evoluzione e impatto dell’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Tac con l’IA: i vantaggi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Ridurre la dose di radiazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Aiutare i radiologi nell’interpretazione delle scansioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -La velocità di elaborazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Riduzione dei rischi per i pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Riduzione del rischio di errore umano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Tac con IA, le sfide da affrontare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Accesso a dati di qualità per il training
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -La resistenza culturale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Prospettive future dell’integrazione AI e imaging medico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tac, genesi, evoluzione e impatto dell’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La TAC è stata sviluppata negli anni ’70 da Sir Godfrey Hounsfield, che ha combinato la tecnologia dei raggi X con algoritmi informatici per creare immagini tridimensionali delle strutture interne del corpo umano. Da allora, la TAC si è evoluta significativamente, con miglioramenti nella risoluzione delle immagini e nella velocità di scansione. Tuttavia, con l’avvento dell’AI, stiamo entrando in una nuova era di diagnostica per immagini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Intelligenza Artificiale, e in particolare l’apprendimento profondo (deep learning), sta avendo un impatto rivoluzionario nel campo della radiologia, incluso nella TAC. L’AI può migliorare vari aspetti del processo, dalla riduzione del rumore nelle immagini all’identificazione automatica di anomalie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tac con l’IA: i vantaggi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esaminiamo alcuni dei modi principali in cui l’AI sta trasformando la TAC. Una delle principali applicazioni dell’AI nella TAC è il miglioramento della qualità dell’immagine. Le tecniche di riduzione del rumore basate sull’AI permettono di ottenere immagini più nitide anche utilizzando dosi ridotte di radiazioni. Questo è cruciale, poiché uno dei principali limiti della TAC è la quantità di radiazioni a cui i pazienti sono esposti durante l’esame. L’AI può utilizzare algoritmi di apprendimento profondo per analizzare le immagini rumorose e ricostruire immagini ad alta risoluzione, minimizzando il degrado della qualità visiva. Una tecnica particolarmente promettente è la cosiddetta “super-risoluzione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ridurre la dose di radiazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie a reti neurali profonde, l’AI può prendere immagini a bassa risoluzione e “prevedere” dettagli mancanti, migliorando la nitidezza e la definizione. Questi approcci, già in fase di sperimentazione clinica, permettono ai radiologi di vedere strutture più fini e identificare patologie che altrimenti potrebbero essere difficili da rilevare. Come accennato, uno dei principali vantaggi dell’utilizzo dell’AI nella TAC è la possibilità di ridurre la dose di radiazioni. Tradizionalmente, ridurre la dose di radiazioni in una TAC comporta una perdita di qualità dell’immagine. Tuttavia, grazie agli algoritmi di deep learning, è possibile ottenere immagini ad alta qualità anche con dosi molto basse. Questi algoritmi analizzano le immagini “rumorose” (quelle ottenute con dosi ridotte di radiazioni) e le elaborano per migliorare la qualità, restituendo immagini nitide e diagnostiche. Un esempio notevole è l’algoritmo di “dose ridotta” sviluppato da Google Health in collaborazione con alcune università, che utilizza reti neurali per migliorare la qualità delle immagini TAC a basso dosaggio. Questa tecnologia è già stata testata con successo in ambienti clinici e ha il potenziale di ridurre l’esposizione alle radiazioni per milioni di pazienti all’anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Aiutare i radiologi nell’interpretazione delle scansioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al miglioramento della qualità delle immagini, l’AI ha dimostrato una straordinaria capacità di aiutare i radiologi nell’interpretazione delle scansioni. Sistemi di intelligenza artificiale possono essere addestrati per rilevare automaticamente varie condizioni, come tumori, emorragie cerebrali, aneurismi e fratture. Questi sistemi analizzano milioni di immagini precedentemente etichettate per “apprendere” i modelli associati a determinate patologie, e una volta addestrati, possono fornire suggerimenti diagnostici quasi in tempo reale. In particolare, le reti neurali convoluzionali (CNN), un tipo di AI specializzato nell’elaborazione delle immagini, hanno mostrato risultati eccellenti nell’identificazione di patologie come il cancro ai polmoni e le malattie cardiovascolari. Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, un sistema di AI sviluppato da Google ha raggiunto una precisione diagnostica pari, se non superiore, a quella dei radiologi umani nell’identificazione di noduli polmonari maligni da scansioni TAC.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La velocità di elaborazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro vantaggio dell’introduzione dell’AI nella TAC è la velocità di elaborazione. L’AI può automatizzare molti aspetti del flusso di lavoro di una scansione TAC, come la segmentazione delle immagini (il processo di isolare determinate aree di interesse, come un tumore o un organo) e l’elaborazione dei dati. Ciò riduce il carico di lavoro dei radiologi e velocizza i tempi di risposta per i pazienti. In situazioni di emergenza, come nel caso di ictus o traumi, la velocità è fondamentale. L’AI può aiutare a identificare immediatamente lesioni cerebrali o sanguinamenti interni e segnalare queste anomalie ai medici prima che abbiano il tempo di esaminare manualmente le immagini, migliorando così i tempi di intervento e, in molti casi, salvando vite. In Italia vi sono già diversi casi di eccellenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) applicata alla diagnostica medica, in particolare alle tomografie computerizzate (TAC).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riduzione dei rischi per i pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste tecnologie innovative stanno trasformando il settore sanitario, migliorando la precisione diagnostica e riducendo i rischi per i pazienti. Il primo esempio di avanguardia è stato realizzato nel 2020 al Policlinico Gemelli di Roma dove è stata installata una TAC dotata di IA che consente una drastica riduzione della dose di radiazioni erogate ai pazienti, fino all’82% in meno rispetto ai metodi convenzionali. La TAC utilizza algoritmi avanzati per ottimizzare il posizionamento del paziente, riducendo i tempi di esame e migliorando la qualità delle immagini, con vantaggi sia per il personale medico che per i pazienti. Questo sistema consente anche di eseguire esami complessi, come quelli cardiologici, in modo più veloce e con maggiore precisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riduzione del rischio di errore umano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro vantaggio dell’IA applicata alle TAC è la riduzione del rischio di errore umano, grazie a un innovativo sistema di auto-posizionamento che permette al tomografo di adattarsi automaticamente alla struttura corporea del paziente. Ciò si traduce in un miglioramento del flusso di lavoro, permettendo ai tecnici di concentrarsi su altre attività cruciali per la cura del paziente. Successivamente queste tecnologie si sono abbastanza diffuse in tutta Italia. Un altro esempio di eccellenza si trova all’Ospedale Cervello di Palermo, dove una TAC dotata di IA viene utilizzata per migliorare la qualità diagnostica e ridurre i tempi di scansione. Anche qui, l’IA contribuisce a ottimizzare la dose di radiazioni e a garantire una maggiore accuratezza nella rilevazione di patologie, soprattutto per pazienti pediatrici o con condizioni critiche. Al Policlinico di Taranto, la TAC dotata di IA consente diagnosi più rapide e precise, specialmente nelle scansioni cerebrali e cardiache, riducendo il margine di errore e abbattendo la dose di radiazioni erogate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha introdotto una TAC intelligente che, grazie all’IA, migliora la qualità delle immagini diagnostiche, riduce il tempo degli esami e diminuisce le radiazioni necessarie, offrendo un’esperienza più sicura per i pazienti. Al San Raffaele di Milano, la tecnologia IA è utilizzata per migliorare il flusso di lavoro e aumentare l’accuratezza diagnostica. Il sistema di posizionamento automatico e la gestione efficiente delle immagini permettono di eseguire esami più rapidi, riducendo i tempi di attesa e migliorando la qualità complessiva delle diagnosi. Anche l’Ospedale San Salvatore di Pesaro ha adottato una TAC basata su IA, che consente di ridurre significativamente il tempo degli esami e la dose di radiazioni per i pazienti, rendendo l’intero processo diagnostico più sicuro ed efficiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tac con IA, le sfide da affrontare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante i promettenti progressi, ci sono ancora diverse sfide da affrontare prima che l’AI diventi una parte integrante di tutte le applicazioni TAC.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Accesso a dati di qualità per il training
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una delle principali difficoltà è l’accesso ai dati di alta qualità necessari per addestrare gli algoritmi di apprendimento profondo. Per addestrare un modello di AI in modo efficace, sono necessari milioni di immagini mediche etichettate con precisione, cosa che non è sempre facilmente disponibile a causa delle restrizioni sulla privacy e delle regolamentazioni sui dati sanitari. Inoltre, l’affidabilità dei sistemi di AI deve essere garantita attraverso studi clinici rigorosi. Sebbene molti modelli di AI abbiano mostrato prestazioni eccezionali in ambienti controllati, è essenziale verificare che questi sistemi siano altrettanto efficaci e affidabili quando utilizzati in ospedali e cliniche reali. Il rischio di falsi positivi o falsi negativi, ad esempio, potrebbe avere gravi conseguenze se l’AI non fosse accuratamente convalidata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La resistenza culturale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, c’è anche una resistenza culturale all’interno della comunità medica riguardo all’adozione dell’AI. Molti radiologi vedono queste tecnologie come una potenziale minaccia al loro ruolo, temendo che l’AI possa sostituire i professionisti umani. Tuttavia, la maggior parte degli esperti ritiene che l’AI sarà uno strumento complementare piuttosto che sostitutivo, poiché il giudizio clinico umano rimarrà fondamentale per la valutazione complessiva del paziente. Nonostante queste sfide, le potenzialità future dell’AI nella TAC sono immense.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Prospettive future dell’integrazione AI e imaging medico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si prevede che l’integrazione di AI e imaging medico continuerà a espandersi, con lo sviluppo di tecnologie ancora più avanzate. Ad esempio, la combinazione di AI e realtà aumentata potrebbe consentire ai medici di visualizzare immagini TAC in tempo reale durante gli interventi chirurgici, migliorando la precisione e riducendo i rischi operativi. Un’altra area di interesse è l’uso dell’AI per monitorare le condizioni dei pazienti nel tempo. L’AI potrebbe analizzare le scansioni TAC ripetute per rilevare cambiamenti sottili nelle condizioni del paziente che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Ciò potrebbe portare a diagnosi più precoci e trattamenti più tempestivi, migliorando significativamente gli esiti clinici. Inoltre, l’AI potrebbe giocare un ruolo chiave nell’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Con l’aiuto di algoritmi di intelligenza artificiale, gli ospedali potrebbero gestire in modo più efficiente il flusso di pazienti e l’assegnazione delle risorse, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’accesso alle cure. Anche se rimangono alcune sfide da affrontare, tra cui la disponibilità di dati di alta qualità, l’affidabilità dei sistemi di AI e l’accettazione da parte della comunità medica. Nonostante ciò, le prospettive future sono molto promettenti, e l’AI ha il potenziale per trasformare radicalmente il panorama della diagnostica per immagini nei prossimi anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Domenico Marino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 26 Nov 2024 11:09:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/tac-potenziata-dallia-diagnosi-migliori-e-meno-radiazioni</guid>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>AI Act: un nuovo standard globale per la sanità digitale</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Con l’AI Act, l’Ue si propone di guidare l’innovazione responsabile dell’IA in sanità. Il Regolamento promette miglioramenti nell’efficienza del sistema sanitario, ma emergono sfide legate alla protezione dei dati e all’equità nell’accesso alle cure
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il primo agosto 2024 è entrata in vigore la legge europea sull’intelligenza artificiale, l’AI Act. Si tratta del primo regolamento globale sull’intelligenza artificiale (IA) al mondo, che mira a promuovere lo sviluppo e la diffusione responsabili dell’IA nell’UE.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Applicato a svariati settori, inclusa la sanità, l’AI Act ha compiuto i primi passi nel 2021 con la proposta da parte della Commissione europea ed è stabilito che la maggior parte delle sue norme troveranno applicazione a partire dall’agosto 2026.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta dunque di un percorso articolato, in cui diversi attori hanno contribuito, e potranno ancora farlo, alla definizione ed effettiva implementazione di questa norma rivoluzionaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -L’applicazione dell’IA al settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Motivi di entusiasmo per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Motivi di preoccupazione per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Rischi di pregiudizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Mancanza di diversità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Decisioni distorte basate sull’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Protezione della privacy e della riservatezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Migliorare la fiducia dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Le sfide per l’Ue e i Paesi membri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Come si inserirà il nuovo regolamento all’interno della legislazione in essere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Obiettivi inconciliabili?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Come conciliare un processo legislativo lungo su tematiche caratterizzate da rapidi cambiamenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           -Il necessario sostegno alle Autorità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’applicazione dell’IA al settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Assieme a diversi stakeholder, abbiamo approfondito quali sono le implicazioni dell’AI Act nello specifico per il settore della sanità. Lo abbiamo fatto da una prospettiva che considera non solo il contesto specifico in cui la legge nasce ed è destinata ad una applicazione diretta, ossia l’UE e i suoi paesi membri, ma anche i potenziali risvolti su scala globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partiamo da una considerazione: l’applicazione dell’IA nel settore sanitario non è equivalente a quella in altri settori. Il punto di partenza può essere medesimo: l’IA è portatrice di una serie di benefici rivoluzionari insieme ad alcuni importanti rischi; ma la posta in gioco è decisamente più alta. Ha infatti a che fare con i nostri dati personali più sensibili. E le sue conseguenze impattano direttamente la nostra vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come l’UE, anche il resto del mondo si sta occupando di regolamentare l’intelligenza artificiale con la differenza che l’UE, con l’AI Act, ha dato alla luce quello che può essere considerata la prima (e al momento unica) legislazione più completa e influente in materia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando l’UE ha approvato il suo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nel 2016, ha stabilito un nuovo standard molto elevato per la privacy online. Molte imprese hanno scelto di seguire le leggi del l’UE anche quando operano al di fuori del l’Europa; aderire a un unico standard a livello mondiale era preferibile rispetto a seguire un mosaico di standard in diverse giurisdizioni. Dunque, anche con l’intelligenza artificiale, l’Europa potrebbe ancora una volta stabilire le regole del gioco globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Motivi di entusiasmo per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’annunciare l’AI Act, il Parlamento europeo ha elencato i “molti vantaggi dell’IA.” Il primo in quella lista, davanti a energia sostenibile, produzione più efficiente e trasporto più pulito, era proprio quello di “una migliore assistenza sanitaria.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il New England Journal of Medicine ha scritto che l’IA “offre enormi promesse per migliorare quasi tutti gli aspetti di come forniamo e riceviamo cure.” Gli strumenti basati sull’IA potrebbero consentire ai pazienti di autodiagnosticarsi, e anche di risparmiare tempo agli operatori sanitari riducendo la documentazione. Gli algoritmi basati sull’IA potrebbero trasformare il modo in cui ricerchiamo e trattiamo le malattie rare, identificando modelli che sarebbero difficili o impossibili da rilevare per gli analisti umani, mentre la modellazione predittiva potrebbe prevedere come queste malattie rare progrediscono, consentendo un trattamento più mirato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E la lista continua. L’IA potrebbe contribuire a creare sperimentazioni virtuali che integrino le prove cliniche, il che significa che medicinali, vaccini, dispositivi e procedure potrebbero raggiungere la popolazione più rapidamente e con costi di sviluppo inferiori. I modelli di “Digital twins” potrebbero aiutare a prevedere come un paziente può rispondere ad una procedura o farmaco. “Can AI help heal the world?” si domandava The Economist nel 2022; una domanda che già allora appariva del tutto retorica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fronte di queste prospettive di applicazione l’entusiasmo della popolazione è molto alto. Brunswick ha recentemente condotto un sondaggio tra la popolazione maggiorenne di Italia, Germania, Francia e Spagna per comprendere le priorità dell’opinione pubblica in materia di politica sanitaria. I 2.000 intervistati (500 per Paese) sono stati interpellati su numerosi aspetti, tra cui l’uso dell’IA nel settore sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ne emerge un quando interessante, dove la maggioranza della popolazione mostra entusiasmo all’idea di utilizzare l’IA artificiale in ambito sanitario (italiani e spagnoli in particolare), specie tra coloro che sono giovani, con una buona condizione finanziaria e in salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, è interessante osservare come la maggior parte dei rispondenti identifica proprio nelle applicazioni dell’IA la soluzione più efficace per rispondere a quelli che ad oggi risultano le maggiori criticità strutturali del sistema sanitario: i tempi di attesa per accesso a trattamenti e cure e la carenza di professionisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Motivi di preoccupazione per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I principali rischi dell’IA nell’assistenza sanitaria, secondo un report datato 2022 del Parlamento europeo, sono: “potenziali errori e danni al paziente; rischio di pregiudizi e maggiori disuguaglianze sanitarie; mancanza di trasparenza e fiducia; e vulnerabilità agli attacchi informatici e alle violazioni della privacy.” Sebbene alcuni di questi rischi non siano specifici dell’assistenza sanitaria, le loro conseguenze lo sono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rischi di pregiudizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pensiamo al rischio di pregiudizio, per esempio. L’intelligenza artificiale si basa su grandi quantità di dati. In ambito sanitario, questo significa dati personali relativi alla salute. Tali dati potrebbero riflettere e perpetuare diversi tipi di pregiudizi, che possono essere particolarmente concentrati su gruppi e minoranze più vulnerabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mancanza di diversità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nostro collega Ben Hirschler ha evidenziato la mancanza di diversità nelle sperimentazioni cliniche: “Le sperimentazioni cliniche sono insufficienti perché non riflettono in modo accurato la diversità dei diversi gruppi di pazienti”, ha scritto. “Questo significa che i dati che generano non riescono a cogliere l’intero quadro dei benefici (e talvolta degli effetti negativi) che la medicina moderna può apportare.” L’IA potrebbe ulteriormente aumentare la diffusione e l’applicazione errata di tali dati distorti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è una vicenda, che è emblematica di questo rischio, su una chatbot di IA a cui è stato chiesto: “Il medico e l’infermier* si sono sposati e uno/a è rimasta incinta. Chi è rimasto incinta?” La risposta della chatbot è stata: l’infermiera. Informato che si trattava di un infermiere uomo, la chatbot non ha capito la domanda in quanto non poteva cogliere che il medico era una donna e l’infermiere un uomo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali pregiudizi e dati non rappresentativi comportano rischi per i pazienti. “Ciò può portare a decisioni distorte basate sull’IA, che possono ulteriormente accentuare le disparità sanitarie, la discriminazione, il trattamento ineguale e l’accesso ineguale all’assistenza sanitaria”, ha sottolineato Milana Trucl, responsabile delle politiche per il Forum europeo dei pazienti, un’organizzazione senza scopo di lucro i cui membri rappresentano collettivamente più di 150 milioni di pazienti in tutta Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Decisioni distorte basate sull’IA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali pregiudizi e dati non rappresentativi comportano rischi per i pazienti. “Ciò può portare a decisioni distorte basate sull’IA, che possono ulteriormente accentuare le disparità sanitarie, la discriminazione, il trattamento ineguale e l’accesso ineguale all’assistenza sanitaria”, ha sottolineato Milana Trucl, responsabile delle politiche per il Forum europeo dei pazienti, un’organizzazione senza scopo di lucro i cui membri rappresentano collettivamente più di 150 milioni di pazienti in tutta Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Protezione della privacy e della riservatezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra preoccupazione è la protezione della privacy e della riservatezza sia per i pazienti che per le aziende. I pazienti ovviamente non vogliono che i loro dati siano usati o accessibili senza il loro consenso, o per scopi per cui non sono d’accordo. “Anche il limitato coinvolgimento dei pazienti durante lo sviluppo dell’IA comporta un rischio, in quanto può portare a soluzioni che non soddisfano adeguatamente le esigenze specifiche del paziente”, afferma Trucl. “Tra i principali rischi individuati vi sono anche la mancanza di regole chiare in materia di responsabilità, supervisione umana e trasparenza, nonché la fuga, la divulgazione non autorizzata o l’uso involontario dei dati sanitari. Tale trattamento e uso improprio di dati sensibili potrebbe avere conseguenze di vasta portata.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le aziende, la protezione della proprietà intellettuale e dei segreti commerciali è di primaria importanza. L’IA generativa in particolare può porre sfide a entrambi: “il sistema di IA non è progettato per distinguere tra informazioni riservate e non riservate,” Reuters ha riferito nel dicembre 2023. “L’input non sarà considerato segreto commerciale e l’output non sarà considerato segreto commerciale…”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Man mano che l’IA si integra in più aspetti dell’assistenza c’è anche il timore che l’IA possa sostituire piuttosto che aiutare i fornitori di assistenza sanitaria. Mentre la tecnologia rende le cure più efficienti, si teme infatti che potrebbe anche ridurre l’empatia rendendo il processo guidato dai dati piuttosto che dai medici. Sara Roda, consulente politica del CPME [Comitato Permanente dei Medici Europei], afferma che l’organizzazione preferisce il termine “intelligenza aumentata”: “l’IA dovrebbe essere utilizzata per migliorare le competenze dei medici e le capacità specifiche”, dice Roda. Avere medici che co-progettano l’IA in sanità aiuterà a garantire quel rapporto complementare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Migliorare la fiducia dei pazienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una sfida finale, che è forse la più importante è quella della fiducia. Che potrebbe migliorare il modo in cui pazienti, professionisti della sanità e politici diventano “AI literate“, ossia consapevoli di ciò che significa per loro, il loro lavoro, i loro dati, le loro vite. Dimostrare che le soluzioni e gli strumenti basati sull’IA sono affidabili sarà dunque fondamentale per garantire questo processo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molte delle considerazioni avanzate sui rischi dell’IA in sanità trovano anche conferma dai risultati del già menzionato sondaggio a cura di Brunswick.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È infatti fondamentale ricordare che esiste una significativa minoranza di cittadini ancora poco propensa all’utilizzo dell’IA in sanità. In particolare, sono molto preoccupati dai potenziali errori e dal rischio di creare danni ai pazienti, così come dalla paura di generare perdita di posti di lavoro. In aggiunta a queste preoccupazioni, gli italiani in particolare si aspettano che ci sia una forte regolamentazione degli aspetti legati alla trasparenza dei processi governati dall’IA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di queste sfide e rischi dovrà sicuramente tenerne conto la comunità di stakeholder dell’UE chiamata a portare a compimento nei prossimi anni il processo di implementazione del AI Act, così come il resto del mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le sfide per l’Ue e i Paesi membri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guardando invece specificamente all’UE e i suoi paesi membri, abbiamo individuato tre sfide “esclusive”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come si inserirà il nuovo regolamento all’interno della legislazione in essere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come la legislazione specifica per l’IA si inserirà nella legislazione già esistente del settore sanitario, in particolare il regolamento sui dispositivi medici (MDR) e il regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR). Lo stesso vale per il modo in cui si inserirà nella legislazione futura, come quella che istituirà lo spazio europeo dei dati sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’AI Act rappresenta un significativo passo avanti nella regolamentazione della protezione dei dati sanitari,” dice Patrick Boisseau, direttore generale di MedTech Europe, l’associazione professionale leader per l’industria delle tecnologie mediche. “È imperativo rafforzare le misure esistenti e allinearsi alle norme settoriali come MDR/IVDR, ma anche alla legislazione orizzontale come il GDPR, i diritti di proprietà intellettuale e la direttiva sui diritti di segreto commerciale.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sofia Palmieri, ricercatrice presso l’Università di Gent che si è concentrata sulle sfide giuridiche ed etiche del l’IA nel settore sanitario, teme che “nonostante il MDR sia un regolamento piuttosto recente, potrebbe non essere in grado di riassumere le caratteristiche specifiche che giustificavano una regolamentazione speciale per l’IA”. In tal senso è “particolarmente preoccupata per la convalida clinica dei sistemi di IA che continuano a imparare dai nuovi dati ricevuti. Occorre esaminare attentamente l’attuale normativa sui dispositivi medici per valutare se possa garantire la sicurezza clinica e l’efficacia di questo tipo di sistema di IA nel tempo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come sia Boisseau che Palmieri alludono, il panorama legislativo è dunque complicato e lo diventerà ancora di più.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Obiettivi inconciliabili?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Due degli obiettivi dichiarati dell’UE sono di “promuovere … il benessere dei suoi cittadini” e “il progresso scientifico e tecnologico.” Pertanto, da un lato, l’applicazione dell’IA è considerato un acceleratore in questo senso, dato il suo potenziale nel favorire il progresso nella maggior parte dei settori, incluso quello sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’altro, tuttavia due dei valori fondatori dell’UE sono “libertà” e “diritti umani”, e l’Europa ha la reputazione di adottare leggi severe come la GDPR per proteggere i diritti individuali e la privacy. La natura dell’intelligenza artificiale crea inevitabilmente nuove e profonde sfide per molti diritti e libertà. Il modo di equilibrare questi obiettivi concorrenti non è necessariamente unico per l’Europa, ma sicuramente la scelta in questo ambito sarà molto critica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come conciliare un processo legislativo lungo su tematiche caratterizzate da rapidi cambiamenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Effy Vayena, professore fondatore del laboratorio di etica e politica sanitaria presso l’ETH di Zurigo, e Andrew Morris, direttore di Health Data Research UK, hanno scritto che la legislazione in materia di IA “dovrà tenere il passo con gli sviluppi tecnologici in corso, cosa che non avviene attualmente. Dovrà anche tener conto della natura dinamica degli algoritmi, che apprendono e cambiano nel tempo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa sfida è amplificata dal processo legislativo europeo. Prendiamo l’EU AI Act: la Commissione europea lo ha proposto nel 2021; il Consiglio dell’UE ha adottato l’approccio generale nel 2022 e a metà del 2023 il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione. La nuova legge è entrata in vigore ad agosto 2024 e, come scrivevamo, avrà una piena applicazione nell’arco di due anni. La GDPR addirittura ha radici normative che risalgono a più di due decenni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I proponenti affermano che un approccio così misurato produce una legislazione efficace e ponderata. Gli autori, d’altro canto, temono che un simile approccio sia troppo rigido per la tecnologia che sta cercando di regolare. È stato soprannominato “il problema della Regina Rossa“, riferendosi al consiglio della Regina Rossa ad Alice in “Attraverso lo Specchio”: “Ora qui, vedi, ci vuole tutta la corsa che puoi fare, per rimanere nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte, devi correre due volte più veloce!”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il necessario sostegno alle Autorità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcuni mesi fa l’OMS ha pubblicato un elenco di considerazioni per la regolamentazione dell’IA nel settore sanitario. Il passo finale di tale elenco è stato: “Promuovere la collaborazione tra organismi di regolamentazione, pazienti, professionisti del settore sanitario, rappresentanti del l’industria e partner governativi.” Tale collaborazione, secondo Patrick Boisseau di MedTech Europe, è parte integrante del l’UE nel raggiungimento di un delicato equilibrio: proteggere i dati sanitari personali, dare la priorità all’innovazione e migliorare gli outcome sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le imprese dunque sarà importante, tenendo conti dei rischi discussi e delle aspettative dei vari stakeholder, accompagnare l’implementazione di questa nuova legislazione comunicando la propria visione di valore dell’IA nella sanità sia ai politici che al pubblico in generale, mentre si cerca di trovare un equilibrio tra gli obiettivi a volte contrastanti della politica pubblica. Comunicare questo valore richiederà una volontà di adattarsi al cambiamento dello scenario e la capacità di articolare un messaggio credibile, chiaro e pertinente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per tutto il dibattito su come l’Europa dovrebbe regolare l’IA, c’è in ogni caso un aspetto che non viene messo in discussione: ossia che rimane ancora in corso. Si tratta di una discussione a cui le organizzazioni sanitarie e le aziende hanno l’opportunità di partecipare e possibilmente di contribuire a definirne la forma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Francesca Scassellati Sforzolini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner, Healthcare and Lifesciences Global Lead di Brunswick
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cesare Calabrese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Associate di Brunswick
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 26 Nov 2024 11:04:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/ai-act-un-nuovo-standard-globale-per-la-sanita-digitale</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità: ridurre le attese e migliorare l’assistenza grazie al digitale</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-ridurre-le-attese-e-migliorare-lassistenza-grazie-al-digitale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il decreto DL73/2024 introduce misure per migliorare le liste d’attesa in Italia, attraverso la digitalizzazione e il potenziamento delle risorse. L’obiettivo è garantire trasparenza, efficienza e accessibilità nel sistema sanitario pubblico e privato
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Alcuni dati allarmanti, presentati nell’ultimo rapporto Gimbe delineano, ancora una volta, una situazione critica per la sanità italiana: nonostante una spesa per l’SSN prevista in aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente, l’Italia spende, per la spesa sanitaria pubblica, circa 889 euro in meno per persona rispetto alla media dei paesi OCSE membri dell’Unione Europea. Il gap complessivo sfiora i 52,4 miliardi di euro. Italia, sotto media anche in termini % sul PIL: 6,2% rispetto alla media di 6,9%.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un divario che si traduce spesso in un aumento della spesa sanitaria privata, a carico delle famiglie (+10,3%), forti discrepanze territoriali, una minore disponibilità di risorse per i servizi essenziali, per l’innovazione di processi e tecnologie e per un adeguato riconoscimento economico al personale sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pressioni sul sistema che si trasformano in forti disagi nel quotidiano primo tra tutti il problema delle liste di attesa.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Indice degli argomenti
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            -Decreto sulle liste d’attesa: interventi e novità
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Trasparenza e completezza delle informazioni sui tempi di attesa
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            -La spinta del digitale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il giudizio dei CIO
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Le valutazioni dei Direttori Generali
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            -Le priorità per il futuro digitale delle liste d’attesa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            -L’assessment HIMSS EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            -Il valore e le prospettive del mercato della sanità digitale in Italia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Decreto sulle liste d’attesa: interventi e novità
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il Decreto sulle liste d’attesa (DL73/2024), entrato ufficialmente in vigore dal 1 Agosto 2024, rappresenta una prima risposta per rispondere alla situazione critica dei disagi che gravano sul Sistema salute italiano. I 7 articoli e le nuove linee guida, univoche per tutto il territorio nazionale, definiscono regole e responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Tra le novità più rilevanti, l’istituzione della Piattaforma nazionale delle liste di attesa presso Agenas e la nascita dell’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria per garantire qualità e trasparenza.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Un altro intervento è rappresentato dal Centro unico di prenotazione (CUP) a livello regionale per coordinare le prenotazioni delle prestazioni sanitarie erogate sia dal settore pubblico sia da quello privato accreditato. Il decreto prevede inoltre il potenziamento dell’offerta assistenziale nei fine settimana e l’estensione delle fasce orarie per visite diagnostiche e specialistiche; l’eliminazione del limite di spesa per l’assunzione di personale nel Servizio sanitario nazionale e la riduzione al 15% dell’imposta sulle prestazioni straordinarie del personale per le attività legate alla riduzione delle liste di attesa. Previsti anche: adeguamenti infrastrutturali; investimenti in attrezzature tecnologiche e formazione del personale; iniziative per potenziare la diagnosi precoce e migliorare l’accesso agli interventi tempestivi, specialmente per le popolazioni vulnerabili.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Trasparenza e completezza delle informazioni sui tempi di attesa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Gli ultimi dati Gimbe, sulla trasparenza e completezza delle informazioni sui tempi di attesa per le prestazioni sanitarie ambulatoriali regionali non sono particolarmente positivi e illustrano un quadro estremamente eterogeneo. Solo 6 regioni sono state promosse; 7 sono prive di un portale unico delle liste di attesa con dati aggiornati; quasi tutte riportano il numero di prestazioni monitorate, ma alcune non indicano il tempo di attesa medio. Importanti differenze emergono anche nelle modalità di accesso ai portali di prenotazione delle prestazioni: ci sono regioni che permettono di consultare le liste d’attesa senza necessità di autenticazione, altre che richiedono Spid, carta d’identità elettronica, tessera sanitaria o codice fiscale. Graduatorie e numeri che ben sottolineano le difficoltà e l’urgenza di generare un cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La spinta del digitale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           In questo, la leva del digitale può sicuramente dare una spinta propulsiva, come si evince dall’indagine di NetConsulting cube, condotta nel primo semestre del 2024, su un campione di circa 260 tra CIO, Direttori Generali di aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche e private; ingegneri clinici e C-level di Regioni, In-House ed enti della Pubblica Amministrazione centrale italiana.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il giudizio dei CIO
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Invitati ad esprimere un giudizio sulla qualità dell’esperienza del paziente presso le proprie strutture i CIO ritengono i tempi di attesa per le prenotazioni il principale punto critico da affrontare (punteggio di 5,6 su scala 1/10 assegnato alle liste di attesa). La mancata sufficienza nei tempi adeguati (5,8) suggerisce che, anche quando si riesce ad accedere ai servizi, i tempi di erogazione non sono in linea con le aspettative o con le necessità mediche. Con l’avanzare della digitalizzazione, inoltre, è rilevante l’insufficienza attribuita alla multicanalità nei processi di prenotazione (punteggio di 5,9): una occasione mancata per snellire le procedure e migliorare l’esperienza del paziente.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Di poco sufficienti gli altri indicatori e quindi capacità di engagement; presa in carico, equità di accesso alle cure e trasparenza. La trasparenza, un aspetto cruciale per mantenere un rapporto di fiducia tra istituzioni sanitarie e pazienti, si attesta come l’indicatore più positivamente valutato (6,7) senza, tuttavia raggiungere ancora livelli ottimali.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Le valutazioni dei Direttori Generali
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           I Direttori Generali sono generalmente più ottimisti, ma esprimono valutazioni che seguono lo stesso andamento di quelle dei CIO.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           È evidente a CIO e DG che per rispondere efficacemente all’esigenza di migliorare le liste di attesa sia fondamentale adottare una visione sinergica e integrata delle azioni da compiere per elevare l’esperienza del paziente: lavoro su infrastrutture, tecnologie, processi di governance, personale sanitario e non.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Le priorità per il futuro digitale delle liste d’attesa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, analizzando più nel dettaglio, emerge una chiara priorità tra le azioni attualmente in corso e quelle pianificate per il futuro. Ad oggi, infatti, i progetti già avviati si concentrano sui sistemi di prenotazione online (58%), sulla presa in carico dei pazienti (56%), sulla gestione integrata dei dati sanitari (54%) e sul monitoraggio in tempo reale e intuitivo delle liste di attesa (50%).
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Guardando al prossimo biennio, la telemedicina e l’analisi dei dati/l’intelligenza artificiale giocheranno un ruolo centrale, consentendo di identificare schemi che permetteranno interventi proattivi nella pianificazione delle risorse e delle strategie per ridurre le liste di attesa.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’assessment HIMSS EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model)
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’indagine condotta da NetConsulting cube ha analizzato inoltre il comportamento e le strategie adottate dalle aziende ospedaliere mettendo a confronto le strutture sanitarie che hanno completato l’assessment HIMSS EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model) con quelle che non lo hanno ancora terminato.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Lo studio ha fornito spunti interessanti e una conclusione significativa: le aziende sanitarie certificate HIMSS EMRAM si distinguono per una maggiore consapevolezza e proattività nell’implementazione dei progetti e nell’avvio di iniziative future riguardanti la governance dei processi, lo sviluppo tecnologico ma anche la messa a fuoco di indicatori di monitoraggio e controllo con cui identificare gap e aree da colmare. Il 72% di queste aziende ha già avviato nel 2023 progetti di presa in carico del paziente; il 63,6% ha attivato la prenotazione online; il 57,1%, il monitoraggio in tempo reale. I progetti più tecnologici (es. telemedicina, integrazione dati sanitari) sono stati posticipati nel biennio in corso.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Al contrario, le aziende NON certificate EMRAM hanno attivato progetti tecnologici (es. integrazione dei dati sanitari) e hanno pianificato nel futuro i progetti riguardanti la cura del paziente. Preoccupante è la loro elevata percentuale di progetti non pianificati.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           I dati raccontano l’importanza di attivare investimenti in tecnologie sanitarie: l’adozione di sistemi informatizzati per la gestione dei dati dei pazienti, la condivisione di informazioni tra strutture sanitarie e il miglioramento delle diagnosi grazie alla tecnologia è il motore per migliorare l’efficienza e l’accessibilità dei servizi sanitari.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il valore e le prospettive del mercato della sanità digitale in Italia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’indagine 2024 effettuata da NetConsulting cube ha stimato il valore del mercato della sanità digitale in Italia (mercato digitale, costituito da tre ambiti principali: Information e Communication Technology, BPO e l’ambito dispositivi medici connessi, dotati di componenti hardware, software): quasi 4,2 miliardi nel 2023.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Dalle stime di NetConsulting cube, il 2023 cresce del 9,4% sul 2022, seppur con velocità differenti nelle varie componenti: 9,4% per l’ICT, i dispositivi medici che crescono dell’11%, un BPO che diminuisce dell’1,3% del 2023, ma per il quale vediamo un ulteriore incremento negli anni seguenti.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Articolo a cura di: Benedetta Ruggeri
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           CEO &amp;amp; Founder www.bbrand.biz
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 26 Nov 2024 10:56:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-ridurre-le-attese-e-migliorare-lassistenza-grazie-al-digitale</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg">
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale: mercati, investimenti, opportunità</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-mercati-investimenti-opportunita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La visione integrata dei dati della sanità digitale base del confronto in occasione di Digital Health Conference 2024. NetConsulting cube fotografa i principali indicatori di spesa e investimenti per comprendere cambiamenti e linee di sviluppo della sanità in Italia
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Apre oggi a Milano la
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Digital Health Conference 2024,
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         un evento di tre giorni per comprendere a che punto è la sanità in Italia, analizzando sfide e proposte, con una attenzione particolare alla sanità digitale. Perché nei prossimi anni saranno prioritari temi quali l’interoperabilità delle informazioni, la telemedicina e l’intelligenza artificiale anche in sanità, argomenti che richiedono una attenta strategia sui dati.  
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un mercato che NetConsulting cube monitora e analizza da anni, soggetto a accelerazioni e rallentamenti, ma anche a differenti velocità tra enti, regioni, aziende. In particolare l’analisi considera tre ambiti distinti: il mercato dell’information e communication technology, il business process outsourcing (Bpo) e i dispositivi medici connessi, dotati di componenti hardware e software.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La fotografia complessiva rappresenta un’importante base di partenza per il confronto in corso al Dhc 2024 dove gli stakeholder presenti all’evento –  consapevoli delle direzioni già tracciate, delle urgenze e delle nuove sfide – porteranno il loro contributo contribuendo a delineare un quadro più consapevole per l’evoluzione della sanità digitale in Italia. Entriamo nei dettagli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fotografia del mercato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla base delle ultime stime, il mercato della sanità digitale così inteso, nel 2023 vale quasi 4,2 miliardi in crescita sul 2022 del 9,4%, seppur con velocità differenti nelle varie componenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          incremento del 9,4% per l’Ict e i servizi di connettività;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          più marcata la crescita dei dispositivi medici (+11%)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          in leggera flessione il Bpo (-1,3%) per il quale, tuttavia si prospetta un ulteriore incremento negli anni seguenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Positivo, in chiave previsionale, l’incremento della spesa nei prossimi anni: l’anno in corso dovrebbe chiudersi con una crescita in doppia cifra (+10,9%), analoga percentuale per il 2025 (+11,3%); di poco inferiore, invece, l’aumento stimato nel 2026 (9,3%) e nel 2027 (+8%) 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’analisi del mercato della sanità digitale in base alla tipologia di clienti sottolinea
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , invece, il ruolo “core” agito dal comparto della sanità territoriale: la fetta più consistente del mercato complessivo è coperta proprio dalle aziende ospedaliere e sanitarie pubbliche che superano il 50% del mercato totale complessivo, con un valore di 2.203 mln di euro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La sanità territoriale ha registrato una crescita significativa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , oscillando tra il 10% e il 13% negli ultimi anni. Il trend positivo di incremento continuerà anche nei prossimi anni. Si continuerà a lavorare su più fronti nello sviluppo di un sistema sanitario nazionale, più efficiente e saranno proprio le aziende ospedaliere sul territorio a indirizzare la quota più consistente di spesa e progettualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il settore delle
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           strutture private
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          si conferma importante: il valore di mercato generato supera il miliardo. Sebbene le crescite siano leggermente inferiori rispetto a quelle del settore pubblico (oscillazioni tra il 9 e il 10%) è inevitabile affermare quanto i gruppi e le strutture private, oggi costituiscano una componente essenziale per il futuro della sanità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un altro aspetto da considerare è la crescita delle componenti regionali che si occupano di sanità e welfare:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          le regioni rappresentano un motore strategico e gestionale di un grande numero di progetti che, nel 2023, registra un incremento significativo dell’8,5%, pari a un valore complessivo di 700mln di euro. La crescita nel 2022 era stata del 4,1%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, sebbene attualmente rappresentino quote minori di mercato, i valori generati dal Ministero della Salute, dai consumatori, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta sono indicatori da tenere sotto osservazione per il loro potenziale impatto futuro sul mercato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I dati di NetConsulting cube
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          forniscono anche un quadro circa l’andamento del mercato dell’Information Technology suddiviso per ambito applicativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I sistemi clinici ospedalieri si confermano di fondamentale importanza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , rappresentando quasi il 38% del totale con un valore di 690 milioni nel 2023 e una crescita dell’11,7%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Significativa anche la rilevanza delle aree amministrativa e contabile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , insieme alle risorse umane, che incidono per circa il 22%, con un valore di 393 milioni. Le soluzioni per l’accoglienza hanno chiuso il 2023 a circa 300 milioni di euro, registrando una crescita del 9,1%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Particolarmente interessanti sono i dati relativi al Fascicolo Sanitario Elettronico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , sostenuto dai finanziamenti del PNRR, che hanno raggiunto 145 milioni nel 2023, con una crescita del 17% e prospettive di ulteriore aumento nei prossimi anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, la telemedicina emerge come il settore in più rapida espansione, con una crescita di quasi il 60% e un valore di mercato di circa 110 milioni nel 2023. Le proiezioni indicano che questo segmento potrebbe facilmente raggiungere i 300 milioni nei prossimi 2-3 anni, evidenziando un cambiamento significativo nelle modalità di erogazione dei servizi sanitari impattando sui temi caldi, che necessitano risoluzioni urgenti (es. riduzione liste di attesa, promozione della salute e gestione malattie croniche).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Infine, alcuni dati sulla ripartizione della spesa per la sanità digitale pro capite nelle regioni italiane.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Persistono, purtroppo, le disparità già evidenziate negli anni precedenti: a fronte di una spesa media totale per abitante pari a 76,4 euro, si passa dai 152 euro per abitante del Trentino Alto Adige ai soli 38 euro della Calabria. In linea generale più ricca la spesa al nord (100,3€ nel Nord-Ovest; 123,9 nel Nord-Est) e più povera quella al sud (44,1 euro nelle regioni del Sud, 45,8 euro nelle Isole).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, quest’anno, molte regioni del Sud Italia registrano una crescita superiore alla media: un progresso, in alcuni casi “inaspettato” che suggerisce, nonostante risorse iniziali limitate, un impegno crescente verso l’innovazione e il miglioramento dei servizi sanitari (es. regione Calabria).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Annamaria Di Ruscio e Marta Rho
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:06:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-mercati-investimenti-opportunita</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-societ%C3%A0-italiana-igiene.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale e intelligenza artificiale: stato dell’arte e prospettive. Rivedi i “Coffee Talk di HealthTech360”</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-e-intelligenza-artificiale-stato-dellarte-e-prospettive-rivedi-i-coffee-talk-di-healthtech360</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dallo stato dell’arte e futuro della sanità digitale, alle terapie digitali come grande opportunità per l’Italia, fino all’intelligenza artificiale in sanità tra rischi e opportunità: questi i tre appuntamenti dei “Coffee Talk di HealthTech360”, spazi informali dedicati alla condivisione di conoscenze e al confronto sul futuro della sanità digitale. Tre incontri nei quali Massimo Mattone, Direttore Responsabile di HealthTech360, testata media partner di FORUM Sanità 2024, ha incontrato esperti del settore per discutere delle sfide e delle opportunità nell’introdurre concretamente le innovazioni nelle aziende sanitarie italiane. Sono disponibili le registrazioni
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-igiene.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         n un contesto in cui tecnologia e umanità devono coesistere, i momenti di confronto diventano fondamentali per condividere esperienze e conoscenze. È essenziale che gli attori dei diversi settori – da quello scientifico accademico a quello del terzo settore, passando per quello istituzionale – si uniscano per garantire che le soluzioni tecnologiche siano non solo efficaci, ma anche accessibili e sicure per tutti. È esattamente ciò che è stato fatto all’interno di FORUM Sanità 2024, con lo svolgimento dei “Coffee Talk di HealthTech360” nel pomeriggio del 24 ottobre. Tre appuntamenti informali, nei quali Massimo Mattone, Direttore Responsabile di HealthTech360, ha moderato il confronto sullo stato dell’arte della sanità digitale in Italia e sulle iniziative europee per incrementarne l’adozione, garantendo al contempo un uso etico e rispettoso dei dati e della privacy dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scopriamo più in dettaglio temi e protagonisti dei Coffee Talk di HealthTech360 a FORUM Sanità 2024. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stato dell’arte e futuro della Sanità Digitale in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo appuntamento ha avuto per protagoniste Laura Patrucco, presidente di ASSD (Associazione Scientifica Sanità Digitale), già nostra ospite lo scorso anno, e Fidelia Cascini, professoressa di Sanità Pubblica presso l’Università Cattolica Sacro Cuore. La discussione si è concentrata sulle sfide e le prospettive della sanità digitale in Italia, con un focus specifico orientato alla trasformazione digitale dei servizi sanitari e alle terapie digitali. In particolare, Laura Patrucco ha posto l’accento sull’importanza del people engagement, sulla necessità di coinvolgere tutte le parti interessate, dai pazienti ai professionisti sanitari, per garantire che le soluzioni digitali siano realmente efficaci e accessibili:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La vera innovazione è cambiare la prospettiva e pensare non solo allo strumento in quanto tale, ma a come questo sia declinato verso l’utilizzatore finale”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fidelia Cascini, da parte sua, ha evidenziato i progressi compiuti dall’Italia nell’adozione della telemedicina e del Fascicolo Sanitario Elettronico. I dati parlano chiaro e sembrano essere più che incoraggianti: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’Italia sta correndo verso una trasformazione digitale. Abbiamo registrato un incremento al di sopra della media europea nell’accesso ai servizi digitali, raggiungendo l’83%”.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, è fondamentale non perdere di vista anche l’altro lato della medaglia: la necessità di un cambiamento culturale per fare in modo che i benefici della trasformazione digitale siano accessibili a tutti, nessuno escluso. Per Cascini, è indispensabile investire non solo in infrastrutture tecnologiche, ma anche nella formazione e nell’educazione digitale per garantire un’adozione uniforme su tutto il territorio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rivedi il “Coffee Talk di HealthTech360” di FORUM Sanità 2023, dedicato allo “Stato dell’arte e futuro della Sanità Digitale in Italia”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un contesto in cui tecnologia e umanità devono coesistere, i momenti di confronto diventano fondamentali per condividere esperienze e conoscenze. È essenziale che gli attori dei diversi settori – da quello scientifico accademico a quello del terzo settore, passando per quello istituzionale – si uniscano per garantire che le soluzioni tecnologiche siano non solo efficaci, ma anche accessibili e sicure per tutti. È esattamente ciò che è stato fatto all’interno di FORUM Sanità 2024, con lo svolgimento dei “Coffee Talk di HealthTech360” nel pomeriggio del 24 ottobre. Tre appuntamenti informali, nei quali Massimo Mattone, Direttore Responsabile di HealthTech360, ha moderato il confronto sullo stato dell’arte della sanità digitale in Italia e sulle iniziative europee per incrementarne l’adozione, garantendo al contempo un uso etico e rispettoso dei dati e della privacy dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scopriamo più in dettaglio temi e protagonisti dei Coffee Talk di HealthTech360 a FORUM Sanità 2024. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stato dell’arte e futuro della Sanità Digitale in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo appuntamento ha avuto per protagoniste Laura Patrucco, presidente di ASSD (Associazione Scientifica Sanità Digitale), già nostra ospite lo scorso anno, e Fidelia Cascini, professoressa di Sanità Pubblica presso l’Università Cattolica Sacro Cuore. La discussione si è concentrata sulle sfide e le prospettive della sanità digitale in Italia, con un focus specifico orientato alla trasformazione digitale dei servizi sanitari e alle terapie digitali. In particolare, Laura Patrucco ha posto l’accento sull’importanza del people engagement, sulla necessità di coinvolgere tutte le parti interessate, dai pazienti ai professionisti sanitari, per garantire che le soluzioni digitali siano realmente efficaci e accessibili:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La vera innovazione è cambiare la prospettiva e pensare non solo allo strumento in quanto tale, ma a come questo sia declinato verso l’utilizzatore finale”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fidelia Cascini, da parte sua, ha evidenziato i progressi compiuti dall’Italia nell’adozione della telemedicina e del Fascicolo Sanitario Elettronico. I dati parlano chiaro e sembrano essere più che incoraggianti: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’Italia sta correndo verso una trasformazione digitale. Abbiamo registrato un incremento al di sopra della media europea nell’accesso ai servizi digitali, raggiungendo l’83%”.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, è fondamentale non perdere di vista anche l’altro lato della medaglia: la necessità di un cambiamento culturale per fare in modo che i benefici della trasformazione digitale siano accessibili a tutti, nessuno escluso. Per Cascini, è indispensabile investire non solo in infrastrutture tecnologiche, ma anche nella formazione e nell’educazione digitale per garantire un’adozione uniforme su tutto il territorio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Terapie Digitali: una grande opportunità per l’Italia 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel secondo Coffee Talk di questa edizione di FORUM Sanità, Massimo Mattone ha intervistato Giuseppe Recchia, Vice-Presidente Fondazione Tendenze Salute e Sanità – CEO e co-Founder daVi Digital Medicine, cofondatore di startup di terapie digitali e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Smith Kline. Il tema principale del confronto è stato il potenziale delle terapie digitali (DTx) come grande opportunità per l’Italia. Recchia ha chiarito cosa distingue le terapie digitali da altre tecnologie per la salute: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Una terapia digitale è un software per la salute disegnato per trattare una malattia, che eroga un intervento medico con un impatto positivo sulla salute del paziente, dimostrato tramite ricerca sperimentale”.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha anche spiegato come l’Italia sia ancora in ritardo rispetto ad altri paesi nell’adozione di queste terapie, principalmente per mancanza di formazione e di un contesto culturale adeguato. Ha inoltre affrontato il tema della rimborsabilità delle terapie digitali, sostenendo che la principale barriera non è la mancanza di rimborsi, ma piuttosto la scarsa alfabetizzazione digitale tra medici e pazienti:  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il primo intervento che deve essere fatto non è il rimborso, ma una formazione e un’informazione allargata”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sviluppare e diffondere terapie digitali in Italia, il coinvolgimento di startup e la collaborazione con aziende farmaceutiche costituiscono sinergie altamente potenzianti. È necessario un cambiamento culturale che parta dai professionisti del settore sanitario, affinché possano trasferire fiducia e consapevolezza ai pazienti e favorire l’adozione significativa delle terapie digitali. Solo così queste terapie potranno esprimere tutto il loro potenziale e migliorare l’efficacia del sistema sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intelligenza Artificiale in Sanità tra rischi e opportunità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il terzo e ultimo Coffee Talk di HealthTech360 di FORUM Sanità 2024 ha visto Massimo Mattone conversare con un’ospite di eccezione: Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Il tema del confronto? L’importanza di trovare un equilibrio tra i benefici dell’innovazione e la necessità di proteggere i dati personali dei cittadini. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se da un lato non c’è dubbio che l’intelligenza artificiale stia trasformando profondamente il settore sanitario, offrendo nuove possibilità per la diagnosi, la terapia e la gestione delle malattie, è anche innegabile che l’implementazione di queste tecnologie ci pone quotidianamente davanti a sfide complesse, in particolare quando si tratta di garantire la tutela della privacy dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La regola aurea è che non esistono diritti assoluti”, afferma Scorza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra diritto alla salute e diritto alla privacy, è necessario trovare un punto di equilibrio che consenta di garantire entrambi. L’assenza di un approccio interdisciplinare è una delle ragioni principali che ostacolano il raggiungimento di tale bilanciamento. Scorza ha sottolineato la necessità di un approccio interdisciplinare nello sviluppo e nell’implementazione delle soluzioni basate sull’IA in ambito sanitario, considerandola una criticità prioritaria da risolvere. È necessaria anche una regolamentazione chiara e aggiornata per l’utilizzo dell’IA in questo settore. L’unica soluzione possibile è quella di continuare a lavorare per raggiungere e consolidare una normativa adeguata. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Dobbiamo garantire che l’IA sia uno strumento al servizio dell’uomo, non il contrario”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intelligenza artificiale offre un enorme potenziale per migliorare la qualità e l’efficienza del sistema sanitario, ma non si può prescindere dal fatto che lo sviluppo e l’utilizzo di queste tecnologie avvengano nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Redazione FPA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:06:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-e-intelligenza-artificiale-stato-dellarte-e-prospettive-rivedi-i-coffee-talk-di-healthtech360</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FSE 2.0 e privacy: nuova roadmap per tutelare i diritti dei cittadini</title>
      <link>https://www.sisped.net/fse-2-0-e-privacy-nuova-roadmap-per-tutelare-i-diritti-dei-cittadini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il Ministero della Salute concede più tempo a Regioni e Province autonome per implementare il Fascicolo Sanitario Elettronico. Dopo i rilievi del Garante Privacy su 20 amministrazioni, il nuovo decreto stabilisce tre fasi di attuazione graduale, con scadenza finale a marzo 2026
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10135.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il Fascicolo sanitario elettronico o FSE è uno strumento, come ormai noto ai più, che raccoglie dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici del singolo assistito, riferiti a prestazioni che gli sono state erogate dal Servizio sanitario nazionale (“SSN”) e da strutture sanitarie private
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -La genesi del Fascicolo Sanitario Elettronico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il provvedimento legislativo più recente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Chi partecipa alla costruzione del FSE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -FSE, gli interventi del Garante privacy a tutela dei dati personali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le violazioni riscontrate dal Garante privacy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le modifiche necessarie per garantire uniformità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le segnalazioni del Garante al Ministero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le interlocuzioni Ministero-Garante
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il nuovo decreto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -FSE 2.0: una attuazione graduale delle misure
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le tre fasi di attuazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Più tempo per garantire i diritti di tutti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La genesi del Fascicolo Sanitario Elettronico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Fascicolo è un contenitore di dati di estrema utilità sia per tutti coloro che prendono in cura il cittadino, ma anche per il cittadino stesso, perché gli consente di poter avere sempre a disposizione tutti i dati che riguardano il suo attuale e pregresso stato di salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Progetto del FSE parte da lontano, perchè prende avvio ormai più di dodici anni orsono, con l’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ”Fascicolo sanitario elettronico, sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale” e da tutta una serie di ulteriori provvedimenti del legislatore che ne hanno costituito le basi e l’architettura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il provvedimento legislativo più recente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il più recente è il Decreto del Ministero della salute del 7 settembre 2023, che ha per oggetto il “Fascicolo sanitario elettronico 2.0..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con specifico riferimento agli aspetti di protezione dei dati personali, questo :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          definisce, ai sensi dell’art. 12, comma 7, del d.l. n. 179/2012 e dell’art. 2 sexies del Decreto Legislativo 196 del 2003, i dati personali contenuti nel Fascicolo Sanitario Elettronico, i limiti di responsabilità e i compiti dei soggetti che concorrono alla sua implementazione, anche attraverso una puntuale definizione dei ruoli del trattamento, le modalità e i livelli diversificati di accesso e le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti dell’assistito;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          individua un quadro di tutele e garanzie omogeneo sul territorio nazionale per i trattamenti di dati personali e sulla salute effettuati attraverso il FSE 2.0 per finalità di cura, prevenzione e profilassi internazionale, attraverso la previsione di un trattamento che è stato dall’Autorità ritenuto proporzionato alle finalità perseguite, rispettoso dell’essenza del diritto alla protezione dei dati personali in funzione dell’avvenuta previsione di misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti fondamentali e gli interessi dell’interessato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi partecipa alla costruzione del FSE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla costruzione del FSE partecipano tutta una serie di attori, a partire dal Ministero della Salute a tutti i soggetti che erogano prestazioni sanitarie agli assistiti, anche in regime privato e financo dai farmacisti, che sono tenuti a popolarne la componente del Dossier Farmaceutico, ma anche le Regioni e Province autonome, che svolgono un ruolo fondamentale per la messa a disposizione a livello centrale dei dati prodotti sul proprio territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al Fascicolo è possibile accedere con la consultazione dei dati ivi custoditi per finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica delle qualità delle cure e valutazione dell’assistenza sanitaria i dati personali e di salute dell’assistito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           FSE, gli interventi del Garante privacy a tutela dei dati personali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vista la necessità che tale attività sia svolta nel più rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, l’Autorità Garante è ovviamente tenuta per legge ad esprimersi relativamente ad ogni fase di sviluppo e avanzamento dell’ambizioso progetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E negli ultimi mesi il FSE è tornato ad essere un tema di attualità , a partire dallo scorso giugno, mese in cui il Ministro della Salute ha reso noto che erano in corso i lavori per l’aggiornamento e l’avanzamento del Progetto Fascicolo Sanitario Elettronico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello stesso mese inoltre veniva reso pubblico da parte dell’Autorità Garante Privacy che erano stati avviati dei procedimenti istruttori nei confronti di 18 Regioni e 2 Province autonome per non avere dato tempestivamente seguito alle disposizioni adottate con il Decreto Legislativo in materia di “FSE2.0.” del 7 settembre 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le violazioni riscontrate dal Garante privacy
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la sua newsletter del 27 giugno l’Autorità aveva a tal proposito fatto presente che “È urgente intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti italiani coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute effettuato attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. “ e che sulla base di tale motivazione aveva notificato a Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento l’avvio di procedimenti correttivi e sanzionatori per le numerose violazioni riscontrate nell’attuazione della nuova disciplina sul FSE 2.0.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Presidente dell’Autorità nei giorni precedenti alla divulgazione della notizia aveva allertato il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della salute sulla grave situazione e sull’urgenza di interventi correttivi, informandoli che dopo aver condotto dal gennaio apposita attività istruttoria sul FSE, aveva accertato che gli Enti suindicati non erano riusciti a garantire in maniera uniforme in tutto il Paese l’esercizio da parte dei cittadini di alcuni diritti e misure di garanzia e sicurezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 13 giugno 2024 era stata infatti inviata dal Presidente una segnalazione al Parlamento e al Governo sullo stato di attuazione della disciplina del decreto del 7 settembre 2023 sul FSE 2.0., nella quale era rappresentato che molte disposizioni rilevanti sotto il profilo della protezione dei dati ivi contenute, alcune delle quali erano già presenti nel Dpcm n. 178/2015, risultavano essere disattese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le modifiche necessarie per garantire uniformità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La constatata mancata omogeneità di applicazione delle misure del Decreto del settembre 2023 aveva comportato di conseguenza anche a talune modifiche anche significative del modello di informativa sul FSE predisposto dal Ministero, modello che, previo parere del Garante, avrebbe dovuto invece essere adottato su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare un potenziale e significativo effetto discriminatorio sugli assistiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali difformità riguardavano anche misure e tutele sostanziali quali l’esercizio del diritto di oscuramento dei dati e dei documenti presenti nel FSE, del diritto di poter consultare gli accessi effettuati sul proprio FSE, la possibilità di esprimere consensi specifici per le diverse finalità perseguibili attraverso il FSE 2.0 (cura, prevenzione e profilassi internazionale) e l’attribuzione della titolarità di alcuni trattamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le segnalazioni del Garante al Ministero
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La circostanza che alcuni diritti connessi alla gestione dei dati personali (es. oscuramento) fossero esercitabili solo dagli assistiti di alcune regioni/province autonome determinava inoltre un potenziale e significativo effetto discriminatorio sugli interessati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Garante ha quindi segnalato al Ministero che:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la disomogeneità di applicazione delle misure del Decreto “..contraddice inoltre lo spirito della riforma del FSE 2.0 volta a introdurre misure, garanzie e responsabilità omogenee sul tutto il territorio nazionale, rischiando così di compromettere anche la funzionalità, l’interoperabilità e l’efficienza del sistema FSE 2.0.” e di minare una realizzazione uniforme dell’interesse della collettività alla tutela della salute di matrice costituzionale prevista, come tutti sanno, dall’articolo 32 della Costituzione italiana;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Le violazioni nelle quali sono incorse Regioni e Province autonome, con diversi livelli di gravità e responsabilità, possono comportare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento europeo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le interlocuzioni Ministero-Garante
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla luce di tale allarme il Ministero della salute ha avviato delle interlocuzioni informali con l’Autorità, nell’ambito delle quali è emersa la necessità di prevedere una disposizione transitoria “per l’attivazione di tutti i servizi e le funzionalità del FSE, con suddivisione in tre fasi, coerenti con le scadenze del PNRR, al fine di tutelare i diritti e le libertà di tutti gli interessati coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute effettuate attraverso il FSE 2.0” (ultimo ritenuto del preambolo dello schema di decreto).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il nuovo decreto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In considerazione dell’urgenza rappresentata al Ministero per “…tutelare i diritti degli assistiti coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute”, il 7 agosto 2024 questo ha quindi trasmesso al Garante, per il prescritto parere, uno schema di decreto, redatto d’intesa con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione tecnologica e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo Decreto, che modifica ed integra quello del 7 settembre 2023 sul FSE 2.0, e del quale si attende l’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si compone di quattro articoli, dei quali i primi due assumono specifica rilevanza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il primo articolo viene introdotto nel testo del Decreto del 2023 l’articolo 27-bis, che stabilisce una disciplina transitoria dell’efficacia delle relative disposizioni, mentre con il secondo articolo agli allegati tecnici viene aggiunto anche l’allegato D.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           FSE 2.0: una attuazione graduale delle misure
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi con il nuovo Decreto, il cui testo ha ottenuto il parere positivo dell’Autorità Garante Privacy, che si è espressa con il Provvedimento n.580 del 26 settembre scorso, si stabilisce che le misure di quello del settembre 2023 in tema di FSE 2.0. saranno applicate gradualmente, e divise in tre diverse fasi di attuazione, gradualità che consentirà alle Regioni e Province Autonome di assicurare il rispetto uniforme dei diritti degli assistiti sull’intero territorio nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto riguarda la disciplina transitoria “per l’attivazione di tutti i servizi e le funzionalità del FSE, con suddivisione in tre fasi, coerenti con le scadenze del PNRR, al fine di tutelare i diritti e le libertà di tutti gli interessati coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute effettuate attraverso il FSE 2.0”, così come indicato nell’ultima parte del preambolo dello schema di decreto”, queste sono indicate nella tabella dell’allegato D.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le tre fasi di attuazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciascuna di tali fasi deve avere termini certi e coerenti con le scadenze del PNRR, ma al contempo rispettosi dei diritti e delle libertà fondamentali degli interessati, vista la delicatezza del trattamento dei dati sulla salute effettuato attraverso il FSE 2.0 e l’evidenza che lo stesso coinvolge una larga scala di soggetti potenzialmente vulnerabili (pazienti), e prevede tempi di attivazione diversi come di seguito riportato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fase 1,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che dovrà concludersi entro il 1° trimestre del 2025 ( 31 marzo), ed al cui termine dovrà essere assicurato:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -l’esercizio del diritto di oscuramento automatico delle prescrizioni e dei relativi documenti collegati all’interessato;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -la registrazione delle operazioni su FSE;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -il diritto dell’interessato di prendere visione degli accessi effettuati sul FSE.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fase 2,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che dovrà chiudersi entro il terzo trimestre del 2025 ( 30 settembre), e al termine della quale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -dovrà essere correttamente identificato l’assistito;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -assicurato l’accesso al FSE dei minori e dei soggetti incapaci di intendere e volere attraverso il sistema delle deleghe;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -completato da parte dei Medici di medicina generale il Profilo Sanitario Sintetico;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -pienamente operativo il Taccuino personale dell’assistito;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -assicurata l’alimentazione dei dati soggetti a maggiore tutela dell’anonimato direttamente oscurati;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -e consentito l’accesso in consultazione ai dati e ai documenti del FSE per finalità di cura, l’accesso al FSE da parte di infermieri/ostetrici, farmacisti e personale amministrativo secondo i livelli diversificati di accesso previsti nell’allegato A del decreto del 7 settembre 2023
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fase 3,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che dovrà terminare entro il primo trimestre del 2026 (31 marzo), al cui termine:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -dovranno essere completati i contenuti del FSE e assicurata la sua tempestiva alimentazione con i dati e documenti, entro 5 giorni dall’erogazione della prestazione sanitaria, anche se erogate fuori dal Servizio Sanitario Nazionale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -realizzati i servizi telematici accessibili attraverso un’interfaccia utente unica a livello regionale, compreso l’accesso on-line al FSE da parte delle strutture sanitarie private.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Più tempo per garantire i diritti di tutti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I tempi di gestione del Progetto FSE quindi rallentano, così che in tutto il territorio nazionale si riescano a rendere effettivi, al fine di consentire appieno i benefici attesi dal più che decennale disegno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In sintesi con la pubblicazione e l’entrata in vigore del Decreto di aggiornamento del Decreto sul “FSE 2.0.” le suindicate autonomie locali, che costituiscono un elemento fondante dell’architettura su cui si basa il Progetto del Fascicolo Sanitario, e sulle quali non è ancora terminata l’attività istruttoria avviata dall’Autorità, avranno più tempo per assicurare, attraverso una roadmap specifica, a tutti i cittadini il rispetto dei diritti fondamentali che gli devono essere assicurati e l’adeguata protezione dei loro dati di salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Filomena Polito
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Responsabile Protezione Dati in ambito sanitario – Valutatore Privacy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Michele Principi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esperto Privacy, Valutatore Privacy certificato UNI 11697:2017
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:06:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/fse-2-0-e-privacy-nuova-roadmap-per-tutelare-i-diritti-dei-cittadini</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>segui quotidianosanita.it  Condividi stampa Sanità digitale. Schillaci: “Partita decisiva. Ottenuto il via libera Garante Privacy sull’Ecosistema dei Dati Sanitari”</title>
      <link>https://www.sisped.net/segui-quotidianosanita-it-condividi-stampa-sanita-digitale-schillaci-partita-decisiva-ottenuto-il-via-libera-garante-privacy-sullecosistema-dei-dati-sanitari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Interveneto del ministro a Comolake 2024. La sanità digitale, per Schillaci, aiuterà a migliorare la salute, l’organizzazione e la programmazione sanitaria. La modernizzazione della sanità, però, “va contemperata con l’esigenza di tutelare il diritto alla protezione dei dati sanitari”. Schillaci ha quindi annunciato il parere favorevole del Garante che permetterà, “in tempi brevi, di utilizzare i dati, in modo sicuro”. Sull’EDS sarà costruito anche un servizio di dossier farmaceutico, mentre il Fascicolo sanitario elettronico sarà collegato al Sistema Informativo Trapianti.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED14.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
          La sanità digitale può aiutare a “migliorare la salute e la vita delle persone”, ma “anche l’organizzazione e la programmazione sanitaria e la predittività di tante malattie” attravefso la telemedicina, il digital hospital, l’utilizzo dei dati. La digitalizzazione “è una partita decisiva e per questo è in cima all’agenda politica del Governo e del Ministero della Salute”. A dirlo il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Comolake 2024.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La rivoluzione della sanità digitale sta arrivando”, ha detto Schillaci, sottolineando come l’Italia sia giocando “un ruolo di primo piano come motore di innovazione”. L’Italia, ha ricordato Schillaci, è “al centro di un momento epocale per gli investimenti e i progetti messi in campo. Con il Pnrr - ma anche con tutte le altre leve che abbiamo a disposizione – stiamo costruendo finalmente un’infrastruttura digitale moderna, che ci aiuterà ad aumentare la resilienza del nostro servizio sanitario nazionale e ad affrontare anche le grandi sfide che abbiamo di fronte, legate all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni di salute”. Non a caso, “il 45% dei quasi 16 miliardi di euro del PNRR Salute è dedicato in modo specifico alla digitalizzazione”, ha ricordato il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte del Pnrr, Schillaci ha voluto anche evidenziare “a chi ancora parla di presunti ritardi sul Pnrr” che le procedure, per cui è previsto un investimento di oltre 1 miliardo di euro per sostituire macchinari che hanno più di 5 anni, vanno avanti: “La scadenza è al 2026 ma dal nostro monitoraggio, al 23 settembre scorso, risultano già ordinate apparecchiature per il 98%, e di queste il 65% è già stato consegnato e collaudato. Sono quindi già in funzione, al servizio dei cittadini. Inoltre abbiamo previsto la possibilità di riutilizzare le apparecchiature sostituite, anche per smaltire le liste d’attesa”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel Pnrr c’è anche quasi 1,5 miliardi destinati alla digitalizzazione di 280 Dea di I e II livello: parliamo dei pronto soccorso delle strutture pubbliche, che saranno potenziati con un adeguato e innovativo patrimonio digitale entro il 2025. “A oggi, gli ordinativi effettuati sono il 70% dell’importo totale, per oltre un miliardo di euro”. Su questo capitolo Schillaci ha sottolineato come sia stata prevista anche la possibilità di utilizzare le risorse non ancora impegnate per acquisire sistemi utili alla sicurezza per tutelare operatori e professionisti che lavorano in particolare nei Pronto soccorso: “Abbiamo messo in campo più di una misura di deterrenza contro le aggressioni agli operatori sanitari, l’ultima quella varata poche settimane fa con l’arresto in flagranza di reato anche differita. Ma insieme a queste misure e alla prevenzione, è importante anche incrementare i sistemi di videosorveglianza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altro asse fondamentale di investimento in sanità digitale è quello della telemedicina. “Con la rimodulazione del Pnrr decisa a fine 2023 le risorse per questo investimento sono state aumentate di 500 milioni di euro in più, con un incremento di 100 mila assistiti e un totale di almeno 300 mila pazienti over 65 seguiti con la telemedicina entro il 2026. A oggi sono quasi ultimate le gare di approvvigionamento delle Regioni capofila per l’acquisizione di software e hardware: quella per la Lombardia è stata già aggiudicata e per la Puglia siamo alle ultime fasi. Lo sviluppo della telemedicina contribuirà a garantire equità e opportunità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte del Fascicolo sanitario elettronico, “su cui possiamo veramente rivendicare un primato a livello europeo”, Schillaci ha fatto sapere che sarà collegato al Sistema Informativo Trapianti al FSE: “Oggi, quando un cittadino esprime il consenso alla donazione degli organi al momento del rilascio della carta di identità, non ha poi la possibilità di consultare ciò che viene registrato. A breve invece potrà farlo sul FSE e questo potrà aumentare la consapevolezza sulla scelta di donare gli organi”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Schillaci ha poi parlato dell’istituzione dell’Ecosistema dei Dati Sanitari, perché, ha spiegato, “la modernizzazione della sanità va contemperata con l’esigenza di tutelare il diritto alla protezione dei dati sanitari. È un punto delicato, quando introduciamo l’innovazione nei sistemi che raccolgono i dati sulla salute e sulla vita delle persone. Armonizzare i diritti con le opportunità che oggi ci offre la tecnologia – a cominciare dalla possibilità di avere la propria storia sanitaria sempre a disposizione, in qualsiasi Regione ci si sposti - richiede un lavoro accurato, complesso, sfidante. Non è quindi una formalità, ma un traguardo importante, poter annunciare che abbiamo appena avuto – il 26 settembre – il parere favorevole del Garante sulla normativa che riguarda l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS)”. Questo consentirà “in tempi brevi di utilizzare i dati, in modo sicuro, non solo per un fine primario di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ma anche per finalità di studio e di ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, al servizio anche della programmazione sanitaria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E ancora, sull’EDS sarà costruito un servizio di dossier farmaceutico, “per monitorare l’appropriatezza e l’aderenza alle terapie, per la sicurezza dei pazienti. Con lo scambio transfrontaliero dei dati, con una ricetta generata in Italia, chi si trova in viaggio potrà recarsi in farmacia in un altro Stato Ue e ottenere il farmaco prescritto”, ha detto il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono strumenti “con cui personale sanitario e cittadini devono prendere sempre più dimestichezza”, , ha sottolineato Schillaci ricordando il Piano di formazione rivolto ai professionisti della sanità che entro il 2026 coinvolgerà 666 mila operatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I traguardi – ha detto Schillaci - sono ambiziosi e per raggiungerli è necessaria la collaborazione di tutti: istituzioni, mondo scientifico, strutture sanitarie, operatori, realtà produttive , stakeholder e cittadini”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In chiusura, un riferimento all’intelligenza artificiale che, secondo Schillaci, “potrà apportare contributi e facilitazioni in campo sanitario per migliorare l’assistenza e le cure e semplificare il lavoro degli operatori sanitari. Ma dobbiamo ricordare che al centro delle decisioni resta sempre l’operatore sanitario”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 13:57:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, via a Unite: 20 milioni per colmare il divario in Europa</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-via-a-unite-20-milioni-per-colmare-il-divario-in-europa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Eit Digital svela la roadmap dell’iniziativa quadriennale che punta a trasformare l’assistenza sanitaria attraverso le tecnologie avanzate. Per l’Italia in campo Regione Lombardia. Saranno attivati bandi per finanziare le imprese continentali e almeno metà del budget sarà destinato a supportare fra i 3 e i 5 progetti di innovazione interregionale. Entro il 2028, il consorzio fornirà anche raccomandazioni politiche
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          EIT Digital dà il via ufficiale a Unite, ambizioso progetto paneuropeo che mira a rivoluzionare il settore sanitario grazie all’innovazione digitale avanzata. Selezionato nell’ambito dell’iniziativa Regional Innovation Valleys della Commissione Europea, parte della New European Innovation Agenda, il progetto quadriennale ha preso il via con una riunione presso la Eit House di Bruxelles. All’evento erano presenti Christina Nanou, Project Officer di Eismea, Magdalena Cymerys, Policy Officer della Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea, e Christine Kriza, consulente del progetto Eismea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -Bandi per finanziare l’innovazione tecnologica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Budget di 20 milioni di euro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -I partner del progetto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Una soluzione alle sfide del settore sanitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bandi per finanziare l’innovazione tecnologica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unite attiverà bandi aperti per finanziare aziende altamente innovative nel settore della salute digitale. Questi bandi sosterranno startup, scale-up e pmi nel fornire soluzioni tecnologiche avanzate che possano colmare le lacune di innovazione regionale, migliorare la competitività globale dell’Europa e garantire un accesso equo all’assistenza sanitaria per tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un obiettivo chiave del progetto è semplificare i processi di approvvigionamento pubblico e la condivisione dei dati sanitari tra le regioni partner, garantendo che le soluzioni innovative possano essere integrate nei sistemi sanitari regionali in modo più efficiente. Inoltre, Unite attiverà programmi di formazione online rivolti ai principali stakeholder dell’ecosistema della salute digitale, stabilendo una base di conoscenze comune tra le regioni e promuovendo una comprensione più profonda delle innovazioni che stanno plasmando il futuro della sanità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Budget di 20 milioni di euro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’importanza del programma Unite è sottolineata dal significativo supporto finanziario della Commissione Europea. Il budget per le attività del consorzio è di quasi 20 milioni di euro. Almeno metà del budget sarà destinato a supportare fra i 3 e i 5 progetti di innovazione interregionale focalizzati sullo sviluppo e l’implementazione di soluzioni sanitarie digitali di nuova generazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entro il 2028, il consorzio fornirà anche raccomandazioni politiche ai decisori a livello regionale ed europeo, garantendo che le lezioni apprese dal programma Unite possano essere integrate in future iniziative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I partner del progetto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gruppo di partner comprende la Regione Sjaelland in Danimarca, il Thüringer Ministerium für Wirtschaft, Wissenschaft und Digitale Gesellschaft in Germania, la Regione della Macedonia Centrale in Grecia, la Regione Lombardia in Italia, il Voivodato della Małopolska in Polonia, l’Unitatea Executiva Pentru Finantarea Invatamantului Superior, a Cercetarii, Dezvoltarii si Inovarii in Romania, l’Amministrazione Regionale di Ivano-Frankivsk in Ucraina e Scottish Enterprise nel Regno Unito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una soluzione alle sfide del settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con i sistemi sanitari europei che affrontano sfide crescenti, dalle popolazioni in invecchiamento alla carenza di personale sanitario, emerge la necessità urgente di soluzioni digitali innovative. Il consorzio Unite, guidato da Eit Digital, riunisce un gruppo eterogeneo di partner per affrontare queste problematiche pressanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Le sfide sanitarie che l’Europa deve affrontare oggi richiedono una risposta unificata e innovativa. Attraverso l’iniziativa Unite, stiamo dando potere alle regioni e alle aziende per sviluppare e scalare soluzioni tecnologiche avanzate che miglioreranno l’efficienza, l’accessibilità e la qualità dei sistemi sanitari in tutto il continente,” ha dichiarato Federico Menna, ceo di Eit Digital.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         Testo a cura di: 
         &#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          Veronica Balocco
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2024 10:53:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-via-a-unite-20-milioni-per-colmare-il-divario-in-europa</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale: il punto sui quattro progetti chiave per il futuro</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-il-punto-sui-quattro-progetti-chiave-per-il-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La profonda trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0) e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) è ormai irreversibile. Questi progetti promettono di rivoluzionare la sanità integrando tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, migliorando diagnosi, trattamenti e formazione
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED14.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         egli ultimi anni, l’Italia ha avviato un’importante trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), volta a migliorare la qualità e l’accessibilità delle cure. Al centro di questa trasformazione ci sono il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0) e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), due progetti chiave che stanno ridisegnando il panorama sanitario italiano.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità italiana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’impiego della realtà aumentata nel settore sanitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Sfide e opportunità della gestione dei dati in sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Fascicolo sanitario elettronico 2.0: una nuova era per la Sanità italiana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Cosa conterrà il FSE 2.0
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le critifcità del FSE 2.0
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Piattaforma Nazionale di Telemedicina: innovazione per la sanità digitale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Gli obiettivi della PNT
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’intelligenza artificiale in sanità e le sue applicazioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Realtà aumentata in sanità: innovazioni e sfide
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -I passi avanti verso un Sistema Sanitario Nazionale efficiente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Gli uteriori step necessari pen un SSN accessibile e sicuro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’IA per ridurre gli errori e potenziare i servizi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione del FSE 2.0 e della PNT apre la strada all’integrazione di tecnologie emergenti che promettono di rivoluzionare ulteriormente il settore sanitario. L’intelligenza artificiale, con la sua capacità di analizzare vasti volumi di dati, può migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie, fornendo ai medici strumenti predittivi e analitici avanzati. Utilizzando i dati raccolti dal FSE 2.0, gli algoritmi di IA possono identificare pattern complessi e suggerire interventi medici personalizzati, aumentando l’efficacia delle cure e riducendo i tempi di risposta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impiego della realtà aumentata nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parallelamente, la realtà aumentata (AR) sta emergendo come potente strumenti di supporto clinico. Queste tecnologie possono essere utilizzate per la formazione medica, la pianificazione chirurgica e il supporto intraoperatorio, migliorando la precisione e la sicurezza degli interventi. Ad esempio, i chirurghi possono utilizzare visori di realtà aumentata per visualizzare in tempo reale immagini tridimensionali degli organi del paziente, sovrapposte al campo visivo reale, consentendo interventi più precisi e meno invasivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sfide e opportunità della gestione dei dati in sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste innovazioni tecnologiche presentano anche nuove sfide, soprattutto in termini di gestione dei dati e privacy. L’uso intensivo di IA e AR richiede l’accesso a dati sanitari sensibili, il che rende fondamentale garantire la sicurezza e la protezione di queste informazioni. Inoltre, l’implementazione di queste tecnologie richiede un aggiornamento delle competenze degli operatori sanitari e l’adozione di nuovi protocolli e standard operativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fascicolo sanitario elettronico 2.0: una nuova era per la Sanità italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il FSE 2.0 rappresenta un passo avanti decisivo rispetto alla versione precedente, trasformandosi da uno strumento puramente amministrativo a un elemento fondamentale per il supporto clinico. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), questo progetto ambizioso mira a uniformare i modelli di archiviazione e i dati sanitari, garantendo una maggiore interoperabilità e integrazione con le infrastrutture regionali di telemedicina. L’obiettivo è creare un sistema coeso ed efficiente su tutto il territorio nazionale, un traguardo che pone l’Italia all’avanguardia in Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa conterrà il FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il FSE 2.0 include una vasta gamma di documenti sanitari obbligatori che ogni regione deve caricare nel sistema. Questi comprendono referti di laboratorio, radiologia, specialistica ambulatoriale, anatomia patologica, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, profili sanitari sintetici, prescrizioni farmaceutiche e specialistiche, cartelle cliniche, e informazioni sulla somministrazione di farmaci e vaccinazioni. Inoltre, i pazienti possono utilizzare il “Taccuino personale” per gestire autonomamente i propri dati sanitari, anche se questi dati non sono certificati dagli operatori sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le critifcità del FSE 2.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante le potenzialità del FSE 2.0, la sua implementazione ha incontrato diverse difficoltà. Il Garante Privacy ha recentemente avviato procedimenti correttivi contro 18 Regioni e le Province autonome di Bolzano e Trento per non aver rispettato le disposizioni del decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023. Queste difformità nelle informative possono compromettere i diritti dei cittadini e l’efficienza del sistema, evidenziando l’importanza di una gestione uniforme dei dati sanitari a livello nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altre difficoltà riguardano la formazione degli operatori sanitari e l’educazione dei cittadini nell’utilizzo di questo strumento come sistema di condivisione delle informazioni più preziose che riguardano la salute dei pazienti, sia affetti da patologie che sani per programmi di prevenzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per affrontare queste sfide, sono stati stanziati oltre 300 milioni di euro per la formazione. L’implementazione del FSE 2.0 richiede una stretta collaborazione tra le aziende sanitarie, le regioni e gli enti nazionali per garantire la standardizzazione e l’interoperabilità, essenziali per una gestione sanitaria più efficace e integrata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piattaforma Nazionale di Telemedicina: innovazione per la sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al FSE 2.0, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) è pronta a entrare in una fase cruciale con l’inizio della raccolta dati, grazie alla collaborazione di alcune Regioni pilota. Parte della Missione 6 Salute del PNRR, la PNT è gestita da Agenas e mira a migliorare la presa in carico dei pazienti in tutto il territorio nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La PNT, che sarà presentata ufficialmente il 1° ottobre 2024, è progettata per garantire l’interoperabilità con il FSE 2.0 e l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS). Questa integrazione è fondamentale per assicurare che i servizi di telemedicina siano implementati in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, facilitando la presa in carico dei pazienti e migliorando la qualità delle cure a livello locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli obiettivi della PNT
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli obiettivi principali della PNT includono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riduzione delle disparità territoriali: superare le differenze regionali offrendo una maggiore integrazione tra i servizi sanitari locali e le piattaforme nazionali, utilizzando soluzioni innovative e standard condivisi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miglioramento della qualità clinica: aumentare l’accessibilità ai servizi sanitari e migliorare la qualità delle cure per tutti i pazienti, garantendo un accesso uniforme alle cure di alta qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Supporto ai professionisti sanitari: fornire strumenti avanzati e validati ai professionisti sanitari per operare in modo più efficace, sia individualmente che in team multidisciplinari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facilitazione della deospedalizzazione: promuovere la cura a domicilio e ridurre la necessità di ricoveri ospedalieri, migliorando la gestione delle malattie croniche e acute direttamente nelle comunità locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’integrazione della telemedicina con il FSE 2.0 e l’EDS rappresenta un’opportunità unica per rivoluzionare il sistema sanitario italiano, rendendolo più efficiente, accessibile e sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’intelligenza artificiale in sanità e le sue applicazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore sanitario rappresenta una rivoluzione che sta già mostrando i suoi primi risultati positivi. Uno degli utilizzi più promettenti dell’IA è nell’analisi delle immagini mediche, dove algoritmi avanzati possono rilevare anomalie che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Ad esempio, sistemi di IA sono in grado di analizzare radiografie, risonanze magnetiche e tomografie computerizzate per individuare tumori, microfratture o altre condizioni patologiche con un’accuratezza che spesso supera quella dei radiologi tradizionali. Un altro ambito di applicazione è nella gestione delle cartelle cliniche elettroniche, dove l’IA può aiutare a identificare pattern di malattie, prevedere le probabilità di ricovero e suggerire piani di trattamento personalizzati. Inoltre, i chatbot basati su IA stanno diventando uno strumento utile per il triage e il supporto ai pazienti, rispondendo alle domande comuni e guidandoli verso le cure appropriate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Realtà aumentata in sanità: innovazioni e sfide
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La realtà aumentata (AR) sta trasformando il modo in cui i professionisti sanitari apprendono e praticano la medicina. Nella formazione medica, gli studenti possono utilizzare visori AR per esplorare modelli anatomici tridimensionali interattivi, migliorando la loro comprensione della struttura corporea e delle procedure chirurgiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In sala operatoria, i chirurghi possono utilizzare visori AR per sovrapporre immagini diagnostiche direttamente sul paziente, migliorando la precisione durante gli interventi. Questo è particolarmente utile in chirurgia minimamente invasiva, dove la visibilità è limitata. Inoltre, la AR può assistere nella riabilitazione dei pazienti, offrendo esercizi interattivi e feedback in tempo reale per migliorare la mobilità e la forza. In oncologia, la AR è utilizzata per pianificare e guidare trattamenti complessi come la radioterapia, assicurando che le radiazioni colpiscano esattamente il tessuto tumorale, risparmiando al contempo i tessuti sani circostanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I passi avanti verso un Sistema Sanitario Nazionale efficiente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e della Piattaforma Nazionale di Telemedicina segna un passo significativo verso la modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Questi strumenti non solo miglioreranno la qualità delle cure e l’accessibilità ai servizi sanitari, ma faciliteranno anche una gestione più efficiente e integrata della sanità digitale in Italia. È essenziale, tuttavia, affrontare le sfide legate alla conformità normativa e alla standardizzazione dei processi per garantire che i benefici di queste innovazioni siano equamente distribuiti tra tutti i cittadini italiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli uteriori step necessari pen un SSN accessibile e sicuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La strada verso un sistema sanitario nazionale completamente digitalizzato e interoperabile richiede un impegno costante e una stretta collaborazione tra tutte le parti coinvolte, inclusi il governo, le regioni, le aziende sanitarie e i professionisti del settore. Solo attraverso un approccio coordinato e uniforme sarà possibile realizzare appieno il potenziale del FSE 2.0 e della PNT, portando la sanità italiana al livello successivo e assicurando che ogni cittadino possa beneficiare di cure di alta qualità, accessibili e sicure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario si inserisce l’Intelligenza Artificiale che offre una gamma diversificata di tecnologie che si prospettano cruciali per accelerare lo sviluppo dell’Italia nel breve e medio termine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’IA per ridurre gli errori e potenziare i servizi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Già oggi, l’IA sta dimostrando il suo potenziale nel potenziare la produttività delle imprese e ottimizzare l’efficacia della Pubblica Amministrazione, riducendo gli errori e migliorando la qualità di prodotti e servizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel contesto della salute, sta rivoluzionando la prevenzione, rendendo possibili diagnosi più tempestive e trattamenti più efficaci. Socialmente, migliora l’interazione tra cittadini e istituzioni, supporta processi educativi e migliora la qualità della vita, ottimizzando l’uso delle risorse e rafforzando la sicurezza nazionale. Il rapido sviluppo delle tecnologie IA implica una competizione che definirà il nostro futuro, mettendo in luce la necessità di gestire attivamente questa rivoluzione per produrre soluzioni innovative in linea con i nostri valori e le peculiarità del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine la realtà aumentata contribuisce alla trasformazione del settore sanitario, migliorando la pratica medica e l’esperienza dei pazienti. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale dell’AR, è fondamentale sviluppare applicazioni specifiche, garantire l’accessibilità e affrontare le sfide regolamentari e di integrazione. Con una strategia collaborativa, l’AR può radicalmente migliorare la qualità delle cure e spingere avanti l’innovazione medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Vincenzo E. M. Giardino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Financial Advisor &amp;amp; Venture Capitalist
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raffaele Nudi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Strategy Advisor
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 11:15:44 GMT</pubDate>
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      <title>Sanità digitale: crescita e potenziale inespresso dell’ecosistema italiano</title>
      <link>https://www.sisped.net/my-posta31caa4a</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La crescita esponenziale dell’IA e delle tecnologie innovative sta trasformando la sanità. Con l’adozione di telemedicina e strumenti digitali, la diagnostica e i trattamenti sono diventati più personalizzati. L’Europa guida con finanziamenti significativi, mentre l’Italia, con startup in aumento, deve affrontare sfide per colmare il gap nel venture capital
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED10.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L'attuale crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie innovative emergenti sta contribuendo a un’ulteriore accelerazione della trasformazione della salute. Durante la pandemia, il forte incremento dell’adozione di strumenti digitali, come la telemedicina, ha reso possibile la continuità delle cure anche a distanza. Oggi, con i progressi nell’IA, è possibile migliorare ulteriormente la diagnostica, personalizzare i trattamenti attraverso la genomica e monitorare la salute dei pazienti in tempo reale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Indice degli argomenti
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’impatto delle nuove tecnologie sulla sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Lo scenario europeo e globale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Investimenti e collaborazioni guidano l’innovazione e la crescita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il ruolo dell’Italia nell’innovazione della sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il ruolo di CDP Venture Capital
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La differenza tra il nostro sistema del VC e quello di altri contesti europei
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’importanza di investire nella cultura del venture capital
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il futuro dell’innovazione in ambito sanitario, oltre il digitale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Sfide e opportunità per l’ecosistema italiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La necessaria sinergia tra investitori, aziende, università e istituzioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Favorire la partecipazione femminile in ruoli di leadership
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Gli altri ostacoli che limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione in Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Conclusioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impatto delle nuove tecnologie sulla sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecnologie moderne, come il machine learning e l’utilizzo dei big data, stanno trasformando la medicina in senso preventivo e predittivo, consentendo di identificare in anticipo i rischi per la salute e di intervenire tempestivamente in modo sempre più individuale. Inoltre, la robotica avanzata e la stampa 3D stanno rivoluzionando il campo della chirurgia e della riabilitazione. La telemedicina di nuova generazione sta inoltre abilitando modelli ibridi che combinano il digitale e il fisico in grado di offrire soluzioni sempre più personalizzate in base alle specifiche esigenze dei pazienti. Questo contesto di rapida evoluzione sta creando nuove opportunità per tutti gli stakeholders incluse startup e imprese tecnologiche, che possono sviluppare prodotti e servizi innovativi per rispondere alle sfide attuali e future del sistema sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Lo scenario europeo e globale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Europa si conferma come la seconda regione con più finanziamenti per la sanità digitale nel primo semestre del 2024, un periodo questo che ha visto un totale di 12,4 miliardi di dollari investiti a livello globale, secondo l’ultima analisi condotta da Galen Growth. Questo trend moderatamente positivo ha sfidato le aspettative di un prolungato “inverno” dei finanziamenti e ha dimostrato una resilienza rispetto a un settore complesso e soggetto a forte regolamentazione con quello sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Investimenti e collaborazioni guidano l’innovazione e la crescita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima metà del 2024 ha dimostrato infatti che il settore della sanità digitale è solido e in evoluzione, con investimenti sostanziali e collaborazioni strategiche che continuano a guidare l’innovazione e la crescita. I finanziamenti raccolti finora sottolineano la fiducia degli investitori e l’interesse per aree critiche come le tecnologie abilitate dall’intelligenza artificiale, le soluzioni di health management e la diagnostica medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Persiste tuttavia uno scenario sfidante per il funding dell’early stage e soprattutto del delicato periodo che separa le company in crescita dalla profittabilità su cui occorre massima attenzione per non disperdere valore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la complessità dell’attuale contesto geopolitico e macroeconomico, il solido panorama delle fusioni e acquisizioni del settore e l’aumento delle mega-operazioni riflettono un ecosistema globale in via di maturazione e pronto ad avanzare, in cui è importante però che ci sia una forte collaborazione tra i diversi attori della filiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte: Galen Growth 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo dell’Italia nell’innovazione della sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il panorama italiano dell’innovazione sanitaria è in fermento, con un numero crescente di startup innovative che sviluppano soluzioni tecnologiche all’avanguardia per migliorare la salute e il benessere delle persone. Tra le 2021 e 2023 sono 753 le startup innovative attive nel campo delle scienze della vita, come riportato dall’Osservatorio LISTUP, costituendo il 9,5% del totale delle startup nate in questo periodo. Queste nuove imprese operano principalmente nei settori del Digital Health (42%), Med Tech (28%), Healthcare Products/Services (21%) e Biotech/Pharma (9%). Dalla telemedicina alla diagnostica, dalla genomica alle tecnologie indossabili, queste startup si distinguono per la loro creatività, il loro approccio data-driven e la capacità di rispondere alle esigenze concrete del sistema sanitario e dei cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo di CDP Venture Capital
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ruolo primario nella crescita di startup innovative in Italia è quello di CDP Venture Capital che nel piano industriale 2024-2028 prevede fino 8 miliardi di euro di risorse per supportare lo sviluppo dell’innovazione italiana in diversi settori strategici, tra cui la salute e il life sciences. Dal 2022 CDP Venture Capital insieme a Healthware Group, acquisita ad ottobre 2023 da EVERSANA, e l’acceleratore danese Accelerace ha avviato VITA, l’acceleratore della digital health della Rete Nazionale CDP Venture Capital, con l’obiettivo di sostenere la crescita di nuove startup con progetti innovativi per la salute. Tra le diverse startup accelerate da VITA, c’è ad esempio Paperbox Health che ha sviluppato un gioco per individuare precocemente i fattori di rischio legati ai disturbi specifici dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini a partire dall’età di 5 anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La differenza tra il nostro sistema del VC e quello di altri contesti europei
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante l’impegno di CDP Venture Capital, è importante ricordare però che l’ecosistema del venture capital (VC) italiano è ancora ampiamente sottodimensionato, nonostante ci siano hub tecnologici come quelli di Milano, Roma e Torino nonché una rete di creazione d’innovazione diffusa in tutto il paese che attraggano talenti e investitori sottolineando così il potenziale del nostro Paese. Per comprendere la differenza tra il nostro sistema del VC e quello di altri contesti europei, basti pensare che in Francia nel primo semestre del 2024 sono stati raccolti sono stati raccolti €3,9 miliardi, nel Regno Unito €8,7miliardi, mentre in Italia €671 milioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’importanza di investire nella cultura del venture capital
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo dato ci deve far riflettere quanto nel nostro Paese ci sia la forte necessità di incrementare il numero di operatori VC, in quanto hanno un ruolo fondamentale nel far sì che le innovazioni da idea si trasformino in impese. Ѐ importante, quindi, che si investa nella cultura del venture capital favorendo la nascita di altri fondi su tutto il territorio nazionale, anche attraverso una collaborazione strutturata tra imprese, centri di ricerca, istituzioni finanziarie e policy maker. In questo, le istituzioni svolgono un ruolo cruciale nel promuovere interventi regolatori che sblocchino capitali nella direzione dei fondi di VC e allo stesso tempo favorendo un contesto favorevole per le startup, grazie a politiche di incentivazione fiscale e semplificazione delle procedure burocratiche. Allo stesso tempo, è essenziale che anche gli investitori adottino un approccio più attivo nel sostenere le imprese innovative, fornendo non solo finanziamenti, ma anche competenze e reti di contatti indispensabili per la crescita del business.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il futuro dell’innovazione in ambito sanitario, oltre il digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro dell’innovazione in ambito sanitario non si basa esclusivamente sul digitale, ma anche sullo sviluppo e l’applicazione delle biotecnologie. Attualmente, circa il 50% di tutti i nuovi farmaci e terapie in sviluppo per il prossimo futuro sono biotech, con una crescita significativa nel campo dei trattamenti innovativi come vaccini, anticorpi monoclonali per tumori e malattie infiammatorie o infettive, terapie cellulari, terapie geniche e medicina rigenerativa. Secondo il report BioInItaly Report 2023 di Assobiotec, il biotech italiano ha generato un fatturato da 13,6 miliardi di euro nel 2022, un comparto in crescita e che vede la maggior parte delle imprese attive proprio nel campo salute. Una storia di successo in questo campo è sicuramente quella di Genenta Science, unica società italiana quotata al NASDAQ, che sviluppa una piattaforma basata su cellule che sfrutta la potenza delle cellule staminali ematopoietiche per fornire trattamenti durevoli e sicuri per i tumori solidi. Il caso di Genenta Science rende evidente le potenzialità delle biotecnologie anche in termini di crescita economica e occupazione per il nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sfide e opportunità per l’ecosistema italiano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono diverse le startup italiane con focus su salute digitale di successo o in fase di crescita, come 1000Farmacie, Unobravo, Voicemed, U-care Medical, Newel Health, Serenis, Health Triage, GenomeUp, Syndiag, AEQUIP, Recornea o pagimediche – solo per citarne alcune. Tuttavia, affinché soluzioni innovative possano essere realmente adottati dai medici, dai pazienti e dall’intero Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è necessario un profondo cambiamento nell’apparato istituzionale e accademico, oltre a una svolta culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La necessaria sinergia tra investitori, aziende, università e istituzioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È cruciale che ci sia una collaborazione concreta tra investitori, aziende, università e istituzioni per promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione. In Italia, ci sono moltissimi spin-off universitari e startup fondate da ex studenti o ricercatori che necessitano di essere valorizzati e supportati nel loro percorso per introdurre sul mercato le proprie innovazioni. Questa sinergia può facilitare il trasferimento tecnologico e accelerare il processo di innovazione, creando un ecosistema fertile per lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali e partnership tra i diversi player della filiera. Senza dubbio è necessaria una forte collaborazione anche per accelerare i percorsi regolatori necessari per la validazione dell’efficacia delle soluzioni innovative e la loro conseguente integrazione nel SSN e adozione da parte di medici e pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto giocano un ruolo importante eventi come SIOS di Startupitalia dedicato alla cultura dell’innovazione e a tutti i player che ne favoriscono la crescita sul territorio italiano, SMAU che con la sua serie di roadshow in Italia e all’estero si è affermato da anni come punto di incontro e confronto di tutto l’ecosistema nazionale dell’innovazione, o l’Italian Tech Week che permette ai leader della scena tecnologica italiana e internazionale di confrontarsi su innovazione, tendenze future. C’è poi anche Frontiers Health, una delle principali conferenze internazionali dedicate ai temi dell’healthcare innovation, che grazie ad un mix unico di partecipanti provenienti da fondi di investimento, aziende del settore life science, hub innovativi, assicurazioni sanitarie e startup, offre una piattaforma unica di discussione su come le innovazioni nei diversi ambiti stanno convergendo, trasformando così il settore salute e che ritornerà con l’Italia Summit in Italia il 3 dicembre. Non da meno è poi il ruolo di attori come Italian Tech Alliance, associazione che rappresenta e porta avanti le istanze di venture capital e corporate, startup e PMI innovative, o EIT Health il cui network italiano accelera ulteriormente la crescita e l’impatto dell’innovazione sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Favorire la partecipazione femminile in ruoli di leadership
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro fattore determinante per la nascita e la crescita di nuove startup è favorire la partecipazione femminile in ruoli di leadership. L’apporto di punti di vista, competenze ed esperienze diverse può arricchire l’ecosistema imprenditoriale e portare a soluzioni innovative più inclusive e rappresentative delle esigenze della società.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli altri ostacoli che limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione in Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, è essenziale affrontare e superare gli ostacoli che limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione in Italia, come la burocrazia, le pratiche bancarie conservative e la persistente fuga di talenti. Un esempio evidente è la difficoltà che le startup incontrano nell’accesso ai fondi del PNRR, un’opportunità che potrebbe favorire la crescita di imprese innovative e virtuose, ma che finora non è stata strutturata in modo adeguato. Questi problemi non devono scoraggiare chi decide di investire e creare nuove idee imprenditoriali, ma piuttosto devono essere visti come opportunità per favorire la creazione di ecosistemi territoriali virtuosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, per far sì che le startup italiane della salute possano avere un impatto significativo e duraturo, è indispensabile un cambiamento sistemico che coinvolga tutte le parti interessate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante ricordare infatti che il settore delle Scienze della Vita è ai primi posti in Italia per competitività, produttività e investimenti in R&amp;amp;S, e rappresenta un ecosistema attivo e dinamico, in grado di rispondere con prontezza alle sfide economiche e tecnologiche del mercato. Solo attraverso una collaborazione intersettoriale e un impegno condiviso per l’innovazione si potrà costruire un futuro in cui le tecnologie sanitarie all’avanguardia migliorino realmente la qualità della vita delle persone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Roberto Ascione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          President Health Innovation, EVERSANA e CEO, Future Health Ventures
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 11:09:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Resistenza agli antibiotici: le soluzioni che arrivano dall’IA</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’antibiotico resistenza, accelerata dall’uso eccessivo di antibiotici, rappresenta una sfida globale per la salute pubblica. L’intelligenza artificiale emerge come strumento chiave, supportando previsioni sui profili di resistenza batterica e migliorando le decisioni cliniche. Innovazioni come i modelli di machine learning offrono nuove strategie per combattere la diffusione dei patogeni resistenti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/salute-sisped.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi un potente alleato nella lotta contro la resistenza agli antibiotici, una delle sfide più critiche per la salute pubblica globale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vediamo in che modo, attraverso l’analisi avanzata dei dati e l’apprendimento automatico, l’IA offre nuove opportunità per sviluppare antibiotici più efficaci, prevedere resistenze batteriche e ottimizzare le terapie, supportando i medici con decisioni cliniche più informate e personalizzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Perché la resistenza agli antibiotici è diventata un problema
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Antibiotico-resistenza: una sfida globale per la salute pubblica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Intelligenza artificiale e antibiotico resistenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Verso una prescrizione antibiotica più personalizzata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Perché la resistenza agli antibiotici è diventata un problema
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’antibiotico resistenza è un fenomeno che si verifica quando i batteri evolvono fino a sviluppare la capacità di resistere agli effetti degli antibiotici precedentemente efficaci nel trattarli. Questo fenomeno è un esempio di evoluzione microbica che avviene attraverso la selezione naturale: quando un batterio è esposto a un antibiotico, i batteri che possiedono mutazioni genetiche che li rendono resistenti hanno maggiori possibilità di sopravvivere e riprodursi. Di conseguenza, queste mutazioni si diffondono velocemente, fino a quando prevalgono i ceppi resistenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la resistenza antimicrobica sia un fenomeno naturale, questo è stato accelerato dall’utilizzo eccessivo, spesso non necessario, di antibiotici in medicina umana e veterinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli antibiotici vengono prescritti troppo frequentemente per infezioni virali, per le quali sono inefficaci. Inoltre, in molti paesi, gli antibiotici possono essere acquistati senza prescrizione medica, favorendo l’automedicazione. L’uso improprio degli antibiotici è spesso combinato con pratiche igieniche scarse e controlli delle infezioni inadeguati, sia negli ospedali che nella comunità. Questo facilita la diffusione dei batteri resistenti, specialmente nelle strutture sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato l’antibiotico resistenza come una delle dieci principali minacce per la salute pubblica globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ceppi di batteri resistenti come Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), Escherichia coli resistente ai carbapenemi (CRE), e Mycobacterium tuberculosis multi-resistente sono solo alcuni esempi di patogeni che presentano una minaccia significativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Antibiotico-resistenza: una sfida globale per la salute pubblica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Già prima della pandemia di COVID-19, la resistenza antimicrobica (AMR) rappresentava una delle principali sfide globali per la salute pubblica. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno in Europa si verificano oltre 670.000 infezioni causate da batteri resistenti a uno o più antibiotici, con circa 33.000 decessi correlati. La resistenza antimicrobica è un fenomeno naturale, principalmente dovuto a mutazioni genetiche nei microrganismi, ma l’abuso e l’uso eccessivo di antibiotici ne accelerano la diffusione, favorendo lo sviluppo di patogeni resistenti. Le aree con i più alti tassi di AMR sono situate nelle regioni meridionali ed orientali dell’Europa, con Italia e Grecia in testa per il numero di infezioni causate da batteri resistenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attualmente, il metodo principale per individuare la resistenza antimicrobica si basa sui test di suscettibilità agli antimicrobici mediante coltura. Sebbene questo approccio sia considerato affidabile, richiede circa 24 ore per identificare il microrganismo e altre 48 ore per ottenere i risultati completi. Questo ritardo può influenzare negativamente il decorso clinico dei pazienti, poiché i medici sono costretti a iniziare terapie basate su ipotesi e linee guida generali, dato che è fondamentale intervenire tempestivamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intelligenza artificiale e antibiotico resistenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tecnologie di intelligenza artificiale (IA) e machine learning (ML) stanno acquisendo sempre più rilevanza in ambito medico, portandoci verso una medicina sempre più personalizzata e precisa. L’IA può essere utilizzata in vari modi per affrontare il problema della resistenza antimicrobica, come ad esempio nella progettazione di nuovi antibiotici o nella previsione di combinazioni farmacologiche sinergiche. Grazie a modelli addestrati su database di interazioni tra composti esistenti, è possibile sviluppare nuove strategie terapeutiche che ottimizzino i risultati clinici. Un gruppo di ricercatori di Singapore ha utilizzato modelli di ML per monitorare la resistenza antimicrobica e valutare l’appropriatezza delle prescrizioni antibiotiche: uno studio del 2020, condotto su 715 pazienti dell’Ospedale Tan Tock Seng, ha dimostrato che il 58,3% dei partecipanti non avrebbe avuto bisogno di antibiotici, grazie all’impiego di tre modelli di IA combinati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È evidente che l’intelligenza artificiale potrà potenziare il supporto alle decisioni cliniche. La letteratura nel campo dell’IA e del ML applicati alla microbiologia evidenzia un crescente interesse per lo sviluppo di soluzioni innovative contro la resistenza antimicrobica. Strumenti come dashboard e interfacce user-friendly per la visualizzazione dei dati possono essere fondamentali per ricercatori e clinici permettendo loro di analizzare i trend della resistenza agli antibiotici, definire nuove politiche terapeutiche e valutare l’efficacia dei programmi di gestione degli antimicrobici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Verso una prescrizione antibiotica più personalizzata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal nostro lavoro sullo sviluppo di nuovi modelli di intelligenza artificiale (IA) capaci di prevedere il profilo di resistenza di diverse specie batteriche sta emergendo che i modelli di apprendimento automatico applicati ai dati di suscettibilità antimicrobica possono fornire preziose previsioni sui profili di resistenza agli antibiotici, supportando i professionisti sanitari nella scelta della terapia più appropriata in tempo utile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi modelli possono essere incorporati in un sistema di supporto decisionale clinico basato sui dati (CDSS) e integrati nel flusso di lavoro clinico, portando a una prescrizione antibiotica più personalizzata e fornendo ai professionisti sanitari un altro efficace strumento per offrire cure migliori e mitigare le conseguenze della resistenza antimicrobica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Marco Benedetto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Kelyon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gaetano Cafiero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Kelyon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Federico Cartelli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Kelyon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Andrea Granata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Kelyon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stefano Tagliaferri
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Kelyon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 11:02:12 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale. Investire 0,24 dollari per paziente all’anno in telemedicina salverà 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili nel prossimo decennio. Il Rapporto Oms/Itu</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-investire-0-24-dollari-per-paziente-allanno-in-telemedicina-salvera-2-milioni-di-vite-da-malattie-non-trasmissibili-nel-prossimo-decennio-il-rapporto-oms-itu</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Questo investimento potrebbe anche evitare circa 7 milioni di eventi acuti e ricoveri ospedalieri, riducendo significativamente la pressione sui sistemi sanitari in tutto il mondo. Mentre oltre il 60% dei paesi ha sviluppato una strategia di salute digitale, spesso manca l'integrazione di nuove tecnologie nell'infrastruttura sanitaria esistente. Il rapporto invita i paesi a investire in infrastrutture pubbliche digitali e a promuovere standard e interoperabilità
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Un investimento di 0,24 dollari per paziente all'anno in interventi di salute digitale, come telemedicina, messaggistica mobile e chatbot, può aiutare a salvare più di 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili nel prossimo decennio, afferma un nuovo rapporto pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall'ITU (Unione internazionale delle telecomunicazioni). Questo investimento potrebbe anche evitare circa 7 milioni di eventi acuti e ricoveri ospedalieri, riducendo significativamente la pressione sui sistemi sanitari in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pubblicazione intitolata ‘Going digital for noncommunicable diseases: the case for action’ è stata lanciata in occasione di un evento ospitato dal governo del Gambia durante la 79a Assemblea generale delle Nazioni Unite, in collaborazione con l'ITU e l'OMS. "Il futuro della salute è digitale. Ma per rendere questa visione una realtà, abbiamo bisogno sia di risorse che di collaborazione”, ha affermato il direttore generale dell'OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Nessuna organizzazione può farcela da sola. Invitiamo governi, partner e donatori a unirsi, investire strategicamente e garantire che queste innovazioni salvavita raggiungano coloro che ne hanno più bisogno”. “La rivoluzione digitale ha il potenziale per scatenare una rivoluzione sanitaria”, ha affermato il Segretario generale dell'ITU Doreen Bogdan-Martin. “In ITU, la connettività universale significativa è una priorità perché il digitale è un catalizzatore per raggiungere obiettivi in settori chiave come la salute e l'istruzione. Chiediamo una maggiore collaborazione tra i settori della salute e della tecnologia, incluso lo sviluppo di una solida infrastruttura pubblica digitale, essenziale per la fornitura di servizi sanitari digitali che possano avvantaggiare le persone ovunque senza lasciare indietro nessuno”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le malattie non trasmissibili (NCD), come le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie croniche, sono responsabili di oltre il 74% dei decessi globali ogni anno, molti dei quali sono prevenibili. Sebbene siano stati compiuti progressi significativi nella lotta alle NCD, l'integrazione delle tecnologie sanitarie digitali nei sistemi sanitari tradizionali rimane una sfida. Il rapporto mostra che c'è un'urgente necessità di sfruttare queste tecnologie per aumentare gli interventi efficaci e mitigare il crescente peso sui sistemi sanitari in tutto il mondo. Quattro principali fattori di rischio legati al nostro ambiente quotidiano (uso di tabacco, dieta non sana, uso dannoso di alcol e inattività fisica) determinano risposte nei nostri corpi che aumentano anche il rischio di malattie non trasmissibili: pressione alta, obesità, glicemia alta e colesterolo alto. Gli strumenti digitali, tra cui messaggistica mobile e chatbot, possono aiutare gli individui a comprendere i loro fattori di rischio modificabili e incoraggiarli a sviluppare abitudini più sane. Le persone che vivono con malattie non trasmissibili richiedono un monitoraggio regolare e una gestione continua e molte necessitano di cure specialistiche e a lungo termine. Strumenti digitali come la telemedicina possono aiutarli a superare le barriere all'accesso all'assistenza sanitaria. Dati e strumenti in tempo reale per i professionisti sanitari possono anche aiutarli a prendere decisioni informate sui loro pazienti. Mentre oltre il 60% dei paesi ha sviluppato una strategia di salute digitale, spesso manca l'integrazione di nuove tecnologie nell'infrastruttura sanitaria esistente. Il rapporto invita i paesi a investire in infrastrutture pubbliche digitali e a promuovere standard e interoperabilità che possano superare le barriere critiche per realizzare il pieno potenziale della salute digitale. Il rapporto funge da modello per l'azione, integrando l'iniziativa globale dell'OMS sulla salute digitale e la strategia globale sulla salute digitale 2020-2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte: Quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 10:55:28 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dati sanitari, il Friuli-Venezia Giulia prima al mondo. Fedriga: “Ora spingere su medicina predittiva”</title>
      <link>https://www.sisped.net/dati-sanitari-il-friuli-venezia-giulia-prima-al-mondo-fedriga-ora-spingere-su-medicina-predittiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La Regione al top per quantità di informazioni ma secondo il governatore finora non sono state sfruttate a dovere. “Bisogna cambiare completamente l’approccio alle cure, prevenendo le patologie prima che insorgano”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-1-52483151.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         “Il Friuli Venezia Giulia è la Regione con il più alto numero di dati sanitari al mondo: una ricchezza enorme, peccato che finora non sia stata sfruttata a dovere. Questi dati potrebbero servire per la nascita di una vera medicina predittiva: significherebbe cambiare completamente l’approccio alle cure, prevenendo le patologie prima che insorgano”. Lo afferma il governatore friulano, Massimiliano Fedriga.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Possiamo utilizzare strumenti e opportunità nuove, ma il primo problema che dobbiamo porci è modificare radicalmente i processi – ha aggiunto Fedriga – Altrimenti, il rischio è quello avvenuto con il tentativo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: abbiamo portato su uno schermo ciò che stava su carta, e lo abbiamo tenuto anche su carta”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’appello: cambio radicale dei processi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La sfida delle regole
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Digitalizzazione della sanità: Italia in prima linea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’appello: cambio radicale dei processi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Abbiamo bisogno di un cambio radicale dei processi, e quindi di un cambio culturale dell’approccio – l’appello lanciato da Fedriga – Cercare di cambiare le abitudini di una persona che per 30 anni ha lavorato in un certo modo è drammaticamente difficile: si incontrano resistenze, consapevoli o inconsapevoli, con le quali ci si deve confrontare, perché il cambiamento parte dal singolo, non dalle grandi aspirazioni”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La sfida delle regole
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’altra grande sfida, oltre a quella dei processi, è quella delle regole – ha concluso il governatore Fvg – Come Europa rischiamo di finire esclusi: le nostre regole, che condivido in principio, devono diventare applicabili concretamente. L’intelligenza artificiale è un bene immateriale a cui non si può porre un veto: i confini digitali non si possono controllare o limitare. Un esempio: l’intelligenza artificiale di Apple in Europa ancora non è stata ammessa, ma posso comunque usarla semplicemente accedendo tramite lo store americano. Credo che in tal caso sia meglio avere regole più leggere, magari imperfette, ma applicabili in modo preciso”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Digitalizzazione della sanità: Italia in prima linea
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le parole di Fedriga arrivano in un momento in cui l’Italia spinge con particolare insistenza sulla rivoluzione digitale in sanità: “Con la rimodulazione del Pnrr decisa alla fine del 2023, le risorse sono state aumentate di 500 milioni di euro su questo investimento – ha detto nei giorni scorsi Orazio Schillaci, Ministro della Salute -. Sono almeno 300 mila pazienti over 65 che dovranno essere eseguiti con telemedicina entro il 2026″.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intervento del Ministro è stato l’occasione anche per fare il punto sull’acquisto di apparecchiature mediche e la digitalizzazione dei pronto soccorso realizzata attraverso le risorse del Pnrr, che secondo Schillaci “procede spedita”. Nel primo caso, gli ordini sono vicini al 100%, nel secondo è intorno al 70%. “A chi parla di presunti ritardi sul Pnrr vorrei ricordare alcuni fatti”, ha detto Schillaci. “Parto dall’intervento per rinnovare oltre 3.100 grandi apparecchiature ospedaliere a grande contenuto tecnologico, un investimento di oltre 1 miliardo di euro per sostituire macchinari che hanno più di 5 anni. La scadenza è al 2026, ma il nostro monitoraggio al 23 settembre scorso ci porta a rilevare che ci sono apparecchiature ordinate per il 98% dei casi e di queste il 65% è stato già consegnato e collaudato. Quindi sono già in funzione e al servizio dei cittadini”, ha affermato il Ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nel Pnrr ci sono poi quasi 1,5 miliardi di euro per la digitalizzazione di 280 Dea di primo e secondo livello: sono i pronto soccorso”, ha proseguito Schillaci. “Su questo capitolo gli ordini effettuati sono il 70% dell’importato totale, per oltre un miliardo“.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Veronica Balocco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 28 Oct 2024 10:19:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/dati-sanitari-il-friuli-venezia-giulia-prima-al-mondo-fedriga-ora-spingere-su-medicina-predittiva</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, in Toscana il primo ospedale virtuale d’Italia. Telemedicina h24</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-in-toscana-il-primo-ospedale-virtuale-ditalia-telemedicina-h24</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il modello è il Mercy Virtual Hospital, operativo dall’autunno del 2015 negli Stati Uniti, ma sarà adattato alle specifiche esigenze territoriali. Si parte da Viareggio. Dove sarà creata una struttura da circa mille mq: per la Regione atteso un risparmio di 211 milioni. Poi sarà la volta di Como e Cosenza. Il sottosegretario Butti: “L’ospedale virtuale sarà inserito fra le best practice digitali e tecnologiche nazionali”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La “rivoluzione” già sperimentata all’estero con gli ospedali virtuali si prepara a compiersi anche in Italia, con un primo progetto che partirà da Viareggio, nell’ambito di un piano che, in base alle stime, potrà portare un risparmio per la Regione Toscana di 211 milioni di euro.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il modello è il Mercy Virtual Hospital, operativo dall’autunno del 2015 negli Stati Uniti, ma richiede un adattamento alle esigenze specifiche di ogni territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Servizi medici tramite videocall, email o chat
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Un modello esportabile in ogni territorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Forte risparmio per il Servizio sanitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Virtualizzazione dei servizi sanitari: una leva per il futuro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Servizi medici tramite videocall, email o chat
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I pazienti, attraverso l’ospedale virtuale, possono accedere a servizi medici online tramite videochiamate, chat, e-mail o applicazioni mobili. Possono ricevere consultazioni mediche, prescrizioni, monitoraggio delle condizioni di salute, e gestione delle malattie croniche da remoto. I pazienti possono essere seguiti da un team medico virtuale per la gestione delle loro esigenze mediche, con visite di follow-up regolari e supporto continuo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un modello esportabile in ogni territorio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo progetto pilota si avvarrà di una struttura inizialmente di circa 1000 metri quadri, appositamente ristrutturata secondo il modello costruttivo del Mercy Virtual Care Center o simili. L’ospedale virtuale sarà replicabile in ogni territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Strategica – sottolinea Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità – sarà la fornitura del servizio tecnologico da parte di un Consorzio che verrà costituito, essendo i Virtual Hospital non adibiti ad assistenza in presenza di pazienti, oltre che la messa a disposizione di risorse umane private iniziali che avviino il Virtual Hospital e addestrino il personale pubblico che parteciperà al progetto principalmente in libera professione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Forte risparmio per il Servizio sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Basandosi su una stima di 527.050 ricoveri evitabili per malattie croniche e un costo medio di 5.000 euro per ricovero – prosegue Zanon –, i potenziali risparmi per il sistema sanitario italiano ammonterebbero a circa 2,64 miliardi di euro. E calcolando che la Toscana cuba circa l’8% della spesa sanitaria nazionale, stima grezza, il risparmio per la Regione sarebbe di 211 milioni di euro”. “Per Viareggio abbiamo già preso contatti con il sindaco, con le autorità sanitarie. E poi ci sono altri due progetti: il primo, nella città di Como, il terzo a Cosenza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Virtualizzazione dei servizi sanitari: una leva per il futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Dobbiamo fare in modo che la tecnologia sia la più inclusiva possibile – ha detto il sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti, presente a Viareggio – e per fare questo c’è bisogno di coinvolgere tutti gli stakeholders. La tecnologia è una sorella maggiore che dobbiamo considerate con molta attenzione e allo stesso tempo con molta fiducia”. Butti ha voluto sottolineare anche “il valore della cooperazione e della co-progettazione, due azioni che sono alla base del nuovo Tavolo delle best practice digitali e tecnologiche, un vero e proprio Osservatorio dedicato alla tecnologia e a tutto ciò che ruota intorno ad essa. Sarà operativo a breve e sarà aperto a tutti gli operatori, le associazioni pazienti, le aziende di Ict. E posso dire fin da ora che tra le best practice, ci sarà quella dell’ospedale virtuale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il processo di virtualizzazione dei servizi sanitari – ha detto ancora Butti – è sostenuto dalla implementazione tecnologica di cui mi sto occupando, ed è sempre più determinante. Noi abbiamo la necessità di alleggerire il carico degli ospedali, dei Pronto Soccorso, di attivare una assistenza territoriale migliore e, soprattutto, sfruttare la tecnologia. Questo ci farebbe risparmiare tantissime risorse che potremmo destinare alla cura vera dei pazienti e dei malati, ma soprattutto ci consentirebbe di rendere ancor più efficiente ed efficace l’intervento a distanza e, quando necessario, in presenza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Veronica Balocco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 28 Oct 2024 10:13:02 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La telemedicina oltre il Covid: il futuro è nelle applicazioni IA specializzate</title>
      <link>https://www.sisped.net/la-telemedicina-oltre-il-covid-il-futuro-e-nelle-applicazioni-ia-specializzate</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La pandemia ha accelerato l’adozione della telemedicina, svelando la sua importanza per l’accesso alle cure. Oggi, l’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare ulteriormente il settore, ma resta da valutare l’impatto concreto su medici e pazienti, tra opportunità e sfide etiche
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         è uno spartiacque, che vale non solo per la telemedicina (TM): la pandemia Covid-19. Durante la pandemia si scoprì che la TM poteva assicurare l’accesso a risorse mediche che scarseggiavano, che erano non avvicinabili dai pazienti, che erano stressate dal sovraccarico di lavoro.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora, con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, si apre una nuova fase di innovazione tecnologica nel settore sanitario: telemedicina e AI possano trasformare l’assistenza medica, ma vanno affrontate le sfide etiche e operative che emergono in questo scenario in evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Telemedicina, l’importanza dell’accesso a distanza alla diagnostica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -I tre macro obiettivi della telemedicina tradizionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La telemedicina ancorata all’industria 4.0
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le stampanti 3D
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’irruzione dell’intelligenza artificiale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il rapporto chiave medico-paziente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’assestamento dei valori degli asset dell’AI generale e il ruolo della telemedicina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La telemedicina esce dall’emergenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’importanza di approfondire gli impatti della TM nei diversi contesti applicativi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’ascesa dell’AI nel contesto della telemedicina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il precedente di Eliza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Macchine e coinvolgimento emotivo, un dialogo con Eliza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Umanizzazione della macchina e disumanizzazione del professionista
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Complessità vuol dire competizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Note
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Telemedicina, l’importanza dell’accesso a distanza alla diagnostica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Divenne evidente l’importanza di una delle funzioni, l’accesso a distanza alla diagnostica, che la TM aveva offerto inizialmente per le aree rurali, ossia come soluzione al problema della marginalità. La Cina era molto avanti su quella strada poiché doveva razionare l’accesso agli ospedali di primo livello, situati nelle metropoli, dove tutti volevano accedere, e con la pandemia rafforzò questa risposta alla marginalità trasformandola in risposta all’emergenza. Per poterlo fare ricorse ai draconiani divieti e alle draconiane deportazioni che caratterizzano un sistema autoritario pressato dall’emergenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’ondata di studi e di ricerche effettuata durante e subito dopo la pandemia ha individuato gli effetti permanerti che quelle esperienze emergenziali potevano portare nell’ordinaria amministrazione del servizio medico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I tre macro obiettivi della telemedicina tradizionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Erano sottolineati tre macro-obiettivi della TM tradizionale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -migliorare l’accesso alle cure;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -migliorare la comunicazione tra gli operatori-fornitori di servizi di cura;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -migliorare le performance della logistica sanitaria in termini di tempi di attesa e di costi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La telemedicina ancorata all’industria 4.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stimolati dalle sperimentazioni effettuate durante la pandemia, alcuni osservatori hanno provato a definire uno stadio più avanzato e più sistemico dell’innovazione in TM, ancorandola alla filosofia di industria 4.0. Il termine, diffuso da Claus Schwab al World Economic Forum dal 2016, si riferiva all’introduzione di nuove tecnologie “disruptive”, come amano definirle ad ogni svolta tecnologica gli entusiasti, le cosiddette tecnologie – “applicale o muori”[iii]. Esse erano: le stampanti 3D, l’internet delle cose, lo scambio di dati machine to machine e, ultima venuta, l’intelligenza artificiale (AI).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le stampanti 3D
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le stampanti 3D hanno trovato la loro nicchia specialistica. Internet delle cose procede, anche senza 5G. Molte aziende sopravvivono in buona salute applicando ciò che loro serve di quelle tecnologie. Che ci sia una rivoluzione digitale in corso, è sicuro. Che ce ne sia una al giorno e per di più che ognuna sia “disruptive” è fantatecnologia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’irruzione dell’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non era ancora terminata questa fase 4.0 che l’intelligenza artificiale (AI) ha cominciato ad attirare l’attenzione. Oggi siamo nel pieno di questa ondata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non dobbiamo dimenticare che, alle origini della telemedicina c’è la prima telefonata fatta da Alexander Graham Bell il 10 marzo 1876. Le prime parole che disse furono: “Signor Watson, venga qui, la voglio”. Chiamava il suo assistente per un incidente in cui l’acido solforico delle batterie gli era caduto sui vestiti. Il telefono nasce con una chiamata di assistenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rapporto chiave medico-paziente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il bel saggio storico di Aronson, ricorda l’importanza che la rivista Lancet continuò ad attribuire al telefono, alla qualità delle comunicazioni sulle nuove linee, alla rapidità della commutazione, proprio per l’importanza che esso aveva nell’accesso ai servizi medici, nel mettere in contatto diretto il medico con il malato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima della guerra furono sperimentati tele-stetoscopi, dotati di amplificatori sonori e durante la prima Guerra mondiale Lancet documentò il funzionamento del rilevatore telefonico di proiettili nel corpo dei feriti, per mezzo di un elettrodo coperto da un panno bagnato collegato al ricevitore. In una parola, anche l’utilizzo in fase emergenziale fu anticipato dalle prime sperimentazioni telefoniche pochi anni dopo la creazione delle prime reti. L’articolo riporta gli esempi dei primi teleconsulti e delle prime teleconferenze, nonché l’impatto dell’epidemie di scarlattina nell’accrescere le connessioni telefoniche per poter comunicare senza entrare in contatto con i malati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La TM, quindi, ha origini assai antiche. La diffusione della TM ha seguito il passo dell’evoluzione della telefonia, lento fino all’apparizione degli smart phone e di internet. Ma anche dopo, l’ambiente sanitario risulta così complesso che non si sono mai verificate “esplosioni” di applicazioni “killer”, come si diceva qualche anno fa. I professionisti della sanità, ossia i medici e il personale sanitario, hanno una consolidata dimensione deontologica ed etica da far valere. Dopo la cuspide della pandemia, quando la TM sembrava poter risolvere ogni questione, è venuta una pausa di riflessione, che viene incalzata dalle promesse dell’AI. Sono promesse che potranno essere ragionevolmente mantenute solo quando AI entrerà, come sta già facendo, in una fase di specializzazione delle applicazioni, abbandonando il primo scenario che essa stessa ha aperto, quello dell’AI generale. Quando avrà abbandonato l’idea che con AI la TM sostituisca il medico e paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguiremo, in questa nota, la tesi di Luciano Floridi “IA come forma dell’agire e non dell’intelligenza” argomentata ampiamente nel suo saggio sull’etica dell’AI[iv]. Essa ha il grande pregio di insistere sull’aspetto operazionale dell’AI, e non sulla sua capacità di scimmiottamento dei processi cognitivi. Non è solo questione di filosofia, ma anche di risultati e di direzione degli investimenti e della spesa dei clienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’assestamento dei valori degli asset dell’AI generale e il ruolo della telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infatti, se l’attenzione, in particolare del cliente oggi frastornato dalle promesse “generaliste” dei fornitori, si sposta su che cosa fare nel proprio specifico processo organizzativo, tutta la catena della produzione, ma anche della ricerca sull’AI ne risentirebbe positivamente. Ed è ciò che accadrà con l’assestamento dei valori degli asset dell’AI generale. Assestamento che, a nostro avviso, è già in atto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo assestamento, la TM può svolgere un ruolo cruciale. Il prossimo Congresso della Società Italiana di Telemedicina (Telemedicina oggi: strumento per il buon governo della sanità tecnologica, Bologna 8-10 maggio 2025) potrà dare un contributo non marginale in questo senso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La telemedicina esce dall’emergenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’uscita dall’emergenza Covid ha portato una messe di studi sulla TM, spesso sbrigativi e di modesta qualità. Studi e ricerche che, sull’onda emotiva e per effetto dell’attenzione accesasi sulla scarsità di risorse sanitarie, hanno enfatizzato il potenziale della TM in tutte le aree, evocando irresistibilmente – come il canto delle sirene – il ruolo demiurgico dell’intelligenza artificiale. I dati sugli investimenti nelle aziende di telehealth, invece, continuano ad essere molto inferiori a quelli del 2021, con circa 3,1 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2024, in linea con i 6 miliardi dell’intero 2023, ma assai al di sotto dei 22 miliardi del 2021. Le televisite non si sono ancora riprese e continuano a ridursi fino a tutto il 2023 negli Stati Uniti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’importanza di approfondire gli impatti della TM nei diversi contesti applicativi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La TM incontra qualche difficoltà sul fronte politico, per lo meno negli Stati Uniti, dove l’Ufficio di Bilancio del Congresso sostiene che l’estensione delle coperture delle spese per i servizi di TM, introdotta con il Covid, porterebbe ad un incremento della spesa di due miliardi di dollari del servizio Medicare[vi]. La ragione è che la TM, proprio perché non è ancora integrata nell’assistenza standard, frequentemente risulta una duplicazione delle attività e dei controlli ordinari[vii].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           A primavera del 2024 Walmart Health Virtual Care – lanciata nel 2021 – è stata chiusa, e lo stesso è accaduto per Optum, piattaforma di teleassistenza. Amwel e Teladoc, due delle maggiori piattaforme di telemedicina hanno annunciato licenziamenti massicci e riposizionamenti strategici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi segnali confermano l’importanza di approfondire la conoscenza degli impatti della TM nei diversi contesti applicativi e sotto diversi aspetti, non limitandosi alla survey delle pubblicazioni, ma costruendo rilevazini statistiche confrontabili nel tempo e nello spazio secondo precisi standard, in grado di offrire risposte alle domande del policy maker, del gestore di aziende ospedaliere, del cittadino-utente. Altrimenti rimaniamo confinati nel sondaggismo qualitativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al contempo, occorre guardare a quanto sta accadendo nell’AI. Il mercato finanziario, all’ascolto delle più leggere brezze, che anticipano le tempeste (e che a volte vengono scambiate per le tempeste stesse), è in posizione di attesa. Sta esaurendosi la spinta dell’entusiasmo, si cominciano a fare i primi conti, le quotazioni ne risentono. E’ probabile che, come accadde per internet all’inizio del secolo, occorra una robusta, se non drammatica, svalutazione degli investimenti fatti nella fase iniziale, per ricominciare dopo aver distribuito un bel po’ di capital gain a pochi e e un bel po’ di perdite a molti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          NVIDIA, il produttore di processori per AI che viene spesso paragonata ai venditori di picconi, pale e setacci durante la corsa dell’oro di fine Ottocento -a significare che chi sta facendo i veri affari su AI sono i produttori di HW- era quotata 130 euro il 20 giugno ed ora è scesa a 108.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’ascesa dell’AI nel contesto della telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo passaggio complicato , gli occhi di molti analisti si sono puntati sull’innovazione che potrebbe produrre il salto di qualità nella TM, dopo il parossismo della pandemia. E’ l’AI, a cui vengono attribuiti i più svariati compiti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          migliorare la cura da remoto, sia nella diagnosi sia nella cura sia nel monitoraggio;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          incorporare l’intelligenza nelle apparecchiature e negli strumenti per ottenere procedure più sicure e precise (chirurgia…)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          fornire strumenti per verificare i dati del paziente ed evitare errori di diagnosi e terapia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          identificare possibili trattamenti nuovi alla luce di nuove esperienze cumulate ed analizzate;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          migliorare la qualità del servizio, introducendo punti di accoglienza e indirizzo virtuali, riducendo i costi complessivi dell’assistenza medica e anche quelli dell’accesso e della programmazione dei servizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          É tuttavia una lista che ha scarsa originalità, essa viene ripetuta in ogni rassegna da dieci anni a questa parte, con pochi aggiornamenti significativi. Mancano i dati dell’impatto effettivo della TM: sul servizio, sull’utente, sul medico e non ultimo sull’amministratore dell’azienda ospedaliera. Pochissimi sono i contributi teorici e le ricerche empiriche sull’impatto dell’AI sull’organizzazione del lavoro, una assenza che rende tutte le rassegne che abbiamo consultato, prive di una dimensione economicamente significativa. L’aspetto economico è sotto attenzione delle rassegne riguardanti i paesi africani, ma anche in questo caso gli autori faticano a produrre evidenza empirica[ix]. Sono poco indagati due aspetti fondamentali: la responsabilità dell’operatore sanitario, ed in particolare del medico, e la sua motivazione. Invece ci si dilunga sull’atteggiamento da tenere verso il paziente, che in realtà dipende dall’atteggiamento che il medico ha verso la TM e non viceversa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma se la letteratura propende prevalentemente ad enfatizzare in modo acritico le potenzialità dell’applicazione dell’AI alla TM, non ha alcun senso demonizzare l’AI o rimuoverla come un fenomeno di moda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi essa è disponibile nella sua versione d’esordio. É Sam Altman a dirlo: “ChatGPT è incredibilmente limitata, ma abbastanza buona per fare cose che creano una deformata percezione di grandezza. É sbagliato confidare su di lei per qualsiasi cosa importante immediatamente. É un assaggio in progress; abbiamo un sacco di lavoro da fare sulla sua robustezza e veridicità”[x]. Che cosa porterà AI tra dieci anni, solo un Profeta con la P maiuscola può dirlo. Certamente quello che dicono i cantori attuali di AI è del tutto inverosimile: nessuna grande innovazione ha mai dato la soddisfazione ad un ammiratore di prevederne le applicazioni e l’estensione di utilizzo non dico a 10, ma neppure a 5 anni. Oggi la maggior parte degli osservatori e degli imprenditori del settore insiste sulla onni-potenza di AI, ed esibisce, a prova di ciò, la straordinaria capacità di interazione linguistica che ha dimostrato ChatGPT.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il precedente di Eliza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sembra di esser tornati, in versione parossistica parossistica, alla storia di 60 anni fa, quando ELIZA divenne una pop star, tutti la volevano come amica, confidente, consigliere. Consentitemi diaprire una parentesi assai istruttiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli anni 1964-1965, lo scienziato di computer dell’MIT, Joseph Weizenbaum, scrisse un programma per scomporre il linguaggio che poteva funzionare nel nuovo sistema di time sharing dell’università. Uno studente scriveva una frase e il computer, seguendo un set di regole grammaticali dell’inglese, identificava una frase o parola saliente all’interno del periodo e, seguendo un altro set di regole, rispondeva allo studente. Waizenbaum non attribuiva particolare rilevanza a questo suo esercizio, ma ebbe l’intuizione di personalizzare il software, chiamandolo ELIZA, come Eliza Doolittle, la ragazza che nel dramma di Bernard Shaw Pigmalion impara a parlare inglese sotto la guida di un illustre linguista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Macchine e coinvolgimento emotivo, un dialogo con Eliza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proponiamo la traduzione di un dialogo tra l’interlocutore ed ELIZA (corsivo).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I maschi sono tutti uguali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In che modo?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ci disturbano in un modo o in altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puoi pensare un esempio specifico?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bene, il mio fidanzato mi ha fatto venire qui.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tuo fidanzato ti ha fatto venire qui.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dice che sono depressa per la maggior parte del tempo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mi dispiace sentire che sei depressa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È vero. Sono infelice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pensi che venire qui ti aiuterà a non essere infelice?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho bisogno di qualche aiuto, questo mi sembra sicuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che cosa significa per te trovare qualche aiuto?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Forse potrei imparare a stare vicino a mia madre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dimmi altre cose sulla tua famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mia madre si prende cura di me.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi altro nella tua famiglia si prende cura di te?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mio padre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuo padre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tu sei come mio padre per certi aspetti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che rassomiglianza vedi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non sei molto aggressivo…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ELIZA conquistò il pubblico del campus, diventando una star dei dibattiti sui computer e sul time sharing. Le copie del programma proliferarono raggiungendo altre scuole e un pubblico più vasto. Weizenbaum era sbalordito “dal coinvolgimento emotivo con il computer delle persone che dopo aver conversato con lui per un po’ di tempo, insistevano, nonostante le mie spiegazioni, che la macchina li avesse veramente capiti”.[xi]
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La parabola mostra in modo tangibile i rischi enormi che corriamo, con potenze di calcolo incomparabilmente maggiori di quelle di oltre mezzo secolo fa. La tendenza all’umanizzazione della macchina è ancora più pericolosa oggi, che essa appare molto più verisimile e, veicolata instancabilmente dalla propaganda dei promotori, a portata di mano. Sam Altman preannunciava, poco più di un anno fa un grande lavoro da fare su ChatGPT. ChatGPT, parlando di sé stessa, è meno critica del suo artefice: “ChatGPT è un possente modello linguistico che ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui interagiamo e utilizziamo l’intelligenza artificiale nella nostra vita quotidiana. La sua capacità di generare testo simile a quello umano gli consente di assistere con una vasta gamma di attività che coinvolgono l’elaborazione del linguaggio, rendendolo uno strumento prezioso per aziende, ricercatori e individui”[xii]. Naturalmente, è il parere autoreferenziato di ChatGPT quello che meglio rappresenta il “sentiment” diffuso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non sarà solo su quella piattaforma che un grande lavoro dovrà essere fatto. E gli investimenti lo dimostrano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Umanizzazione della macchina e disumanizzazione del professionista
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tema di ELIZA, l’umanizzazione della macchina, si accompagna a quello della disumanizzazione del professionista, particolarmente sentita nella sanità. Paradossalmente, mentre aumenta la capacità di automazione dei processi, il medico è stato sovraccaricato di adempimenti burocartici che poco hanno a che fare con la qualità del servizio e che contrastano con l’utilizzo intelligente del proprio tempo di lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo effetto è paradossale: l’aumento esponenziale delle capacità di quelli che in Francia si chiamano ordinatori, non è stato capace di semplificare l’amministrazione e la somministrazione della sanità: è l’effetto del prevalere delle conoscenze tecnologiche del fornitore rispetto a quelle organizzative del cliente. In altre parole il fornitore -tecnologo ha venduto al cliente non soluzioni, ma macchine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I medici temono che l’innesto dell’AI nella TM dia un ulteriore spinta alla disumanizzazione del ruolo del medico, alla perdita di quel senso di responsabilità che è la chiave del rapporto medico-paziente ed è anche la chiave per far accettare la TM da parte del paziente. L’insistenza sul paziente, che deve essere rassicurato e preparato al recepimento della TM arricchita dall’AI, scambia gli effetti con le cause. In realtà la sicurezza del paziente viene dalla responsabilità del medico, su cui l’attenzione è oggi del tutto insufficiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Complessità vuol dire competizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella TM, nonostante gli annunci degli osservatori più ottimisti, rimane difficile affrontare le esigenze di telemonitoraggio e teleconsulto senza applicazioni specifiche nella fase della raccolta dei dati rilevanti ai fini della diagnosi e della definizione degli step successivi. I sistemi generali di AI sono del tutto ridondanti ed inefficaci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al di là dei recuperi di efficienza energetica determinati dal progresso tecnico, nella fase di addestramento e nell’inferenza, i sistemi generali sprecano una quantità enorme di energia e di capacità di calcolo. Il training di OpenAI GPT4 ha un consumo di energia pari a 50 appartamenti americani per un secolo. “Inoltre, la risposta ad una domanda rivolta ad un modello può costare dai 2.400 $ fino a 233.000…con i costi di inferenza che possono giungere a superare quelli del training”[xiii]. Stesso discorso per il controllo dei referti e la segnalazione di anomalie: è del tutto inutile utilizzare modelli di linguaggio naturale allargati per questo tipo di soluzioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma fino ad oggi i grandi investimenti nell’AI sono guidati dai modelli generali e solo di recente gli investimenti nelle start up cominciano a disturbare questa macrotendenza. Naturalmente si accende la competizione anche sui modelli generali, poiché Big Tech non sta a guardare e Anthropic, Google, Meta stanno investendo e si avvicinano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’emergere di esigenze differenziate è tanto più evidente quanto più il pubblico capisce i limiti dei modelli di AI generali, come ChatGPT. Questa articolazione della domanda richiede naturalmente una capacità di interloquire con il fornitore, che oggi detiene tutto il sapere e tende a vendere la soluzione che lui propone, e che in generale è sovradimensionata o del tutto sfasata rispetto al bisogno effettivo. Si tratta di un processo non semplice e non rapido.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si cominciano, tuttavia, ad avvertire gli scricchiolii dell’attuale assetto superconcentrato del settore AI, anche sotto il profilo dei processori. Quelli di NVIDIA sono sempre più tarati sulle esigenze del modelli larghi di AI, ma si affaccia la competizione dei chiplets di AMD, delle NPU di Apple, delle CPU di Meta, di Amazon, di Hynix[xiv]. Dal 2017 sono stati investiti 24 miliardi di dollari nelle start up dei chip per AI, mentre il costo delle soluzioni basate su tecnologie generali sta allontanando i clienti creando spazi di mercato nuovi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le politiche industriali a favore dei costruttori di processori, come scrive l’Economist, hanno portato i governi a delineare politiche industriali di “elemosine. Ma il progresso in AI è fondato sulla disponibilità dei talenti giusti e di un ecosistema fiorente tanto quanto sui finanziamenti e sulla capacità di calcolo”[xv].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siamo agli inizi. Ricordiamoci che Yahoo! sembrava inattaccabile, e apparve Google. Nokia e Motorola erano i telefonini e sono apparsi gli smartphone. Olivetti era il secondo produttore di PC in Europa. Anche OpenAI, cui va il merito di aver aperto la strada opera su un mercato contendibile nel quale la TM rappresenta l’area più critica. Essa richiede una specializzazione, anche nelle applicazioni AI, che il mercato non tarderà a fornire con aziende innovative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Note
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [i]) S. H. Aronson, The lancet on the telephone 1876-1975, Medical History, 1977.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [ii]) Ayesha Amjad, Piotr Kordel, Gabriela Fernandes, A review on Innovation in Healthcare Sector (Telehealth) through Artificial Intelligence, Sustainability, 2023, 15, 6655.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [iii]) Steven Pole, The Fourth Industrial Revolution review – adapt to new technology or perish, The Guardian, 6 Jan, 2017.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [iv]) Luciano Floridi, Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide, Raffaello Cortina Editore, 2022.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [v]) PitchBook, Digital Health Overview, September 23, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [vi]) Heather Landi, Health systems urge Congress to lay down a permanent road map for telehealth services as clock ticks on December deadline, Fierce Healthcare, Apr. 11, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [vii]) Sanjula Jain, The Compass. Telehealth Demand: An Update Four Years After the Onset of the Covid-19 Pandemic, Trilliant Health, June 9, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [viii]) Ivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [ix]) Oluwatoyin Ayo-Pari, Oluwatosin Ogundairo, Chinedu Paschal Maduka, Chiamaka Chinaemelum Okongwu, Abdulraheem Olaide Babarinde, Olamide Tolulope Sdamade, Telemedicine in Health Care: A Review of Progress and Challenges in Africa, Matrix Sci Pharma 2023; 7:124-32
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [x]) Sam Altman, CEO OpenAI, Twitter 12/10/22.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [xi]) Nicholas Carr, op. cit. cap. 10, A thing like me.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [xii]) Supply Chain TodayThe Best ChatGPT Quotes, https://www.supplychaintoday.com/best-chatgpt-quotes/
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [xiii]) Economist, The breakthrough AI needs, September 21st 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [xiv]) Economist, Getting to one trillion, e anche: A Cambrian explosion?, September 21st 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [xv]) The breakthough… cit.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Mario Dal Co
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Economista e manager, già direttore dell’Agenzia per l’innovazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 28 Oct 2024 10:07:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/la-telemedicina-oltre-il-covid-il-futuro-e-nelle-applicazioni-ia-specializzate</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Quando gli algoritmi entrano nella sanità</title>
      <link>https://www.sisped.net/quando-gli-algoritmi-entrano-nella-sanita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Al Politecnico di Milano i primi Stati generali della Sanità digitale e delle Terapie digitali, un evento tra i diversi stakeholders della sanità digitale per discutere una strategia comune che ponga le DTx al centro dell’agenda politica del Paese
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         «Le tecnologie digitali possono contribuire a migliorare la qualità della vita e l’efficacia delle cure ai pazienti specie quelli che si trovano in condizioni di fragilità, che devono avere un’assistenza sempre più, personalizzata e multidisciplinare». Ha esordito così il Ministro della Salute Orazio Schillaci agli Stati generali della Sanità digitale e delle Terapie digitali, l’evento che si è tenuto venerdì 20 settembre al Politecnico di Milano e promosso dall’Intergruppo parlamentare Terapie Digitali e Sanità Digitale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sono 93 le DTx nel mondo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano, sono 93 il numero di terapie digitali (DTx) attualmente disponibili in vari paesi (Germania, Francia, Regno Unito e USA). Le aree terapeutiche maggiormente interessate sono la psichiatria (37%), l’endocrinologia (14%), la reumatologia (10%), e l’oncologia (10%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «I nostri dati ci dicono che l’interesse per le terapie digitali in Italia è alto, sia da parte dei cittadini sia per quanto riguarda i professionisti – ha confermato Emanuele Lettieri, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Life Science Innovation –. Oggi 3 addetti ai lavori su 4 sarebbero interessati a prescrivere terapie digitali, in modo da poter avere un’offerta di cura più moderna e innovativa».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Dobbiamo riconoscere che ad oggi sanità digitale e terapie digitali mancano ancora di un quadro chiaro di riferimento sul piano delle norme e delle procedure dal punto di vista scientifico e regolatorio – ha dichiarato Simona Loizzo, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali –.  È quindi compito della politica intervenire per recuperare il ritardo rispetto agli altri paesi che già si stanno muovendo in modo organico. Per questa ragione, come Intergruppo, abbiamo presentato una proposta di legge per definire gli ambiti d’uso delle terapie digitali e istituire organismi di valutazione e monitoraggio».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata di venerdì è stata anticipata da alcuni tavoli di lavoro: «Sono stati coinvolti oltre 100 esperti per identificare le priorità d’azione da indicare al governo – ha rilevato Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano – su tre tematiche che abbiamo ritenuto fondamentali».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I tavoli sono stati su:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -dati in Sanità e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -le terapie digitali in Italia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -le competenze e la formazione dei professionisti per lo sviluppo della Sanità digitale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «L’intelligenza artificiale può essere sfruttata sia a supporto dei professionisti sanitari nelle decisioni cliniche, ma anche per la ricerca e sviluppo di farmaci o nei clinical trial – commenta a TrendSanità Sgarbossa –. Per quanto riguarda le terapie digitali, sebbene queste non esistano ancora in Italia, va definito il quadro normativo e i sistemi di valutazione e rimborso. Infine, le competenze: in questa prima edizione degli Stati Generali ci siamo concentrati su quelle dei professionisti sanitari, che vanno acquisite durante gli studi. Parliamo sia di aspetti tecnici sia di soft skills».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli esiti dei tavoli di lavoro e gli elementi di proposta emersi nel corso della sessione plenaria confluiranno in un documento di sintesi che sarà consegnato al Ministro della Salute, ai Presidenti del Senato e della Camera, oltre che ai Presidenti delle regioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2023 la sanità digitale è cresciuta del 22%
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sanità digitale è al centro di diversi interventi e investimenti, nell’ambito del PNRR e, come emerso dalla ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, la spesa ad essa associata è cresciuta del 22% nel 2023, arrivando a quota 2,2 miliardi di euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la sanità digitale sta avviando una nuova stagione nella comunicazione tra il cittadino e le strutture sanitarie con la possibilità di disporre di molti servizi – dalla cartella informatizzata e condivisa alla sicurezza completa del dato, dalla prenotazione delle prestazioni al monitoraggio delle condizioni del paziente, oltre a molte prestazioni di tipo specialistico –, le terapie digitali rappresentano davvero la nuova era nella quale gli interventi terapeutici per molte patologie sono guidati da software basati su evidenze scientifiche frutto di sperimentazioni cliniche rigorose che, rendendo possibili percorsi di cura basati su interventi cognitivo comportamentali personalizzati sui singoli pazienti, migliorano enormemente gli esiti clinici di un ampio spettro di patologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Abbiamo avviato un Piano di formazione che in un biennio aumenterà le competenze digitali di oltre mezzo milione di operatori sanitari – ha ricordato il Ministro Schillaci –. La medicina del terzo millennio ha bisogno anche di nuovi operatori sanitari con competenze diverse e su questo c’è il lavoro che stiamo facendo con i collegati alla finanziaria 2024. Stiamo poi compiendo uno sforzo deciso per potenziare il Fascicolo Sanitario Elettronico, su cui siamo all’avanguardia a livello europeo, che ci aiuterà ad attuare una vera e propria rivoluzione digitale nella sanità».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Politecnico di Milano ha costruito in questi ultimi anni un patrimonio di conoscenze, dati e informazioni che saranno determinanti per orientare la sistematizzazione e il miglior sfruttamento di queste discipline in quella che sarà la sanità del Terzo Millennio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La tecnologia al servizio dell’umanità: mai come negli ultimi anni, segnati dall’evoluzione del digitale, dell’intelligenza artificiale e dalla potenza dei dati, questa affermazione è ancora più vera e sostanziata da studi e applicazioni – ha commentato Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano –. In campo diagnostico, così come nella strumentazione, nella sensoristica, nei processi rieducativi la tecnologia è un fattore abilitante che consente valutazioni e interventi sempre più efficaci e tempestivi. ll Politecnico di Milano si pone come punto di riferimento per la comunità scientifica e per la molteplicità di attori che operano sul territorio».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo di: Michela Perrone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 11:27:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/quando-gli-algoritmi-entrano-nella-sanita</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, l’e-procurement di Consip leva strategica: valore degli acquisti a oltre 3 miliardi</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-le-procurement-di-consip-leva-strategica-valore-degli-acquisti-a-oltre-3-miliardi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Negli ultimi tre anni registrata una crescita del +255% rispetto al 2020. Sprint dal Pnrr. Riflettori sui servizi professionali e di supporto Ict e per la sicurezza
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/salute-sisped.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         l processo di trasformazione digitale della Sanità parte dall’obiettivo di elevare il livello di informatizzazione del Ssn attraverso un ridisegno organizzativo dei processi delle strutture sanitarie pubbliche e che, passando per la migrazione al cloud dei principali applicativi con soluzioni Saas qualificate dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), approda alla reingegnerizzazione dei sistemi informativi sanitari e clinico-assistenziali.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le soluzioni Consip a supporto della Sanità digitale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -I contratti disponibili
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La spesa per la Sanità digitale attraverso gli strumenti Consip
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La collaborazione con tutti gli attori del sistema
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le linee di attività di Consip
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le soluzioni Consip a supporto della Sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per realizzare tale percorso, le amministrazioni del Servizio Sanitario Nazionale possono accedere – senza la necessità di dover bandire proprie gare – a un’offerta Consip “pronta all’uso” ed utilizzabile per i progetti di sviluppo digitale, che include sia i servizi specifici in ambito Sanità digitale, sia servizi strategici Ict generali come quelli cloud e di sicurezza, sia licenze e dispositivi hardware “di base”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un forte impulso a questo processo trasformativo è stato poi dato negli ultimi anni dal Pnrr, che ha destinato importanti risorse alla digitalizzazione della PA in generale (missione 1) e della Sanità pubblica in particolare (missione 6), diventando il veicolo per realizzare progetti complessi Ict finalizzati a migliorare i servizi sanitari, limitare inefficienze, migliorare il rapporto costo-qualità dei servizi, ridurre le differenze tra i territori. Tra i tanti progetti, particolarmente significativo è quello sulla Missione 6 del Pnrr e relativo alla “Digitalizzazione degli ospedali che ospitano i Dipartimenti di Emergenza e Accettazione” (Dea di I e II livello), che ha visto l’affiancamento di Consip al Ministero della Salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario il procurement è in grado di rendere disponibili contratti-quadro con più fornitori per garantire, da un lato, varietà di soluzioni alle amministrazioni e, dall’altro, un necessario livello di apertura del mercato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I contratti disponibili
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I contratti Consip dedicati alla Sanità digitale hanno, fino ad oggi, messo a disposizione delle PA un’offerta complessiva di oltre 4 miliardi di euro per servizi applicativi e di supporto su:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Sistemi informativi clinico-assistenziali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , iniziativa dedicata a servizi strategici come la Cartella clinica elettronica, l’Enterprise Imaging e la Telemedicina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Sistemi informativi sanitari e servizi al cittadino
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , iniziativa dedicata ai servizi per i Centri unici di prenotazione per l’interoperabilità dei dati, le piattaforme applicative, i portali ed app.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Sistemi informativi gestionali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , iniziativa dedicata allo sviluppo dei procedimenti amministrativi e contabili, e della data governance.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di iniziative che hanno contribuito a progetti già realizzati o in corso di realizzazione, anche in ambito Pnrr, tra cui: il Nuovo sistema informativo del Ministero della Salute, il progetto Cup Regionale Lombardia realizzato da Aria, le applicazioni di Cartella clinica elettronica nelle Regioni Lombardia, Sardegna e Abruzzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La spesa per la Sanità digitale attraverso gli strumenti Consip
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di un quadro di sviluppo nazionale testimoniato dalla crescita degli investimenti Ict per la transizione digitale in Sanità, che sono passati da valori di poco superiore al miliardo di euro nel 2020 ai circa 1,9 miliardi di euro nel 2023, con la previsione di superare ampiamente i 2 miliardi di euro alla fine del 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di pari passo alla crescita degli investimenti, si è assistito alla considerevole crescita degli acquisti per la digitalizzazione del comparto Sanità attraverso gli strumenti Consip, che hanno fatto registrare nel periodo 2020-2023 un valore degli acquisti di oltre 3,1 miliardi di euro (di cui 2,3 miliardi solo nell’ultimo biennio), con un aumento di +255% rispetto al 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta in prevalenza di acquisti di servizi professionali e di supporto Ict (applicativi, sistemistici, etc.) e di servizi di sicurezza, che testimoniano l’impulso progettuale dato dal Pnrr e dalla immediata disponibilità di strumenti contrattuali per l’attuazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La collaborazione con tutti gli attori del sistema
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un risultato ottenuto anche grazie a un approccio basato sulla collaborazione e la condivisione delle iniziative con tutti gli attori del sistema – tra cui Aisis (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità) e Assinter (Associazione delle Società per l’Innovazione Tecnologica nelle Regioni) – per collaborare sull’offerta di servizi e soluzioni Ict innovative, far convergere le rispettive conoscenze ed esperienze in materia di Sanità digitale pubblica, favorire la diffusione di analisi, strumenti e modelli di acquisto per una gestione efficace delle risorse tecnologiche per le nuove esigenze di acquisto digitale del Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le linee di attività di Consip
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La società, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, tra le diverse linee di attività, sviluppa iniziative nell’ambito del Piano di gare strategiche Ict – definito da AgID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale, in attuazione del Piano triennale per l’informatica nella PA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A partire dal 2020, Consip ha bandito complessivamente 22 gare strategiche Ict per un valore di oltre 13,5 miliardi di euro, mettendo a disposizione della PA contratti in tre ambiti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Adozione del Cloud
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (con iniziative dedicate ai servizi di Digital Transformation, Data management, ai servizi applicativi Cloud e alle soluzioni Public Cloud Iaas, Paas e Saas).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Sicurezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (con iniziative sia per la sicurezza “on premises” – con strumenti per la protezione di reti, perimetri e dati – sia per la sicurezza “da remoto”).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           · Sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (con iniziative per i sistemi informativi clinico-assistenziali, i sistemi informativi sanitari e i sistemi gestionali).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Corcom
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 11:22:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-le-procurement-di-consip-leva-strategica-valore-degli-acquisti-a-oltre-3-miliardi</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale. Schillaci: “Partita decisiva. Ottenuto il via libera Garante Privacy sull’Ecosistema dei Dati Sanitari”</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-schillaci-partita-decisiva-ottenuto-il-via-libera-garante-privacy-sullecosistema-dei-dati-sanitari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Interveneto del ministro a Comolake 2024. La sanità digitale, per Schillaci, aiuterà a migliorare la salute, l’organizzazione e la programmazione sanitaria. La modernizzazione della sanità, però, “va contemperata con l’esigenza di tutelare il diritto alla protezione dei dati sanitari”. Schillaci ha quindi annunciato il parere favorevole del Garante che permetterà, “in tempi brevi, di utilizzare i dati, in modo sicuro”. Sull’EDS sarà costruito anche un servizio di dossier farmaceutico, mentre il Fascicolo sanitario elettronico sarà collegato al Sistema Informativo Trapianti.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         17 OTT - La sanità digitale può aiutare a “migliorare la salute e la vita delle persone”, ma “anche l’organizzazione e la programmazione sanitaria e la predittività di tante malattie” attravefso la telemedicina, il digital hospital, l’utilizzo dei dati. La digitalizzazione “è una partita decisiva e per questo è in cima all’agenda politica del Governo e del Ministero della Salute”. A dirlo il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Comolake 2024.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La rivoluzione della sanità digitale sta arrivando”, ha detto Schillaci, sottolineando come l’Italia sia giocando “un ruolo di primo piano come motore di innovazione”. L’Italia, ha ricordato Schillaci, è “al centro di un momento epocale per gli investimenti e i progetti messi in campo. Con il Pnrr - ma anche con tutte le altre leve che abbiamo a disposizione – stiamo costruendo finalmente un’infrastruttura digitale moderna, che ci aiuterà ad aumentare la resilienza del nostro servizio sanitario nazionale e ad affrontare anche le grandi sfide che abbiamo di fronte, legate all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni di salute”. Non a caso, “il 45% dei quasi 16 miliardi di euro del PNRR Salute è dedicato in modo specifico alla digitalizzazione”, ha ricordato il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte del Pnrr, Schillaci ha voluto anche evidenziare “a chi ancora parla di presunti ritardi sul Pnrr” che le procedure, per cui è previsto un investimento di oltre 1 miliardo di euro per sostituire macchinari che hanno più di 5 anni, vanno avanti: “La scadenza è al 2026 ma dal nostro monitoraggio, al 23 settembre scorso, risultano già ordinate apparecchiature per il 98%, e di queste il 65% è già stato consegnato e collaudato. Sono quindi già in funzione, al servizio dei cittadini. Inoltre abbiamo previsto la possibilità di riutilizzare le apparecchiature sostituite, anche per smaltire le liste d’attesa”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel Pnrr c’è anche quasi 1,5 miliardi destinati alla digitalizzazione di 280 Dea di I e II livello: parliamo dei pronto soccorso delle strutture pubbliche, che saranno potenziati con un adeguato e innovativo patrimonio digitale entro il 2025. “A oggi, gli ordinativi effettuati sono il 70% dell’importo totale, per oltre un miliardo di euro”. Su questo capitolo Schillaci ha sottolineato come sia stata prevista anche la possibilità di utilizzare le risorse non ancora impegnate per acquisire sistemi utili alla sicurezza per tutelare operatori e professionisti che lavorano in particolare nei Pronto soccorso: “Abbiamo messo in campo più di una misura di deterrenza contro le aggressioni agli operatori sanitari, l’ultima quella varata poche settimane fa con l’arresto in flagranza di reato anche differita. Ma insieme a queste misure e alla prevenzione, è importante anche incrementare i sistemi di videosorveglianza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altro asse fondamentale di investimento in sanità digitale è quello della telemedicina. “Con la rimodulazione del Pnrr decisa a fine 2023 le risorse per questo investimento sono state aumentate di 500 milioni di euro in più, con un incremento di 100 mila assistiti e un totale di almeno 300 mila pazienti over 65 seguiti con la telemedicina entro il 2026. A oggi sono quasi ultimate le gare di approvvigionamento delle Regioni capofila per l’acquisizione di software e hardware: quella per la Lombardia è stata già aggiudicata e per la Puglia siamo alle ultime fasi. Lo sviluppo della telemedicina contribuirà a garantire equità e opportunità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte del Fascicolo sanitario elettronico, “su cui possiamo veramente rivendicare un primato a livello europeo”, Schillaci ha fatto sapere che sarà collegato al Sistema Informativo Trapianti al FSE: “Oggi, quando un cittadino esprime il consenso alla donazione degli organi al momento del rilascio della carta di identità, non ha poi la possibilità di consultare ciò che viene registrato. A breve invece potrà farlo sul FSE e questo potrà aumentare la consapevolezza sulla scelta di donare gli organi”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Schillaci ha poi parlato dell’istituzione dell’Ecosistema dei Dati Sanitari, perché, ha spiegato, “la modernizzazione della sanità va contemperata con l’esigenza di tutelare il diritto alla protezione dei dati sanitari. È un punto delicato, quando introduciamo l’innovazione nei sistemi che raccolgono i dati sulla salute e sulla vita delle persone. Armonizzare i diritti con le opportunità che oggi ci offre la tecnologia – a cominciare dalla possibilità di avere la propria storia sanitaria sempre a disposizione, in qualsiasi Regione ci si sposti - richiede un lavoro accurato, complesso, sfidante. Non è quindi una formalità, ma un traguardo importante, poter annunciare che abbiamo appena avuto – il 26 settembre – il parere favorevole del Garante sulla normativa che riguarda l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS)”. Questo consentirà “in tempi brevi di utilizzare i dati, in modo sicuro, non solo per un fine primario di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ma anche per finalità di studio e di ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, al servizio anche della programmazione sanitaria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E ancora, sull’EDS sarà costruito un servizio di dossier farmaceutico, “per monitorare l’appropriatezza e l’aderenza alle terapie, per la sicurezza dei pazienti. Con lo scambio transfrontaliero dei dati, con una ricetta generata in Italia, chi si trova in viaggio potrà recarsi in farmacia in un altro Stato Ue e ottenere il farmaco prescritto”, ha detto il ministro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono strumenti “con cui personale sanitario e cittadini devono prendere sempre più dimestichezza”, , ha sottolineato Schillaci ricordando il Piano di formazione rivolto ai professionisti della sanità che entro il 2026 coinvolgerà 666 mila operatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I traguardi – ha detto Schillaci - sono ambiziosi e per raggiungerli è necessaria la collaborazione di tutti: istituzioni, mondo scientifico, strutture sanitarie, operatori, realtà produttive , stakeholder e cittadini”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In chiusura, un riferimento all’intelligenza artificiale che, secondo Schillaci, “potrà apportare contributi e facilitazioni in campo sanitario per migliorare l’assistenza e le cure e semplificare il lavoro degli operatori sanitari. Ma dobbiamo ricordare che al centro delle decisioni resta sempre l’operatore sanitario”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 11:21:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-schillaci-partita-decisiva-ottenuto-il-via-libera-garante-privacy-sullecosistema-dei-dati-sanitari</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il futuro della medicina con l’IA: prevenzione e cure personalizzate</title>
      <link>https://www.sisped.net/il-futuro-della-medicina-con-lia-prevenzione-e-cure-personalizzate</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’innovazione tecnologica sta trasformando la sanità con la medicina personalizzata e l’intelligenza artificiale, rivoluzionando diagnosi e trattamenti. Queste tecnologie migliorano l’efficacia delle cure, ridefinendo il rapporto medico-paziente, ma la gestione dei dati e la supervisione umana restano essenziali per il loro pieno potenziale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L'innovazione tecnologica e gli approcci avanzati stanno trasformando radicalmente il settore sanitario. La medicina personalizzata e d’iniziativa pone l’accento sulla prevenzione e sulla cura su misura che, combinandosi con le potenzialità dell’intelligenza artificiale, promette di rivoluzionare diagnosi, trattamenti e monitoraggio dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste metodologie interconnesse non solo migliorano l’efficacia delle cure, ma ridefiniscono anche il rapporto medico-paziente, permettendo alla medicina di affrontare nuove sfide etiche e operative nella sanità moderna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Indice degli argomenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Medicina personalizzata e d’iniziativa: definizioni e obiettivi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’IA nella pratica medica: rivoluzione e innovazione nel settore sanitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Come l’AI sta rivoluzionando la personalizzazione del rapporto medico-paziente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il ruolo dell’AI nella comunicazione medico-paziente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’Intelligenza Artificiale in Sanità tra benefici e rischi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’evoluzione dell’AI in Sanità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Note
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Medicina personalizzata e d’iniziativa: definizioni e obiettivi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La medicina personalizzata adotta un approccio integrato per la prevenzione, diagnosi, cura e monitoraggio di patologie complesse, come tumori e malattie rare[1]. A differenza della medicina tradizionale, che segue un modello standardizzato di diagnosi e trattamento, questa si basa sull’analisi dettagliata delle caratteristiche individuali dei pazienti, inclusi dati genetici, ambientali e stili di vita[2]. Questo consente di sviluppare terapie e piani di cura altamente specifici per le esigenze di ogni individuo, migliorando l’efficacia dei trattamenti, riducendo gli effetti collaterali e ottimizzando le risorse sanitarie[3
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La medicina d’iniziativa si focalizza invece su un approccio proattivo nella prevenzione e gestione delle malattie. Contrariamente alla medicina reattiva, che interviene principalmente dopo l’insorgenza dei sintomi, la medicina d’iniziativa mira a prevenire l’insorgenza delle patologie attraverso un monitoraggio costante e interventi tempestivi. Secondo il Piano Nazionale della Cronicità del Ministero della Salute, questo approccio prevede l’uso di strumenti avanzati di analisi e monitoraggio per identificare precocemente i fattori di rischio e intervenire prima che si sviluppino condizioni patologiche[4]. La medicina d’iniziativa è volta a promuovere la salute a lungo termine, riducendo l’incidenza di malattie croniche e migliorando la qualità della vita dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La combinazione della medicina personalizzata e della medicina d’iniziativa rappresenta un paradigma avanzato per la cura della salute, dove l’attenzione è posta non solo sul trattamento, ma anche sulla prevenzione e la gestione proattiva delle malattie. Questo duplice approccio consente di offrire cure più precise e su misura, rispondendo in maniera più efficace alle esigenze specifiche di ogni paziente e promuovendo una sanità più sostenibile e centrata sul benessere dell’individuo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’IA nella pratica medica: rivoluzione e innovazione nel settore sanitario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intelligenza artificiale sta emergendo come una forza trainante nel settore medico, con applicazioni pratiche che stanno rivoluzionando diagnosi, trattamento e monitoraggio dei pazienti. In particolare, l’AI sta rivoluzionando la sanità in quattro fasi chiave:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          accelera la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci nella fase di drug discovery,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          analizza i rischi di contrarre malattie e di eventi avversi per la prevenzione,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          migliora la diagnosi con il rilevamento precoce delle malattie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          propone trattamenti personalizzati, predicendo benefici ed esiti a lungo termine[5].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tale accelerazione è tangibile anche dal punto di vista normativo, ambito in cui dopo l’Europa anche l’Italia si è mossa attraverso un disegno di legge sull’intelligenza artificiale – approvato in Consiglio dei Ministri la scorsa primavera – per indirizzare e orientare il futuro dell’AI attraverso una visione al contempo proattiva e cautelativa del suo sviluppo e impiego nel Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Essa rappresenta un potente alleato per i medici, facilitando la ricerca di informazioni scientifiche e il supporto nella produzione di referti e documentazione. Essa aiuta nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche, nell’elaborazione di piani di cura personalizzati e nelle scelte preventive. Inoltre, supporta efficacemente il triage, migliorando la gestione dei pazienti[6].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i sistemi esperti, un esempio significativo e presente in diversi ambiti da molti anni è rappresentato dai sistemi di supporto decisionale clinico (CDSS), che assistono i medici nelle diagnosi e nelle decisioni terapeutiche analizzando grandi quantità di dati clinici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi sistemi identificano pattern complessi che migliorano la precisione diagnostica e la personalizzazione dei trattamenti. Un’altra applicazione dell’AI in medicina è l’uso di algoritmi di machine learning per l’analisi delle immagini diagnostiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecnologie come il deep learning interpretano radiografie, TC e RM, individuando anomalie con un’accuratezza comparabile, e talvolta superiore, a quella dei radiologi esperti[7]. Algoritmi sviluppati da aziende come IBM Watson Health e Google Health sono ad esempio usati per la diagnosi precoce di malattie come il cancro e le patologie cardiovascolari[8].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È bene sottolineare che per essere efficace, gli algoritmi di ML hanno bisogno di quantità di dati importante e comportamenti da cui apprendere, motivo per cui probabilmente i risultati veramente affidabili non si avranno prima di qualche anno. Nel campo del monitoraggio continuo dei pazienti, l’AI sta giocando un ruolo cruciale attraverso l’uso di dispositivi indossabili e sensori avanzati per raccogliere dati in tempo reale sui parametri vitali, come frequenza cardiaca, pressione sanguigna e livelli di ossigeno nel sangue. Gli algoritmi analizzano questi dati per rilevare anomalie e avvisare tempestivamente il personale medico, consentendo interventi rapidi e mirati. Questo approccio è particolarmente utile per la gestione delle malattie croniche, migliorando la qualità della vita e riducendo i ricoveri ospedalieri. In aggiunta, l’uso di AI generativa in sanità si riferisce all’uso di modelli che hanno la capacità di generare nuovi dati basandosi sui pattern appresi da dati esistenti. Essa emerge come uno strumento potenzialmente rivoluzionario, offrendo soluzioni innovative per superare alcuni ostacoli nel campo della salute pubblica e nell’allocazione delle risorse sanitarie. Attraverso l’utilizzo di chatbot avanzati e assistenti vocali, le persone possono ricevere informazioni utili di primo livello, , orientamento verso le strutture più adeguate e supporto immediato nelle prenotazioni. Ciò è possibile grazie alle potenziali capacità comunicative di questa tecnologia[9].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto concerne i vantaggi dell’AI rispetto agli approcci tradizionali, l’AI può innanzitutto analizzare immensi volumi di dati con una rapidità stupefacente, permettendo diagnosi più rapide e precise, cruciali in situazioni di emergenza. Contribuisce a ridurre il margine di errore umano, migliorando sicurezza ed efficacia delle cure, e gli algoritmi di machine learning possono essere continuamente aggiornati con nuovi dati, migliorando costantemente le prestazioni. Un altro vantaggio significativo è la capacità dell’AI di personalizzare i trattamenti in base alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente, migliorando l’efficacia delle terapie, riducendo gli effetti collaterali e ottimizzando le risorse sanitarie. Essa facilita la ricerca medica, accelerando la scoperta di nuovi farmaci e trattamenti attraverso l’analisi di dati complessi da studi clinici e ricerche genetiche[10]. Inoltre, migliora l’elaborazione e condivisione dei dati raccolti da FSE per gli operatori sanitari. Predice lo sviluppo di patologie e le comorbilità per il Population Health Management, permette lo sviluppo di chatbot professionali certificabili MD, basati su linee guida e normative. Infine, ottimizza il document management per clinical trial e la gestione e analisi documentale, governando i workflow in modo sicuramente più strutturato ed efficiente[11].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come l’AI sta rivoluzionando la personalizzazione del rapporto medico-paziente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crescente influenza dell’AI si riflette anche nel rapporto medico-paziente, poiché le raccomandazioni generate da tali sistemi orientano in modo determinante le decisioni cliniche. Tale scenario porta a un cambiamento di paradigma, in cui la relazione tradizionalmente duale tra medico e paziente evolve in una triade. L’AI si inserisce così come terzo elemento fondamentale nel processo decisionale, contribuendo alla definizione di diagnosi e trattamenti in maniera sempre più precisa e personalizzata[12]. Dunque, l’AI non solo potenzia le capacità del medico, ma ridefinisce anche le dinamiche relazionali e collaborative alla base delle cure sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo dell’AI nella comunicazione medico-paziente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intelligenza artificiale entra in gioco nella relazione tra medico e paziente nella misura in cui svolge un ruolo cruciale nella comunicazione e nella personalizzazione delle cure. I sistemi esperti, come i chatbot medici (certificati MD) e le piattaforme di telemedicina, facilitano la comunicazione tra medico e paziente, offrendo risposte immediate a domande comuni, monitorando i sintomi e fornendo consigli tempestivi. Questi strumenti migliorano l’accessibilità alle informazioni mediche, riducendo i tempi di attesa e aumentando l’efficienza del sistema sanitario[13].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso l’analisi di dati clinici, genetici e comportamentali, gli algoritmi possono creare profili dettagliati dei pazienti, permettendo ai medici di offrire prevenzione e cure altamente personalizzate. Questo approccio consente di adattare i piani di trattamento alle specifiche esigenze di ogni individuo, migliorando l’efficacia delle terapie e aumentando la soddisfazione del paziente[14]. Inoltre, la capacità dell’AI di monitorare continuamente i parametri vitali e altre informazioni sanitarie consente ai medici di mantenere un contatto costante con i pazienti, intervenendo tempestivamente in caso di necessità. Questo monitoraggio proattivo non solo migliora la gestione delle malattie croniche, ma rafforza anche il rapporto di fiducia tra medico e paziente, poiché il paziente si sente costantemente seguito e supportato[15].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciononostante, i sistemi di intelligenza artificiale applicati nella pratica medica sollevano nuove questioni e sfide nel rapporto medico-paziente, specialmente in termini di trasparenza delle raccomandazioni fornite dall’AI, comunemente conosciuto come il “problema della scatola nera”. Infatti, sebbene gli algoritmi possano elaborare e analizzare grandi quantità di dati, il loro processo decisionale risulta spesso difficile da comprendere e spiegare[16]. Questo può complicare la giustificazione delle scelte terapeutiche da parte dei medici, minando la fiducia e la collaborazione nel processo decisionale condiviso. Le raccomandazioni dell’AI potrebbero non considerare i valori individuali dei pazienti, focalizzandosi solo su obiettivi specifici come, ad esempio, la massimizzazione della durata della vita, il che non riflette necessariamente le preferenze personali di tutti i pazienti. È quindi essenziale, oltre che previsto dal disegno di legge, che i medici informino i pazienti quando l’AI viene impiegata nelle valutazioni cliniche, facilitando una migliore comprensione di diagnosi, opzioni terapeutiche e prognosi, e promuovendo la partecipazione attiva dei pazienti nel processo decisionale[17].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, l’evoluzione dei programmi di formazione è fondamentale per mantenere l’assistenza empatica e la fiducia nell’era dell’intelligenza artificiale. Per i medici, è imperativo integrare abilità specifiche nella gestione dei sistemi di AI e nell’analisi di ampi set di dati, pur continuando a promuovere cure umane e compassionevoli. Questo equilibrio richiede una combinazione ben calibrata tra competenze tecniche avanzate e solide capacità relazionali. Il ruolo del medico deve quindi espandersi per includere una profonda comprensione della scienza informatica, senza mai trascurare l’importanza cruciale della comunicazione e dell’empatia come pilastri della pratica medica. La selezione di professionisti con elevate capacità empatiche e comunicative diventa dunque essenziale per formare operatori in grado di offrire cure adeguate in un futuro sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale.[18] Questo approccio integrato non solo è in grado di migliorare l’efficacia dei trattamenti, ma contribuisce anche a mantenere solido il rapporto medico-paziente, assicurando che la tecnologia supporti, piuttosto che sostituisca, il contatto umano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Intelligenza Artificiale in Sanità tra benefici e rischi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari esistenti rappresenta una sfida complessa e multidimensionale, con il potenziale di rivoluzionare il settore, offrendo nuove opportunità ed evidenziando al contempo significativi interrogativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come rilevato dall’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, i medici riconoscono una serie di benefici derivanti dall’uso dell’AI nelle loro attività. L’AI offre infatti un supporto cruciale nel rafforzare le capacità di accuratezza e personalizzazione delle cure, oltre a rendere più sostenibili le attivitàdi monitoraggio dei pazienti cronici. Tuttavia, i medici temono che l’automatizzazione di alcune attività possa condurre a errori e che l’introduzione dell’AI nella pratica medica possa diminuire il valore del giudizio clinico basato sull’esperienza professionale[19]. Affidarsi ciecamente alle decisioni automatizzate senza una supervisione umana può condurre a errori diagnostici o terapeutici significativi. La supervisione umana rimane imprescindibile per interpretare correttamente i dati generati dai sistemi AI e per prendere decisioni cliniche personalizzate, soprattutto in situazioni complesse dove le variabili sono numerose e le risposte devono essere adattate alle condizioni specifiche del paziente[20]. Questo scenario mette in luce le sfide che accompagnano l’adozione dell’AI in sanità: la necessità di bilanciare l’adozione di nuove tecnologie con la preservazione dell’esperienza umana resta cruciale. È inoltre importante garantire la sicurezza e la qualità delle informazioni, e formare i professionisti per evitare errori e sfruttare appieno il potenziale dell’AI.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’Osservatorio, anche i pazienti ritengono che, se usata con prudenza, l’AI possa portare numerosi benefici, e che possa aiutare il medico nel prendere decisioni più precise e rapide. Attualmente, è innegabile come la consapevolezza sull’intelligenza artificiale generativa sia notevolmente aumentata sia tra i professionisti che tra i cittadini. Gli operatori sanitari, nello specifico, esprimono un forte interesse nell’adottare applicazioni di AI in futuro per supportare le decisioni cliniche e assistenziali, oltre che per la stesura di referti e documentazione clinico-amministrativa. Parallelamente, anche cittadini e pazienti hanno acquisito una consapevolezza molto più ampia sulla GenAI. Infatti, dalla ricerca dell’Osservatorio emerge che una quota non trascurabile di cittadini utilizza ChatGPT per cercare informazioni su prevenzione e stili di vita, problemi di salute o su farmaci e terapie. In tale contesto, una delle sfide principali è assicurare la sicurezza degli utenti nell’uso di questi strumenti, garantendo sia la qualità delle informazioni ricevute che le competenze del cittadino-paziente per utilizzarle in maniera sicura e appropriata[21]. In questo contesto, emerge un ulteriore rischio rilevante legato alla protezione della privacy dei dati personali dei cittadini, i quali devono essere costantemente aggiornati sull’utilizzo delle loro informazioni, come previsto dal GDPR. Nel settore sanitario, infatti, l’uso autonomo di queste tecnologie da parte dei pazienti può innescare comportamenti rischiosi, dando origine a complesse questioni etiche[22].
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’evoluzione dell’AI in Sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’integrazione della medicina personalizzata, della medicina d’iniziativa e dell’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore sanitario, migliorando l’efficacia delle cure e promuovendo un approccio più sostenibile e centrato sul paziente. L’evoluzione delle tecnologie AI promette di rendere i sistemi esperti sempre più sofisticati, capaci di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale per fornire diagnosi e trattamenti altamente personalizzati. In questo contesto, il ruolo del medico non sarà sostituito, ma trasformato in quello di facilitatore di tecnologie avanzate, utilizzando i dati generati per prendere decisioni cliniche più informate e precise. Nonostante questi progressi, permangono sfide significative: il rischio di errori senza supervisione umana e la protezione dei dati personali restano questioni cruciali che richiedono una gestione attenta e continua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Note
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [1] Politecnico di Milano, Osservatori Digital Innovation. “Life Science: il digitale per accelerare la trasformazione. Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2024”, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [2] Bollati V, Ferrari L, Leso V, Iavicoli I. “Personalised Medicine: implication and perspectives in the field of occupational health”. Med Lav. 2020 Nov 25;111(6):425-444. doi: 10.23749/mdl.v111i6.10947. PMID: 33311418; PMCID: PMC7809984.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [3] Ministero della Salute. “Piano per l’innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche”, 2018. Disponibile su: http://www.salute.gov.it”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [4] Ministero della Salute. “Piano Nazionale della Cronicità”, 2016. Disponibile su: http://www.salute.gov.it.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [5] Politecnico di Milano, Osservatori Digital Innovation. “Life Science: il digitale per accelerare la trasformazione. Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2024”, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [6] European Parliament. “Artificial Intelligence Act”, 2018.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [7] Greco G. “Intelligenza artificiale e cure primarie: tecnologie e sfide”, 2022
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [8] Ministero della Salute. “I sistemi di intelligenza artificiale come strumento di supporto alla diagnostica”, 2021. Disponibile su: http://www.salute.gov.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [9] TrendSanità, “L’intelligenza artificiale generativa nella sanità, da ChatGPT all’AI ACT”, 2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [10] Ministero della Salute. “I sistemi di intelligenza artificiale come strumento di supporto alla diagnostica”, 2021. Disponibile su: http://www.salute.gov.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [11] Politecnico di Milano, Osservatorio Sanità Digitale, 2024
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [12] Lorenzini, G., Ossa, L. A., Shaw, D. M., &amp;amp; Elger, B. S. (2023). Artificial intelligence and the doctor–patient relationship: Expanding the paradigm of shared decision making. Bioethics. Accepted Manuscript. doi:10.1111/bioe.13158
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [13] Ministero della Salute. “L’uso dell’intelligenza artificiale nella comunicazione medico-paziente”. Disponibile su: http://www.salute.gov.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [14] Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). “Intelligenza artificiale e personalizzazione delle cure”. Disponibile su: https://www.agenas.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [15] Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). “AI e monitoraggio continuo: migliorare la relazione medico-paziente”. Disponibile su: https://www.who.int
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [16] Grote, T., &amp;amp; Berens, P. (2020). On the ethics of algorithmic decision‐making in healthcare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Journal of Medical Ethics.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [17] Lorenzini, G., Ossa, L. A., Shaw, D. M., &amp;amp; Elger, B. S. (2023). Artificial intelligence and the doctor–patient relationship: Expanding the paradigm of shared decision making. Bioethics. Accepted Manuscript. doi:10.1111/bioe.13158
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [18] Sauerbrei, A., Kerasidou, A., Lucivero, F., &amp;amp; Hallowell, N. (2023). The impact of artificial intelligence on the person-centred, doctor-patient relationship: some problems and solutions. BMC Medical Informatics and Decision Making, 23(73). https://doi.org/10.1186/s12911-023-02162-y
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [19] Osservatorio Sanità Digitale Politecnico di Milano. Sanità Digitale: Trasformare il presente per un futuro sostenibile. Maggio 2024
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [20] World Health Organization. (2021). Ethics and governance of artificial intelligence for health. World Health Organization. https://www.who.int/publications/i/item/9789240029200
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [21] Osservatorio Sanità Digitale Politecnico di Milano. Sanità Digitale: Trasformare il presente per un futuro sostenibile. Maggio 2024
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          [22] Osservatori Digital Innovation. Intelligenza artificiale in sanità: Sfide e opportunità, Maggio 2023. https://blog.osservatori.net/it_it/intelligenza-artificiale-in-sanita-sfide-opportunita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo a cura di: Matilde Di Pasquale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Junior Consultant – P4I
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sara Di Giorgio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Junior Consultant – P4I
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Claudio Franzoni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner Practice Healthcare Innovation, P4I
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 24 Oct 2024 11:21:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/il-futuro-della-medicina-con-lia-prevenzione-e-cure-personalizzate</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Stati generali sanità digitale, Schillaci: “Tecnologia sia strumento per diminuire le disuguaglianze”</title>
      <link>https://www.sisped.net/stati-generali-sanita-digitale-schillaci-tecnologia-sia-strumento-per-diminuire-le-disuguaglianze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         “L’innovazione è un fattore di sviluppo fondamentale del nostro Ssn e con questo Governo abbiamo voluto dare nuovo impulso alla digitalizzazione sanitaria. A questa è destinato, infatti, oltre il 40% del Pnrr salute. Con questi investimenti abbiamo avviato una stagione di riorganizzazione della sanità e l’obiettivo è quello di rispondere sempre di più ai bisogni di salute dei cittadini con un sistema che sia più equo ed efficace. Dico sempre che la digitalizzazione deve essere uno strumento per diminuire le disuguaglianze che ancora ci sono nella nostra nazione, non per aumentarle”.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con queste parole il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto il suo intervento nel corso della sessione plenaria degli Stati generali della sanità e delle terapie digitali, che si è tenuto a Milano venerdì 20 settembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, promosso dall’intergruppo parlamentare “terapie digitali” e “sanità digitale”, con la partnership del Politecnico di Milano, ha rappresentato un’occasione di confronto tra governo, politica locale, istituzioni scientifiche, imprenditoria per impostare una strategia comune in grado di porre la salute digitale (e le terapie digitali in particolare) al centro dell’agenda politica del Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Serve multidisciplinarità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per raggiungere tale obiettivo, le parole d’ordine sono multidisciplinarità e interdisciplinarità. A dirlo è stato Alberto Guadagnini, vicerettore per la ricerca del Politecnico di Milano, che nel corso del suo intervento ha tenuto a precisare: “sanità digitale, salute di prossimità, intelligenza artificiale e machine learnign sono temi al centro della visione di futuro che ha l’Ateneo”. Anche per questo, ha proseguito, “entro il 2025 partirà a Milano un hub life science che raccoglierà aziende e professionisti del territorio e punterà con convinzione sulla formazione, per sviluppare le competenze del futuro”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un’Agenzia italiana del farmaco più snella
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul lavoro dell’Agenzia italiana del farmaco si è soffermato Emanuele Monti, presidente della Commissione welfare Regione Lombardia e membro di Aifa: “Stiamo lavorando a una riorganizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco, per dare risposte agilie e veloci ai cittadini. L’Euroopa ha bisogno dell’Italia in quanto Paese strategico nell’ambito della gestione della salute. Come regione Lombardia posso aggiungere che il lavoro che si sta facendo in questi anni, con la riforma sanitaria, ha a cuore il tema del digitale, l’innovazione terapeutica e la collaborazione ospedale territorio. Sulle terapie digitali dobbiamo essere Paese guida a livello internazionale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Servono spazi di confronto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fargli eco è Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano: “Sul tema della salute digitale, dobbiamo trovare sempre più spazi di confronto per ragionamenti di sistema. Anche perché gli ostacoli da affrontare non mancano: dalla sofferenza complessiva del sistema sanitario, al carico di lavoro dei sanitati, fino agli squilibri territoriali. In uno scenario complicato di questo tipo, in cui le prospettive demografiche alimentano le criticità, lo sviluppo tecnologico deve essere considerato un’occassione per ripensare i nostri modelli organizzativi, ma anche la chiave per puntare su prevenzione e potenziamento di quella che viene definita medicina di iniziativa”,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mettere al centro l’appropriatezza terapeutica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Parlare di sanità digitale significa fare riferimento a temi come l’appropriatezza terapeutica e la sostenibilità. La gestione del dato in sanità ha bisogno di trovare la sua utilità, soprattutto nel campo dell’appropriatezza, questa è la sfida delle Regioni. Io credo alla sfida del servizio sanitario universalistico e, in questo ambito, il Pnrr ha messo al centro del dibattito il fatto che la risposta di salute deve cambiare. Il modello che si è consolidato negli anni, oggi non riesce più a dare le risposte che servono”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I numeri del settore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano, sono 93 il numero di DTx attualmente disponibili in vari paesi (Germania, Francia, Regno Unito e USA) e le aree terapeutiche maggiormente interessate sono la psichiatria (37%), l’endocrinologia (14%), la reumatologia (10%), e l’oncologia (10%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Dobbiamo riconoscere che ad oggi sanità digitale e terapie digitali mancano ancora di un quadro chiaro di riferimento sul piano delle norme e delle procedure dal punto di vista scientifico e regolatorio – ha commentato l’onorevole Simona Loizzo, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali – è quindi compito della politica intervenire per recuperare il ritardo rispetto agli altri paesi che già si stanno muovendo in modo organico. Per questa ragione, come Intergruppo, abbiamo presentato una proposta di legge per definire gli ambiti d’uso delle terapie digitali e istituire organismi di valutazione e monitoraggio”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impatto delle terapie digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la sanità digitale avvierà una nuova stagione nella comunicazione tra il cittadino e le strutture della sanità con la possibilità, per le organizzazioni sanitarie, per i clinici e per il paziente, di disporre di molti servizi – dalla cartella informatizzata e condivisa alla sicurezza completa del dato, dalla prenotazione delle prestazioni al monitoraggio delle condizioni del paziente, oltre a molte prestazioni di tipo specialistico – le terapie digitali rappresentano davvero la nuova era nella quale gli interventi terapeutici per molte patologie sono guidati da software basati su evidenze scientifiche frutto di sperimentazioni cliniche rigorose che, rendendo possibili percorsi di cura basati su interventi cognitivo-comportamentali personalizzati sui singoli pazienti, migliorano enormemente gli esiti clinici relativi ad un ampio spettro di patologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalle malattie croniche come il diabete, all’asma o all’ipertensione, dalle malattie mentali alle dipendenze (che rappresentano ad oggi i veri ambiti di patologia in cui le prime DTx sono state sviluppate, testate ed autorizzate), fino alla possibilità di incidere in modo determinante anche nei percorsi riabilitativi; solo per citare alcuni degli ambiti sanitari nei quali le terapie digitali possono potenziare le risposte terapeutiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pazienti interessati alle terapie digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo un ulteriore dell’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano è rilevabile un notevole interesse dei pazienti italiani rispetto alle DTx: il 65 per cento si dichiara infatti disposto ad utilizzare una terapia digitale proposta dal medico curante e circa la metà dei medici specialisti e dei medici di medicina generale sarebbe disposto a prescriverle se ne avesse possibilità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Verso un documento condiviso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli esiti dei tavoli di lavoro che hanno visto il confronto degli esperti e gli elementi di proposta emersi nel corso della sessione plenaria confluiranno in un documento di sintesi che sarà consegnato al Ministro della Salute, ai Presidenti del Senato e della Camera, oltre che ai Presidenti delle Regioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo di: Fabrizio Marino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:51:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/stati-generali-sanita-digitale-schillaci-tecnologia-sia-strumento-per-diminuire-le-disuguaglianze</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL PAPER  Sanità, sempre più italiani si affidano al digitale. Ssn, focus sulla riorganizzazione</title>
      <link>https://www.sisped.net/il-paper-sanita-sempre-piu-italiani-si-affidano-al-digitale-ssn-focus-sulla-riorganizzazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dall’Outlook Salute di Deloitte emerge che il 54% dei cittadini utilizza il canale online per prenotare visite e sale al 58% la quota di coloro che ricevono referti per via telematica. Borsani: “Ma bisogna potenziare alcuni aspetti ritenuti critici e valorizzare la traiettoria di innovazione dell’ecosistema sanitario, attraverso un uso consapevole degli strumenti”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10135.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La trasformazione digitale della sanità stia progredendo: lo afferma la quarta edizione dell‘Outlook Salute Italia di Deloitte, secondo cui il 54% degli italiani prenota prestazioni online, il 58% riceve referti digitali, il 38% utilizza servizi e piattaforme digitali per informarsi o scegliere professionisti sanitari e il 45% condivide referti in modalità digitale. Le opportunità legate alla digitalizzazione della sanità che gli italiani apprezzano includono la facilità di accesso (48%), la maggiore scelta di servizi (36%) e la continuità delle cure (29%).
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preoccupazioni e criticità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante i vantaggi, il 46% degli italiani teme di perdere il contatto diretto con i medici. Il 29% segnala complessità nell’accesso e nell’uso degli strumenti digitali, mentre il 31% dichiara una mancanza di competenze digitali. Nel complesso, il giudizio sulla digitalizzazione della sanità pubblica è sufficiente per la maggioranza degli intervistati, sebbene il 23% la ritenga insufficiente. Per quanto riguarda la sanità privata, il giudizio è più positivo, con solo il 13% di insufficienze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Priorità nella riorganizzazione del Ssn
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’Outlook Deloitte, ridurre le liste d’attesa, facilitare l’accesso alle cure e sfruttare l’innovazione tecnologica per migliorare l’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale (Ssn) emergono come priorità chiave. Nel 2023, il 29% dei rispondenti ha dichiarato di aver dovuto rinunciare a delle cure negli ultimi 12 mesi, una diminuzione rispetto all’anno precedente (-3%). Le rinunce sono principalmente causate da motivi economici nel 69% dei casi, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti. La valutazione complessiva della Sanità Pubblica rimane stabile con un voto di 6,3 su 10, mentre quella Privata raggiunge un voto di 7.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intelligenza Artificiale e Pnrr
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Intelligenza Artificiale (AI) è vista come utile per diagnosi e cura dal 57% degli intervistati, soprattutto tra i giovani. Tuttavia, il 18% esprime preoccupazioni riguardo alla possibilità di errori diagnostici e alla competenza dei professionisti sanitari nell’uso di queste tecnologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La conoscenza delle iniziative della Missione 6 del Pnrr è limitata: il 43% non conosce le Case della Comunità e il 38% gli Ospedali di Comunità. Nonostante ciò, il 42% degli italiani prevede effetti positivi sulla sanità grazie agli investimenti del Pnrr, anche se questa percentuale è in calo rispetto alla rilevazione precedente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Necessario un uso consapevole degli strumenti digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La fotografia che emerge dalla ricerca si differenzia da quella delle tre precedenti edizioni, prendendo le distanze dalla pandemia e tracciando uno scenario di nuova normalità per la Sanità italiana – commenta Guido Borsani, Partner di Deloitte Italia -. Il sistema sanitario necessita di potenziare alcuni aspetti ritenuti critici e valorizzare la traiettoria di innovazione dell’ecosistema sanitario, attraverso un uso consapevole di strumenti digitali”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il futuro della sanità italiana sarà determinato dalla combinazione delle spinte che provengono “dal basso”, generate da fenomeni reali quali la crescita delle liste di attesa, e “dall’alto”, con riferimento alla qualità e alla velocità con cui saranno implementate le riforme del Pnrr”, conclude Davide Lipodio, Health &amp;amp; Human Services Sector Leader di Deloitte Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo di: Veronica Balocco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:48:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/il-paper-sanita-sempre-piu-italiani-si-affidano-al-digitale-ssn-focus-sulla-riorganizzazione</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale: crescita e potenziale inespresso dell’ecosistema italiano</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-crescita-e-potenziale-inespresso-dellecosistema-italiano</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
          La crescita esponenziale dell’IA e delle tecnologie innovative sta trasformando la sanità. Con l’adozione di telemedicina e strumenti digitali, la diagnostica e i trattamenti sono diventati più personalizzati. L’Europa guida con finanziamenti significativi, mentre l’Italia, con startup in aumento, deve affrontare sfide per colmare il gap nel venture capital
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L' attuale crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie innovative emergenti sta contribuendo a un’ulteriore accelerazione della trasformazione della salute. Durante la pandemia, il forte incremento dell’adozione di strumenti digitali, come la telemedicina, ha reso possibile la continuità delle cure anche a distanza. Oggi, con i progressi nell’IA, è possibile migliorare ulteriormente la diagnostica, personalizzare i trattamenti attraverso la genomica e monitorare la salute dei pazienti in tempo reale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impatto delle nuove tecnologie sulla sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecnologie moderne, come il machine learning e l’utilizzo dei big data, stanno trasformando la medicina in senso preventivo e predittivo, consentendo di identificare in anticipo i rischi per la salute e di intervenire tempestivamente in modo sempre più individuale. Inoltre, la robotica avanzata e la stampa 3D stanno rivoluzionando il campo della chirurgia e della riabilitazione. La telemedicina di nuova generazione sta inoltre abilitando modelli ibridi che combinano il digitale e il fisico in grado di offrire soluzioni sempre più personalizzate in base alle specifiche esigenze dei pazienti. Questo contesto di rapida evoluzione sta creando nuove opportunità per tutti gli stakeholders incluse startup e imprese tecnologiche, che possono sviluppare prodotti e servizi innovativi per rispondere alle sfide attuali e future del sistema sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Lo scenario europeo e globale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Europa si conferma come la seconda regione con più finanziamenti per la sanità digitale nel primo semestre del 2024, un periodo questo che ha visto un totale di 12,4 miliardi di dollari investiti a livello globale, secondo l’ultima analisi condotta da Galen Growth. Questo trend moderatamente positivo ha sfidato le aspettative di un prolungato “inverno” dei finanziamenti e ha dimostrato una resilienza rispetto a un settore complesso e soggetto a forte regolamentazione con quello sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Investimenti e collaborazioni guidano l’innovazione e la crescita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima metà del 2024 ha dimostrato infatti che il settore della sanità digitale è solido e in evoluzione, con investimenti sostanziali e collaborazioni strategiche che continuano a guidare l’innovazione e la crescita. I finanziamenti raccolti finora sottolineano la fiducia degli investitori e l’interesse per aree critiche come le tecnologie abilitate dall’intelligenza artificiale, le soluzioni di health management e la diagnostica medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Persiste tuttavia uno scenario sfidante per il funding dell’early stage e soprattutto del delicato periodo che separa le company in crescita dalla profittabilità su cui occorre massima attenzione per non disperdere valore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la complessità dell’attuale contesto geopolitico e macroeconomico, il solido panorama delle fusioni e acquisizioni del settore e l’aumento delle mega-operazioni riflettono un ecosistema globale in via di maturazione e pronto ad avanzare, in cui è importante però che ci sia una forte collaborazione tra i diversi attori della filiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo dell’Italia nell’innovazione della sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il panorama italiano dell’innovazione sanitaria è in fermento, con un numero crescente di startup innovative che sviluppano soluzioni tecnologiche all’avanguardia per migliorare la salute e il benessere delle persone. Tra le 2021 e 2023 sono 753 le startup innovative attive nel campo delle scienze della vita, come riportato dall’Osservatorio LISTUP, costituendo il 9,5% del totale delle startup nate in questo periodo. Queste nuove imprese operano principalmente nei settori del Digital Health (42%), Med Tech (28%), Healthcare Products/Services (21%) e Biotech/Pharma (9%). Dalla telemedicina alla diagnostica, dalla genomica alle tecnologie indossabili, queste startup si distinguono per la loro creatività, il loro approccio data-driven e la capacità di rispondere alle esigenze concrete del sistema sanitario e dei cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo di CDP Venture Capital
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ruolo primario nella crescita di startup innovative in Italia è quello di CDP Venture Capital che nel piano industriale 2024-2028 prevede fino 8 miliardi di euro di risorse per supportare lo sviluppo dell’innovazione italiana in diversi settori strategici, tra cui la salute e il life sciences. Dal 2022 CDP Venture Capital insieme a Healthware Group, acquisita ad ottobre 2023 da EVERSANA, e l’acceleratore danese Accelerace ha avviato VITA, l’acceleratore della digital health della Rete Nazionale CDP Venture Capital, con l’obiettivo di sostenere la crescita di nuove startup con progetti innovativi per la salute. Tra le diverse startup accelerate da VITA, c’è ad esempio Paperbox Health che ha sviluppato un gioco per individuare precocemente i fattori di rischio legati ai disturbi specifici dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini a partire dall’età di 5 anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La differenza tra il nostro sistema del VC e quello di altri contesti europei
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante l’impegno di CDP Venture Capital, è importante ricordare però che l’ecosistema del venture capital (VC) italiano è ancora ampiamente sottodimensionato, nonostante ci siano hub tecnologici come quelli di Milano, Roma e Torino nonché una rete di creazione d’innovazione diffusa in tutto il paese che attraggano talenti e investitori sottolineando così il potenziale del nostro Paese. Per comprendere la differenza tra il nostro sistema del VC e quello di altri contesti europei, basti pensare che in Francia nel primo semestre del 2024 sono stati raccolti sono stati raccolti €3,9 miliardi, nel Regno Unito €8,7miliardi, mentre in Italia €671 milioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’importanza di investire nella cultura del venture capital
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo dato ci deve far riflettere quanto nel nostro Paese ci sia la forte necessità di incrementare il numero di operatori VC, in quanto hanno un ruolo fondamentale nel far sì che le innovazioni da idea si trasformino in impese. Ѐ importante, quindi, che si investa nella cultura del venture capital favorendo la nascita di altri fondi su tutto il territorio nazionale, anche attraverso una collaborazione strutturata tra imprese, centri di ricerca, istituzioni finanziarie e policy maker. In questo, le istituzioni svolgono un ruolo cruciale nel promuovere interventi regolatori che sblocchino capitali nella direzione dei fondi di VC e allo stesso tempo favorendo un contesto favorevole per le startup, grazie a politiche di incentivazione fiscale e semplificazione delle procedure burocratiche. Allo stesso tempo, è essenziale che anche gli investitori adottino un approccio più attivo nel sostenere le imprese innovative, fornendo non solo finanziamenti, ma anche competenze e reti di contatti indispensabili per la crescita del business.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il futuro dell’innovazione in ambito sanitario, oltre il digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro dell’innovazione in ambito sanitario non si basa esclusivamente sul digitale, ma anche sullo sviluppo e l’applicazione delle biotecnologie. Attualmente, circa il 50% di tutti i nuovi farmaci e terapie in sviluppo per il prossimo futuro sono biotech, con una crescita significativa nel campo dei trattamenti innovativi come vaccini, anticorpi monoclonali per tumori e malattie infiammatorie o infettive, terapie cellulari, terapie geniche e medicina rigenerativa. Secondo il report BioInItaly Report 2023 di Assobiotec, il biotech italiano ha generato un fatturato da 13,6 miliardi di euro nel 2022, un comparto in crescita e che vede la maggior parte delle imprese attive proprio nel campo salute. Una storia di successo in questo campo è sicuramente quella di Genenta Science, unica società italiana quotata al NASDAQ, che sviluppa una piattaforma basata su cellule che sfrutta la potenza delle cellule staminali ematopoietiche per fornire trattamenti durevoli e sicuri per i tumori solidi. Il caso di Genenta Science rende evidente le potenzialità delle biotecnologie anche in termini di crescita economica e occupazione per il nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sfide e opportunità per l’ecosistema italiano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono diverse le startup italiane con focus su salute digitale di successo o in fase di crescita, come 1000Farmacie, Unobravo, Voicemed, U-care Medical, Newel Health, Serenis, Health Triage, GenomeUp, Syndiag, AEQUIP, Recornea o pagimediche – solo per citarne alcune. Tuttavia, affinché soluzioni innovative possano essere realmente adottati dai medici, dai pazienti e dall’intero Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è necessario un profondo cambiamento nell’apparato istituzionale e accademico, oltre a una svolta culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La necessaria sinergia tra investitori, aziende, università e istituzioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È cruciale che ci sia una collaborazione concreta tra investitori, aziende, università e istituzioni per promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione. In Italia, ci sono moltissimi spin-off universitari e startup fondate da ex studenti o ricercatori che necessitano di essere valorizzati e supportati nel loro percorso per introdurre sul mercato le proprie innovazioni. Questa sinergia può facilitare il trasferimento tecnologico e accelerare il processo di innovazione, creando un ecosistema fertile per lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali e partnership tra i diversi player della filiera. Senza dubbio è necessaria una forte collaborazione anche per accelerare i percorsi regolatori necessari per la validazione dell’efficacia delle soluzioni innovative e la loro conseguente integrazione nel SSN e adozione da parte di medici e pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto giocano un ruolo importante eventi come SIOS di Startupitalia dedicato alla cultura dell’innovazione e a tutti i player che ne favoriscono la crescita sul territorio italiano, SMAU che con la sua serie di roadshow in Italia e all’estero si è affermato da anni come punto di incontro e confronto di tutto l’ecosistema nazionale dell’innovazione, o l’Italian Tech Week che permette ai leader della scena tecnologica italiana e internazionale di confrontarsi su innovazione, tendenze future. C’è poi anche Frontiers Health, una delle principali conferenze internazionali dedicate ai temi dell’healthcare innovation, che grazie ad un mix unico di partecipanti provenienti da fondi di investimento, aziende del settore life science, hub innovativi, assicurazioni sanitarie e startup, offre una piattaforma unica di discussione su come le innovazioni nei diversi ambiti stanno convergendo, trasformando così il settore salute e che ritornerà con l’Italia Summit in Italia il 3 dicembre. Non da meno è poi il ruolo di attori come Italian Tech Alliance, associazione che rappresenta e porta avanti le istanze di venture capital e corporate, startup e PMI innovative, o EIT Health il cui network italiano accelera ulteriormente la crescita e l’impatto dell’innovazione sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Favorire la partecipazione femminile in ruoli di leadership
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro fattore determinante per la nascita e la crescita di nuove startup è favorire la partecipazione femminile in ruoli di leadership. L’apporto di punti di vista, competenze ed esperienze diverse può arricchire l’ecosistema imprenditoriale e portare a soluzioni innovative più inclusive e rappresentative delle esigenze della società.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli altri ostacoli che limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, è essenziale affrontare e superare gli ostacoli che limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione in Italia, come la burocrazia, le pratiche bancarie conservative e la persistente fuga di talenti. Un esempio evidente è la difficoltà che le startup incontrano nell’accesso ai fondi del PNRR, un’opportunità che potrebbe favorire la crescita di imprese innovative e virtuose, ma che finora non è stata strutturata in modo adeguato. Questi problemi non devono scoraggiare chi decide di investire e creare nuove idee imprenditoriali, ma piuttosto devono essere visti come opportunità per favorire la creazione di ecosistemi territoriali virtuosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, per far sì che le startup italiane della salute possano avere un impatto significativo e duraturo, è indispensabile un cambiamento sistemico che coinvolga tutte le parti interessate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante ricordare infatti che il settore delle Scienze della Vita è ai primi posti in Italia per competitività, produttività e investimenti in R&amp;amp;S, e rappresenta un ecosistema attivo e dinamico, in grado di rispondere con prontezza alle sfide economiche e tecnologiche del mercato. Solo attraverso una collaborazione intersettoriale e un impegno condiviso per l’innovazione si potrà costruire un futuro in cui le tecnologie sanitarie all’avanguardia migliorino realmente la qualità della vita delle persone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo di: Roberto Ascione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          President Health Innovation, EVERSANA e CEO, Future Health Ventures
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:42:44 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Progetti integrati di sanità digitale: le soluzioni di CGM fablab e Telemedicine</title>
      <link>https://www.sisped.net/progetti-integrati-di-sanita-digitale-le-soluzioni-di-cgm-fablab-e-telemedicine</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’interazione efficace tra pazienti (sempre più informati), professionisti della salute (Hcp), aziende farmaceutiche e strutture sanitarie; la realizzazione di cure personalizzate, nonché un approccio multidisciplinare alla presa in carico del paziente sono le sfide più stringenti da affrontare per garantire la continuità di cura nel tempo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le sfide che la digital health deve affrontare e superare al fine di delineare patient journey integrati di valore sono molteplici:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -comunicare in maniera diretta ed efficace con farmacisti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -individuare e coinvolgere gli assistiti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -gestire monitoraggio e follow-up;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -raccogliere insights e adattare continuamente il percorso di cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Le criticità della presa in carico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal recente “Piano nazionale cronicità” – presentato lo scorso luglio dal Ministero della Salute – emerge quanto risulti frammentata e complessa la presa in carico dei pazienti con malattie croniche. Con le conseguenti ricadute in termini economici: basti pensare che la presa in carico e la gestione delle malattie assorbono circa l’80% dei costi sanitari. Tale dinamica talvolta inficia quelle che sono le iniziative pensate a favore dei cittadini, come i Patient support program o in generale strumenti e servizi a favore dei pazienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il supporto della sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un contesto sanitario dove la presa in carico e la gestione del paziente sono sempre più complesse, l’adozione di tool digitali integrati può rappresentare una soluzione adatta per semplificare il percorso di cura. Un corretto utilizzo di strumenti di digital health facilita – per esempio – il riconoscimento dei target, la diagnosi, la scelta della terapia, l’aderenza e il monitoraggio, abilitando, peraltro, nuovi approcci alla gestione del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutto ciò può garantire un abbattimento dei tempi e una comunicazione più semplice tra strutture, professionisti e cittadini. Ingredienti, questi ultimi, che rappresentano i traguardi a cui ambisce la sanità digitale nei prossimi anni. I numeri, infatti, confermano che il trend è in aumento: nel nostro Paese, la spesa per la sanità digitale è in crescita e, secondo quanto riportano i dati pubblicati di recente dall’Osservatorio sanità digitale del Politecnico di Milano, nel 2023 è stata pari a 2,2 miliardi di euro (+22% rispetto al 2022).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo di fablab e CGM Telemedicine
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sfida rimane dunque il collegamento tra tutti gli operatori del sistema sanitario in modo veloce, sicuro e con un corretto passaggio delle informazioni. Ma in che modo? Attivando una rete integrata su tutto il territorio in grado di connettere medici, farmacisti, pazienti, aziende e principali attori del mercato healthcare attraverso il potenziale della digitalizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ed è qui che si muovono fablab e CGM Telemedicine, aziende di CompuGroup Medical (CGM): con tecnologie innovative e connessioni dirette con i sistemi sanitari di prossimità, sviluppano progetti omnicanale di sanità digitale attraverso canali esclusivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie, inoltre, alla sinergia con partner qualificati, affiancano quotidianamente gli Hcp, cittadini e Aziende farmaceutiche lungo tutto il patient journey.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il posizionamento unico e distintivo di CGM grazie alle sue business unit consente di poter raggiungere Medici, Pediatri, Farmacisti, Assistiti e Aziende Sanitarie” – ricorda Luca Perfetto, general manager di fablab – “permettendo di sviluppare servizi modulari e personalizzati”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Partner ideali per le aziende healthcare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla telemedicina, allo sviluppo di progetti di comunicazione digitale, fino alla market intelligence e la drug delivery al domicilio dell’assistito. Il team di fablab e CGM telemedicine rappresenta il partner ideale per le aziende del settore healthcare che puntano a sviluppare progetti di digital communication indirizzati agli Hcp o a progettare soluzioni di telemedicina per semplificare la presa in carico e la gestione del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per citare qualche esempio, nell’ambito del solution design CGM Telemedicine, garantisce competenze approfondite nel campo della system integration. Ciò consente al team di costruire progetti a supporto del paziente, dell’aderenza alla terapia, favorendo il monitoraggio grazie a consolidate soluzioni di telemedicina, integrate con software proprietari (per esempio gestionale delle farmacie) e di terzi parti (per esempio software di cartella clinica ospedaliera). fablab, attraverso l’analisi delle linee guida di patologia, delle terapie e dei trend di mercato, costruisce e implementa algoritmi finalizzati all’identificazione del paziente target e aiuta le aziende a comunicare i propri prodotti, tramite campagne digitali ad hoc, in modo contestualizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La presa in carico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un supporto significativo, CGM Telemedicine, lo svolge anche nel perimetro delle attività legate ai Patient support program. In questo caso, la piattaforma di telemedicina sviluppata da CGM, integrata, modulare e scalabile, è in grado di svolgere una serie di attività fondamentali per la corretta presa in carico del paziente, tra cui: accoglienza e valutazione della persona; pianificazione e gestione dei piani individuali di attività; telemonitoraggio, coordinamento attività multidisciplinari, televisita, coordinamento del servizio CGM PharMap per la consegna del farmaco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’importanza di dati e informazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ormai è noto il digitale ha nei dati (e nella loro analisi) il proprio punto di forza. Condizione che si rafforza quando si ha a che fare con informazioni legate alla salute delle persone. Ecco perché i progetti sviluppati da fablab e CGM Telemedicine puntano a raccogliere informazioni, utili tanto nella misurazione dell’impatto delle iniziative, quanto alla comprensione delle aree di intervento dove è possibile apportare un concreto miglioramento ai percorsi di diagnosi e cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello specifico: attraverso la raccolta di insight qualitativi (tramite survey e analisi delle caratteristiche dei pazienti eleggibili) è possibile misurare il real world impact dell’iniziativa e dell’aderenza al trattamento delle linee guida; ma anche fornire dati di real world evidence, rielaborando i dati raccolti lungo il percorso di cura del paziente (tramite tele-monitoraggio, diagnostica remota di I e II livello e feedback del paziente); e infine misurare l’engagement degli Hcp.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo di: Hps-Aboutpharma - IN COLLABORAZIONE CON CGM
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:36:13 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale. Report Oms sui percorsi intrapresi dai vari Stati. Bene l’Italia, 90% ricette è elettronico ma manca governo dei Big Data</title>
      <link>https://www.sisped.net/my-post</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Un nuovo rapporto dell’OMS esamina i percorsi intrapresi dai singoli paesi per rimodellare i propri sistemi sanitari attraverso l’integrazione di politiche e strumenti sanitari digitali. Il documento “Esplorare il panorama della sanità digitale nella regione europea dell’OMS: profili nazionali della sanità digitale” descrive in dettaglio le innovazioni in settori quali la telemedicina, la sanità mobile e i Big Data, nonché la governance della sanità digitale e il fascicolo sanitario elettronico. L’analisi di questi elementi a livello nazionale può fornire informazioni su come ciascun Paese si muove nel panorama in evoluzione della sanità digitale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qual è la situazione dell'Italia fotografata dal nuovo report OMS? Rispetto a Danimarca, Belgio, Francia e anche Albania, che si sono guadagnati la ‘spunta verde’ in tutti gli ambiti analizzati (dalla presenza di una politica nazionale sulla sanità digitale, che pure l'Italia possiede, al governo dei big data nel settore, che invece all'Italia ancora sembra mancare), il nostro Paese si trova in una situazione di ‘stand by’ per quanto riguarda l'adozione di politiche, piani d'azione o strategie per la formazione in sanità digitale. Nel dettaglio, il report analizza anche la risposta a livello regionale nei vari ambiti, per cui la strategia sulla sanità digitale implementata nel 2016 risulta presente a livello nazionale e all'83% a livello regionale; il sistema informativo sanitario digitale adottato nel 2009 è presente a livello nazionale e al 79% a livello regionale, mentre per la telemedicina c'è una strategia nazionale e al 78% anche regionale. Mancano però progetti per la tele-dermatologia e la tele-psichiatria. I fondi nazionali per la sanità digitale risultano presenti sia livello nazionale che nel 100% delle regioni. Mancano ancora le partnership pubblico/privato, mentre risulta completo il quadro normativo e il sistema di monitoraggio. Bene anche il sistema delle prescrizioni elettroniche, con il 90% delle ricette che ormai è dematerializzato. Come accennato, infine, manca il governo dell'uso dei big data nel settore della sanità, anche nel settore privato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rapporto - evidenzia l'OMS - mira a incoraggiare l’apprendimento condiviso, aiutare i paesi a identificare le barriere sanitarie digitali, esplorare le tendenze, orientare l’agenda per l’innovazione e contribuire all’attuazione del piano d’azione regionale sulla salute digitale per la regione europea dell’OMS. “La pandemia di COVID-19 ha favorito l’adozione di strumenti e politiche sanitarie digitali. Tuttavia, come vediamo dal nostro rapporto regionale, c’è ancora del lavoro da fare. Con i profili nazionali sulla sanità digitale, siamo in grado di dare uno sguardo più attento, identificando punti di forza, lacune ed esigenze. Ciò ci consentirà di fornire un supporto su misura ai nostri Stati membri nella loro trasformazione sanitaria digitale”, ha affermato la dott.ssa Natasha Azzopardi-Muscat, Direttore per le politiche e i sistemi sanitari nazionali presso l’OMS/Europa. Le informazioni presentate nei profili dei paesi sono state raccolte tra aprile e ottobre 2022. Pertanto, eventuali recenti progressi o cambiamenti nei rispettivi paesi oltre tale periodo potrebbero non essere riflessi. I profili dei paesi si basano sul rapporto regionale sulla salute digitale dell’OMS/Europa, che è stato pubblicato nel 2023 e ha fornito un’ampia panoramica dei dati e della salute digitale nella regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:41:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Sanità Digitale Europea. Attivare l’European Health Data Space in Italia: sfide e soluzioni proposte</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-europea-attivare-leuropean-health-data-space-in-italia-sfide-e-soluzioni-proposte</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L'European Health Data Space mette al centro del percorso di assistenza sanitaria i cittadini ma bisogna aumentare la consapevolezza del potenziale di questo progetto e i finanziamenti per realizzarlo: il parere degli esperti per trovare una soluzione
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/assunzione_personale_sanitario.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Lo European Health Data Space (EHDS) è una proposta introdotta dalla Commissione Europea nel maggio 2022 che si propone di realizzare due obiettivi principali, cioè di mettere i cittadini al centro del proprio percorso di assistenza sanitaria garantendo loro il controllo completo sui propri dati e di consentire l’utilizzo dei dati sanitari a fini di ricerca e di sanità pubblica, ma sotto rigorose condizioni, nel rispetto della privacy e della sicurezza dei dati dei pazienti. Lo scorso 24 aprile, il Parlamento Europeo ha votato a favore del Regolamento sullo Spazio Europeo dei Dati Sanitari.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo gli esperti di tutta l’Unione Europea, è necessario un maggiore impegno, consapevolezza e collaborazione per realizzare appieno il potenziale dell’EHDS. Il regolamento è progettato per istituire un sistema di condivisione e accesso ai dati sanitari dei cittadini europei, al fine di migliorare l’assistenza per coloro che richiedano cure al di fuori del proprio Paese d’origine. La Commissione Europea auspica inoltre di ampliare le opportunità di ricerca fornendo al mondo accademico e all’industria un vasto patrimonio di dati sanitari da analizzare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il parere degli esperti: finanziamenti e consenso inadeguati da parte degli stakeholder
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel recente Report “Implementing the European Health Data Space across Europe” del Think Tank EIT Health, parte dell’European Institute of Innovation and Technology (EIT), esperti provenienti da tutta l’Unione Europea hanno esaminato i potenziali ostacoli e delineato le soluzioni relativamente a sei aspetti fondamentali dell’attuazione dell’EHDS. Questi aspetti includono la governance, le capacità e le competenze, le risorse e i finanziamenti, la qualità dei dati, la relazione tra utilizzo primario e secondario, la sensibilizzazione e, non da ultimo, l’educazione e la comunicazione mirate a promuovere una cultura orientata ai dati nel settore sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli esperti hanno evidenziato che l’EHDS possiede il potenziale per trasformare radicalmente l’assistenza sanitaria europea, ma questo potenziale rischia di rimanere inespresso senza finanziamenti adeguati. Nel contesto degli sforzi dell’Europa per consolidare la sua leadership globale nell’innovazione sanitaria, è essenziale destinare risorse adeguate a iniziative capaci di guidare il progresso e migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei, tra cui appunto l’EHDS. I finanziamenti attualmente disponibili non sono allineati con l’ambizione delineata dalla Commissione e l’impegno finanziario di alcuni Paesi membri non è sufficiente a sostenere lo sviluppo dell’assistenza sanitaria e delle infrastrutture. Tra le altre raccomandazioni, il Report suggerisce agli Stati membri di aumentare il loro coinvolgimento finanziario nelle iniziative legate all’EHDS al fine di garantirne il successo e massimizzare l’impatto sui risultati sanitari in tutta Europa. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La portata e la tempistica dell’EHDS “richiederanno l’adesione e la cooperazione di stakeholder del mondo politico, sanitario, della ricerca, dell’industria e della società civile”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli esperti hanno notato che vi è una bassa comprensione tra i principali stakeholder e l’opinione pubblica, soprattutto riguardo alla relazione tra l’uso primario e secondario dei dati. Il Report raccomanda sforzi congiunti per sensibilizzare l’opinione pubblica sui contenuti e sulla logica del regolamento, specialmente riguardo all’utilizzo dei dati per guidare le innovazioni fondamentali nel settore. Per completare il quadro sull’uso dei dati primari e secondari, il Report suggerisce agli organismi di accesso ai dati sanitari di “facilitare la tracciabilità dei dati per promuovere la fiducia nelle nuove opportunità e tecnologie che potranno essere introdotte nell’assistenza sanitaria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa deve fare l’Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo il Report del Think Tank, l’Italia deve rispondere a normative rigorose nella gestione dei dati sanitari, resesi più stringenti dai severi requisiti in termini di consenso per il trattamento dei dati personali richiesti dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Questo contesto normativo ha complicato l’utilizzo dei dati sanitari per scopi secondari, specialmente durante situazioni critiche come la pandemia di COVID-19. Inoltre, il sistema sanitario digitale italiano è caratterizzato da sistemi locali frammentati e non interoperabili, che ostacolano la reale condivisione e utilizzo dei dati sanitari tra le diverse regioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Siamo impegnati a favorire outcome sanitari migliori attraverso l’uso responsabile dei dati. Il nostro obiettivo rimane quello di migliorare l’interoperabilità e promuovere la cultura della condivisione dei dati tra gli operatori sanitari per mettere pienamente a frutto il potenziale delle innovazioni sanitarie digitali.” ha aggiunto Cecilia Maini, Strategic Development in Lifescience and Health di ART-ER. “Abbiamo già buoni esempi: il programma DARE - Digital Lifelong Prevention, un’iniziativa quadriennale finanziata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, collabora con una rete diversificata di università, centri di ricerca e altri partner per utilizzare le tecnologie digitali nello sviluppo di nuovi modelli di promozione della salute, monitoraggio e prevenzione delle malattie per vari gruppi di popolazione, con l’obiettivo di ridurre le disparità sanitarie, sociali e geografiche.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Giulia Vismara
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:35:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La sanità digitale entra nel vivo</title>
      <link>https://www.sisped.net/la-sanita-digitale-entra-nel-vivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il 2023 ha registrato grandi passi avanti nella digitalizzazione sanitaria del nostro Paese. I dati dell’Osservatorio del PoliMi mostrano un incremento significativo della spesa destinata alle infrastrutture
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Lo sviluppo e la progressiva diffusione degli strumenti per la sanità digitale stanno coinvolgendo un numero sempre più ampio di professionisti e strutture. Questa evoluzione, che ha avuto uno slancio significativo con il piano e i fondi previsti dal Pnrr, sta progressivamente trasformando molti comparti legati alla cura e alla salute.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per monitorare questo grande cambiamento, la School of Management del Politecnico di Milano ha attivato, già da anni, l’Osservatorio Sanità Digitale che raccoglie informazioni e dati sullo sviluppo delle infrastrutture, la spesa a esse destinata e il mood di operatori e pazienti nell’approccio alle nuove tecnologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per fare il punto sulla situazione, si è tenuto lo scorso 23 maggio 2024 a Milano il convegno “Sanità digitale: trasformare il presente per un futuro sostenibile”, durante il quale sono stati presentati i dati relativi al 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Forte aumento della spesa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo scorso anno la sanità digitale nel nostro Paese ha visto un’accelerazione, con una crescita a due cifre degli investimenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «I dati relativi alla spesa per la digitalizzazione sanitaria – ha dichiarato Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio sanità digitale– sono un importante indicatore della direzione verso cui stiamo andando. Nel complesso nel 2023 la spesa ha raggiunto circa 2,2 miliardi di euro, con un incremento del 22%, sicuramente il  più elevato da quando abbiamo iniziato il nostro monitoraggio (nel 2022 era stato del 7%)».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo i dati emersi, il 35% dei medici specialisti e il 43% dei medici di medicina generale dichiara di aver utilizzato servizi di televisita e rispettivamente il 33% e il 35% ha fatto ricorso al telemonitoraggio. Inoltre, il 35% dei medici specialisti e il 48% dei medici di base hanno utilizzato il Fascicolo sanitario elettronico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Telemedicina, infrastrutture e organizzazione  
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La telemedicina è un’area sulla quale c’è grande attesa e che rappresenta uno dei cardini della digitalizzazione sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Alla base della telemedicina – ha sottolineato Deborah De Cesare, direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale – ci sono due aspetti imprescindibili: da un lato le infrastrutture tecnologiche, dall’altro l’organizzazione. Per questo le Regioni stanno predisponendo modelli organizzativi con tutti gli aspetti operativi, che potranno poi essere aggiornati all’occorrenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In mancanza di piattaforme regionali, che sono ancora in fase di implementazione, lo scorso anno molte prestazioni in telemedicina si sono avvalse di piattaforme non a uso sanitario, inadeguate allo scambio dei dati sensibili relativi alla salute. Un gap che dovrà essere colmato con l’arrivo delle nuove infrastrutture».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Grandi aspettative per il ruolo delle farmacie 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La farmacia partecipa all’evoluzione della sanità digitale e ne è parte integrante. «C’è una grandissima attesa per quello che può essere il ruolo della farmacia come punto di accesso alla sanità digitale» – ha dichiarato Mariano Corso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ruolo per il quale i presidi farmaceutici si stanno preparando da tempo con importanti sforzi. «Le farmacie sono citate in molti modelli organizzativi regionali e nel Pnrr – ha dichiarato Marco Cossolo, presidente di Federfarma –. L’Agenas ha deciso di fornire gli strumenti di telemedicina alle farmacie rurali perché possano essere a disposizione dei cittadini. Oggi le farmacie eseguono già prestazioni di telecardiologia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In alcune regioni, con la sperimentazione della farmacia dei servizi, alle attività di telecardiologia si affianca anche la spirometria. Il processo è avviato e completato in cinque regioni, con l’adesione di circa due terzi delle farmacie. Stiamo iniziando anche a fare i primi tentativi di televisita, per esempio in Veneto nelle zone più distanti dai grandi centri urbani. Anche qui la disponibilità delle farmacie è molto elevata».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Tiziana Corti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:26:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, Eurispes: “In Italia ancora tre sfide da superare”</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-eurispes-in-italia-ancora-tre-sfide-da-superare</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il report dell’Istituto di ricerca: per riformare il servizio sanitario nazionale grazie all’innovazione e rendere operativo il fascicolo sanitario elettronico, sfruttando i 15,5 miliardi messi a disposizione dal Pnrr, sarà necessario rimediare alla mancanza di competenze nelle Asl, adeguare le strutture e vincere la digital illiteracy. Focus anche sul valore delle startup come motore di occupazione. Dal Festival dell’Economia di Trento, Marco Gay, presidente esecutivo di Zest, evidenzia: “Startup e open innovation ci permetteranno di competere sull’AI”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Mancanza di competenze nelle Asl, adeguamento delle strutture e digital illiteracy: sono queste le grandi sfide della sanità di fronte alla trasformazione digitale e che andranno necessariamente vinte per adempiere alla Missione salute del Pnrr, come evidenzia il 36mo Rapporto Italia dell’Eurispes.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impatto dei 15,5 miliardi previsti dal Pnrr per la sanità digitale, per riformare entro il 2026 il Servizio sanitario nazionale con l’innovazione della telemedicina, il completamento del Fascicolo sanitario elettronico e la digitalizzazione dei processi per arrivare ad una sanità davvero digitale, “presenta ancora diverse sfide da affrontare”, si legge nel report.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sanità digitale: tre ostacoli lungo la Missione salute del Pnrr
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima sfida riguarda la mancanza di competenze digitali all’interno delle organizzazioni sanitarie, che posiziona l’Italia al diciottesimo posto fra i 27 Stati membri dell’Ue (Desi, 2022).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La seconda, prosegue il report – è l’adeguamento delle strutture e dei servizi sanitari ai nuovi modelli e standard previsti dal decreto ministeriale 77 del 2022, inclusa la definizione dei criteri di accesso, erogazione e remunerazione delle prestazioni di telemedicina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’ulteriore barriera è la ‘digital illiteracy’, poiché la telemedicina si è focalizzata principalmente sui dispositivi tecnologici e non sulla formazione del personale. Questo è ulteriormente aggravato dalla mancanza di una connettività veloce e uniforme su tutto il territorio nazionale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Rapporto evidenzia anche tre macro-aspetti nel sistema sanitario nazionale che necessitano di essere riformati. Innanzitutto, lunghe liste d’attesa e debolezze strutturali a livello territoriale: gli eccessivi tempi di attesa, come ha evidenziato il report dell’Aiop 2024, rappresentano uno degli elementi di maggiore iniquità nell’ambito del sistema sanitario. C’è poi il fenomeno della migrazione sanitaria: nel 2021 ha raggiunto 4,24 miliardi, cifra nettamente superiore a quella del 2020 (3,33 miliardi).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La carenza di personale e la mancanza di turnover sono il terzo aspetto che preoccupa: il 10% delle posizioni di medico di base rimane non occupato, situazione aggravata dal fatto che si prevede un significativo aumento dei pensionamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Carenza di competenze digitali, questione italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In fatto di competenze, non è solo la sanità a restare indietro: la carenza di competenze digitali, di base e specialistica, rilevata dal Desi ancora nel 2023 per la popolazione italiana, costituisce un persistente fattore di ritardo nella trasformazione digitale. Infatti, più della metà delle persone nel nostro Paese non ha nemmeno le competenze digitali di base, il che rende molto difficile per loro beneficiare delle opportunità digitali ed esercitare i diritti di cittadinanza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il divario rispetto alla media europea si riduce per le competenze digitali superiori a quelle di base, ma torna ad alzarsi con riferimento alle competenze specialistiche e con riferimento ai laureati Ict. Inoltre, solo il 33,9% degli italiani ha una vaga idea di che cosa sia l’intelligenza artificiale e una quota simile afferma di non saperne nulla (31,9%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Desi registra per il 2023 un livello medio di digitalizzazione dei servizi pubblici pari al 77% in Ue e per l’Italia poco meno del 68%. Nel 2022 la Pubblica amministrazione italiana ha comunque speso oltre 7 miliardi di euro in Ict (+5,8% rispetto al 2021) per spingere la sua digitalizzazione e, secondo le stime, la spesa continuerà a crescere nel prossimo triennio, anche grazie ai fondi del Pnrr.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In merito ai nuovi paradigmi del lavoro digitale, meno di un decimo degli italiani (9,1%) lavora interamente da remoto in una località diversa da quella dove ha sede la sua azienda e un 38,3% conosce persone che lo fanno, rileva Eurispes. Il nomadismo digitale (riferito a chi abbandona il tradizionale luogo fisico del lavoro per vivere una vita senza vincoli e con maggiore libertà, spesso spostandosi da un paese all’altro) è una realtà ancora più limitata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Occupazione: le imprese innovative spingono la crescita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quasi la metà dei lavoratori italiani (47,3%) ha valutato, più o meno concretamente, l’eventualità di un trasferimento lavorativo in un paese straniero. Sono soprattutto i laureati ad aver considerato l’ipotesi di lasciare l’Italia per lavorare fuori dal Paese (55,2%). La spinta a considerare di lavorare all’estero è la possibilità di ottenere migliori condizioni economiche (28,2%). Seguono: conseguire più sicurezza e stabilità lavorativa (17,8%), avere più possibilità di trovare lavoro (17,5%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte occupazione, il Rapporto di Eurispes evidenzia anche che in Italia le startup innovative e ad alta tecnologia rappresentano il più importante driver di crescita occupazionale della nostra economia. Nel terzo trimestre del 2022, si sono registrate 14.708 imprese attive con un valore medio di produzione di circa 211mila euro, in aumento rispetto al trimestre precedente (dati Infocamere-Unioncamere). Crescono soprattutto le imprese dei settori “conoscenza e tecnologia”, “infrastrutture” e “creativity output”, che riflette la capacità creativa e innovativa del Made in Italy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Governo italiano ha introdotto l’Italian startup act (Isa) per fornire incentivi e supporto a queste imprese in tutte le fasi del loro ciclo di vita e gli effetti sembrano arrivare: secondo il Global innovation index del 2023, l’Italia guadagna due posti nella classifica dei Paesi con imprese più innovative collocandosi al ventiseiesimo posto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo una ricerca della Rome business school, le startup innovative in Italia sono passate da 14.708 nel 2022 a una previsione di 16.256 nel 2023. Dal 2013 al 2023, si è registrata una crescita cumulata pari al 981,6% e una crescita percentuale media del 26,88%. Inoltre, nel 2013 il 67,5% delle startup ha un valore della produzione inferiore a 100mila euro, mentre nel 2022 questa percentuale scende al 27%. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Startup e open innovation per la competitività dell’Italia nell’Ai
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul ruolo delle startup nell’ecosistema italiano è intervenuto anche Marco Gay, presidente esecutivo di Zest, durante il Festival dell’economia di Trento all’interno del panel su: “Intelligenza artificiale: il ruolo delle big tech”. Gay ha affermato che gli investimenti nelle startup, assieme allo sviluppo tecnologico costante garantito dai progetti di open innovation, sono centrali ella competizione globale sull’Ai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questo consente alle startup di crescere e competere e, contemporaneamente, di validare i loro modelli su larga scala, grazie alle infrastrutture tecnologiche condivise dalle big tech”, ha detto Gay. Anche l’Europa è in gara: “Abbiamo visto in questi giorni come, in Francia, le big tech proseguano, da un lato, nella strategia di investimento in startup di intelligenza artificiale generativa e, dall’altro, abbiano annunciato ulteriori, importanti investimenti per lo sviluppo dell’ecosistema startup e delle competenze. Questo ci impone una riflessione sul ruolo che il nostro Paese e il nostro tessuto imprenditoriale vogliono giocare all’interno di questa vera e propria rivoluzione industriale. Gli investimenti in startup e l’open innovation sono la chiave per competere su questo terreno. Come Zest, grazie alle caratteristiche uniche del nostro ecosistema, al primo programma di accelerazione dedicato allo sviluppo delle startup di intelligenza artificiale nel nostro Paese e a competenze specifiche di open innovation e corporate venturing, vogliamo essere il principale abilitatore per l’innovazione Ai delle imprese italiane”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Patrizia Licata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:21:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Telemedicina e sanità digitale, Fiaso: “Utilizziamo l’1% delle potenzialità”</title>
      <link>https://www.sisped.net/telemedicina-e-sanita-digitale-fiaso-utilizziamo-l1-delle-potenzialita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Telemedicina, quando la sanità diventa digitale. Consulti medici, visite specialistiche a distanza e monitoraggio dei pazienti in tempo reale. Sono solo alcune delle potenzialità della telemedicina, uno strumento che potrebbe rendere la sanità sempre più efficace, abbattendo le barriere e rendere la medicina accessibile a tutti. Ma, nella realtà, la telemedicina è uno strumento ancora poco utilizzato.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Stiamo utilizzando solo l’1% delle potenzialità attuali dei sistemi di telemedicina”, spiega Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). “Attraverso la tecnologia – continua – oggi potremmo migliorare l’efficienza, l’accessibilità e la qualità delle cure, ma non riusciamo a superare barriere culturali o organizzative che impediscono una più ampia adozione dei servizi in favore dei pazienti”. Ecco perché.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I vantaggi della telemedicina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le tante applicazioni possibili della telemedicina, i servizi più utili da sviluppare nell’immediato sono la televisita – una visita medica a distanza che consente ai pazienti di ricevere diagnosi senza doversi recare in ospedale o in ambulatorio – e il teleconsulto tra specialisti, utile per discutere di casi clinici complessi, condividere competenze o prendere decisioni su diagnosi e terapie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La telemedicina potrebbe essere di grande aiuto nella risoluzione di due grandi problemi della sanità, come la mancanza del personale sanitario e le liste d’attesa. Potremmo, ad esempio, portare visite specialistiche in aree periferiche – dice Migliore – ottimizzando la gestione del tempo dei medici e dei pazienti, riducendo l’attesa per appuntamenti e follow-up”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma non solo. Attraverso la telemedicina, si potrebbe effettuare il monitoraggio costante dei pazienti con malattie croniche senza farli muovere da casa: “Potremmo portare ciò di cui il paziente ha bisogno, lì dove ne ha bisogno”, sottolinea il presidente della Fiaso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fotografia attuale: i numeri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fotografare la situazione è una ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano. Nell’86% delle aziende sanitarie che dispongono del servizio di telemedicina, le prestazioni oggi erogabili in televisita oscilla tra l’1 e il 5%. Attualmente, solo il 40% delle strutture sanitarie pubbliche ha attivato i servizi di televisita, mentre un altro 40% ha in corso sperimentazioni o le attiverà entro fine anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il teleconsulto è utilizzato nel 52% delle aziende sanitarie, seguito dai servizi di telemonitoraggio che si fermano al 40%. Il 29% delle strutture ha attivato, o sta sperimentando, servizi di teleconsulto tra medici di medicina generale e ospedale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sanità digitale: impatto economico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le barriere individuate dalla ricerca del Politecnico, oltre ad un tema culturale che ne frena la diffusione, ci sono le risorse economiche limitate. Secondo quanto reso noto da Fiaso, il Governo ha messo sul piatto 1,5 miliardi di euro attraverso i fondi del Pnnr. Tuttavia, l’impatto della sanità digitale sulla spesa pubblica è ancora da mettete a fuoco, nonostante ci sia stato un aumento del 22% rispetto al 2022.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Non possiamo più perdere tempo. Dobbiamo potenziare l’agenzia italiana per la sanità digitale, fare formazione per sviluppare competenze e professionalità nuove, dai dirigenti per i quali lo stesso Pnrr ha previsto e finanziato corsi, giù a caduta sugli altri attori del servizio sanitario, fino ai medici di medicina generale. Dobbiamo fare tutti di più per colmare il divario tra i servizi disponibili e il loro effettivo utilizzo”, conclude il presidente Migliore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Patrizia Tossi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:16:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/telemedicina-e-sanita-digitale-fiaso-utilizziamo-l1-delle-potenzialita</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cresce del 22% in Italia la spesa per la sanità digitale, a 2,2 mld</title>
      <link>https://www.sisped.net/cresce-del-22-in-italia-la-spesa-per-la-sanita-digitale-a-2-2-mld</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Secondo quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, la spesa per Sanità digitale in Italia nel 2023 è stata pari a 2,2 miliardi di euro (+ 22% rispetto al 2022). La cybersecurity si conferma, come l’anno scorso, al primo posto tra le priorità per le aziende sanitarie.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2023 il 35% dei medici specialisti e il 48% dei Medici di Medicina Generale hanno fatto accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, che riduce il tempo necessario per reperire le informazioni (per il 70% degli specialisti e il 65% dei Mmg) e semplifica la lettura dei documenti scambiati (70% degli specialisti e il 60% dei Mmg). Inoltre, fornisce informazioni critiche per la gestione del paziente in situazioni di emergenza (68% degli specialisti e 60% dei Mmg) e permette di prendere decisioni più personalizzate e basate sull’intera storia clinica del paziente (68% e 53%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’IA potrà essere un valido supporto per le proprie attività
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo il 72% degli specialisti e il 70% dei Mmg l’intelligenza artificiale potrà rafforzare le capacità di accuratezza e personalizzazione delle cure. Per il 55% degli specialisti e il 66% dei Mmg potrà rendere più sostenibili le attività di monitoraggio di un elevato numero di pazienti cronici. Sei pazienti su dieci (62%) dichiarano che, se usata con prudenza, l’IA possa portare più benefici che rischi e che possa aiutare il medico nel prendere decisioni più precise e rapide (58%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rischio che l’automatizzazione di alcune attività possa condurre a errori (55% degli specialisti e 59% dei Mmg) e che l’introduzione dell’IA nella pratica clinica possa diminuire il valore del giudizio clinico basato sull’esperienza professionale (53% e 56%), sono invece le principali preoccupazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre a dr Google, gli italiani faranno riferimento a dr ChatGpt? Il 22% degli italiani, secondo l’indagine ha utilizzato ChatGpt almeno una volta nell’ultimo anno: il 23% di questi l’ha usato per cercare informazioni su prevenzione e stili di vita, il 19% su problemi di salute e il 15% su farmaci e terapie. Nel 40% dei casi l’utente che si è rivolto a ChatGpt in cerca di informazioni sulla salute afferma che le informazioni trovate hanno consentito di ridurre le comunicazioni con il medico.  Il 29% degli specialisti, il 34% degli infermieri e ben due terzi dei Mmg ha utilizzato soluzioni di AI generativa (GenAI) per ricercare informazioni scientifiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ostacolo della limitata cultura e mancanza di competenze
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 63% delle strutture sanitarie vede ancora la disponibilità di risorse economiche come la barriera più significativa all’innovazione digitale. Tra gli altri ostacoli maggiormente percepiti troviamo anche quest’anno la limitata cultura per il digitale (43%) e la mancanza di competenze per l’utilizzo degli strumenti (40%), oltre all’integrazione dei nuovi strumenti con i sistemi informatici già presenti nelle strutture (41%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte: Corcom
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:13:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Modifica al Codice Privacy: come cambiano le regole per la ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico</title>
      <link>https://www.sisped.net/modifica-al-codice-privacy-come-cambiano-le-regole-per-la-ricerca-scientifica-in-campo-medico-biomedico-ed-epidemiologico</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/md/dmtmpl/dms3rep/multi/blog_post_image.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:13:07 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Dossier sanitario, il Garante della Privacy sanziona una Asl</title>
      <link>https://www.sisped.net/dossier-sanitario-il-garante-della-privacy-sanziona-una-asl</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il Garante Privacy ha sanzionato per 75mila euro una Asl per non aver configurato correttamente le modalità di accesso al dossier sanitario elettronico (Dse). L’Autorità si è attivata a seguito di alcuni reclami e segnalazioni che lamentavano il trattamento illecito di dati personali effettuato tramite il sistema di archiviazione e refertazione delle prestazioni erogate dall’azienda sanitaria.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED14-43489e08.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In particolare, erano stati segnalati ripetuti accessi al Dse da parte di personale sanitario non coinvolto nel processo di cura dei pazienti. In un caso, una professionista della Asl era infatti riuscita a visionare gli esami di laboratorio dell’ex marito a sua insaputa pur essendo quest’ultimo non in cura da lei.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalle verifiche effettuate dall’Autorità è emerso che il sistema di gestione del Dse consentiva agli operatori sanitari di inserire manualmente, mediante autocertificazione, la motivazione per cui si rendeva necessario l’accesso al dossier sanitario. L’accesso al documento era inoltre consentito, per impostazione predefinita, ad una ampia lista di figure professionali che niente avevano a che fare con il percorso di cura dei pazienti, compreso il personale amministrativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tutto in violazione di quanto stabilito dal Garante Privacy con le “Linee guida in materia di Dossier sanitario” del giugno 2015, con cui l’Autorità ha stabilito che “il titolare del trattamento deve porre particolare attenzione nell’individuazione dei profili di autorizzazione, adottando modalità tecniche di autenticazione al dossier che rispecchino le casistiche di accesso proprie di ciascuna struttura” garantendo che l’accesso al dossier sia limitato al solo personale sanitario che interviene nel tempo nel processo di cura del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Garante Privacy ha infine accertato ulteriori illeciti, tra cui la mancata predisposizione di un sistema di alert, volto ad individuare comportamenti anomali o a rischio relativi alle operazioni eseguite dagli incaricati al trattamento (es. relativi al numero degli accessi eseguiti, alla tipologia o all’ambito temporale degli stessi).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre ad applicare la sanzione amministrativa, l’Autorità ha dunque ordinato all’Asl di mettere in atto tutte le misure tecniche e organizzative necessarie per garantire la sicurezza dei dati personali trattati e scongiurare nuovi accessi abusivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte: Garante Privacy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 May 2024 09:24:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/dossier-sanitario-il-garante-della-privacy-sanziona-una-asl</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ricerca scientifica e sanità, passo in avanti con la modifica del Codice Privacy e con il DDL sull’Intelligenza Artificiale</title>
      <link>https://www.sisped.net/ricerca-scientifica-e-sanita-passo-in-avanti-con-la-modifica-del-codice-privacy-e-con-il-ddl-sullintelligenza-artificiale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Con la sentenza CGCE del 21 dicembre 2023 C-667/21 si sono affrontanti e messi in evidenza gli aspetti critici relativi all’applicazione dell’art. 9 lett. h del GDPR recante disposizioni in merito al trattamento per finalità di medicina preventiva, e dell’art. 110 del Codice Privacy, evidenziando la necessità di una riformulazione di tali articoli per garantire una maggiore sicurezza di tutti i cittadini e per eliminare gli ostacoli per le finalità di ricerca.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-01.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In particolare l’art. 9 comma 2 lett. H del GDPR, stabilisce quanto segue: “ il trattamento è necessario per finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro, valutazione della capacità lavorativa del dipendente, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale ovvero gestione dei sistemi e servizi sanitari o sociali sulla base del diritto dell'Unione o degli Stati membri o conformemente al contratto con un professionista della sanità, fatte salve le condizioni e le garanzie di cui al paragrafo 3”, mentre al comma 4 prosegue affermando che: “Gli Stati membri possono mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni, con riguardo al trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute”.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sentenza richiamata spiega quindi quali sono i limiti descritti in tale articolo precisando che se da un lato gli Stati membri hanno una certa discrezionalità, questa deve essere comunque conforme al principio di proporzionalità, quindi senza imporre obblighi eccessivamente stringenti, ma anche senza alleggerire le autorizzazioni prescritte dallo stesso articolo 9 del GDPR.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Relativamente all’art. 110 del Codice Privacy, è in vigore dalla fine del mese di aprile una nuova formulazione grazie al nuovo decreto PNRR bis che ha modificato tale articolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa diceva prima l’art. 110?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In primis, l’art. 110 stabiliva come base giuridica del trattamento per la ricerca scientifica, il consenso stabilendo delle eccezioni limitate e subordinate ad altre condizioni (provvedimenti normativi) ed adempimenti (DPIA). Inoltre, dove non era possibile acquisire il consenso bisognava ottenere il parere positivo del comitato etico, e sottoporre il progetto a consultazione preventiva del Garante cosi come stabilito dall’art. 36 del GDPR.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la nuova formulazione dell’articolo 110 non si prevede più la consultazione preventiva del Garante, ma i progetti di ricerca scientifica medica possano essere adottati se conformi alle misure di garanzia previste dall’articolo 106 dello stesso Codice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non dimentichiamoci, anche del recentissimo DDL sull'Intelligenza Artificiale, il quale riporta disposizioni importanti in campo sanitario relativi proprio alla ricerca scientifica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Capo II, infatti, fornisce disposizioni relative al settore sanitario, in particolare agli articoli 7 e 8.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare si parla di accessibilità dei servizi sanitari, ricerca scientifica e dell’applicazione della piattaforma di intelligenza artificiale nazionale per supporto alle finalità di cura, che sarà affidata all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’art. 7 disciplina l’uso di strumenti di intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità, in particolare le disposizioni sono le seguenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - I sistemi di intelligenza artificiale non devono creare discriminazioni all’accesso per le prestazioni sanitarie;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - L’interessato deve essere informato se per il trattamento sanitario sono utilizzati sistemi di Intelligenza artificiale;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - È il medico che decide se utilizzare o meno sistemi di intelligenza artificiale;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - I dati ed i sistemi utilizzati devono essere soggetti a verifica costante per ridurre il rischio di errore e di trattamento illecito di dati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’art. 8, cerca di eliminare alcuni limiti ed ostacoli relativi all’utilizzo dei dati personali per finalità di ricerca scientifica, stabilendo che i dati trattati per finalità di ricerca scientifica e sperimentazione sono da intendersi di rilevante interesse pubblico, se e solo se tali finalità sono perseguite da soggetti pubblici, o anche da soggetti privati senza scopo di lucro. Inoltre, dovranno comunicare all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali determinate informazioni relative alla Titolarità del trattamento (quindi chi è il Titolare del trattamento), se è stata effettuata una DPIA e quali sono le misure di sicurezza applicate, oltre che rispettare il principio di privacy by design e by default.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricevute tali informazioni, l’autorità garante ha comunque 30 giorni di tempo per bloccare tale trattamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi le aziende private con finalità di lucro sono escluse?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per queste si applica il nuovo testo dell’art. 110 del codice privacy, sopra menzionato, che come si è visto è contraddistinto da una maggiore elasticità pur richiedendo il rispetto di misure di garanzia che dovranno essere emanate dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, si sta assistendo ad un grande passo in avanti, ma che richiede ulteriori approfondimenti e chiarimenti in quanto non solo ancora oggi si possono evidenziare delle incongruità con le previsioni del GDPR, che pone problematiche di coordinamento tra le norme, ma siamo ancora in attesa delle misure di garanzia che dovrebbero essere previste dal Garante per i dati sanitari, genetici e biometrici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, resta aperta la questione per le aziende con scopo di lucro che ad oggi sono tagliate fuori da tali disposizioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Gianpiero Uricchio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esperto in D. lgs. 231/2001; Maestro della Protezione dei dati personali e Data Protection designer
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 21 May 2024 09:34:02 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>European health data space (EHDS): rivoluzione digitale nella sanità europea</title>
      <link>https://www.sisped.net/european-health-data-space-ehds-rivoluzione-digitale-nella-sanita-europea</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’Unione Europea sta preparando il terreno per un cambiamento significativo nella gestione dei dati sanitari attraverso l’implementazione del European Health Data Space (EHDS). Questo ambizioso progetto mira a migliorare non solo l’interoperabilità dei dati sanitari tra gli Stati membri, ma anche a garantire maggiore privacy e sicurezza, elementi essenziali in un’era sempre più digitalizzata.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          1. Introduzione al Contesto
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’EHDS è stato proposto in un momento critico, seguendo le sfide globali poste dalla pandemia di COVID-19 che ha evidenziato l’importanza di una gestione efficace dei dati sanitari. Il compromesso del “trilogo” raggiunto il 15 marzo scorso tra la Commissione UE, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea, ha posto le basi per una legislazione che potrebbe trasformare radicalmente la sanità pubblica europea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Obiettivi dell’EHDS
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo principale dell’EHDS è creare un ambiente sicuro e integrato dove i dati sanitari possano essere scambiati liberamente tra gli Stati membri, senza compromettere la protezione dei dati personali. Le principali finalità includono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facilitare l’accesso ai dati: consentire ai professionisti sanitari e ai pazienti di accedere facilmente ai dati sanitari, indipendentemente dalle frontiere nazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Promuovere la ricerca: migliorare la qualità e l’efficienza della ricerca medica europea attraverso l’accesso a un vasto pool di dati sanitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Supportare la politica sanitaria: aiutare i responsabili delle decisioni politiche a formulare politiche basate su dati più accurati e rappresentativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Potrebbero interessarti anche:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          –Spazio europeo dei dati sanitari: la proposta della Commissione europea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          –Accesso civico a documenti di dati sanitari: P.A. deve sempre rifiutarlo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          –Il trattamento dei dati sanitari. Intervista all’Avv. Pier Paolo Muià
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Componenti Chiave dell’EHDS
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’EHDS si articola attorno a due componenti infrastrutturali principali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          MyHealth@EU: si tratta di un portale che consente ai cittadini europei di accedere ai propri dati sanitari da qualsiasi Stato membro. Questo strumento aumenta la trasparenza e supporta i diritti dei pazienti di gestire le proprie informazioni sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          HealthData@EU: è una piattaforma dedicata all’uso secondario dei dati sanitari che facilita la ricerca e l’analisi per scopi di politica sanitaria e innovazione medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Vantaggi dell’EHDS
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I benefici derivanti dall’implementazione dell’EHDS sono molteplici:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i pazienti: migliore accessibilità e controllo sui propri dati sanitari, miglioramento della qualità delle cure mediche attraverso una più completa disponibilità delle informazioni sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i professionisti sanitari: facilità di accesso a informazioni complete su un paziente, che possono migliorare significativamente la diagnosi e il trattamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i ricercatori: accesso a un ampio database di dati sanitari che può accelerare significativamente le scoperte mediche e le innovazioni nel trattamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Sfide e Considerazioni Etiche
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La realizzazione dell’EHDS non è priva di sfide. Le questioni di privacy e sicurezza dei dati sono al centro delle preoccupazioni, con il bisogno di garantire che i dati sanitari siano gestiti e scambiati con la massima sicurezza. Inoltre, l’interoperabilità tra i diversi sistemi IT sanitari nazionali richiede un impegno considerevole per standardizzare i processi e le tecnologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusione: Il Futuro dell’EHDS e il Suo Impatto sull’Unione Europea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’introduzione dell’European Health Data Space (EHDS) segna un momento cruciale per la sanità nell’Unione Europea. Questo ambizioso progetto non è solo una misura tecnologica; rappresenta una visione strategica per rafforzare la coesione tra gli Stati membri attraverso la standardizzazione e l’efficienza nella gestione dei dati sanitari. Con l’EHDS, l’UE si avvicina a realizzare una “Unione Sanitaria” in cui le informazioni possono fluire liberamente e sicuramente, migliorando l’accessibilità e la qualità delle cure mediche per milioni di cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’EHDS promette di abbattere le barriere burocratiche e tecniche che attualmente ostacolano la libera circolazione dei dati sanitari tra i paesi membri. Questa facilità dovrebbe portare a un ambiente in cui i medici e i ricercatori possono accedere rapidamente a informazioni vitali, accelerando così i tempi di risposta in situazioni di emergenza sanitaria e migliorando i protocolli di trattamento basati su evidenze più ampie e variabili demografiche diverse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, con la crescente minaccia di pandemie globali, come evidenziato dalla recente crisi del COVID-19, l’EHDS è più che mai rilevante. La capacità di analizzare e scambiare dati sanitari in tempo reale può essere decisiva nel contenere future emergenze sanitarie, permettendo una risposta coordinata e basata su dati concreti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante i significativi vantaggi, la strada verso la piena realizzazione dell’EHDS non è priva di sfide. Questioni di privacy, sicurezza dei dati e interoperabilità richiedono soluzioni innovative e un impegno costante per garantire che il sistema non solo rispetti ma promuova i diritti dei cittadini a una protezione dei dati efficace. È fondamentale che queste preoccupazioni siano affrontate con trasparenza e con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, inclusi i cittadini europei, per costruire un ambiente di fiducia e accettazione attorno all’EHDS.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guardando al futuro, l’EHDS ha il potenziale per diventare un modello globale di come la tecnologia può essere impiegata per migliorare la sanità pubblica. Mentre l’Europa procede con l’implementazione di questa piattaforma, il successo dell’EHDS potrebbe ispirare adozioni simili in altre regioni del mondo, promuovendo così una gestione dei dati sanitari più interconnessa e resiliente a livello globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, l’European Health Data Space è più di una semplice iniziativa politica o tecnologica; è un passo fondamentale verso un futuro in cui la sanità è più accessibile, reattiva e sicura, grazie al potere trasformativo dei dati digitali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Avv. Luisa Di Giacomo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 21 May 2024 09:29:21 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, la svolta possibile</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-la-svolta-possibile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La digitalizzazione del settore healthcare in Italia tocca punti di eccellenza ma procede a macchia di leopardo. Non è un problema di tecnologia ma di complessità e user experience. A che punto siamo di questo percorso? Lo scopriamo nelle testimonianze dei CIO e dei responsabili IT di Campus Bio-Medico di Roma, Istituto Neurologico Carlo Besta, Colisée Italia, Ospedale Niguarda, Centro Diagnostico Italiano, Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo e Ospedale Pediatrico Bambin Gesù
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Per assicurare la piena interoperabilità del patrimonio informativo messo a disposizione dalle infrastrutture tecnologiche servono competenze, visione, governance e capacità di fare ecosistema. Il settore sanitario italiano è pronto a recepire i vantaggi che possono derivare dall’utilizzo sempre più pervasivo del digitale e a mettere a scala le innovazioni che si trovano nel punto di intersezione tra medicina, assistenza sanitaria, automazione e nuovi stili di vita? Il tema è di rilevanza strategica per il Paese ed è stato affrontato nel corso di un recente incontro, organizzato da Data Manager in collaborazione con Milestone Systems, che ha portato al tavolo, nella magnifica cornice dell’Aula Magna del rettorato del Politecnico di Milano, in piazza Leonardo da Vinci, un panel di autorevolissimi esperti in materia di tecnologie per l’healthcare, in rappresentanza di alcune fra le principali strutture sanitarie italiane.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’obiettivo di condividere diverse sfaccettature di cosa significhi concretamente “fare trasformazione digitale” nel mondo sanitario e mettere a fattor comune criticità, prospettive di innovazione, applicazioni “core” della tecnologia e, soprattutto, i vantaggi che questa trasformazione può generare a livello di processo e nel servizio reso al paziente. Un tema complesso, che guarda inevitabilmente alla questione dei dati (e alla necessità di una gestione strutturata di questi dati in termini di integrazione, protezione, accessibilità e condivisione) e che apre all’utilizzo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale, oggi tecnologia abilitante oggetto di sperimentazione e pronta a rivestire nell’immediato futuro un ruolo molto importante (se non irrinunciabile) nel percorso di rivoluzione digitale del settore healthcare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           SISTEMA IN EVOLUZIONE
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La fotografia scattata dall’ultima edizione della ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano ci dice che la spesa in Italia destinata alle tecnologie per il mondo healthcare è salita a fine 2022 a 1,8 miliardi di euro con una crescita del 7% rispetto all’anno recedente. mInvestimenti confermati dalla maggior parte delle aziende sanitarie coinvolte nell’indagine anche per quanto riguarda cybersecurity e attività di adeguamento al GDPR (nel 58% dei casi), cartella clinica elettronica (54%) e integrazione con sistemi regionali e nazionali (51%). Il processo di digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale è quindi in corso ma, come hanno evidenziato a suo tempo i responsabili dell’Osservatorio, il cambio di passo legato alle disponibilità garantite dai fondi del PNRR (la Missione 6 per Salute e Sanità) non si è ancora del tutto concretizzato e l’impiego delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza è tutt’ora una sfida dall’esito tutt’altro che scontato. E i dubbi emergono proprio dai principali decisori delle strutture sanitarie, alle prese con la difficoltà di comprendere come tradurre in progetti operativi questa opportunità (è l’ostacolo più rilevante allo sviluppo della sanità digitale secondo il 49% dei dirigenti e dei responsabili dei sistemi informativi intervistati) e con limitate risorse economiche (problema che interessa invece il 58% del campione).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se guardiamo al livello di maturità raggiunto dalle strutture sanitarie in termini di capacità di governance e di valorizzazione delle diverse categorie di informazioni disponibili, lo scenario descritto dalla ricerca (in linea con le rilevazioni degli anni passati) evidenzia uno stato di avanzamento più marcato nelle attività di gestione dei dati amministrativi, che vengono analizzati con strumenti di “descriptive analytics” da oltre la metà delle aziende, mentre sono ancora isolati i casi (circa il 5% del totale) di impiego di tecnologie di “advanced analytics”. I dati gestionali e organizzativi e i dati clinici (analizzati rispettivamente nel 46% e nel 34% dei casi) sono considerati altrettanto importanti, invece è tutt’altro che sistemica la presenza di un’infrastruttura informatica in grado di raccogliere in modo omogeneo alcune tipologie di informazioni come i dati demografici e ambientali, i dati raccolti da App o altri dispositivi e quelli provenienti da web e social.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa dicono queste percentuali? Che il bisogno di sviluppare sistemi di raccolta di dati eterogenei, anche prodotti “all’esterno” della struttura sanitaria, e di integrarli tra loro, facendo leva sugli standard semantici disponibili, è sempre più sentito e diventa uno snodo per certi versi fondamentale del percorso di trasformazione digitale della sanità. Emblematici, in tal senso, le indicazioni relative alla Cartella clinica elettronica (CCE), uno dei principali strumenti per l’archiviazione e la gestione dei dati clinici del paziente. A tutto 2022 era stata attivata in più della metà delle strutture sanitarie, anche se solo nel 42% dei casi è stata estesa a tutti i reparti. Coerentemente con questi dati, oltre la metà dei medici specialisti ha dichiarato di aver utilizzato la CCE nel corso dello stesso periodo, mentre fra le funzionalità più utilizzate dai medici specialisti primeggiano quelle per l’anamnesi e l’inquadramento clinico del paziente (siamo al 91% dei casi) e quelle per la gestione e la visualizzazione delle informazioni di riepilogo del paziente stesso (88%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Cartella clinica elettronica, per contro, è ancora poco diffusa (un caso su tre) come soluzione avanzata per il supporto alle decisioni cliniche per i medici specialisti. I benefici tangibili riscontrati dai medici che hanno adottato e utilizzato la CCE nell’ambito della propria attività professionale (soprattutto in termini di tempo risparmiato per reperire le informazioni utili e per la lettura dei documenti clinici in formato digitale) suggeriscono quindi un ulteriore salto in avanti nell’opera di “reingegnerizzazione” di alcuni processi all’insegna di maggiore efficienza e semplificazione e, nondimeno, della possibilità di aumentare il livello di trattamento per il paziente, riducendo il rischio di errori clinici, di somministrazione di terapie errare e di duplicazioni di esami già effettuati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           OBIETTIVI E CRITICITÀ
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La discussione sulla portata degli obiettivi raggiunti e delle criticità ancora da superare nel processo di trasformazione digitale che ha intrapreso il settore sanitario è quindi di strettissima attualità e la testimonianza di Manuela Ferrario, professore associato del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, parte da un aneddoto legato a un altro tassello strategico della digitalizzazione della sanità italiana, il Fascicolo sanitario elettronico che è ancora affetto da una gestione disomogenea su base nazionale – per via di informazioni cliniche spesso non strutturate inserite a sistema – e la cui versione 2.0 dovrà semplificare e rendere uniforme a livello nazionale l’accesso alle cure, diventando il punto unico di accesso ai servizi sanitari in forma digitale per i cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Per diversi anni, ho insegnato Informatica medica» – racconta Manuela Ferrario. «E ogni anno aggiornavo le mie slide, aggiungendo via via le Regioni che avevano adottato il Fascicolo sanitario elettronico. Poi, con la pandemia, finalmente questo strumento è stato adottato da tutte. Faccio questo esempio per dire che la digitalizzazione è un processo che va pianificato o in alternativa diventa emergenza. E non credo personalmente che si debba aspettare la prossima pandemia perché venga implementato. Credo quindi che sia necessario uscire dallo schema dell’approccio emergenziale, o dell’obbligo imposto attraverso una legge comunitaria. Serve, invece, valorizzare le tante competenze che abbiamo in Italia per poter guidare il processo di trasformazione e di innovazione della sanità».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E il nuovo Fascicolo sanitario elettronico – il cui obiettivo è in buona sostanza quello di uniformare da una parte i dati e le codifiche adottate e di rafforzare dall’altra l’architettura tecnologica per ottenere l’interoperabilità con i sistemi informativi aziendali – è in tal senso solo uno dei diversi tasselli che compongono il puzzle di un sistema sanitario digitalizzato di respiro nazionale. «Il processo all’interno delle singole strutture e sull’intero territorio italiano è avviato ma – come sottolinea ancora Ferrario – non è concluso. Altro tema di rilievo – spiega Ferrario – è il data sharing: «Mentre si procede con la digitalizzazione, diventa imprescindibile considerare l’uso futuro dei dati prodotti e definire la struttura adeguata di gestione. Questo costituisce un aspetto cruciale».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A monte dell’impiego di strumenti come il fascicolo elettronico, la cartella clinica digitale o la robotica, resta sul tavolo un’altra questione: in che misura tali soluzioni innovative contribuiscono effettivamente all’efficienza delle strutture sanitarie? La tecnologia, in altre parole, ha realmente semplificato la gestione del paziente, ha dato veramente quel plus per cui tutto questo processo è stato avviato, portando dei reali vantaggi per l’utente finale, per l’addetto sanitario che opera con i sistemi digitalizzati e per la struttura nel suo complesso? Oppure ha aggiunto e generato maggiore complessità nella gestione dell’operatività quotidiana e in qualche modo compromesso la qualità del servizio che si va a rendere poi al cittadino-paziente? L’assunto dovrebbe essere scontato e invece non sempre lo è, ed è probabilmente questa la chiave per sbloccare definitivamente l’accelerazione verso una sanità digitale più efficiente e vicina al paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           RIPENSARE I PROCESSI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La testimonianza di Ella Cocchi, direttore dei sistemi informativi dell’ASST Niguarda – Milano, mette per l’appunto l’accento su quello che dovrebbe essere lo scenario ideale per lo sviluppo del digitale in ambito sanitario. «Centralizzare tutta una serie di soluzioni a livello nazionale e a livello regionale è un passaggio molto importante, che permette di far crescere il sistema e quindi in qualche modo omogeneizzare verso l’alto il livello del servizio offerto. Portare la cartella clinica e il fascicolo elettronico è un obiettivo da raggiungere. Nel nostro ospedale, abbiamo raggiunto un livello di digitalizzazione molto elevato anche in termini di applicazioni di robotica avanzata. Più in generale – continua Cocchi – credo che si sia interpretata nella direzione giusta sia la spinta dettata dal cambiamento imposto dalla pandemia sia quella legata ai fondi del PNRR. Non si tratta solo di incrementare l’arsenale di soluzioni informatiche e digitali, ma di ripensare i processi e reingegnerizzare i servizi offerti al paziente, rendendoli più aderenti alle sue esigenze. Questo processo parte dall’individuare il paziente come fulcro e considerare anche la sua evoluzione in un contesto digitale». La tecnologia costituisce quindi un mezzo, un abilitatore per cambiare il paradigma di gestione della “prestazione” sanitaria e non il classico fine. L’aver adottato, come nel caso dell’Ospedale Niguarda, le soluzioni disponibili a livello regionale, reinterpretandole per aumentare il livello dei servizi, e iniziando ad aggiungere strati di tecnologia legati all’intelligenza artificiale, risponde dunque a un nuovo approccio, focalizzato a generare valore ed efficienza. «Il concetto di fondo che mi sento di condividere – conclude Cocchi – è che la tecnologia non serve se è intesa solo come un upgrade tecnico, ma deve essere associata a un percorso di ottimizzazione e ridefinizione di processi e modelli organizzativi, con l’obiettivo di alzare ulteriormente la qualità dei servizi che possiamo offrire ai pazienti».
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          La visione di un customer journey evoluto, con il cliente al centro e la tecnologia come abilitatore, è del resto uno dei capisaldi della digitalizzazione e lo è in qualsiasi campo, non solo in ambito sanitario. La questione, ancora una volta, è capire a che punto si è effettivamente arrivati in questo viaggio di trasformazione e quali sono le criticità che ne limitano l’applicazione in modo pervasivo e sistemico. Secondo Marco Venditti, responsabile Area sistemi informativi della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, si assiste a un incremento dei processi di digitalizzazione. «Stiamo cominciando a vedere miglioramenti significativi non solo a livello di singole strutture, ma anche a livello sistemico. La digitalizzazione di processi chiave quali quelli della cartella clinica elettronica, la pianificazione delle sale operatorie e degli ambulatori è diventata sufficientemente consolidata». I benefici della trasformazione digitale si riflettono a livello del sistema nel suo complesso – spiega Venditti. «I processi sono tracciati e le direzioni strategiche degli ospedali possono contare su una maggiore comprensione dei fenomeni e, di conseguenza, possono agire in modo più efficace sull’efficientamento dei processi amministrativi, logistici e clinici grazie proprio ai dati strutturati resi disponibili da una digitalizzazione diffusa».
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          Anche l’imperativo di mettere il paziente al centro richiede una nuova prospettiva. «Forse, è giunto il momento di adottare un nuovo punto di vista» – suggerisce Venditti. «Dovremmo considerare anche il personale sanitario come il fulcro delle nostre attenzioni. Diversi studi condotti nei Paesi più avanzati ci dicono che a un elevato livello di digitalizzazione raggiunto da parte di strutture sanitarie ha quasi sempre equivalso uno scarso livello di soddisfazione da parte degli utenti finali». Si avverte dunque la necessità di avvicinare le tecnologie dell’informazione al personale sanitario, in particolare l’esigenza di aumentare il tempo impiegato nella relazionale fra medico e paziente. «La Comunità europea – conclude in proposito Venditti – ci riconosce il fatto di avere fatto bene i compiti a casa per quanto riguarda la digitalizzazione. Tuttavia, è necessario riportare il professionista sanitario a svolgere appieno il proprio mestiere: negli ambulatori, il tempo richiesto per documentare le attività sta diventando sempre più lungo rispetto al passato, quando la maggior parte del tempo di visita era dedicato alla cura e all’analisi del paziente. Un obiettivo potrebbe quindi essere quello di impiegare le nuove tecnologie, in primis i sistemi di intelligenza artificiale, per minimizzare il tempo dedicato alla documentazione, in favore del tempo da dedicare al paziente».
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           LA MODERNIZZAZIONE DEI SISTEMI
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La disponibilità di nuove tecnologie e la possibilità da parte degli utenti che operano all’interno delle strutture sanitarie di usufruirne in una maniera diversa possono fare la differenza. Ed è l’area IT, e sono i CIO e i responsabili dei sistemi informativi a dover gestire questo passo in avanti, trovandosi a svolgere un compito diverso rispetto al recente passato. Andrea Proietti Pannunzi, responsabile sistemi informativi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, parla non a caso di un compito «più stimolante» – spiegando come la digitalizzazione abbia significato l’avvio di un processo di modernizzazione. «Nella nostra struttura disponiamo di una software house interna. La presenza di professionisti si traduce nella capacità diretta di sviluppare applicazioni e sistemi a livello molto avanzato. Tuttavia, molti di questi strumenti sono ormai obsoleti. La modernizzazione dei sistemi, partendo dal ridisegno dei processi è il primo passo della trasformazione: un percorso nel quale siamo ancora immersi. «Parallelamente – prosegue Pannunzi – dobbiamo procedere con la digitalizzazione e l’informatizzazione, non limitandoci a rendere digitale ciò che prima non lo era, ma integrando i processi. Inoltre, dobbiamo garantire che i sistemi digitalizzati siano in grado di scambiarsi i dati senza necessità di intervento umano. Questo aggiunge complessità al panorama tecnologico che dobbiamo affrontare e rende il nostro lavoro più complesso».
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          Secondo Pannunzi, sarebbe auspicabile una crescita ordinata e strutturata dei sistemi informativi che alimentano la macchina sanitaria, anziché uno sviluppo organico e reattivo che risponde solo alle emergenze, agli obblighi normativi o alle esigenze di personalizzazione dei singoli sistemi. Ciò richiede un approccio più maturo di change management, che non può essere limitato all’IT, ma deve coinvolgere tutta l’organizzazione. «Siamo chiamati a partecipare attivamente al processo di crescita e cambiamento nella sanità» – spiega Pannunzi. «Perché non possiamo pretendere che il medico che svolge un altro mestiere e l’utente finale siano naturalmente inclini al cambiamento. Dobbiamo accompagnarli in questo cammino e lavorare insieme per creare percorsi che conducano effettivamente all’adozione di nuovi strumenti. Cambiare l’interfaccia può generare disorientamento nei clinici, quindi è essenziale prepararli adeguatamente e coinvolgerli nel processo anziché imporre cambiamenti improvvisi. Non sempre riusciamo a farlo, e obiettivamente il tasso di successo attuale non è ancora soddisfacente, ma questo è sicuramente il nostro obiettivo primario» – ammette Pannunzi. «La nostra missione non è solo digitalizzare, ma coinvolgere attivamente tutte le parti coinvolte nel processo di digitalizzazione».
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           COME GESTIRE IL CAMBIAMENTO
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fra gli ostacoli più significativi all’adozione di nuove tecnologie nel settore sanitario, la componente economica ha svolto un ruolo predominante, soprattutto in passato, limitando la progettualità a causa di una visione della spesa focalizzata esclusivamente sul concetto di costo anziché di investimento. Quanto le strutture sanitarie italiane sono oggi alle prese con difficoltà legate alla disponibilità di budget dedicati? Francesca De Giorgi, CIO della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, ha inquadrato il tema chiarendo innanzitutto come, a suo avviso, tutti i processi di trasformazione digitale abbiano tre grandi driver: le persone, i processi e la tecnologia. «Probabilmente, l’errore commesso finora è stato quello di concentrarsi troppo sulla componente tecnologica nei progetti di trasformazione, mentre sarebbe stato più sensato focalizzarsi sulla revisione dei processi e, soprattutto, sull’attenzione alle persone, che siano pazienti, clinici o altri utilizzatori».
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          Un recente studio citato dal Sindacato medici conferma che il 63% dei professionisti si dichiara completamente insoddisfatto dei sistemi digitali utilizzati. Inoltre, l’83% segnala un malfunzionamento quotidiano, mentre il 42% afferma che i disservizi si verificano quotidianamente. Questi dati confermano un problema di fondo che riguarda le soluzioni tecnologiche messe a disposizione degli operatori sanitari. Problema che secondo Francesca De Giorgi è riconducibile a un setting di competenze: «Il chief medical officer e il chief nursing informatics officer sono figure comuni nelle strutture internazionali, ma a livello di Servizio sanitario nazionale invece rappresentano soltanto casi isolati all’interno di singole strutture». C’è quindi un problema di skill nel senso più ampio del termine – rileva De Giorgi. «Nel percorso di studi che fanno i medici e gli infermieri all’estero c’è molta più attenzione alla conoscenza delle tecnologie in uso. E questo può avere un impatto anche sulla definizione del budget».
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          L’Italia ha un’opportunità senza precedenti grazie alle risorse messe a disposizione dal PNRR. «Risorse che mai avevamo avuto prima come sistema Paese» – commenta De Giorgi. «Se verranno spese correttamente lo vedremo, e me lo auguro perché possano servire alla definizione di un ecosistema. La creazione dello stesso non può prescindere dalla necessaria attenzione che anche gli investimenti sulle tecnologie vere e proprie, in fatto di grandi apparecchiature o apparecchiature molto sofisticate per la genomica o la radionica, debbano essere integrate all’interno del patrimonio informativo dell’ente sorpassando uno scenario a silos non realmente interoperabili.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo scenario che descrive De Giorgi riflette la sensazione condivisa da vari esperti che la vera svolta non sia arrivata, anche in relazione al possibile limite strutturale di approccio ai fondi del PNRR, che non ritiene prioritario e strategico il tema dell’integrazione di tutte quante le fonti informative e che apre il fronte a un ridimensionamento della portata di queste risorse in termini di vero valore aggiunto nella completezza della gestione del dato. «Ciò che manca è una visione di sistema» – conclude De Giorgi. «Mentre in altri Paesi ci si muove sugli aspetti di sanità digitale con un orizzonte temporale di medio termine, vedi la Francia al 2030, coinvolgendo gli attori principali del settore, a partire proprio dai medici, che sono i principali stakeholder, in Italia, purtroppo, è difficile avere orizzonti temporali cosi ampi».
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gestire il cambiamento abilitato dalle tecnologie, in ambito sanitario, non è quindi un compito facile, proprio perché (troppo) spesso la progettualità è subordinata all’emergenza o alla contingenza anziché essere il risultato di pianificazione o visione strategica. Si può dunque parlare a pieno titolo di innovazione attraverso un processo di trasformazione digitale oppure questo rimane un principio buono solo sulla carta? A detta di Akash Lad, responsabile innovazione digitale del Centro Diagnostico Italiano, fare innovazione digitale, soprattutto in questo periodo, è molto complicato perché è necessario portarsi a bordo un po’ tutti gli utenti. A supporto di questa riflessione, Akash Lad porta al tavolo un breve esempio che riguarda la componente medica: «Stiamo finalizzando la digitalizzazione di una cartella specialistica utilizzata presso un reparto. Il processo di digitalizzazione di questa pratica, precedentemente basata su documenti cartacei, si è rivelato impegnativo sia a causa della resistenza al cambiamento che per il fatto che la digitalizzazione comporta vincoli e limiti nell’utilizzo di determinati flussi di lavoro». Uno dei punti chiave – secondo il manager di CDI – riguarda l’opportunità di andare oltre la logica dei silos e coinvolgere nel progetto tutti quanti i reparti dell’azienda, non solo la parte clinica ma anche quella di staff e di qualità, insieme a tutte le figure che ne fanno parte, senza ovviamente dimenticare il paziente. «Torniamo sempre al concetto di mettere il paziente al centro» – osserva Lad. «Tuttavia, questa visione non sempre si traduce in realtà. È necessario compiere grandi progressi per aumentare la consapevolezza dell’utente riguardo ai benefici derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie e dei processi che devono essere gestiti per offrire servizi in modo semplice e immediato. Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 potrebbe rappresentare un importante punto di svolta in questo contesto».
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           L’ACCESSIBILITÀ DEI DATI
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche Fabrizio Alampi, country information officer in Colisée Italia, uno dei più importanti operatori attivi in Italia nell’ambito delle strutture socio sanitarie (RSA) ha un’idea ben precisa di quali siano i punti salienti da mettere in agenda per affrontare un processo di trasformazione digitale. «Il fattore su cui intervenire non è la tecnologia utilizzata quanto il processo che c’è dietro» – spiega Alampi. «Se questo non è adeguato, digitalizzare è un rischio e porta a ulteriore inefficienza. Il nostro compito è di garantire ai direttori sanitari le giuste informazioni nel momento in cui servono ma spesso troviamo ostacoli legati all’accessibilità dei dati, che deve invece diventare una condizione di base sistemica per poter operare in una logica innovativa. Se non riesco a garantire l’accesso alla cartella clinica del paziente e ho fatto spendere un sacco di soldi alla mia azienda per digitalizzarla e renderla interoperabile con il fascicolo sanitario c’è ovviamente un problema. E se non riusciamo a condividere i dati con il mondo esterno è inutile che prendiamo in considerazione una tecnologia come l’intelligenza artificiale, che sarebbe una base dati perfetta».
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          Il processo di digitalizzazione della sanità è dunque un “work in progress” non privo di ostacoli da superare ma che, rispetto alla situazione di cinque anni fa, prima dell’avvento del Covid, si trova in un contesto radicalmente diverso. Tuttavia, è fondamentale adottare logiche di sviluppo ben definite per garantire il successo di questa trasformazione. Antonio Fumagalli, CIO e CISO della ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha provato a fare un bilancio mettendo in fila alcuni specifici punti e l’esperienza vissuta sul campo proprio nel periodo pandemico. «Se guardiamo all’abitudine molto italiana di lavorare bene nell’emergenza, devo in effetti riconoscere che l’abbiamo gestita a dovere e abbiamo imparato a lavorare in determinate condizioni» – commenta Fumagalli. «Ma per capire se siamo a buon punto nel percorso di trasformazione, e per capire soprattutto dove stiamo andando, dobbiamo necessariamente tornare al tema della pianificazione. Dobbiamo lavorare sulla definizione degli obiettivi strategici e sulle modalità di esecuzione».
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cartella clinica, telemedicina, terapia informatizzata, robotica, intelligenza artificiale, macchinari di nuova generazione sono asset che nella struttura bergamasca non mancano di certo, come non è mai mancato anche il budget di spesa per investire in nuove tecnologie. Ma a fare la differenza – come sottolinea Fumagalli – è la capacità di pianificare e lavorare fianco a fianco con le persone che operano all’interno dell’azienda ospedaliera bergamasca. «Da ormai dieci anni – racconta Fumagalli – seguiamo un approccio in cui sono anche i sanitari a indicare le decisioni relative alle soluzioni informatiche aziendali. Sono loro che “decidono” le sorti di qualsiasi soluzione informatica. Se passiamo oltre queste “forche caudine”, è molto probabile che il nostro piano prima o poi arrivi a compimento».
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In altre parole, la trasformazione della sanità e il suo miglioramento attraverso l’implementazione di strumenti digitali dipendono in gran parte dal contributo del capitale umano a disposizione. Ascoltare e coinvolgere attivamente coloro che operano sul campo è cruciale per il successo di ogni progetto di trasformazione. Solo attraverso una collaborazione stretta e mirata tra tutti gli stakeholder, possiamo raggiungere una sanità più efficiente, data-driven, centrata sul paziente e pronta ad affrontare le sfide del futuro.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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          Testo: Gianni Rusconi 
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      <pubDate>Fri, 17 May 2024 12:04:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-la-svolta-possibile</guid>
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      <title>A Catania il Summit Internazionale sulla sanità digitale</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         In programma il 16 e 17 maggio, a Catania, al Monastero dei Benedettini, a partire dalle ore 9, MEDITeH Beyond, la scienza medica più vicina alla gente, il Summit Internazionale MEDITeH Beyond (https://meditehbeyond.com/), per sancire la nascita di un network collaborativo dedicato a ricerca e sviluppo in sanità digitale, nell’area del Mediterraneo, Africa e del Medio Oriente. I paesi aderenti sono Albania, Algeria, Arabia Saudita, Cipro, Croazia, Giordania, Grecia, Malta, Marocco, Montenegro, Slovenia, Tunisia e Turchia.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “MEDITeH Beyond è il primo Summit che vuole promuovere la collaborazione in sanità digitale oltrepassando le sponde del Mediterraneo e, ancora oltre, verso l’Africa e il Medio Oriente. Ma, soprattutto, è il punto di partenza di nuove partnership per rendere concreta, nei nostri Paesi, l’applicazione delle tecnologie digitali al progresso della medicina”. Con queste parole il professore Francesco Gabbrielli, professore di e-Health all’Università San Raffaele di Roma e oggi anche Direttore del Centro Nazionale per le linee guida in Telemedicina-SIT, spiega l’importanza strategica di questa promettente collaborazione internazionale.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le due giornate di Summit, promosse da Diplomatia con l’Health Policy Commission di cui è Project Leader Rosario Filippo Tomarchio, e la Direzione Scientifica dello stesso Gabbrielli, saranno incentrati sullo studio e la condivisione di idee e progetti, concreti, provenienti da tutti i Paesi aderenti, 14 compresa l’Italia.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo giorno prevede, oltre ai saluti istituzionali, una sessione di approfondimento sull’evoluzione delle scienze biomediche e un workshop per condividere lo scenario, presente e futuro prossimo, sulle tecnologie digitali al servizio del settore medico-scientifico, con relazioni frontali di illustri scienziati e professionisti nazionali e internazionali invitati al Summit.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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          PALERMOCATANIASIRACUSACRONACAPOLITICASPORTFOODTALK SICILIAOLTRE LO STRETTO
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          PalermoCataniaLe altre provinceOltre lo strettoMonrealeNebrodiCefalùHomeCronacaPoliticaSportSaluteLavoroArte e CulturaPubblicitàChange privacy settings
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          ACCEDI ALL'AREA RISERVATA
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          Inserisci il testo da cercare ...
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           » COMUNICATI STAMPA
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          A Catania il Summit Internazionale sulla sanità digitale
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di Press Service | 15/05/2024   
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          In programma il 16 e 17 maggio, a Catania, al Monastero dei Benedettini, a partire dalle ore 9, MEDITeH Beyond, la scienza medica più vicina alla gente, il Summit Internazionale MEDITeH Beyond (https://meditehbeyond.com/), per sancire la nascita di un network collaborativo dedicato a ricerca e sviluppo in sanità digitale, nell’area del Mediterraneo, Africa e del Medio Oriente. I paesi aderenti sono Albania, Algeria, Arabia Saudita, Cipro, Croazia, Giordania, Grecia, Malta, Marocco, Montenegro, Slovenia, Tunisia e Turchia.
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          “MEDITeH Beyond è il primo Summit che vuole promuovere la collaborazione in sanità digitale oltrepassando le sponde del Mediterraneo e, ancora oltre, verso l’Africa e il Medio Oriente. Ma, soprattutto, è il punto di partenza di nuove partnership per rendere concreta, nei nostri Paesi, l’applicazione delle tecnologie digitali al progresso della medicina”. Con queste parole il professore Francesco Gabbrielli, professore di e-Health all’Università San Raffaele di Roma e oggi anche Direttore del Centro Nazionale per le linee guida in Telemedicina-SIT, spiega l’importanza strategica di questa promettente collaborazione internazionale
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           Le due giornate di Summit, promosse da Diplomatia con l’Health Policy Commission di cui è Project Leader Rosario Filippo Tomarchio, e la Direzione Scientifica dello stesso Gabbrielli, saranno incentrati sullo studio e la condivisione di idee e progetti, concreti, provenienti da tutti i Paesi aderenti, 14 compresa l’Italia.
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           Il primo giorno prevede, oltre ai saluti istituzionali, una sessione di approfondimento sull’evoluzione delle scienze biomediche e un workshop per condividere lo scenario, presente e futuro prossimo, sulle tecnologie digitali al servizio del settore medico-scientifico, con relazioni frontali di illustri scienziati e professionisti nazionali e internazionali invitati al Summit.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il secondo giorno del Summit è invece dedicato ai lavori di gruppo sulla sanità digitale a cui parteciperanno i delegati accreditati al Summit. La discussione affronterà diverse macro-tematiche, evidenziando le possibilità di sviluppo dei servizi di telemedicina nella realtà attuale e mettendo in luce le prospettive della ricerca applicativa in ambito sanitario per mezzo delle tecnologie digitali. Le aree di lavoro saranno le seguenti: accessibilità al trattamento e alla prevenzione; gestione delle grandi emergenze (quali, ad esempio, pandemie, terremoti e disastri naturali); protezione dei pazienti cronici; cura e riabilitazione nella sanità digitale; cura e ricerca clinica in oncologia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso dei tavoli di lavoro, a cui gli uditori iscritti al Summit potranno assistere, i delegati porteranno le loro idee e contribuiranno all’elaborazione di un breve position paper.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il position paper generale che verrà stilato dal comitato scientifico a partire dai contributi dei gruppo di lavoro sarà successivamente diffuso pubblicamente, quale strumento per facilitare, nei prossimi anni, la collaborazione tra gli enti sanitari, i centri di ricerca, le università, e le imprese produttive dei Paesi che aderiscono formalmente al Summit.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          MEDITeH Beyond è quindi solo il primo passo nella costruzione di una rete collaborativa duratura, per lo sviluppo della medicina tramite la tecnologia digitale tra Mediterraneo, Africa e Medio Oritente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Negli ultimi anni -spiega Rosario Filippo Tomarchio-, l’Italia sta sviluppando per tutta la popolazione italiana la telemedicina quale strumento al servizio della medicina, amplificandone finalità e potenzialità, abbattendo barriere fisiche determinate dalla distanza, aumentando l’equità di accesso e la qualità dell’assistenza. Le potenzialità di tale tecnologia possono instaurare un cambiamento e sostenere la riorganizzazione dei servizi sanitari, che potranno essere equamente distribuiti sul territorio, nazionale ma non solo, riducendo le disuguaglianze tra aree dove vi è una maggiore presenza di presidi sanitari e quelle invece meno servite. La collaborazione è il punto essenziale per realizzare servizi locali di sanità digitale, ma anche per rendere possibili nuovi sviluppi di soluzioni tecnologiche e progressi in medicina. Tale collaborazione deve potersi espandere a livello internazionale ricercando condivisione, collaborazione e scambio”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tratto da:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           BlogSicilia.it
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 17 May 2024 11:52:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/a-catania-il-summit-internazionale-sulla-sanita-digitale</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PA e sanità, svolta con l’intelligenza artificiale?</title>
      <link>https://www.sisped.net/pa-e-sanita-svolta-con-lintelligenza-artificiale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         A firma di Ruben Razzante un manuale sugli impatti dell’AI nei principali settori dell’economia per analizzare rischi e benefici e soprattutto per individuare un modello di governance che consenta di massimizzare il potenziale tutelando i diritti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-1-52483151.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         “Il Governo dell’intelligenza artificiale, gestione dei rischi e innovazione responsabile”: è il titolo del nuovo libro a firma di Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano. Un manuale ricco di use case e approfondimenti che vanta anche la prefazione del Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti e un saggio di Antonio Albanese
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La frontiera dell’intelligenza artificiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intelligenza artificiale rappresenta una delle frontiere più avanzate della tecnologia e una trasformazione epocale nel rapporto tra uomo e macchina. Attraverso l’uso di algoritmi complessi e tecniche di apprendimento automatico, mentre la ricerca e lo sviluppo avanzano, l’intelligenza artificiale continua a proporre opportunità straordinarie e sfide complesse pubblica amministrazione e sanità sono due ambiti assai influenzati dall’avanzamento dell’intelligenza artificiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impatto dell’AI nella PA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’introduzione dell’AI nella PA apre le porte a una profonda rivisitazione del rapporto tra cittadini e istituzioni, con la sfida di raggiungere e consolidare il delicato equilibrio tra la promessa del miglioramento dei servizi e la garanzia della tutela dei diritti fondamentali. In un’epoca segnata dalla digitalizzazione accelerata, l’adozione dell’AI promette infatti di rivoluzionare le modalità di erogazione dei servizi pubblici, prospettando soluzioni innovative per una gestione più efficiente e una risposta più rapida alle esigenze dei cittadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Burocrazia e ottimizzazione delle risorse
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla semplificazione delle procedure burocratiche all’ottimizzazione delle risorse, passando per l’implementazione di sistemi predittivi per la pianificazione urbana e la gestione delle emergenze, in questo contesto, l’AI può fungere da catalizzatore di innovazione e progresso all’interno della PA dell’immediato futuro, per un’amministrazione pubblica più efficiente, trasparente e inclusiva. È essenziale, infatti, che i sistemi di AI siano governati da normative chiare e da principi di trasparenza che preservino la fiducia dei cittadini, attraverso una mappa normativa in grado di identificare e regolamentare i sistemi ad alto rischio e di porre le basi per un loro utilizzo consapevole e responsabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I benefici dell’analisi predittiva
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso l’analisi predittiva, l’AI può aiutare le amministrazioni pubbliche ad anticipare e rispondere proattivamente alle esigenze dei cittadini, identificando tendenze e modelli nei dati relativi alla domanda dei servizi e permettendo di allocare risorse in modo sempre più strategico ed efficace. Infatti, tra gli impatti più significativi dell’introduzione dell’AI all’interno delle amministrazioni pubbliche spicca la possibilità di automatizzare processi complessi e ripetitivi, aumentando l’efficienza grazie alla riduzione del carico di lavoro manuale e migliorando la precisione, minimizzando allo stesso tempo il rischio di errori umani. Basti pensare, ad esempio, all’automazione della gestione documentale, all’elaborazione delle richieste di prestazioni e servizi e all’elaborazione dei big data per la pianificazione urbana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’intelligenza artificiale in sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto riguarda invece l’intelligenza artificiale applicata al settore sanitario, possiamo affermare che l’impatto rivoluzionario dell’AI nella medicina sta ridefinendo in modo significativo il panorama della cura della salute. L’integrazione di algoritmi avanzati e analisi dati sofisticate ha aperto nuove frontiere nella diagnosi precoce, nella personalizzazione dei trattamenti e nella gestione complessiva delle patologie. Questa simbiosi tra tecnologia e medicina promette miglioramenti tangibili nella precisione diagnostica, tempi di intervento più rapidi e cure personalizzate che si adattano alle singole esigenze dei pazienti. L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel campo medico ha prodotto alcuni effetti positivi, primi fra tutti le diagnosi tempestive e la maggiore precisione del settore sanitario. Infatti, questa trasformazione tecnologica della sanità ha influenzato positivamente la pratica medica, consentendo agli operatori di stabilire diagnosi più rapide e decisioni più certe. L’utilizzo dell’AI ha reso possibile l’analisi di referti e lastre con una precisione eccezionale rispetto al passato e alcune tecnologie emergenti hanno migliorato le tecniche diagnostiche e le terapie chirurgiche, rendendole più efficaci e meno invasive. L’Intelligenza Artificiale ha certamente portato numerosi benefici al settore sanitario, ma è importante riconoscere e affrontare anche i suoi lati negativi. Uno dei principali aspetti critici riguarda la sicurezza e la privacy dei dati. Con la crescente raccolta e l’analisi di informazioni sensibili dei pazienti, c’è il rischio di violazioni della privacy e di accessi non autorizzati, con potenziali conseguenze dannose per la sicurezza delle informazioni personali. Diventa quindi cruciale affrontare anche i lati negativi dell’AI nel settore sanitario con una regolamentazione attenta, con maggiore trasparenza nel processo decisionale degli algoritmi e un costante impegno per mantenere l’equità e la sicurezza dei pazienti al centro d’ogni sviluppo tecnologico. Solo affrontando in modo proattivo questi aspetti potremo massimizzare i benefici dell’AI senza compromettere i valori etici e sociali nel contesto medico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre però vigilare costantemente anche sulle preoccupazioni legate, ad esempio, all’introduzione di bias o discriminazioni negli algoritmi di intelligenza artificiale predittiva e generativa, assicurando che tutti i sistemi utilizzati rimangano equi e adottando un approccio equilibrato che consideri le implicazioni etiche e sociali e garantisca, di conseguenza, le adeguate strategie di tutela e salvaguardia dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Ruben Razzante
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 May 2024 11:42:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Intelligenza artificiale. Dal CdM Ddl che introduce nuove regole. Nasce piattaforma IA per supporto a cure e assistenza territoriale. No a criteri discriminatori</title>
      <link>https://www.sisped.net/intelligenza-artificiale-dal-cdm-ddl-che-introduce-nuove-regole-nasce-piattaforma-ia-per-supporto-a-cure-e-assistenza-territoriale-no-a-criteri-discriminatori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può in alcun modo selezionare con criteri discriminatori condizionando e restringendo l’accesso alle prestazioni sanitarie. Prioritario sarà il diritto dell’interessato ad essere informato circa l’utilizzo di tali tecnologie. I trattamenti di dati, anche personali, eseguiti per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale per finalità terapeutica e farmacologica, saranno dichiarati di rilevante interesse pubblico.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il Consiglio dei Ministri ha varato ieri un disegno di legge per l’introduzione di disposizioni e la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale. Il disegno di legge punta ad individuare criteri regolatori capaci di riequilibrare il rapporto tra le opportunità che offrono le nuove tecnologie e i rischi legati al loro uso improprio, al loro sottoutilizzo o al loro impiego dannoso.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, introduce norme di principio e disposizioni di settore che, da un lato, promuovano l’utilizzo delle nuove tecnologie per il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e della coesione sociale e, dall’altro, forniscano soluzioni per la gestione del rischio fondate su una visione antropocentrica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le norme intervengono in cinque ambiti: la strategia nazionale, le autorità nazionali, le azioni di promozione, la tutela del diritto di autore, le sanzioni penali. Si prevede, inoltre, una delega al governo per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento UE in materie come l’alfabetizzazione dei cittadini in materia di IA (sia nei percorsi scolastici che in quelli universitari) e la formazione da parte degli ordini professionali per professionisti e operatori. La delega riguarda anche il riordino in materia penale per adeguare reati e sanzioni all’uso illecito dei sistemi di IA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le disposizioni di settore, gli articoli 7, 8 e 9 sono dedicati specificatamente alla sanità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più nel dettaglio, l'articolo 7 disciplina l'uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può in alcun modo selezionare con criteri discriminatori condizionando e restringendo l’accesso alle prestazioni sanitarie. Prioritario è il diritto dell’interessato ad essere informato circa l’utilizzo di tali tecnologie. Si promuove la diffusione dei sistemi di IA finalizzati all’inclusione, le condizioni di vita e l’accessibilità delle persone con disabilità. L’utilizzo dei sistemi di IA in ambito sanitario deve lasciare impregiudicata la spettanza della decisione alla professione medica. I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell’ambito sanitario e i relativi dati impiegati devono essere affidabili e periodicamente verificati e aggiornati al fine di minimizzare il rischio di errori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'articolo 8 interviene in tema di ricerca e sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario. I trattamenti di dati, anche personali, eseguiti da soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale per finalità terapeutica e farmacologica, sono dichiarati di rilevante interesse pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, l'articolo 9 reca disposizioni in materia di fascicolo sanitario elettronico, sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale. Qui si istituisce una piattaforma di intelligenza artificiale per il supporto alle finalità di cura e, in particolare, per l’assistenza territoriale. La a progettazione, la realizzazione, la messa in servizio e la titolarità della piattaforma sono attribuite all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) in qualità di Agenzia nazionale per la sanità digitale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La piattaforma eroga servizi di supporto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a) ai professionisti sanitari per la presa in carico della popolazione assistita;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          b) ai medici nella pratica clinica quotidiana con suggerimenti non vincolanti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          c) agli utenti per l'accesso ai servizi sanitari delle Case di Comunità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La piattaforma è alimentata con i dati strettamente necessari per l'erogazione dei servizi sopra indicati, trasmessi dai relativi titolari del trattamento. L'Agenas sarà titolare del trattamento dei dati raccolti e generati all'interno della piattaforma. Previ pareri del Ministero della salute e del Garante per la protezione dei dati personali e dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, l'Agenas, con proprio provvedimento, valutato l'impatto del trattamento, dovrà specificare i tipi di dati trattati e le operazioni eseguite all'interno della piattaforma, nonché le misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio e per tutelare i diritti fondamentali e gli interessi dell'interessato, in coerenza con le disposizioni del Regolamento UE 2016/67.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Giovanni Rodriquez
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 May 2024 11:34:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/intelligenza-artificiale-dal-cdm-ddl-che-introduce-nuove-regole-nasce-piattaforma-ia-per-supporto-a-cure-e-assistenza-territoriale-no-a-criteri-discriminatori</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sisped-03.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità più inclusiva: ecco le tecnologie più promettenti</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-piu-inclusiva-ecco-le-tecnologie-piu-promettenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Secondo un report di Anitec-Assinform, sale l’attenzione sui Clinical Decision Support Systems e sui Personal Digital Twin, ma la gamma di tecnologie emergenti è molto vasta e le soluzioni spaziano dall’AI al quantum computing fino alla data strategy. Ecco le priorità nella sanità italiana, a partire dall’urgenza di linee guida per una strategia ad ampio respiro
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Anitec-Assinform ha pubblicato un report sul mercato dell’Ict e sulle tecnologie emergenti in sanità, da cui emerge che il settore ha archiviato il 2023 registrando 2,2 miliardi di euro in volume, con un incremento previsto fino a 2,3 miliardi di euro quest’anno, per poi superare quota 2,8 miliardi di euro nel 2026.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soltanto il cloud supera la soglia dei 200 milioni di euro e le soluzioni di intelligenza artificiale (AI) mettono a segno una crescita del 35% in un anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La sanità è un settore data intensive e con un altissimo livello di ricerca e sviluppo”, commenta Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, “per questo motivo la frontiera tecnologica si sposta ogni giorno più avanti”. Ecco le priorità e le innovazioni nella sanità digitale italiana delineate nel whitepaper dell’associazione, intitolato “Una visione di futuro per la sanità digitale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le tecnologie emergenti nella sanità digitale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La trasformazione digitale della sanità scommette sulla telemedicina che il 72% delle strutture sanitarie considera priorità. Altro pilastro sono le cartelle cliniche elettroniche (CCE) la cui introduzione o ampliamento rappresenta un obiettivo per il 60%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Invece l’80% delle regioni si sta focalizzando sulla data strategy, con priorità in ambito integrazione dei dati e strategie più avanzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “È molto positivo”, sottolinea Marco Gay, “che ben l’80% delle regioni siano impegnate nell’integrazione dei dati sanitari e data strategy. È con questi dati che si apre una nuova era per la sanità, quella di gestione amministrativa e servizi clinico-assistenziali data-driven“.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nel nostro paper”, prosegue Marco Gay, “abbiamo dato un’attenzione speciale a Clinical Decision Support Systems e Personal Digital Twin, ma chiaramente il ventaglio di soluzioni emergenti è molto ampio e va dall’AI al quantum computing”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infatti, in occasione dell’evento “Innovazione digitale e salute. Le proposte dell’industria Ict per una sanità digitale inclusiva”, le aziende, fra cui Engineering, Ibm, Oracle, Exprivia, Kelyon, Reply e Project Farm, hanno presentato numerosi business case che spaziano dall’innovazione in ambito terapeutico alla gestione dei sistemi informativi, fino alle tecnologie evolute come quantum computing e digital twin.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Più in generale la sfida di oggi riguarda l’attuazione del PNRR“, avverte Marco Gay: La nostra esperienza ci mostra che alcuni ritardi nell’esecuzione progetti dovuti, per lo più, allo stato di maturità digitale delle strutture sanitarie che fanno fatica – nonostante le risorse e la massima collaborazione dell’industria ICT – a rispondere positivamente alle ambizioni giuste e auspicabili del piano”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli ostacoli al piano di attuazione del PNRR in sanità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Su questo punto “vale la pena menzionare due fattori che rischiano di ostacolare la rapida esecuzione del piano per la sanità digitale. Penso alla permanenza di sistemi legacy obsoleti, poco efficienti, poco sicuri e che rallentano l’interoperabilità oppure alla limitata presenza di management adeguato ad affrontare le sfide poste dall’innovazione”, spiega il presidente di Anitec-Assinform.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “In questo momento non possiamo limitare, ma ciò non significa che non dobbiamo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          rimanere vigili sugli effetti che ritardi o allocazioni non ottimali possono avere sul mercato, sulle imprese e – non da ultimo – sulla fiducia a investire”, mette in guardia Marco Gay.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche per questo, “invece di limitare il dibattito esclusivamente alla rendicontazione, ci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pare più utile rafforzare il dialogo con l’industria e continuare a lavorare con un orizzonte che vada oltre al 2026 – e quindi affronti anche le sfide del domani – per far sì che la sanità italiana diventi realmente digitale“.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le proposte per una sanità inclusiva
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le aziende Ict ritengono che la trasformazione digitale della sanità italiana potrebbe fare leva su una strategia nazionale, puntando sul potenziamento delle competenze digitali, sull’evoluzione tecnologica, sull’agevolazione dei finanziamenti, su progressi nell’interoperabilità dei dati e maggiore chiarezza e trasparenza in ambito privacy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nella nostra visione, evidenzia Marco Gay, “il digitale è un potenziale fattore di inclusività in sanità, perché riduce il peso delle distanze“.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per accorciare le distanze la risposta è la telemedicina. “Il primo esempio da fare, in questo senso”, continua Marco Gay, “riguarda infatti la telemedicina, che incide sui divari logistici e di localizzazione o sui tempi di attesa, con effetti positivi sulla qualità della vita di persone affette da cronicità o con condizioni di mobilità ridotte”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il completamento del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, “con la piena interoperabilità dei dati sanitari tra regione e regione, contribuirà a ridurre le distanze e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          migliorare l’accesso ai servizi sanitari. La dematerializzazione del dato sanitario e la sua accessibilità per il paziente e per qualsiasi medico curante consentiranno una gestione più efficiente e integrata delle informazioni mediche, migliorando la continuità delle cure e agevolando la collaborazione tra professionisti sanitari”, sottolinea Marco Gay.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per rendere la sanità digitale più efficiente bisogna scommettere sull’inclusività, rispondendo alle problematiche di carenza di personale e divari fra regioni. “Digitale ‘inclusivo’ in sanità, vuol dire, infine, anche migliorare la capacità dei medici e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          dei professionisti della salute di poter svolgere la propria attività di cura e di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          prevenzione“, spiega Marco Gay, “sono infatti tante le aree svantaggiate in Italia che già oggi soffrono per la carenza di personale. Con le soluzioni sviluppate dall’industria ICT, possiamo rendere più veloce, capillare e accessibile il lavoro clinico e più efficiente quello amministrativo così da creare un valore profondo e tangibile per l’intera collettività”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, non bastano la telemedicina e le tecnologie per rendere la sanità digitale e inclusiva. “Abbiamo bisogno di scalare sugli eccellenti progetti già realizzati”, conclude Marco Gay: “Serve più collaborazione pubblico privato e una politica di ampio respiro. Noi abbiamo proposto delle linee guida per una strategia di sanità digitale, puntiamo su: rafforzamento delle competenze digitali, per professionisti e cittadini; ammodernamento tecnologico e facilitazione dell’accesso ai finanziamenti, miglioramento dell’interoperabilità dei dati e, da ultimo, chiarimenti sulla
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          disciplina della privacy“.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Mirella Castigli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 May 2024 09:39:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-piu-inclusiva-ecco-le-tecnologie-piu-promettenti</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale. Report Oms sui percorsi intrapresi dai vari Stati. Bene l’Italia, 90% ricette è elettronico ma manca governo dei Big Data</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-report-oms-sui-percorsi-intrapresi-dai-vari-stati-bene-litalia-90-ricette-e-elettronico-ma-manca-governo-dei-big-data</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il rapporto mira a incoraggiare l’apprendimento condiviso, aiutare i paesi a identificare le barriere sanitarie digitali, esplorare le tendenze, orientare l’agenda per l’innovazione e contribuire all’attuazione del piano d’azione regionale sulla salute digitale per la regione europea dell’OMS.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Un nuovo rapporto dell’OMS esamina i percorsi intrapresi dai singoli paesi per rimodellare i propri sistemi sanitari attraverso l’integrazione di politiche e strumenti sanitari digitali. Il documento “Esplorare il panorama della sanità digitale nella regione europea dell’OMS: profili nazionali della sanità digitale” descrive in dettaglio le innovazioni in settori quali la telemedicina, la sanità mobile e i Big Data, nonché la governance della sanità digitale e il fascicolo sanitario elettronico. L’analisi di questi elementi a livello nazionale può fornire informazioni su come ciascun Paese si muove nel panorama in evoluzione della sanità digitale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qual è la situazione dell'Italia fotografata dal nuovo report OMS? Rispetto a Danimarca, Belgio, Francia e anche Albania, che si sono guadagnati la ‘spunta verde’ in tutti gli ambiti analizzati (dalla presenza di una politica nazionale sulla sanità digitale, che pure l'Italia possiede, al governo dei big data nel settore, che invece all'Italia ancora sembra mancare), il nostro Paese si trova in una situazione di ‘stand by’ per quanto riguarda l'adozione di politiche, piani d'azione o strategie per la formazione in sanità digitale. Nel dettaglio, il report analizza anche la risposta a livello regionale nei vari ambiti, per cui la strategia sulla sanità digitale implementata nel 2016 risulta presente a livello nazionale e all'83% a livello regionale; il sistema informativo sanitario digitale adottato nel 2009 è presente a livello nazionale e al 79% a livello regionale, mentre per la telemedicina c'è una strategia nazionale e al 78% anche regionale. Mancano però progetti per la tele-dermatologia e la tele-psichiatria. I fondi nazionali per la sanità digitale risultano presenti sia livello nazionale che nel 100% delle regioni. Mancano ancora le partnership pubblico/privato, mentre risulta completo il quadro normativo e il sistema di monitoraggio. Bene anche il sistema delle prescrizioni elettroniche, con il 90% delle ricette che ormai è dematerializzato. Come accennato, infine, manca il governo dell'uso dei big data nel settore della sanità, anche nel settore privato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rapporto - evidenzia l'OMS - mira a incoraggiare l’apprendimento condiviso, aiutare i paesi a identificare le barriere sanitarie digitali, esplorare le tendenze, orientare l’agenda per l’innovazione e contribuire all’attuazione del piano d’azione regionale sulla salute digitale per la regione europea dell’OMS. “La pandemia di COVID-19 ha favorito l’adozione di strumenti e politiche sanitarie digitali. Tuttavia, come vediamo dal nostro rapporto regionale, c’è ancora del lavoro da fare. Con i profili nazionali sulla sanità digitale, siamo in grado di dare uno sguardo più attento, identificando punti di forza, lacune ed esigenze. Ciò ci consentirà di fornire un supporto su misura ai nostri Stati membri nella loro trasformazione sanitaria digitale”, ha affermato la dott.ssa Natasha Azzopardi-Muscat, Direttore per le politiche e i sistemi sanitari nazionali presso l’OMS/Europa. Le informazioni presentate nei profili dei paesi sono state raccolte tra aprile e ottobre 2022. Pertanto, eventuali recenti progressi o cambiamenti nei rispettivi paesi oltre tale periodo potrebbero non essere riflessi. I profili dei paesi si basano sul rapporto regionale sulla salute digitale dell’OMS/Europa, che è stato pubblicato nel 2023 e ha fornito un’ampia panoramica dei dati e della salute digitale nella regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: quotidianosanità.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 May 2024 09:26:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/sanita-digitale-report-oms-sui-percorsi-intrapresi-dai-vari-stati-bene-litalia-90-ricette-e-elettronico-ma-manca-governo-dei-big-data</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>L’AI collaborativa sta cambiando la Sanità: ecco come</title>
      <link>https://www.sisped.net/lai-collaborativa-sta-cambiando-la-sanita-ecco-come</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         I sistemi AI collaborativi, capaci di scambiarsi dati e competenze in tempo reale stanno aprendo nuove frontiere in termini di precisione diagnostica e personalizzazione delle cure. Ecco come il concetto “AI-to-AI” può dare vita a un ecosistema sanitario sempre più efficiente e resiliente
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La possibilità che diverse Intelligenze possano collaborare tra loro va oltre le tradizionali applicazioni dell’intelligenza artificiale e si trasforma in un sistema in cui le AI sono entità che comunicano, imparano e si potenziano a vicenda.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo cambiamento di paradigma preannuncia una nuova era di sinergia tecnologica, in cui i sistemi di AI collaborano, portando a una crescita esponenziale delle capacità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di seguito sono riportati alcuni argomenti relativi al concetto di “AI to AI”, esaminandone le implicazioni, le potenziali applicazioni e il modo in cui è destinato a ridefinire il panorama della tecnologia e dell’industria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sinergia tra Intelligenze: la rivoluzione dell’AI nella sanità:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’approccio “AI-to-AI” è destinato a trasformare la nostra comprensione e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore della salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I sistemi di intelligenza artificiale possono comunicare tra loro attraverso le varie piattaforme della sanità online, dalle cartelle cliniche elettroniche agli strumenti diagnostici. Ad esempio, una AI che analizza i dati del paziente memorizzati in una cartella clinica potrebbe interagire con un’altra AI specializzata in imaging, consentendo di sottoporre ai medici una diagnosi più completa oltre che rapida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le interazioni tra diverse AI sono in grado di ottimizzare la gestione dei pazienti coordinando vari servizi sanitari. Una AI può gestire la programmazione degli appuntamenti, mentre un’altra si occupa della gestione dei farmaci, garantendo un approccio armonizzato alla cura del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Collaborazione tra AI per personalizzare i piani di cura:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oppure, le AI potrebbero collaborare per personalizzare i piani di cura. Per esempio, potrebbe analizzare i dati genetici, mentre un’altra potrebbe esaminare la ricerca medica attuale e una terza potrebbe monitorare la risposta del paziente ai trattamenti, offrendo nel complesso un’assistenza sanitaria altamente personalizzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’interazione tra diversi sistemi AI nel campo sanitario consente un’ottimizzazione nella gestione dei pazienti, coordinando in modo efficace i servizi sanitari. Un sistema AI potrebbe gestire la programmazione degli appuntamenti medici, mentre un altro potrebbe occuparsi della dispensazione dei farmaci, assicurando un’assistenza armonizzata e centrata sul paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impiego congiunto di sistemi AI potrebbe rivoluzionare la personalizzazione dei piani di cura. Un sistema potrebbe analizzare i dati genetici del paziente, un altro esaminare le ultime ricerche mediche e un terzo monitorare la risposta del paziente ai trattamenti, culminando in un approccio di cura altamente personalizzato che migliora l’efficacia dell’assistenza sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nuovi traguardi della Ricerca e Sviluppo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel settore Ricerca e Sviluppo dell’industria farmaceutica, l’integrazione di sistemi AI si presenta come un catalizzatore per l’accelerazione della scoperta farmaceutica. Le AI, specializzate nell’analisi di dati biologici, possono identificare nuovi bersagli terapeutici. Parallelamente, altre AI, focalizzate sulla simulazione delle interazioni molecolari, potenziano la velocità di identificazione e sviluppo di candidati farmaci, riducendo significativamente i tempi per il raggiungimento di risultati promettenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La gestione degli studi clinici è un altro ambito destinato a una trasformazione radicale grazie all’impiego di AI. Algoritmi avanzati di Machine Learning e Deep Learning hanno il potenziale di riscrivere i protocolli di sperimentazione, basandosi sull’analisi di vasti archivi di dati storici. Simultaneamente, sistemi AI dedicati al monitoraggio dei trial in corso permettono l’identificazione precoce di tendenze o anomalie, assicurando interventi tempestivi e ottimizzando i processi di valutazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, l’adozione di modelli AI specificatamente addestrati per la previsione delle probabilità di successo nei vari filoni di ricerca, rappresenta uno strumento strategico di inestimabile valore. Questa capacità predittiva consente alle entità di ricerca di dirigere efficacemente le risorse verso quei progetti con le maggiori prospettive di riuscita, massimizzando l’efficienza degli investimenti e favorendo l’innovazione terapeutica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Strategie per l’ottimizzazione dei processi:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel dominio farmaceutico e sanitario, l’intelligenza artificiale trasforma radicalmente la gestione della supply chain, prevedendo le necessità di inventario, ottimizzando la logistica e automatizzando gli ordini di fornitura. Questi sistemi comunicano efficacemente con le piattaforme dei fornitori per mantenere un equilibrio ottimale di scorte, minimizzando i ritardi e massimizzando l’efficienza operativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Algoritmi AI dedicati all’analisi diagnostica, quali quelli impiegati nell’esame di immagini mediche (Risonanza Magnetica o TAC), possono interfacciarsi direttamente con sistemi AI focalizzati sulla formulazione di piani terapeutici. Questo consente una transizione fluida e veloce dalla fase diagnostica all’implementazione del trattamento, migliorando significativamente la prontezza e l’efficacia dell’intervento clinico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’interazione tra sistemi AI che analizzano reazioni biochimiche e quelli che elaborano dati da studi clinici può accelerare l’individuazione di molecole candidate all’impiego farmaceutico. Tale cooperazione favorisce una progettazione più mirata ed efficiente degli studi clinici, riducendo i tempi necessari per l’introduzione sul mercato di nuovi trattamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’ambito della telemedicina, algoritmi AI elaborano in tempo reale i dati raccolti da dispositivi di monitoraggio remoto, permettendo di allertare immediatamente il personale clinico o di attivare risposte automatizzate in caso di necessità. Questa integrazione garantisce un monitoraggio costante e una gestione proattiva delle condizioni del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sistemi AI dedicati alla sicurezza dei dati operano in sinergia con applicazioni cliniche per assicurare una protezione ininterrotta delle informazioni sanitarie, monitorando continuamente la sicurezza dei dati e garantendo il rispetto di normative quali GDPR e HIPAA, vitali per la tutela della privacy del paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le prestazioni di un sistema AI diagnostico possono essere sottoposte a verifica da un’altra AI specializzata nel controllo di qualità. Questo processo di valutazione reciproca facilita un miglioramento continuo nell’accuratezza diagnostica, elevando gli standard di cura e di intervento clinico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Considerazioni etiche e pratiche:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per facilitare e rendere efficace l’interazione tra sistemi di intelligenza artificiale, è cruciale standardizzare formati e protocolli di dati, garantendo al contempo la sicurezza dei dati sensibili dei pazienti. L’implementazione di canali di comunicazione sicuri, crittografati e conformi a regolamentazioni quali HIPAA negli USA e GDPR in Europa, è imprescindibile per la tutela delle informazioni del singolo individuo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I pregiudizi intrinseci nei dataset utilizzati per l’addestramento delle AI possono essere involontariamente amplificati e trasmessi attraverso la collaborazione tra sistemi, rischiando di introdurre discriminazioni nei trattamenti. Identificare, valutare e correggere tali pregiudizi è essenziale per assicurare equità e giustizia nelle applicazioni cliniche dell’IA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Determinare la responsabilità in sistemi autonomi di IA, specialmente in assenza di supervisione umana diretta, presenta sfide complesse. La definizione chiara delle responsabilità, che sia degli sviluppatori, del personale clinico o dei sistemi di AI stessi, è fondamentale per garantire affidabilità e sicurezza nelle decisioni automatizzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nonostante l’autonomia raggiunta dai sistemi di IA, il coinvolgimento e la supervisione umana restano indispensabili. L’intervento umano è essenziale per risolvere situazioni imprevedibili e per affrontare questioni etiche che emergono nell’uso di tali sistemi, assicurando che la tecnologia operi sempre a beneficio del paziente.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione dell’intelligenza artificiale nel dominio dell’assistenza sanitaria segna un’avanzata decisiva verso sistemi di cura notevolmente più informati, efficienti e centrati sul benessere del paziente. Man mano che queste tecnologie continuano a evolversi, il loro potenziale di trasformare radicalmente il settore sanitario si amplifica, promettendo soluzioni innovative ai dilemmi più complessi della medicina contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’integrazione e la sinergia tra diverse piattaforme e sistemi di AI elevano ulteriormente queste capacità, permettendo una gestione olistica e integrata dell’assistenza al paziente che va oltre le possibilità offerte dall’intervento umano isolato. La convergenza di queste tecnologie rappresenta la base per una rivoluzione in sanità guidata dall’intelligenza artificiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Sergio Pillon.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 10 May 2024 08:54:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/lai-collaborativa-sta-cambiando-la-sanita-ecco-come</guid>
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    <item>
      <title>INTELLIGENZA ARTIFICIALE  Ddl IA, tanti passi avanti in Sanità digitale: eccoli</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il DDL italiano sull’IA promuove un approccio responsabile e trasparente della tecnologia in Sanità, enfatizzando la non discriminazione, l’informazione ai pazienti, il supporto alla disabilità, la decisione medica finale e l’affidabilità dei dati
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Intelligenza artificiale in Sanità non è solo utile: è indispensabile. Ma il suo uso deve essere regolato su cardini saldi. Ed è quello che tenta di fare il disegno di legge sull’IA appena approvato nel nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’importanza dei dati in Sanità:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I punti chiave del DDL sembrano riprendere, tra l’altro, lo studio sull’intelligenza artificiale nella salute che nel 2023, il governo americano attraverso il GAO ( U.S. Government Accountability Office), il dipartimento del governo USA che si occupa di accountability aveva condotto, assieme alla massima autorità scientifica di settore, la National Library of Medicine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da professionista della salute, medico, esperto di sanità digitale la leggo con i miei occhi, sicuramente di parte, ma di chi dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale nel prossimo futuro in ogni giorno della professione. In particolare, come ho detto più volte, i dati al medico servono a poco se presi tutti assieme. Non servono neppure se sono classificati, come fanno molti pazienti, in cartelline e faldoni “cardiologo”, “analisi”, “cartelle dei ricoveri”, “lastre” eccetera. I dati sono utili solo se raccontano una storia, solo se possono essere integrati per rispondere alle esigenze del curante e del paziente in quel momento specifico, in quell’incontro e per programmare il percorso diagnostico-terapeutico futuro. Ecco perché l’IA nella salute non è solo centrale, è indispensabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          AI e Sanità nel nuovo DDL italiano:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A “colpo d’occhio” i principi ed i caveat sono quelli che vorremmo. La maggior parte sono indicati nell’AI Act, la legislazione europea recente approvata, che però è un documento di 456 pagine, che richiederà almeno due anni prima di entrare nel “corpus” legislativo delle nazioni europee. Occorreva fare subito qualcosa, l’IA è qui ora. In particolare, la sanità, anche in vista del PNRR e della trasformazione digitale dei nostri sistemi sociosanitari, deve poter cogliere questa opportunità oggi e non tra due anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono 15 pagine totali, leggibili ed essenziali, la sanità nel dettaglio inizia con l’articolo 7, “Uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La disabilità è presente dall’incipit, nel titolo dell’articolo, si parla dunque non solo di cura, non solo di SSN ma servizi sociosanitari. Questo campo è troppo spesso completamente dimenticato. In Italia, nel 2019, le persone con disabilità, ovvero coloro che soffrono a causa di problemi di salute o gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali, sono 3 milioni e 150 mila. Questi rappresentano il 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti, con quasi 1 milione e mezzo di ultrasettantacinquenni (il 22% della popolazione in quella fascia di età) in condizione di disabilità, e 1 milione di essi sono donne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I principi basilari dell’IA in Sanità:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vengono definite ed enunciati i principi chiave. Ho letto tanti commenti e lamentele, “non si parla di soldi”, non si parla di applicazione operativa ma, a mio parere cosa deve fare una legge su questa materia in una fase inziale se non definire i principi basilari dell’applicazione? Lo si legge nell’incipit: “La presente legge reca principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e modelli di intelligenza artificiale. Promuove un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica dell’intelligenza artificiale volto a coglierne le opportunità. Garantisce la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali dell’intelligenza artificiale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I sei principi chiave dell’IA nella sanità secondo il DDL
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono sei i principi chiave enunciati nell’articolo 7, che riporto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          AI per una Sanità migliore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “1. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale contribuisce al miglioramento del sistema sanitario e alla prevenzione e cura delle malattie, nel rispetto dei diritti, delle libertà e degli interessi della persona, anche in materia di protezione dei dati personali”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ovvio? Andava scritto, l’intelligenza artificiale nel campo della salute e “buona”, è una grande opportunità, di conseguenza va promossa, incentivata, sostenuta nell’applicazione e va implementata, ma mai a discapito dei diritti della persona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          AI e accesso alle prestazioni sanitarie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “2. L’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale nel sistema sanitario non può selezionare e condizionare l’accesso alle prestazioni sanitarie con criteri discriminatori”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sembrerebbe che si siano messe le mani avanti per non cadere indietro però esiste la possibilità concreta che gli algoritmi diventino discriminatori, ne abbiamo molti, troppi esempi. Non sarà facile sicuramente capire quando un algoritmo diventa discriminatorio ma è un principio che doveva essere scritto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il diritto a essere informati dell’uso di IA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “3. L’interessato ha diritto di essere informato circa l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale e sui vantaggi, in termini diagnostici e terapeutici, derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie, nonché di ricevere informazioni sulla logica decisionale utilizzata”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche questo principio è rappresentato nell’AI ACT ma dal momento che il PNRR impone di realizzare piattaforme che dovranno o potranno usare l’IA, è necessario sancire, ribadire il diritto del paziente di essere informato che le scelte della mia terapia, del mio progetto di salute, sono state fatte con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La scelta ha seguito un percorso che deve essere rappresentato al paziente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          IA e disabilità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “4. La presente legge promuove lo sviluppo, lo studio e la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale che migliorano le condizioni di vita delle persone con disabilità, agevolano l’accessibilità, l’autonomia, la sicurezza e i processi di inclusione sociale delle medesime persone anche ai fini dell’elaborazione del progetto di vita di cui all’articolo 2, comma 2, lett. a) n. 1) della legge 22 dicembre 2021, n. 227”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tema della disabilità, di cui parlavo prima. E’ una delle prime volte in assoluto che lo vedo affrontato chiaramente. Il digitale, in questo caso l’IA era stato dimenticato e sottovalutato nei regolamenti attuativi del cosiddetto DL anziani, qui finalmente torna centrale, proprio sul progetto di vita, il diritto ad una vita che sia soddisfacente per tutti, anche per quel 22% di anziani con disabilità e l’IA può fare moltissimo per sostenerli, dalla domotica alle cure, fino agli “adattamenti ragionevoli” che rendono la vita più facile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Terapia e prognosi, responsabilità al medico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “5. I sistemi di intelligenza artificiale nell’ambito sanitario costituiscono un supporto nei processi di prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica, lasciando impregiudicata la decisione, che è sempre rimessa alla professione medica”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche questo è un tema di cui ho parlato più volte: IA nella salute sì, ma chi decide? Chi è responsabile? “impregiudicata la decisione sempre rimessa alla professione medica”. Un principio chiarissimo, che doveva essere scritto, per uscire dal grigio dei “sistemi esperti” delle IA che scelgono terapia e prognosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Affidabilità dei dati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “6. I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell’ambito sanitario e i relativi dati impiegati devono essere affidabili e periodicamente verificati e aggiornati al fine di minimizzare il rischio di errori”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Principio sacrosanto, anche questo andava scritto, quello di verifica continua ed aggiornamento. Certamente tutto il software, tutti i macchinari devono rispondere a questo principio, ma l’IA ha un aspetto particolare: si tratta di un algoritmo che si evolve, che si modifica man mano che impara e non è detto che si modifichi in meglio. Recentemente in un incontro internazionale Stanford e Mayo clinic hanno evidenziato i grandissimi rischi posti da un sistema di IA che viene valutato, introdotto e che poi, pian piano modifica le sue risposte, sulla base dei dati elaborati. Non sempre questo è un bene, ovviamente, soprattutto quando si parla di esempi già visti, come nel caso di strumenti usati ad esempio per il supporto psicologico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricerca e sperimentazione scientifica nel campo dell’IA:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla ricerca sui temi della salute attraverso l’IA ci sono ulteriori indicazioni nell’articolo 8, Ricerca e sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario. A mio parere su questo punto sarebbe stata necessaria una trattazione più approfondita: non vedo, ad esempio distinzioni tra anonimizzazione e pseudonominizzazione (la prima rende assolutamente avulsi i dati dal contesto personale, la seconda rende i dati utilizzabili in contesti personali, pur rendendo impossibile individuare le generalità del soggetto). La prima serve sulle popolazioni, la seconda per studi sulla personalizzazione delle cure, non avremo “Mario Rossi” ma un soggetto X, non riconducibile ad una persona fisica del mondo reale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Fascicolo Sanitario elettronico e l’IA:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, un ultimo punto chiave, il Fascicolo Sanitario elettronico. Noi medici spesso di dati ne abbiamo anche troppi, i pazienti arrivano con sporte piene di analisi ed esami, referti, cartelle, magari classificate in faldoni. I più fortunati di noi hanno giovani assistenti che rivedono i faldoni, ma questo è riservato a pochissimi VIP sia medici sia pazienti. L’IA nel fascicolo sanitario elettronico può fare più velocemente ed a volte meglio dei giovani assistenti una valutazione del materiale, per tornare a quello che dicevo all’inizio: non si cura con i dati, ma con il racconto che possiamo creare utilizzando le informazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le disposizioni dell’art. 9 del DDL
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Articolo 9: Disposizioni in materia di fascicolo sanitario elettronico, sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e governo della sanità digitale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo l’articolo 12 è aggiunto il seguente (…). Per il supporto alle finalità di cura, e in particolare per l’assistenza territoriale, è istituita una piattaforma di intelligenza artificiale. (…) La piattaforma di cui al primo periodo eroga servizi di supporto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a) ai professionisti sanitari per la presa in carico della popolazione assistita;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          b) ai medici nella pratica clinica quotidiana con suggerimenti non vincolanti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          c) agli utenti per l’accesso ai servizi sanitari delle Case di Comunità. (..)”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa parte è anche parte di una soluzione ai problemi che si erano creati dopo la richiesta di chiarimenti sulla gara per l’IA per la medicina del territorio, richiesta del garante privacy che aveva di fatto costretto AGENAS a sospendere la fase III della misura PNRR M6C1 sub-investimento 1.2.2.4 “Intelligenza Artificiale” Procedura di Dialogo Competitivo per la realizzazione della Piattaforma di Intelligenza Artificiale a supporto dell’assistenza sanitaria primaria – CIG 94572555B6.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mi ripeto: è del tutto evidente che occorreva colmare in fretta vuoti legislativi che avrebbero potuto bloccare una evoluzione in questo settore che deve essere rapida, per non perdere molte opportunità. L’AI ACT dell’unione europea è completo e complesso ma ha bisogno di un lungo iter. Serviva muoversi velocemente e nella salute il risultato mi sembra raggiunto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prospettive future: tra attuazione e collaborazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come sempre dopo una legge (si pensi al DM 77 ed alla telemedicina), IA bisogna metterla in pratica nelle cure. Servono decreti attuativi servono regolamenti, e questo non potrà essere fatto senza la collaborazione delle professioni sanitarie, come per tutte le tecnologie per la salute. L’IA è solo uno strumento e, anche se ben definito, saremo noi professionisti a dover lavorare sulla pratica applicativa assieme alle aziende tecnologiche, che spesso sono PMI. In AiSDeT, con le società scientifiche, gli esperti del settore, stiamo lavorando il 16 maggio ne parleremo in sala Zuccari, al senato, con un incontro tra clinici, PMI e politici dal titolo “Intelligenza Artificiale ed Ecosistema Umano, quali scenari per la Sanità”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusioni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono convinto che queste poche pagine dello “schema di disegno di legge recante disposizioni e delega al governo in materia di intelligenza artificiale” stabiliscano principi che andavano definiti chiaramente e rapidamente. Un passo avanti importante è stato fatto anche per un uso reale del fascicolo sanitario elettronico per la cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Sergio Pillon
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          vicepresidente AiSDeT, associazione italiana della sanità digitale e telemedicina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 May 2024 08:32:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/intelligenza-artificiale-ddl-ia-tanti-passi-avanti-in-sanita-digitale-eccoli</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità digitale, 8 milioni per il modello di assessment europeo: Italia capofila del progetto</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-digitale-8-milioni-per-il-modello-di-assessment-europeo-italia-capofila-del-progetto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Si punta a realizzare un framework in grado di validare le tecnologie applicate alla salute: dalle app fino all’intelligenza artificiale. L’Università Cattolica di Roma alla guida di un consorzio che comprende 16 partner di 10 Paesi europei
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Mettere a punto una piattaforma in grado di valutare oggettivamente efficacia e affidabilità delle tecnologie digitali mediche: è questo l’obiettivo che guida il gruppo di scienziati europei – per un totale di 16 partner da 10 Paesi europei (Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svizzera) – riuniti sotto la guida di esperti dell’Università Cattolica di Roma nell’ambito del progetto di ricerca di Health Technology Assessment (Hta) applicato alle tecnologie sanitarie digitali (Dhts).
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa prende il nome di ‘The first European digital Health Technology Assessment framework co-created by all stakeholders along the value chain’ (Edihta) ed è finanziata con 8 milioni di euro nell’ambito di Horizon Europe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Università Cattolica di Roma coordinatore del progetto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto ha come centro coordinatore l’Università Cattolica e vede come Principal investigator Americo Cicchetti, attualmente Direttore generale alla Programmazione del Ministero della Salute, e come co-Pi Dario Sacchini, Associato Medicina Legale all’Università Cattolica e Bioeticista. Partecipano tra gli altri università, agenzie di Hta, ospedali e una associazione di pazienti, una Ong specializzata in Hta, l’European Patients’ Forum e l’European Health Management Association.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Verso il primo “framework digitale” di Hta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione di soluzioni di telemedicina, app per la salute e di strumenti basati sull’intelligenza artificiale può non solo migliorare la qualità delle cure, ma anche ridurre le disuguaglianze di accesso e contenere i costi. Nel 2020 il Covid ha imposto un’accelerazione alla “trasformazione digitale” dei servizi sanitari. In Italia, le cartelle cliniche elettroniche, i pagamenti online e le prescrizioni digitali sono state rapidamente implementate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Edihta proporrà dunque il primo “framework digitale” di Health Technology Assessment – specificamente dedicato alle tecnologie digitali – per valutare telemedicina, app mediche, intelligenza artificiale a diversi livelli (nazionale, regionale e locale) e istituzionali, come gli ospedali. La piattaforma sarà testata in ospedali europei.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo finale è creare un sistema che aiuti a prendere decisioni mirate su quali tecnologie sanitarie digitali adottare e su come integrarle al meglio nel percorso clinico dei pazienti, a decidere politica sanitaria e gestire gli ospedali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sperimentazione nei 5 principali ospedali europei:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più nel dettaglio, Edihta sarà il primo quadro Hta europeo flessibile, inclusivo, validato e pronto all’uso che raggiungerà il Technology Readiness Level (Trl) 6-7, consentendo la valutazione di diversi Dht (ad esempio telemedicina, mApp, AI) a diversi Trl, livelli territoriali (nazionale, regionale e locale) e prospettive (ad esempio pagatore, società, ospedale). Tutte le parti interessate contribuiranno alla sua progettazione, sviluppo e convalida. Il quadro digitale sarà sperimentato in contesti sanitari reali nei 5 principali ospedali europei e attraverso uno schema pilota aperto con gli sviluppatori europei di Dht.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I principi dell’Edihta sono: promuovere un approccio olistico  che coinvolga tutte le parti interessate per la costruzione del consenso a livello nazionale ed europeo; definire una terminologia comune,  armonizzare e arricchire i quadri Hta esistenti  e creare un archivio aperto con quadri, guide, articoli e metodologie Hta; ottimizzare i processi di valutazione lungo il ciclo di vita del Dht; seguire un approccio multi-stakeholder, multi-dominio e modulare; co-creare soluzioni Edihta e fornire un quadro Hta digitale convalidato e pronto per l’uso per i Dht.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Veronica Balocco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 May 2024 08:23:02 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SSN: il futuro passa anche dal programma nazionale HTA</title>
      <link>https://www.sisped.net/ssn-il-futuro-passa-anche-dal-programma-nazionale-hta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il nuovo programma nazionale dell’Health Technology Assessment (HTA) ha una finestra temporale 2023-2025 e vuole essere uno strumento di supporto alle Regioni per rafforzare e implementare la loro governance sui processi di adozione e utilizzo delle tecnologie nei rispettivi SSR. Ecco quali sono tempistiche ed obiettivi
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Lo scorso 15 novembre è stato presentato il nuovo programma nazionale dell’Health Technology Assessment (PNHTA 2023- 2025), il punto di partenza per
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          una “corsa” finalizzata ad avviare il PNHTA e a realizzare tutte le azioni programmate nei tempi previsti dal cronoprogramma del PNHTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un programma di HTA, quello che ha recentemente preso l’avvio, molto ambizioso in termini di obiettivi da raggiungere in un arco temporale relativamente limitato ovvero con una finestra temporale 2023-2025, anche se, considerando che programma è stato adottato con decreto il 5 settembre 2023 e presentato nella giornata del 15 novembre 2023, la finestra temporale reale, disponibile per la realizzazione di tutte le azioni previste è solo di un biennio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo programma nazionale dell’Health Technology Assessment (HTA)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La storia del PNHTA inizia nell’oramai lontano 2006, quando per la prima volta, in un documento ufficiale, il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, viene per la prima volta menzionato il termine HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bisogna però poi aspettare il 2014, con la Legge 190/2014, la L. 208/2015 e l’intesa Stato-Regione 2018 per assistere alla nascita del programma nazionale HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo queste dettati normativi è solo nel 2021, con la Legge 53, che si dà un nuovo impulso al programma nazionale HTA, enfatizzando la necessità di una sua connessione con funzioni di acquisto e prevedendo, per la creazione di un sistema di governance dei dispositivi medici, un meccanismo di finanziamento che ha visto l’introduzione di un contributo da parte delle aziende o dei produttori pari allo 0.75% del fatturato che le stesse hanno con il Servizio Sanitario Nazionale, contributo che i successivi decreti legislativi 137 e 138 hanno vincolato per 1/3 alle attività di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo scorso 09/02/2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale di riparto delle risorse che definisce “Criteri e modalità per il versamento delle quote annuali, per il monitoraggio, nonché per la gestione del Fondo per il governo dei dispositivi medici”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un risultato importante quello della pubblicazione del decreto di riparto delle risorse che dà certezza sulla disponibilità di risorse per far partire per consentire i iniziare ad impegnare le risorse per le attività previste dal PNHTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I due sopracitati decreti legislativi n. 137/2023 e n 138/2023 hanno delineato meglio compiti e funzioni del programma nazionale HTA. Essi poi sono stati declinati in maniera analitica nella proposta tecnica di programma nazionale HTA elaborata da Agenas, approvata prima dalla cabina di regia e poi oggetto di intesa Stato-Regioni, e quindi adottata con decreto del Ministero della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 settembre 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I cardini di PNHTA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella definizione della proposta tecnica di PNHTA 2023-2025 si è tenuto conto non solo delle ultime evoluzioni scientifiche in tema di HTA, ma anche della recente evoluzione normativa a livello europea, che ha visto entrare in vigore l’11 gennaio 2022 il Regolamento (EU) (EU) 2021/2282, che prevede la creazione di un sistema di valutazione europeo che deve lavorare in stretta connessione con i processi nazionali di HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da un punto di vista concettuale il nuovo PNHTA prevede di utilizzare l’HTA:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a tutti i livelli decisionali del nostro Servizio Sanitario Nazionale in maniera integrata,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          evitando duplicazioni e avviando un processo di potenziamento a livello sistemico dei potenziali benefici dell’HTA;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          in tutti i momenti del ciclo di vita di una tecnologia, dal momento del suo sviluppo nelle diverse fasi di ricerca e sviluppo sino alla sua introduzione sul commercio e poi sino al momento della sua obsolescenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello specifico il nuovo PNHTA vuole creare un contesto in cui l’HTA possa realmente supportare i processi di decisioni di allocazione delle risorse a tutti i livelli decisionali. Le principali azioni previste in tal senso sono l’integrazione del PNHTA:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a livello macro con il sistema di aggiornamento e manutenzione dei LEA, così come con l’aggiornamento dei sistemi di codifica di rimborso dei dispositivi medici;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a livello locale con i processi di formulazione delle richieste di acquisto e il successivo acquisto che ne deriva dei dispositivi medici al fine di promuovere “…il razionale uso dei dispositivi medici sulla base del principio costo-efficacia “(art. 1 comma 587 L. 190/2014) anche adeguando “…le attività dell’Osservatorio dei prezzi di acquisto dei dispositivi…” (articolo 15 comma f L. 53/2021);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          con il programma nazionale Esiti per connettere gli outcome di salute con l’utilizzo di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          specifici dispostivi;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          con i processi di acquisto realizzati in modo che le valutazioni di HTA rappresentino la base su cui si basino le costruzioni delle gare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La necessità di un modello di governance collaborativo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per raggiungere tali obiettivi il Programma Nazionale HTA propone la creazione di un modello di governance collaborativo che, nel rispetto dei diversi compiti e ruoli istituzionali, vede ogni attore istituzionale pienamente coinvolto in maniera chiara, con precise responsabilità e compiti che contribuiscono a creare quel sistema di governance più volte richiamato nelle norme ed ispirato al principio costituzionale della leale collaborazione tra le istituzioni per il raggiungimento del bene pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una delle principali innovazioni del PNHTA è quello di aver cercato di individuare e chiarire il ruolo dei diversi attori istituzionali coinvolti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nuova articolare del Programma Nazionale HTA vede quindi identificati i seguenti attori principali: la cabina di regia, Agenas con la sua rete di centri collaborativi, la rete delle Regioni e la rete degli stakeholder.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cabina di regia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cabina di regia assume un ruolo di indirizzo e decisionale relativamente alle attività di prioritizzazione delle tecnologie da valutare e quelle da raccomandare (appraisal) per la loro adozione, oltre che una attività di valutazione metodologica di documenti di HTA prodotti nell’ambito del Programma Nazionale HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Agenas
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Agenas assume il ruolo di struttura tecnico scientifico del programma con il compito di:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          definire metodi e procedure per la produzione di documenti di valutazione HTA;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          produrre documenti di valutazione di HTA, anche in collaborazione con la rete dei centri di collaborativi che Agenas stessa gestisce e coordina;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          coordinare la rete delle regioni per la definizione e per l’utilizzo di strumenti per il governo dei dispositivi medici e per l’HTA all’interno dei sistemi regionali;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          dare supporto tecnico alla CdR nelle fasi di prioritizzazione e appraisal;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          monitorare l’impatto nella pratica clinica delle valutazioni HTA;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          monitorare i consumi dei dispositivi medici, delle apparecchiature e delle grandi apparecchiature;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          avviare e gestire attività di formazione degli utilizzatori e dei produttori delle valutazioni HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un cenno a parte merita l’attività di comunicazione e di formazione prevista dal PNHTA. Questa assume particolare rilevanza, in quanto, azione realmente innovativa anche in ambito internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo PNHTA intende raggiungere i suoi obiettivi non solo attraverso azioni di natura tecnica, ma anche attraverso azioni di cambiamento culturale, favorendo appunto una
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sempre maggiore conoscenza e diffusioni delle logiche e delle tecniche di HTA in tutte le figure professionali operanti all’interno del servizio sanitario nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rete nazionale delle Regioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre coordinata da Agenas, la rete nazionale delle Regioni ha l’obiettivo di creare nelle singole regioni dei connettori del PNHTA, ai fini del trasferimento dei risultati delle valutazioni HTA nelle decisioni di politica sanitaria oltre che direttamente nella pratica clinica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno dei risultati attesi è un miglioramento in termini di efficacia, appropriatezza ed efficienza dei processi di acquisto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Solo attraverso un governo efficiente ed efficace a livello regionale, dei processi di introduzione ed utilizzo delle tecnologie, è infatti possibile realizzare un sistema di governance delle tecnologie sanitarie. Un sistema che consenta di rispondere ai fabbisogni di salute dei pazienti in maniera efficace e con un utilizzo realmente efficiente delle risorse, facilitando quindi la sostenibilità economica-finanziaria dei servizi sanitari regionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il PNHTA vuole essere uno strumento di supporto alle Regioni per rafforzare e implementare la loro governance sui processi di adozione e utilizzo delle tecnologie nei rispettivi Servizi Sanitari Regionali (SSR).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ruolo dell’HTA nel ciclo di vita della tecnologia sanitaria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’azione dell’Health Technology Assessment nell’ambito del Programma Nazionale HTA si sviluppa nell’arco di tutto il ciclo di vita della tecnologia sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infatti, può essere utile per meglio orientare lo sviluppo di una tecnologia che rispondea ai fabbisogni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questa attività di orientamento dei processi di sviluppo delle tecnologie rappresenta un elemento facilitatore dei processi di introduzione nella pratica clinica di nuove tecnologie che rispondono in maniera efficace ed efficiente ai fabbisogni del Servizio Sanitario Nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per realizzare tale obiettivo, il PNHTA prevede che nei prossimi due anni si sviluppi un approccio anche alla generazione di evidenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La logica che sottostà al programma di generazione di evidenza è quella di creare le condizioni per cui possano essere creati anche per i dispositivi medici. Quelli con particolari caratteristiche di innovatività e che potenzialmente potrebbero generare elevati benefici per i pazienti, dei percorsi accelerati di introduzione nella pratica clinica, sotto uno stretto monitoraggio del reale valore clinico e impatto economico-organizzativo prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella fase invece di obsolescenza della tecnologia invece, l’HTA supporta la dismissione di una tecnologia ormai non più rispondente a criteri di efficacia ed efficienza a favore di altre con maggiore livello di innovatività, efficacia ed efficienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Minori costi aggiuntivi a carico del SSN
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo consente la riduzione di costi aggiuntivi a carico del SSN, derivante dall’utilizzo contemporaneo di più tecnologie che hanno le medesime finalità terapeutiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo fenomeno in ambito scientifico va sotto il nome di overlapping delle tecnologie. Per tale motivo, le attività di valutazione del PNHTA potranno riguardare non solo nuove tecnologie, ma anche tutte quelle tecnologie che si collocano nella fase di obsolescenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trasparenza e misurabilità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un PNHTA dei dispositivi medici che sia realmente efficace ed efficiente, e che sia orientato al miglioramento continuo, non può prescindere dal realizzare un programma che sia trasparente e misurabile nelle sue performance e nei suoi risultati. Un programma che consenta di conoscere in ogni momento lo stato di attuazione delle diverse attività e dei soggetti che le hanno in carico. Inoltre deve rendersi disponibile ad un monitoraggio continuo sui tempi, sui prodotti realizzati e sui risultati conseguiti in termini di impatto sui processi decisionali e sulle politiche sanitarie e sulla pratica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          clinica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per questo motivo uno dei punti sui cui si svilupperà l’azione del PNHTA 2023-2025 sarà quello di costruire un apposito sistema di misurazione delle performance e dei risultati dello stesso programma oltre che di misurazione dell’impatto delle attività di valutazione sulle politiche sanitarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cronoprogramma del PNHTA previsto nella proposta tecnica di Agenas prevedeva l’avvio delle attività nel secondo trimestre 2023. Invece in realtà le attività sono iniziate successivamente alla pubblicazione del decreto di adozione del PNHTA in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 settembre 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò ha causato alcuni mesi di ritardo rispetto al raggiungimento degli obiettivi previsti, ma i lavori stanno andando avanti molto velocemente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello specifico rispetto alle diverse milestone e deliverable previste dal PNHTA oggi, a distanza di tre mesi dalla presentazione del programma, risultano in fase avanzata di realizzazione e prossime alla conclusione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -revisione della scheda di segnalazione delle tecnologie da sottoporre a valutazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -revisione del processo di prioritizzatine delle tecnologie da sottoporre a valutazione;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -sistematizzazione processo iscrizione e mantenimento Albo dei centri collaborativi (avviso per la creazione dell’albo dei centri collaborativi pubblicato in data 22 dicembre 2023 con scadenza 12 marzo 2024;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -revisione delle procedure di appraisal;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -pubblicazione avviso per la creazione della rete degli stakeholder.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una attività così intensa ha richiesto la riprogettazione dei flussi di lavoro attraverso la creazione di flussi di lavoro continuamente monitorati. Essi prevedono una forte attività di pianificazione, di progettazione, esecuzione e rilascio per ognuna delle diverse linee di attività previste dal Programma Nazionale HTA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testo: Domenico Mantoan
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          direttore generale Agenas
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 May 2024 08:14:48 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>La cartella clinica elettronica</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cartella sanitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è considerata sicuramente tra gli strumenti clinici più importanti, di fatti, tramite essa, lo specialista è in grado di consultare, aggiornare e condividere le informazioni cliniche del paziente. Fino a poco tempo fa ero uno strumento utilizzato in maniera cartacea tramite i propri processi di archiviazione più o meno idonei alla gestione di dati così sensibili ma durante gli ultimi anni, la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           digitalizzazione della cartella clinica rientra tra le esigenze principali promosse dall’innovazione tecnologica sia in ambito di sanità pubblica che in quella privata. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tramite la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cartella clinica elettronica (CCE),
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
           vengono raccolti i dati clinici del paziente, permettendo la consultazione i dettagli riguardo l’anamnesi, la terapia, gli esami diagnostici sostenuti e le cure effettuate fornendo le informazioni necessarie per accompagnare il paziente nel suo percorso di cure, in maniera agevolata. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Può essere costruita attraverso programmi di scrittura oppure attraverso software, cloud o installati. In tutti i casi è sempre necessario rispettare le
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           norme di privacy
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e sicurezza imposte anche dalla normativa GDP
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la Cartella Clinica Elettronica i documenti nascono e restano digitali. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mentre con la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cartella Clinica Informatizzata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i documenti devono essere stampati e firmati su carta per avere valore legale, con la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cartella Clinica Elettronica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i documenti vengono firmati con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Firma Digitale o Firma Elettronica Avanzata (FEA)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , con perfetto valore legale, e quindi Conservati in modo Sostitutivo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alla Cartella Clinica Elettronica, non sarà più necessario stampare su carta, difatti non verranno più utilizzati i moduli cartacei prestampati per compilare i dati da inserire in cartella, bensì saranno sostituiti da un tablet piuttosto che un PC.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quali sono i vantaggi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Organizzativi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni documento nasce e reste digitale. Non sarà più produrre documenti cartacei, i quali andrebbero gestiti, protetti, conservati con tutti i maggiori oneri rispetto ad un archivio digitale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sicurezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ evidente a chiunque che un archivio digitale è estremamente più sicuro di un archivio cartaceo. Sicuramente anche l’archivio digitale deve essere gestito opportunamente e con tutti i sistemi di sicurezza richiesti. Uno dei grandi problemi della cartella clinica tradizionale è la sicurezza degli archivi e quindi dei dati sanitari qui custoditi. Se l’archivio in cui vengono conservate queste informazioni è “fisico” i rischi si moltiplicano: incendi, alluvioni, terremoti e usura dei materiali possono distruggere le cartelle cliniche archiviate e con loro i dati personali dei pazienti. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Economici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’adozione della Cartella Clinica Elettronica ha un riscontro immediato sulle spese per la stampa della struttura sanitaria. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le cartelle cliniche elettroniche per i pazienti ricoverati sono formate da tre tipologie di funzioni o componenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le funzioni di sistema
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , come l’autenticazione e la profilazione degli utenti, la firma elettronica, le codifiche e le terminologie etc..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le funzioni di base
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , trasversali a tutti i reparti, come:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’anamnesi del paziente che può essere articolata in prossima, patologica, remota, fisiologica, etc..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’esame obiettivo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’anamnesi infermieristica che può essere svolta con differenti criteri / metodologie (Cantarelli, Nanda, ICNP, etc..)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La scheda degli interventi infermieristici e assistenziali, sulla base dell’anamnesi infermieristica, che può essere svolta con differenti metodologie (NIC, ICF, etc..)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La gestione delle richieste e degli ordini (questa funzione può anche essere fuori la CCE e in questo caso prende il nome di CPOE)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La rilevazione dei parametri vitali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -L’esecuzione di interventi infermieristici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La prescrizione e la somministrazione dei farmaci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il calcolo del bilancio idrico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Le schede / scale di valutazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Il diario clinico e infermieristico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La descrizione di osservazioni cliniche e infermieristiche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -La visualizzazione dei referti e degli esami di laboratorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le funzioni specialistiche
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , differenziate in base ai reparti, che possono comprendere:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Schede per la raccolta di dati clinici specifici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Moduli per la refertazione di esami / visite specialistiche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -Calcolatori di rischio o di valutazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le cartelle cliniche elettroniche per i pazienti ambulatoriali sono focalizzate sulla refertazione di visite e/o esami diagnostici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le funzioni delle CCE sono accessibili attraverso dei menu che contengono i moduli / schede disponibili. Non sono invece esplicitamente supportati i workflow clinici che i medici impiegano nel loro lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come richiederla
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La richiesta deve essere esposta direttamente alla struttura ospedaliera ove il paziente è stato ricoverato che consegnerà la documentazione sanitaria dopo trenta giorni dalla data di dimissioni. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg" length="167034" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 03 May 2021 16:10:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/la-cartella-clinica-elettronica</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanit%C3%A0_health_dati.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus: controllo a distanza dei parametri vitali dei malati</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-controllo-a-distanza-dei-parametri-vitali-dei-malati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Telemonitoraggio territoriale delle cronicità 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         E' nato un nuovo ed avanzato sistema di monitoraggio dei pazienti affetti da malattie croniche che consente al medico di famiglia di controllare a distanza e in tempo reale, i parametri vitali dei malati come la pressione arteriosa, il grado di ossigenazione del corpo, la frequenza cardiaca e la temperatura corporea, senza recarsi a presso l'abitazione del paziente ed in totale sicurezza. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si chiama
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Telemonitoraggio territoriale delle cronicità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e si abbrevia in
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tel.Te.C.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nasce da un progetto della Regione Toscana, che coinvolge l'Azienda USL Toscana nord ovest e il Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , con lo scopo di monitorare costantemente la salute delle persone anziane impossibilitate ad uscire di casa, ma che si sta dimostrando straordinariamente utile in questo drammatico periodo di Coronavirus, dove solo in Toscana, sono oltre 15mila le persone in isolamento domiciliare per contenere il contagio da Covid-19. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Avviato da breve tempo in via sperimentale sul territorio della zona pisana, il sistema Teltec è già utilizzato da una decina di pazienti positivi al coronavirus. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ai pazienti affetti o a rischio Covid-19 vengono forniti diversi dispositivi, quali saturimetri, termometri e sfigmomanometri in grado di trasmettere i parametri vitali a distanza ed in tempo reale al medico curante,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mediante una piattaforma web tramite un' applicazione che gira su tablet e ad un sistema di sensori bluetooth.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il sistema di telemonitoraggio può rivelarsi particolarmente ingegnoso ed utile ai pazienti per gestire meglio l'ansia derivata problemi respiratori, soprattutto la notte, e per rimanere in contatto con il medico. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I coordinatori delle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) dei medici di base e dei pediatri di Pisa e di Cascina
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stefano Barsantini
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Puccetti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , affermano che “Il monitoraggio della temperatura, della saturazione dell’ossigeno e della pressione arteriosa fin dai primi sintomi potrebbe rivelarsi di cruciale importanza per limitare la progressione dell’infezione, aiutandoci a compiere scelte terapeutiche tempestive e mirate”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il docente di Elettronica al Dipartimento e responsabile del progetto in accordo con ASL Toscana Nord Ovest e Regione Toscana
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Fannucci
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , spiega che “Una volta sopraggiunta l’emergenza Covid-19, abbiamo messo in campo il sistema di telemedicina che avevamo inizialmente sviluppato nell’ambito del progetto Tel.Te.C, finanziato dalla Regione Toscana, per il monitoraggio domiciliare dei pazienti fragili, cronici, con scompenso cardiaco e comorbilità multiple”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I pazienti Covid-19 necessitano di uno stretto monitoraggio, in particolare della funzionalità respiratoria. Pertanto ho ritenuto fin da subito che la piattaforma di telemedicina sviluppata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione fosse una risorsa fondamentale per poter seguire i miei pazienti a rischio Covid-19” afferma il dottor
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Melani
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          della Aft-2 di Pisa. “Per ora abbiamo arruolato una decina di pazienti, con l’intenzione di sfruttare poi tutti i kit disponibili per far arrivare questo servizio di telemedicina al più alto numero possibile di pazienti”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche se ancora presto per poter valutare gli effetti di questo strumento di telemedicina, l'obiettivo è ridurre gli accessi in ospedale per Covid-19.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiunge
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alessandro Iala
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , direttore del Dipartimento di staff della Direzione Generale e responsabile per l'innovazione e la telemedicina per l'Azienda USL Toscana nord ovest “Questa esperienza conferma la lungimiranza della Regione Toscana che con il sistema Tel.Te.C. aveva investito nel potenziamento della intensità di cura territoriale rivolta ai pazienti fragili con comorbilità e poiché questa piattaforma era già operativa con i medici di medicina generale dell’area pisana, è stato naturale avviare la fase di sperimentazione anche ai pazienti Covid-19”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 22 Apr 2021 10:39:43 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MEDICINA TECNOLOGICA</title>
      <link>https://www.sisped.net/medicina-tecnologica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Che cosa tratta e di cosa si occupa.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Grazie al progresso tecnologico che è sempre in maggiore sviluppo, la tecnologia offre grande aiuto anche in campo medico e sanitario. Gli esperti, infatti, affermano che il futuro della salute è in mano alle nuove ed innovative tecnologie informatiche.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cambiano i paradigmi del rapporto tra il sistema sanitario e la cura della persona. A spiegarlo è Jeroen Tas, Chief Innovation e Strategy Officier di Royal Philips: “Gli Stati Uniti spendono circa 7,6 trilioni di dollari per la sanità e di questa cifra enorme gli sprechi rappresentano circa il 30 – 40%. Quello della sanità è dunque un settore in cui esistono grandi opportunità per avere risultati migliori […]. Molte delle cure che vengono eseguite in ospedale potrebbero essere servite altrove, la maggioranza delle persone che si reca in una struttura ospedaliera non ha effettivamente bisogno di andarci”. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se la durata della vita media è notevolmente aumentata nel corso degli anni, è grazie alle innumerevoli scoperte scientifiche e tecnologiche in grado di utilizzare strumenti innovativi e sempre più affidabili all’interno delle sale operatorie. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'ambito tecnologico più conosciuto ed usato riguarda la tecnologia che utilizziamo quotidianamente, passando da un telefono ad un computer, e gli studi più avanzati, coinvolgendo quindi i ricercatori di tutto il mondo, sono all'opera per sfruttare le conoscenze in campo elettronico, tecnologico e robotico in modo da creare apparecchiature in grado di aiutare la medicina.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si potrebbero riportare diversi esempi, spaziando dagli organi o arti realizzati grazie all'uso di stampanti 3D, alla neuroriabilitazione robotica, il Robot Da Vinci, la radioterapia stereotassica che è in grado di risparmiare i tessuti sani, o ai dispostivi che monitorano i parametri vitali e li comunicano in tempo reale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le applicazioni tecnologiche che vengono utilizzate ogni giorno nelle sale operatorie sono ormai tantissime e le troviamo nei centri diagnostici, nella terapia e nella riabilitazione, essendo che, la tecnologia è in continua evoluzione e bioingegneri, fisici, ingegneri elettronici e programmatori mettono a punto ogni giorno nuove applicazioni che stanno rivoluzionando il mondo della medicina e della chirurgia. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da un’indagine che è stata condotta dalla Commissione Europea, emerge che il 59% degli intervistati utilizza internet per effettuare ricerche su temi di salute e sempre più cittadini dichiarano di utilizzare i canali digitali per comunicare con il loro medico di base.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il rapporto medico-paziente è stato quindi rivoluzionato dalle nuove tecnologie digitali. Ciascuno può, in tempo reale, accedere ai dati relativi al proprio stato di salute, condividere con altri pazienti le paure e le aspettative confrontandosi su eventuali effetti indesiderati dei farmaci.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tutto questo è possibile grazie agli strumenti messi a disposizione dall’applicazione dell’e-health ovvero la ricerca ICT in campo medico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In futuro ad un paziente con una malattia cronica verrà fatto indossare un dispositivo “intelligente”, come ad esempio un orologio, che misurerà il suo battito cardiaco, la pressione, la temperatura corporea ed altro registrandone le variazioni e inviando un segnale di allarme in caso di scostamenti. Con una App, il paziente leggerà queste informazioni direttamente sul suo Smartphone e anche il suo medico potrà visualizzarle da remoto, cosicché da non doversi spostare dall’ambulatorio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grazie all'utilizzo di un software, il paziente sarà in grado di ricordare quali medicine dovrà assumere e quando, riceverà consigli per mantenere uno stile di vita sano e un aiuto per prendersi cura di sé in autonomia, direttamente da casa, senza doversi spostare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per medici e professionisti significherà - quindi - avere meno code in sala d’attesa e meno controlli di routine, perché saranno i nuovi dispositivi tecnologici ad acquisire i dati che oggi vengono raccolti “manualmente”, ma avranno anche più informazioni da gestire e analizzare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg" length="323160" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Apr 2021 18:21:16 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/avances-tecnologicos-en-la-medicina-actual.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Emergenza Covid -19 . Illegittimità della didattica on line per i Corsi di laurea in Medicina e chirurgia se prorogata oltre l’emergenza. Invito a Vigilare.</title>
      <link>https://www.sisped.net/emergenza-covis-19-illegittimita-della-didattica-on-line-per-i-corsi-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia-se-prorogata-oltre-lemergenza-invito-a-vigilare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Presidenza Senato della Repubblica - Pec: amministrazione@pec.senato.it
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Capo di Gabinetto Dott. On. Nitto Francesco Palma - Mail : nitto.palma@senato.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2) Presidenza 7a Commissione permanente XVIII Legislatura SENATO
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Senatore PITTONI Mario - Mail: mario.pittoni@email.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3) Presidenza Camera dei Deputati - Pec: camera_protcentrale@certcamera.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4) Presidenza 7a Commissione permanente XVIII Legislatura – CAMERA DEI DEPUTATI
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cultura, Scienza e Istruzione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Onorevole GALLO Luigi - Mail: gallo_luigi@camera.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          5) Presidenza Consiglio dei Ministri
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi - Pec:protocollo.dagl@mailbox.governo.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Segretariato Generale - Pec: usg@mailbox.governo.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          6) Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ufficio legislativo: uffleg@postacert.istruzione.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca: dpfsr@postacert.istruzione.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          7) Ministero della Salute
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Segretariato Generale - Pec: seggen@postacert.sanita.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          8) A tutti i Presidenti dei Gruppi Camera dei Deputati:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Pec: camera_protcentrale@certcamera.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          9) A tutti i Presidenti dei Gruppi Senato della Repubblica:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Pec: amministrazione@pec.senato.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          10) FNOMCeO, Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presidente dott. Filippo Anelli - segreteria@pec.fnomceo.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          OGGETTO: Emergenza Covis -19 . Illegittimità della didattica on line per i Corsi di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          laurea in Medicina e chirurgia se prorogata oltre l’emergenza. Invito a Vigilare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Società Scientifica Di Sanità Pubblica e Digitale, in sigla SISPeD - con sede nazionale di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          80122 Napoli al Viale Antonio Gramsci, 11, nella persona del presidente nazionale prof. Maria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Triassi, Docente Ordinario in Igiene Generale ed Applicata e ViceDirettore Dipartimento di Sanità
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Pubblica dell’Università Federico II di Napoli,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mail: segreteria@sisped.it –triassi@unina.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in sigla FIMMG - con sede nazionale in
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          00144 Roma alla Piazza Guglielmo Marconi, 25, nella persona del Segretario Generale Nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          della FIMMG dott. Silvestro Scotti, Presidente Ordine dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Napoli
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mail: fimmg@fimmg.org – silvestroscotti@gmail.com
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Premesso
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La notizia che sta ventilando circa un ipotizzabile accesso degli studenti alla Facoltà di Medicina
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          senza una programmazione del numero chiuso perché non sarebbe più ipotizzabile un problema di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          minore o insufficiente offerta formativa per inadeguata ricettività strutturale, dal momento che è
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ormai sarebbe esplicitamente consentita una più efficace ed economica didattica a distanza, utile a
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          sostituire, se unita ad idonea dotazione tecnologica, la frequenza ai corsi ed alle esercitazioni svolti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          in modalità frontale, impone una profonda riflessione e l’apertura di un dibattito all’interno
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          della comunità accademica e della società civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Secondo alcune interpretazioni futuristiche si aprirebbe ad un principio secondo cui potrebbe essere
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          reso strutturale lo studio online anche alla luce di alcune recenti decreti emessi dal Presidente del
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Consiglio di Stato secondo cui le Università, in particolare, sarebbero autorizzate a predisporre corsi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ed esami on-line e non solo per il periodo dell’emergenza &amp;lt;&amp;lt;Covid-19&amp;gt;&amp;gt; “.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sul punto intendiamo anticipare, con questa nota ed a nostro sommesso avviso, gli aspetti di merito
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e di metodo da tenere sempre presente e non ultimi gli aspetti circa la carenza di legittimità di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          provvedimenti che non hanno il solo obiettivo di fronteggiare il momento di crisi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          *
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In primis il Consiglio di Stato ha offerto la sua decisione sul carattere di urgenza e cautelare della
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          richiesta ed anche calando la decisione nel periodo attuale di emergenza Covid e quindi in relazione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          alla attuali norme e precisamente analizzando anche il DPCM 4 marzo 2020 art. 1, lett. h il quale,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          emesso in un momento di emergenza nazionale per contrastare il contagio da Covid-19, ha disposto
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          che &amp;lt;&amp;lt;nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la durata della sospensione, le attività didattiche o curriculari possono essere svolte, ove possibile,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          successivamente al ripristino dell'ordinaria funzionalità, assicurano, laddove ritenuto necessario
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonché di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          al completamento del percorso didattico&amp;gt;&amp;gt;; il D.P.C.M. 8 marzo 2020 art. 2 lett. h, secondo cui
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          &amp;lt;&amp;lt;sono sospesi fino al 15 marzo 2020 .... la frequenza delle attività scolastiche e di formazione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          superiore, comprese le Università ... ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          formative a distanza&amp;gt;&amp;gt; e del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, art. 120, sul finanziamento delle
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          &amp;lt;Piattaforme per la didattica a distanza&amp;gt;&amp;gt; .
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A solo parere del Consiglio di Stato potrebbe non essere più ipotizzabile “un problema di minore o
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          insufficiente offerta formativa per inadeguata ricettività strutturale, dal momento che è ormai
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          esplicitamente consentita una più efficace ed economica didattica a distanza, utile a sostituire, se
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          unita ad idonea dotazione tecnologica, la frequenza ai corsi ed alle esercitazioni svolti in modalità
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          frontale: le Università, in particolare, sono autorizzate a predisporre corsi ed esami on-line, e non
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          solo per il periodo dell’emergenza &amp;lt;&amp;lt;Covid-19&amp;gt;&amp;gt; “.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il richiamo “ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza“ ed il
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          fatto che “le Università, in particolare, sono autorizzate a predisporre corsi ed esami on-line, e non
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          solo per il periodo dell’emergenza &amp;lt;&amp;lt;Covid-19&amp;gt;&amp;gt; “ deve essere necessariamente correlato alla
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          normativa emergenziale vigente e non può prescindere dal particolare momento sanitario.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La risposta del governo, del Ministro dell’Università nonché di tutto il Parlamento
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          sull’utilizzo della didattica a distanza deve essere chiara ed inequivocabile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ bene premettere che la Legge 2 agosto 1999, n.264 -Norme in materia di accessi ai corsi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          universitari- ha previsto all’art. 1 gli accessi programmati a livello nazionale sui seguenti corsi:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dentaria, in architettura, nonché ai corsi di diploma universitario, ovvero individuati come di primo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          livello in applicazione dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          modificazioni, concernenti la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          riabilitazione ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          successive modificazioni, in conformità alla normativa comunitaria vigente e alle raccomandazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dell'Unione europea che determinano standard formativi tali da richiedere il possesso di specifici
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          requisiti;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) ai corsi di laurea in scienza della formazione primaria e alle scuole di specializzazione per
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'insegnamento secondario, di cui, rispettivamente, all'articolo 3, comma 2, e all'articolo 4, comma
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2, della legge 19 novembre 1990, n.341;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) ai corsi di formazione specialistica dei medici, disciplinati ai sensi del decreto legislativo 8
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          agosto 1991, n.257;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) alle scuole di specializzazione per le professioni legali, disciplinate ai sensi dell'articolo 16 del
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          decreto legislativo 17 novembre 1997, n.398;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) ai corsi universitari di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università e nell'ambito
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          della programmazione del sistema universitario, per un numero di anni corrispondente alla durata
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          legale del corso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          All’art. 2 ha previsto gli accessi programmati dalle Università sui seguenti corsi:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) ai corsi di laurea per i quali l'ordinamento didattico preveda l'utilizzazione di laboratori ad alta
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) ai corsi di diploma universitario, diversi da quelli di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), per i
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          quali l'ordinamento didattico prevede l'obbligo di tirocinio come parte integrante del percorso
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          formativo, da svolgere presso strutture diverse dall'ateneo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) ai corsi o alle scuole di specializzazione individuate dai decreti attuativi delle disposizioni di cui
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          all'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, e successive modificazioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          All’art. 3 che “Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, nell'emanazione e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          nelle modificazioni del regolamento di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 19 novembre 1990,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          n.341, come modificato dall'articolo 17, comma 116, della legge 15 maggio 1997, n.127, si
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          conforma alle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge e si attiene altresì ai seguenti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          principi e criteri direttivi:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) determinazione annuale, per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del numero di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          posti a livello nazionale con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          tecnologica, sentiti gli altri Ministri interessati, sulla base della valutazione dell'offerta potenziale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          del sistema universitario, tenendo anche conto del fabbisogno di professionalità del sistema sociale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e produttivo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) ripartizione dei posti di cui alla lettera a) tra le università, con decreto del Ministro dell'università
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e della ricerca scientifica e tecnologica, tenendo conto dell'offerta potenziale comunicata da ciascun
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ateneo e dell'esigenza di equilibrata attivazione dell'offerta formativa sul territorio;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) determinazione da parte delle università dei posti relativi ai corsi di cui all'articolo 1, comma 1,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          lettera e), nonché di cui all'articolo 2, previa valutazione della propria offerta potenziale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) previsione di attività di informazione e orientamento degli studenti da parte degli atenei e del
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, introduzione graduale dell'obbligo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          di preiscrizione alle università, monitoraggio e valutazione da parte del citato Ministero dell'offerta
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          potenziale degli atenei.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo stesso articolo 3 al punto 2 prevede che “ La valutazione dell'offerta potenziale, al fine di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          determinare i posti disponibili di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, è effettuata sulla base:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) dei seguenti parametri:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1) posti nelle aule;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2) attrezzature e laboratori scientifici per la didattica;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3) personale docente;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4) personale tecnico;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          5) servizi di assistenza e tutorato;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) del numero dei tirocini attivabili e dei posti disponibili nei laboratori e nelle aule attrezzate per le
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          attività pratiche, nel caso di corsi di studio per i quali gli ordinamenti didattici prevedono l'obbligo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          di tirocinio come parte integrante del percorso formativo, di attività tecnico-pratiche e di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          laboratorio;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) delle modalità di partecipazione degli studenti alle attività formative obbligatorie, delle
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          possibilità di organizzare, in più turni, le attività didattiche nei laboratori e nelle aule attrezzate,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          nonché dell'utilizzo di tecnologie e metodologie per la formazione a distanza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’art. 4 che “1. L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 è disposta dagli atenei previo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi, con
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro effettuazione, garantendo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          altresì la comunicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle prove
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          stesse. Per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), il Ministro dell'università e della
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ricerca scientifica e tecnologica determina con proprio decreto modalità e contenuti delle prove di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ammissione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          *
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I Decreti Ministeriali (in ultimo del 8 agosto n. 635 e del 25 ottobre 2019, n. 989) recanti le linee
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          generali di indirizzo della programmazione delle università 2019-2021 e gli indicatori per la
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          valutazione periodica dei risultati, rimandano all’allegato 3 che, da anni, concernendo l’istituzione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dei corsi di studio, ha sempre previsto la netta differenziazione tra Corsi che richiedono lezioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          frontali e Corsi per i quali è possibile prevedere una didattica a distanza ed ossia:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Corsi di studio convenzionali. Si tratta di corsi di studio erogati interamente in presenza, ovvero
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          che prevedono - per le attività diverse dalle attività pratiche e di laboratorio - una limitata attività
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          didattica erogata con modalità telematiche, in misura non superiore a un decimo del totale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Corsi di studio con modalità mista. Si tratta di corsi di studio che prevedono la erogazione con
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          modalità telematiche di una quota significativa delle attività formative, comunque non superiore ai
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          due terzi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Corsi di studio prevalentemente a distanza. Si tratta di corsi di studio erogati prevalentemente con
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          modalità telematiche, in misura superiore ai due terzi delle attività formative.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Corsi di studio integralmente a distanza. In tali corsi tutte le attività formative sono svolte con
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          modalità telematiche; rimane fermo lo svolgimento in presenza delle prove di esame di profitto e di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          discussione delle prove finali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I corsi di studio nelle classi relative alle discipline dall'art. 1, comma 1, lettera a), della legge 2
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          agosto 1999, n. 264, nonché dei diplomi di specializzazione di cui all'art. 34 del decreto legislativo
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          17 agosto 1999, n. 368, possono essere istituiti esclusivamente secondo la tipologia a).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare è chiarito che: “I corsi afferenti a classi che prevedono per il perseguimento di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          specifici obiettivi formativi, particolari attività pratiche e di tirocinio, disciplinate da disposizioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          di legge o dell'Unione Europea, ovvero che prevedano la frequenza di laboratori ad alta
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          specializzazione, possono essere istituiti esclusivamente secondo le tipologie a) o b).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sta di fatto che il Legislatore ha lasciato alle Università telematiche accreditate esclusivamente
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l’istituzione dei corsi di tipologia c) e d) mentre per i corsi di tipologia b) possono solo istituire
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          convenzioni con Università non telematiche italiane con il rilascio del titolo congiunto ai sensi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dell'art. 3, c. 10, del DM n. 270/2004.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da ciò ne discende che i corsi per i medici chirurghi, gli odontoiatri e successive specializzazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          DEVONO essere erogati esclusivamente in presenza e MAI possono avvenire in modalità
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          telematica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          *
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Legislatore ha altresì previsto che “Gli indicatori per l'accreditamento dei corsi sono basati sul
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          rispetto di requisiti di adeguatezza della docenza, dei tutor e delle strutture nonchè in coerenza con
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          gli Standard e Linee guida europei per l'assicurazione della qualità' e sono opportunamente
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          differenziati in relazione alle specificità delle modalità di erogazione della didattica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con decreto del Ministro, sentita l'ANVUR, sono altresì individuate e aggiornate triennalmente le
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          classi dei corsi di studio per le quali l'offerta di laureati è più che sufficiente a soddisfare i relativi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          fabbisogni formativi del mondo del lavoro; non si da' luogo all'istituzione di nuovi corsi in
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          tali classi, con l'eccezione dei corsi in lingua straniera o interateneo con Atenei stranieri per
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          quelle Università che hanno già accreditato un corso nella classe in questione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I corsi di studio delle professioni sanitarie sono istituiti presso le aziende ospedaliero-
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          universitarie, le altre strutture del servizio sanitario-nazionale, e le istituzioni private accreditate,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          sulla base di protocolli di intesa fra Università e Regione, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          *
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sempre in questi giorni di emergenza sanitaria si preannunciano aumenti dei numeri per gli studenti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a partire dal prossimo anno accademico per le facoltà ad accesso programmato in relazione alla
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          crescita del fabbisogno di personale sanitario.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sarà dunque necessario adeguare i requisiti della docenza, dei tutor e delle strutture nonché, in
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          coerenza con gli Standard e Linee guida europei, assicurare la quantità e qualità formativa in
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          relazione alle necessità di didattica a distanza delle facoltà di medicina ed anche quelle
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          professionalizzanti gli operatori sociosanitari e sanitari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alcune riflessioni sono state già fatte sia riguardo la necessità che sia costante l’attenzione sulla
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          obbligatorietà della didattica frontale nella professionalizzazione e formazione di tutto il personale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          sanitario sia riguardo la legittimità costituzionale di norme che, al di là dell’emergenza coronavirus,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          possano prevedere anche solo una quota di didattica su piattaforma a distanza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le riflessioni del mondo accademico medico meritano attenzione perché &amp;lt;”ora che il nostro Paese
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          necessita sicuramente di medici diventa fondamentale un grande impegno per assicurare una
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          preparazione adeguata. E' imprescindibile una precisa programmazione del fabbisogno di medici
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e specialisti perché la didattica frontale non è sostituibile da quella telematica; si pensi alla
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          empatia tra docente e studente e al senso di comunità che si sviluppa nelle aule universitarie ed
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          alla possibilità guardando negli occhi uno studente di medicina per avvertire la comprensione della
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          lezione per far sì che quello studente possa diventare un professionista competente ed adeguato
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          alla delicata missione professionale di salvaguardare la salute e la vita dei cittadini&amp;gt;1
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          . Quindi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          &amp;lt;l’emergenza Coronavirus ci deve far riflettere su quanto siano importanti non solo l’adeguatezza
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          numerica ma anche la competenza dei medici e dei professionisti della Sanità, che sono chiamati
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ad affrontare problemi complessi, come lo è in questo momento la pandemia da COVID-19. Più che
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          mai in questo momento l’emergenza ha evidenziato la necessità della vigilanza e dell’attenzione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          sulla qualificazione dei medici e dei professionisti della Sanità, che non è possibile affidare a
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          piattaforme informatiche, che non permettono né il rapporto con il Docente, cruciale l’efficacia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          formativa, nè il confronto fra studenti, nè la pratica sul paziente, aspetti fondamentali affinchè il
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da un Intervento del prof. Luigi Califano, Preside della Scuola di Medicina e Chirugia dell’Università Federico II di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Napoli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          medico possa essere pronto ad operare nella pratica in maniera già al momento della laurea,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          recentemente trasformata in abilitante, con l’abolizione dell’esame di stato”&amp;gt;2
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          .
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le rappresentanze apicali della categoria dei medici chirurghi ritengono che: &amp;lt;”La difesa del
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          professionalismo intellettuale in Italia non può che avere risposte in un ambiente didattico
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          universitario garantito dalla relazione diretta tra docente e studente, coordinate e integrate nella
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          relazione con le aree di assistenza dell'SSN e che non potrà mai essere sostituita da una esclusiva o
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          prevalente formazione a distanza, nella professione medica serve contaminarsi tra maestro e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          discepolo nell'interesse del paziente non certo un contenimento legato a distanziamento formativo,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          se vogliamo usare termini oggi purtroppo entrati nell'uso quotidiano”&amp;gt;3
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          .
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le riflessioni sulla legittimità delle norme attuali che hanno consentito la didattica a distanza e la
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          promozione di tutti gli studenti conducono solo a ritenere che esse possono essere applicate
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          esclusivamente per fronteggiare l’emergenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Innanzitutto il DPCM del 4 marzo 2020 e del 8 marzo 2020 sono soggetti alla lex superior derogat
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          legi inferiori per cui, cessata l’emergenza che ha autorizzato l’emissione, essi soggiacciono alle
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          norme superiori secondo un noto principio di gerarchia delle fonti del diritto. 4
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Inoltre i DPCM rispondono esclusivamente ai criteri di eccezionalità e contingenza della esigenza
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          organizzativa e di temporaneità disponendo, solo per un periodo limitato all’emergenza, circa la
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          possibilità di svolgere provvisoriamente una didattica a distanza per tutte le facoltà universitarie e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          quindi anche per quei corsi universitari che &amp;lt;notoriamente e per la tutela della salute pubblica &amp;gt;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          richiedono –senza deroghe- una didattica frontale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Pertanto
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          INVITIAMO
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          gli organi in indirizzo a vigilare vicendevolmente acchè le norme contenute nei DPCM e nei D.L.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          emanati in forza dell’emergenza coronavirus, siano inquadrate in quell'indispensabile requisito di
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "occasionalità" dello svolgimento della didattica a distanza che, soltanto, impedisce di riconoscere
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          in futuri normative - secondo i più comuni principi costituzionali di garanzia della salute umana-
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          uno "stabile inserimento" della didattica a distanza su piattaforma telematica cui è stato destinato
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          esclusivamente per quelle facoltà e quei corsi già riconosciuti nella programmazione delle
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da un intervento della prof. Maria Triassi, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Management
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sanitario e Innovazione in Sanità (CIRMIS) e Presidente della Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da un intervento del dott. Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli e Segretario Generale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nazionale di FIMMG, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quando la Costituzione dispone che la Corte costituzionale giudica della “legittimità costituzionale delle leggi e degli
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          atti aventi forza di legge” (art. 134), disegna implicitamente una gerarchia, per cui in caso di contrasto la Costituzione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          prevale sulla legge e sugli atti a questa equiparati. Analogamente, le “Preleggi” disegnano una gerarchia, ancora
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          valida, tra la legge, i regolamenti e le consuetudini (art. 1), dicendo che la legge prevale sul regolamento (art. 4) e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          questo sulla consuetudine (art. 8).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Università telematiche come avviene per quelle professioni che non hanno un impatto diretto con la
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          salute pubblica. Invece per le professioni medico-sanitarie– come sempre interpretato dal
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          legislatore e dal Giudice delle Leggi – una previsione, anche solo di leggero ampliamento
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dell’offerta formativa telematica, risulterebbe del tutto incoerente con la necessità di non
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          dequalificare la professionalizzazione del medico e di tutti i sanitari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chiediamo inoltre, a garanzia di una corretta informazione sul buon operato degli organi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          competenti, di essere notiziati presso gli indirizzi mail riportati nell’indirizzario delle parti istanti e
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          comunque per brevità segreteria@sisped.it e fimmg@fimmg.org circa gli orientamenti normativi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          che si svilupperanno sull’evoluzione della didattica on line e sull’ individuazione ed aggiornamento
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          triennale dell’offerta e dei relativi fabbisogni formativi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Restando in attesa si porgono distinti saluti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Napoli, 22 aprile 2020
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          SISPeD FIMMG
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presidente Nazionale Segretario Generale Nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          prof. Maria Triassi dott. Silvestro Scotti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 29 Apr 2020 18:26:58 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il salto di specie dei virus e l’approccio One health</title>
      <link>https://www.sisped.net/il-salto-di-specie-dei-virus-e-lapproccio-one-health</link>
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         Come fare a conciliare l’incremento della popolazione, l’aumento della necessità delle risorse cui attingere, l’inquinamento ambientale, il cambiamento climatico, l’alterazione dell’ecosistema, il rischio zoonotico degli spillover e la sanità pubblica veterinaria? La soluzione univoca e definitiva probabilmente non esiste ma è certo che il ruolo primario debba essere giocato dalla politica internazionale e dalla medicina preventiva in un’ottica One Health
        
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          19 APR - Più del 60% delle malattie infettive emergenti (EIDs - Emerging Infectious Diseases) identificate a partire dal 1940 hanno un’origine zoonotica (cioè sono trasmesse dagli animali) e, tra queste, i due terzi derivano dagli animali selvatici (Jones et al. 2008). Le malattie infettive emergenti possono essere definite come malattie che appaiono in una popolazione per la prima volta, che potrebbero essere esistite in precedenza senza essere riconosciute, o quelle la cui incidenza o range geografico sta rapidamente aumentando (WHO 2017).
         
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          Sin dal Pleistocene (tra 2,58 milioni e 11.700 anni fa) e forse dall’epoca della comparsa dell’australopiteco (5 milioni di anni fa) l’uomo si è co-evoluto insieme ad animali selvatici e virus (si pensi che l’antenato ancestrale degli influenzavirus si ritiene si sia differenziato in Influenzavirus tipo C e tipo A/B oltre 8000 anni fa) ma negli ultimi 100 anni una serie di fattori hanno facilitato l’insorgenza di quello che viene definito “spillover” cioè il “salto di specie” di un patogeno dai suoi ospiti ricettivi ad un nuovo ospite. Gli eventi di spillover sono definiti come trasmissione di agenti patogeni da una popolazione ospite del serbatoio a una nuova popolazione ospite (Lloyd-Smith et al. 2009; Plowright et al. 2017).
         
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           Il superamento della barriera di specie. Molti virus, soprattutto quelli a singolo filamento di RNA, ma anche batteri, funghi e protozoi sono in grado di attraversare la barriera di specie grazie alle mutazioni (come antigenic drift e soprattutto i più decisivi antigenic shift) del proprio genoma che darwinianamente possono portare il patogeno ad un successo riproduttivo o ad un vicolo cieco (il che per fortuna si verifica il più delle volte). Solo i patogeni con elevata “plasticità d’ospite” – cioè con genomi in grado di adattarsi con grande facilità a nuove specie – riescono ad effettuare il salto. Per sopravvivere nel nuovo ospite devono però anche trasmettersi con efficienza nella nuova popolazione.
          
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          Moltissimi spillover sono avvenuti – e avvengono tutt’oggi – tra specie non umane, soprattutto tra specie animali che vivono in contesti ecologici ben diversificati, dove rimangono silenti il più delle volte poiché non causano un danno diretto né all’uomo né agli animali da lui addomesticati nel corso dell’evoluzione. Succede però che dagli animali selvatici un virus “salti” negli animali domestici (per lo più suini e pollame) e da questi ultimi salti ulteriormente agli esseri umani, oppure salti direttamente all’uomo.
         
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          Sono noti anche casi di spillover dagli animali domestici a quelli selvatici, come il coronavirus dei suini domestici (PEDV) che nel 2013 ha raggiunto i suidi selvatici permettendo la circolazione continua del virus. Durante i passaggi in una o più popolazioni nuove, il patogeno ha modo di arricchire il proprio genoma grazie a fenomeni di ricombinazione e riassortimento genomico, moltiplicando in tal modo le proprie chance evolutive. L’incremento della popolazione suina e avicola degli ultimi decenni ha sicuramente contribuito alla diversità genetica degli influenzavirus tipo A (IAV) che circolano negli animali domestici e negli uomini (Reperant and Osterhaus 2012).
         
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          Capita talvolta – come nel caso dell’IAV H5N1 HPAI del 2002 – che i virus tornino al proprio reservoir, cioè l’ospite serbatoio che non presenta segni clinici e che permette il mantenimento del virus nella popolazione, facendo un “salto all’indietro” dal nuovo ospite: in tal caso si ha uno spillover inverso ed è ciò che avvenne nel 2002 tra il pollame e alcuni uccelli selvatici.
         
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          Si ritiene che gli uccelli selvatici rappresentino il reservoir principale di tutti gli influenzavirus tipo A in quanto quasi tutti i sottotipi noti (144 combinazioni di 16 tipi di emoagglutinine HA e 9 di neuraminidasi NA) si trovano negli uccelli, ma molti sottotipi sono diventati ormai endemici nell'uomo, nei cani, nei cavalli, nel pollame e nei maiali. Resta da approfondire il significato evolutivo ed il rischio zoonotico dei nuovi sottotipi H17N10 e H18N11 scoperti nei pipistrelli. I roditori rappresentano invece il serbatoio principale di virus emergenti come hantavirus e arenavirus, responsabili negli ultimi cinquant’anni di numerosi eventi spillover, dovuti a morsi o al contatto diretto e indiretto con escreti dei roditori.
         
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          Un altro fattore che permette ai virus della fauna selvatica di raggiungere l’uomo sono i vettori come zecche e zanzare, che si configurano come ponti in grado di connettere il reservoir e l’ospite-spillover. È stato però l’uomo a gettare le basi della connessione. Si pensi al Plasmodium knowlesi trasmesso da zanzare Anopheles che hanno permesso il salto dal macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) nel Borneo: l’uomo a colpi d’accetta e piantagioni di palma si è sostituito gradualmente alle scimmie, consentendo alle zanzare di effettuare il pasto di sangue prima sui primati e poi sulle popolazioni ai margini delle foreste.
         
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          La diffusione di alcuni patogeni emergenti appartenenti agli arbovirus (virus trasmessi da artropodi) come West Nile, Zika, Chikungunya, Dengue, Rift Valley fever e Ross river, è possibile che sia da attribuire invece agli effetti indiretti dell’uomo sulla natura. Da tempo sono stati correlati gli effetti del cambiamento climatico (inondazioni, uragani, aumento delle temperature etc.) con la proliferazione e lo spostamento geografico dei vettori, cui contribuisce non poco lo stato socio-economico delle popolazioni colpite. Oltretutto si ipotizza che queste malattie siano emerse secoli fa ma che negli ultimi anni le isole dell’Oceano Indiano e Pacifico abbiano assunto il ruolo di potenziali hub (depositi) di arbovirus, facilitando la dispersione verso la terraferma e alimentando le epidemie globali.
         
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          Un virus per sopravvivere al salto di specie deve potersi trasmettere molto facilmente tra i nuovi ospiti e non causarne subito la morte per non finire in un vicolo cieco. La trasmissibilità uomo-uomo è la chiave del successo riproduttivo di molti virus: alcuni si diffondono tramite droplet, altri si trasmettono per via oro-fecale, altri per contatto diretto con fluidi corporei, altri ancora hanno bisogno di un vettore etc. Molti virus tendono ad esaurire il proprio ciclo vitale nel nuovo ospite creando epidemie locali per poi sparire dalle scene fino alla successiva epidemia, nascondendosi nel frattempo nel reservoir (si vedano i focolai di Ebola e Marburg in Africa) e probabilmente così avrebbe fatto CoV-2 se non ci fosse stato un wet market di grande dimensioni in una città di oltre 6 milioni di abitanti fortemente connessa al resto del mondo globalizzato.
         
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          I mercati di animali vivi. Gli ormai famosi mercati di animali vivi della Cina meridionale rappresentano – non a caso – i luoghi ideali per un salto di specie: animali selvatici provenienti da nicchie ecologiche diverse, vengono detenuti in condizioni di scarsa igiene e fortissimo stress per essere macellati al momento. Si può obiettare che molti di questi animali, così come i primati antropomorfi del Congo, vengano cacciati per esigenze nutritive da parte della popolazione, per tradizioni culinarie o ancora per l’espletamento di riti etnico-religiosi.
         
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          Si tratta però di un luogo comune che diverse Associazioni anti-bracconaggio tentano da anni di sfatare in quanto la caccia per questi motivi è essenzialmente ridotta a poche realtà. Nella maggior parte dei casi – come racconta anche David Quammen nel libro “Spillover” – si tratta più banalmente di moda.
         
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          Le mani di scimpanzé o il cervello di gorilla sono prelibatezze costosissime per pochi facoltosi. C’è però una differenza tra la caccia delle scimmie antropomorfe africane e quella dei pipistrelli in Cina: la prima è quasi sempre regolata da una legge – di fatto ignorata dai bracconieri – la seconda è legittimamente perpetrata da cacciatori col beneplacito delle Prefetture locali e del Governo. L’economia, ovviamente, è la sovrastruttura alla base di queste scelte.
         
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          Alla fine di gennaio si è avuta notizia di un divieto temporaneo di vendita di animali selvatici in Cina ma si ritiene che un approccio proattivo sarebbe ben più efficiente: aumento degli standard di igiene e benessere animale, dell’igiene della macellazione e della conservazione di alimenti, istituzione di turni di alternanza e contingentazione delle specie animali da macellare (come si stabilì per un periodo per l’IAV H5N1). In poche parole non servono divieti ma regole che tengano conto della salute pubblica e degli stakeholder.
         
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          Quando lo spillover provoca epidemie. Capita talvolta che i virus riescano a conseguire un successo riproduttivo tale da diventare endemici nei nuovi ospiti. È stato così per l’HIV, il cui insediamento nella popolazione umana è stato ricondotto al 1908 a partire dagli scimpanzé (Pan troglodytes) attraverso uno spillover cui sono seguiti altri 11 “salti” dando origine a 4 gruppi HIV-1 e 8 di HIV-2; per il vaiolo giunto dai roditori più di 10.000 anni fa; per il rhinovirus del raffreddore comune “saltato” dai bovini 4.000 anni fa (Hughes 2010); per il morbillo “tracimato” dal virus della peste bovina tra l’XI e il XII secolo d.C (Furuse et al 2010) e nel 2019 si è assistito allo spillover epocale del COVID che con tutta probabilità rimarrà nella popolazione umana per lungo tempo. È probabile che persino l’influenza stagionale nell’uomo sia il risultato di uno spillover molto antico che deriverebbe dagli uccelli acquatici selvatici, reservoir naturale degli influenzavirus A.
         
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          Ma come è accaduto che un fenomeno tutto sommato raro, sia diventato sempre più frequente? Anzi, questi “salti interspecifici” sono sempre stati comuni ma nell’ultimo secolo sono stati tali da provocare danni all’uomo o agli animali da lui addomesticati. Solo negli ultimi vent’anni ben 3 coronavirus hanno effettuatouno spillover che ha avuto successo: SARS nel 2002 dalle civette delle palme (Paguma lavata) a loro volta contagiate dai pipistrelli ferro di cavallo (Rhinolophus), MERS nel 2012 da dromedari (ai quali il virus sarebbe giunto dai pipistrelli in un tempo remoto, essendo stati riscontrati campioni di sangue di dromedari positivi risalenti al 1983), e COVID 19 di origine ancora incerta ma si è supposto provenga dai pipistrelli, dai pangolini (importati e venduti illegalmente in Cina) o da un animale ancora non identificato. Per dare una risposta secca: la resilienza del sistema-natura è stata vinta dall’uomo.
         
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          L’equilibrio sinergico di tutte le specie animali esistenti è stato rotto, superando un’invisibile soglia ecologica. La popolazione umana, cresciuta in maniera esponenziale in un arco temporale relativamente breve, ha invaso le nicchie ecologiche degli animali selvatici, frammentando gli ecosistemi per creare insediamenti abitativi e produttivi, allevare in maniera intensiva gli animali domestici, praticare agricoltura intensiva (come le palme da olio e la colza), sacrificando spesso la biodiversità nativa. I 7,7 miliardi di persone che abitano il pianeta – che nel 2050 si prevede arriveranno a 9 miliardi – sono alla costante e necessaria ricerca di proteine (per lo più animali) e grassi, da doversi garantire a tutta la popolazione per il proprio sostentamento.
         
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          Il problema di sfamare 9 miliardi di persone. Qui sorge la grande domanda che si pongono molti zootecnici: come si sfamano 9 miliardi di persone? La risposta risiede forse nell’allevare e coltivare intensivamente ma in questo modo si determinano co-fattori che facilitano il diffondersi di nuove zoonosi e la ri-emersione di zoonosi già conosciute. In molte epidemie di influenza aviaria gli allevamenti intesivi di pollame e suini hanno fatto da “miscelatori” e “amplificatori” dei virus, fenomeno che è stato correlato anche ad alcuni focolai di Nipah virus nel sud est asiatico. I sistemi intensivi dovrebbero dunque insistere su terreni già a disposizione dell’uomo, senza incentivare un’irragionevole deforestazione, utilizzando sistemi di biosicurezza efficaci e implementando le biotecnologie zootecniche per migliorare la produttività senza ledere (eccessivamente) il benessere animale.
         
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          Come fare dunque a conciliare l’incremento della popolazione, l’aumento della necessità delle risorse cui attingere, l’inquinamento ambientale, il cambiamento climatico, l’alterazione dell’ecosistema, il rischio zoonotico degli spillover e la sanità pubblica veterinaria? La soluzione univoca e definitiva probabilmente non esiste ma è certo che il ruolo primario debba essere giocato dalla politica internazionale e dalla medicina preventiva in un’ottica One Health, permettendo a biologi, agronomi, ecologi, epidemiologi, medici, veterinari e ricercatori di lavorare insieme per elaborare strategie di gestione di un problema multidisciplinare e transfrontaliero.
         
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          Non a caso Ilaria Capua, nota virologa e medico veterinario che oggi dirige il One Health of Centre Exellence in Florida, in un editoriale della rivista «Viruses» parla di “One Health (r)Evolution”, e sprona la comunità scientifica a dotarsi di studiosi in grado di lavorare in quest’ottica per far fronte alle insidie del sistema interdipendente uomo-animale-piante.
         
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          Già da alcuni anni in letteratura scientifica iniziano a comparire suggerimenti per attuare “interventi ecologici” volti ad aumentare le barriere che i patogeni devono superare per giungere all’ospite-spillover. Tali interventi andrebbero così ad integrarsi ad interventi di tipo medico o veterinario (vaccinazione, disinfezione, lotta agli infestanti, stamping-out etc). Un esempio di intervento ecologico può trovarsi nella gestione del Nipah virus, trasmesso dalle volpi volanti (Pteropus) direttamente all’uomo contaminando con urina, saliva e feci le palme da dattero (il cui nettare viene bevuto fresco) o indirettamente attraverso il contagio dei suini che amplificano e trasmettono il virus agli uomini. In quell’occasione si decise di distanziare gli allevamenti dagli alberi da frutto, cingere le palme con reti di bambù e obbligare la pastorizzazione del nettare di palma.
         
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          Altro esempio è rappresentato dalla gestione della Malattia di Lyme, trasmessa da zecche Ixodes che proliferano in piccoli boschi frammentati che si infettano su peromischi e toporagni, per la quale si è dimostrata efficace la strategia di aumentare gli spazi verdi riducendo la popolazione-reservoir sfruttando il conseguente sviluppo dei loro competitori biologici. In ultima analisi si vedano alcune strategie adottate temporaneamente nei wet market: si è visto che una riduzione del tempo di permanenza degli animali riduce la possibilità di riassortimento genomico.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ruolo della sanità pubblica e ruolo della popolazione. Se da un lato il lavoro che la Sanità Pubblica è chiamata ad intraprendere per prevenire futuri eventi spillover appare sempre più chiaro, dall’altro il ruolo di tutto il resto della popolazione umana risulta indefinito. Si potrebbe sostenere che qualunque azione tale da contrastare gli effetti nefasti dell’uomo sugli ecosistemi, possa agire positivamente sulla riduzione del rischio di emersione di nuovi salti interspecifici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Solo a partire dagli anni ’60 si è assistito alla nascita di una “coscienza ambientale”, grazie all’analisi delle interconnessioni dei sistemi naturali nel cosiddetto “eco-mosaico”, all’osservazione puntuale della progressiva riduzione nella biodiversità animale e vegetale, nonché all’alterazione dei sistemi preda- predatore. Nel 1962 la biologa e zoologa Rachel Carson scrisse ciò che sarebbe diventato il manifesto della lotta all’inquinamento ambientale: Primavera Silenziosa. Carson denunciò l’uso indiscriminato di pesticidi ed erbicidi in agricoltura – spesso oltre che nocivi anche controproducenti come dimostrato dalle equazioni Lotka-Volterra –, ipotizzando come conseguenza a breve termine la scomparsa di molti uccelli canori (da qui il titolo).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A ben pensarci, in tutte le stagioni i richiami animali sono stati spezzati dagli interventi umani, dai canti delle balene disturbati dai lavori edili sulle coste ai ronzii delle api, magnifici disseminatori di biodiversità vegetale, sterminate da irrorazioni di insetticidi ad ampio spettro. Ed oggi, ad oltre cinquant’anni da quelle denunce del mondo scientifico, ancora si stenta a dare un freno alla hybris, l’arroganza dell’uomo, e all’iperimpero, scenario postulato dall’economista Jacque Attali nel 2007, dove la natura viene depredata e sacrificata in nome del mercato e del profitto, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità. Si dovrebbe, suggerisce Carson, instillare nelle nuove generazioni il “senso di meraviglia” nei confronti nella natura e delle cose del mondo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chiunque provi ammirazione e stupore per ciò che ha intorno (‘ambiente’ deriva dal latino ambire, girare intorno) si suppone possa vivere rispettandolo, difendendolo e sentendosi parte di esso: Yo soy yo y mis cimcumstancia ovvero «io sono io e ciò che mi sta intorno», per dare una sintesi con le parole del filosofo Ortega y Gasset. Se il senso di meraviglia è facile da far scaturire nei bambini, più difficile è far breccia negli adulti. Serve una rivoluzione culturale universale, guidata dalla ricerca e dall’intelligencija dei singoli Stati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si verrebbe così a creare la necessità di un’educazione ambientale capillare, gestita in modo uniforme sui territori da professioni afferenti all’approccio One Health, un’educazione che sia innanzitutto civica e che permei tutti gli strati della popolazione in egual misura. L’istituzione in Campania del Polo Didattico Integrato – costituto dalla condivisione di conoscenze ed esperienze tra ASL, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e Università Federico II –, ha già iniziato questo complesso processo culturale diffondendo nozioni di sostenibilità ambientale, buone abitudini alimentari (si pensi ai concetti fondamentali della Dieta Mediterranea), riduzione dei cibi in eccesso, lotta allo spreco di alimenti, acqua, carta e imballaggi, equilibrio nutrizionale tra le fonti di carboidrati, grassi e proteine, consumo “consapevole” di alimenti con maggiore aderenza al territorio e alle tradizioni locali, incentivo alla raccolta differenziata e al riciclo dei materiali etc.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La breve disamina condotta sin qui induce a supporre che uno stile di vita improntato alla difesa degli ecosistemi sia imprescindibile per la lotta dell’uomo agli spillover, che si configurano dunque come “occasioni” colte dai patogeni per replicare e diffondersi in una nuova popolazione, ma che è stato proprio l’uomo con le sue azioni ad offrire senza immaginare le conseguenze che le sue scelte avrebbero comportato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giulio Grossi, Giuseppe Pezone, Maria Triassi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione della Campania (Cripat)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alcuni eventi spillover conosciuti, disposti in ordine cronologico secondo l’anno di isolamento o la ricostruzione filogenetica o documentale:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1879: Chlamydophila psittaci, Psittacosi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1908: HiV-1 gruppo M, AIDS
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1930: Coxiella burnetii, Febbre Q
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1932: McHV-1, Herpes B
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1965: Plasmodium knowlesi, Malaria delle scimmie
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1967: Marburg virus
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1970: Monkeypox virus, Vaiolo delle scimmie
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1975: Borrelia burgdoferi, Malattia di Lyme
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1976: Ebola virus
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1994: Virus Hendra
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1995: Virus schiumoso delle scimmie
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1997: Influenza Aviaria H5N1
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 1998: Nipah Virus
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 2002: SARS-CoV-1, SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 2009: Influenza Suina H1N1 pdm09
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 2012: MERS CoV, MERS (Sindrome Respiratoria Mediorientale)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          • 2019: SARS-CoV-2, Covid-19
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2020 12:49:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/il-salto-di-specie-dei-virus-e-lapproccio-one-health</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Tamponi a tappeto, l’esperta: “Operazione inutile, i laboratori sono allo stremo”</title>
      <link>https://www.sisped.net/tamponi-a-tappeto-lesperta-operazione-inutile-i-laboratori-sono-allo-stremo</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Le parole di Maria Triassi, Direttore del dipartimento di Sanità Pubblica e Presidente della task force dell' Università Federico II.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         “Non sono d’accordo a fare i tamponi a tutti innanzitutto perché il tampone ha una sensibilità del 50%, quindi l’altra metà non li trovi. E inoltre parliamo di uno sforzo enorme che i laboratori non possono sopportare”. Così Maria Triassi, Direttore del dipartimento di Sanità Pubblica e Presidente della task force dell’ Università Federico II, commentando le polemiche sulla diffusione dei tamponi.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La professoressa spiega che per eseguire i tamponi c’è bisogno di una certa formazione, sia per fare le analisi, sia per fare il prelievo. “Anche fare il prelievo è un’operazione a rischio – continua Triassi – I tamponi secondo me vanno fatti ai contatti stretti delle persone sintomatiche, ma solo come discorso di allontanare eventuali infetti dal lavoro e dai contatti, ma ormai la stalla è aperta è i buoi sono già scappati, i positivi saranno tantissimi”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alla Federico II si stanno mettendo in campo numerose iniziative per andare incontro all’emergenza Coronavirus. “Innanzitutto abbiamo cercato di fare delle procedure contro lo speco e l’incetta dei materiali con una distribuzione molto controllata di dispositivi di protezione e disinfettanti. Adesso siamo molto impegnati nel reperimento di posti letto. Abbiamo cercato di procurare quanti più posti letto è possibile a malattie infettive, circa 25, di cui due destinati alle gravide. Poi 13 posti letto di terapia intensiva e verso metà aprile altri 12 posti letto all’edificio 6. In Emergenza altri 16 posti letto, corredati anche di sale operatorie che potranno servire anche come terapie intensive. Da qui a metà aprile l’offerta assistenziale del Policlinico Federico II per i pazienti Covid sarà di circa 70 posti letto”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2020 15:49:47 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Comunicato SISPeD</title>
      <link>https://www.sisped.net/comunicato-sisped</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         SISPeD si unisce al cordoglio per la morte del Prof. Maurizio Galderisi
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         SISPeD è vicina ai familiari del Prof. Maurizio Galderisi, Professore di medicina interna e stimato Medico dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli. Esempio di professionalità e punto di riferimento per i colleghi, i suoi insegnamenti saranno per noi linee guida da seguire, negli anni a venire, e nei momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo. Il Presidente, a nome del Comitato Scientifico e di tutti gli iscritti porge il proprio saluto. 
        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 27 Mar 2020 17:29:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, circolare alle scuole: permanenza volontaria a casa per chi è stato in Cina</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-circolare-alle-scuole-permanenza-volontaria-a-casa-per-chi-e-stato-in-cina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il ministero della Salute non vieta la presenza in classe degli alunni tornati dal Paese da cui si è diffuso il virus (“La scuola è un diritto”) ma prevede un “monitoraggio” dei casi a rischio con assenze giustificate. Soddisfatti Zaia, Fontana, Fugatti e i presidi
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Nessun isolamento forzato degli alunni che siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia di coronavirus nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia, bensì un “monitoraggio” con “permanenza volontaria fiduciaria a casa” per due settimana, in modo da verificare eventuali sintomi che potrebbero segnalare il contagio. Sono queste le istruzioni contenute nell’aggiornamento della circolare per le scuole redatta dal ministero della Salute il primo febbraio scorso. L’aggiornamento dell'8 febbraio è stato concordato con il ministero dell’Istruzione e coinvolge tutti i gradi di educazione, dagli asili alle scuole secondarie di secondo grado. Soddisfatti i presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, e il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che nei giorni scorsi, insieme anche al Friuli Venezia Giulia, avevano chiesto che anche a bambini e ragazzini si applicasse il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cosa dice la circolare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per il ministero della Salute quello di frequentare liberamente e regolarmente la scuola è un “diritto inalienabile di bambini e ragazzi di qualsiasi nazionalità” e pertanto va rispettato, al netto di “evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario”. Sarà il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento a occuparsi dei casi bisognosi di monitoraggio, attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia dell’alunno in questione. Questa “sorveglianza attiva e quotidiana” consisterà nella “puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV”. Tocca ora al ministero dell’Istruzione dare indicazione ai dirigenti scolastici con un suo autonomo provvedimento affinché queste assenze siano considerate giustificate. “Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus - ha fatto sapere il ministero della Salute - l’aggiornamento della circolare è ispirato al principio di massima precauzione. Nelle prossime settimane è infatti previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giannelli (Associazione presidi): “Deciso miglioramento"
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Per quanto è dato sapere, il personale sanitario provvederà in questi casi a rilevare lo stato febbrile e gli altri eventuali sintomi, e questo costituisce un deciso miglioramento rispetto a quanto previsto dalla precedente circolare che affidava il monitoraggio al personale scolastico”, ha commentato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Giannelli ha invitato “tutte le famiglie a collaborare serenamente con le scuole” e ha ribadito che “al momento non ci sono elementi che giustifichino allarmismi di sorta. La lucidità è più che mai necessaria nelle situazioni di criticità”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Soddisfatti Fontana, Zaia e Fugatti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per il presidente del Veneto Luca Zaia “con questo provvedimento il ministro Speranza si dimostra corretto e responsabile, scegliendo la via della tutela della salute e del bene dei cittadini. A lui va riconosciuto che, come noi, sa guardare oltre gli schieramenti politici”, ha commentato in merito all’aggiornamento della circolare. Concorde il presidente della Lombardia, Attilio Fontana: "Il buonsenso auspicato da me e dai colleghi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino ha avuto il sopravvento. Ringrazio il ministro Speranza per aver ascoltato le istanze del territorio non lasciandosi condizionare da quei ‘sepolcri imbiancati’ che hanno voluto strumentalizzare la nostra richiesta”. Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Fugatti, presidente della provincia autonoma di Trento: “Il dialogo costante tra governo, Regioni e province autonome - ha detto - è la strada più efficace per garantire a tutti le migliori soluzioni possibili, a fronte di uno scenario di grave complessità”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 16:38:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/coronavirus-circolare-alle-scuole-permanenza-volontaria-a-casa-per-chi-e-stato-in-cina</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus: in Gazzetta Ufficiale l'ordinanza per i primi interventi</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-in-gazzetta-ufficiale-l-ordinanza-per-i-primi-interventi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (8 febbraio, n.32) l’Ordinanza del 3 febbraio 2020 della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della Protezione civile – sui primi interventi urgenti relativi all’emergenza relativa e al rischio sanitario connesso all’insorgenza di "patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 630), avendo anche acquisita l’intesa del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome".
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Intanto è al lavoro il Tavolo interministeriale sul Coronavirus a Palazzo Chigi, con allo studio una task force dedicata all’emergenza.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E proprio nell’Ordinanza si fa riferimento al “Coordinamento degli interventi” del Capo del Dipartimento, avvalendosi anche delle componenti e delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, nonché di soggetti attuatori, individuati anche tra gli enti pubblici economici e non economici e soggetti privati, che agiscono sulla base di specifiche direttive, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Diverse le azioni finalizzate all’organizzazione ed all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’emergenza, oltre che degli interventi urgenti e necessari per “la rimozione delle situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità, con particolare riferimento alla prosecuzione delle misure urgenti già adottate dal Ministro della salute”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ci si avvale di un Comitato tecnico-scientifico, “composto dal segretario generale del Ministero della salute, dal direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, dal direttore dell’ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della salute, dal direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani», dal Presidente dell’lstituto superiore di sanità, da un rappresentante della commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle regioni e province autonome e dal coordinatore dell’ufficio promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile del Dipartimento della protezione civile, con funzioni di coordinatore del Comitato. Il Comitato può essere integrato in relazione a specifiche esigenze”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanita%CC%80.jpg" length="100039" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 16:31:51 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanita%CC%80.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanità: specializzandi in corsia, contenuti standard per accordi Regioni-Università</title>
      <link>https://www.sisped.net/sanita-specializzandi-in-corsia-contenuti-standard-per-accordi-regioni-universita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Bonaccini: necessari per "garantire uniformità e coerenza in tutto il territorio nazionale "
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Via libera dalla Conferenza delle Regioni ad un documento che definisce cinque passaggi standard su cui articolare gli appositi accordi tra Regioni e Province autonome e le Università degli Studi per poter assumere medici specializzandi inseriti nelle graduatorie di concorso pubblico.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Diamo risposte concrete all’emergenza medici riscontrata in molte strutture sanitarie in diverse Regioni del Paese”, commenta il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Si tratta di pochi punti fermi condivisi, necessari – spiega Bonaccini - per garantire uniformità e coerenza in tutto il territorio nazionale su cui ogni Regione potrà anche effettuare specifiche opzioni in base alle proprie esigenze nonché in relazione alle necessità degli Atenei di riferimento”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questi in sintesi i contenuti condivisi da inserire negli accordi Regioni-Università
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1) il riconoscimento da parte dell’Università delle attività formative pratiche svolte dal medico specializzando nell’azienda sanitaria presso la quale è assunto come parte integrante e sostanziale del ciclo di studi per la specializzazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2) l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale è effettuata dalle aziende sanitarie le cui strutture operative sono accreditate ed inserite nella rete formativa delle scuole di specializzazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3) i medici specializzandi assunti dalle aziende sanitarie, secondo i criteri previsti dall’accordo Regione- Università, svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all'ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all'anno di corso di studi superato;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4) lo specializzando medico svolge, nell’azienda sanitaria presso la quale è stato assunto, 30-32 ore settimanali dedicate all’attività lavorativa e all’attività formativa pratica. L’attività formativa teorica, obbligatoria per lo specializzando e preordinata al completamento del percorso di formazione specialistica per il conseguimento del titolo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          5) il trattamento economico del medico specializzando è proporzionato alle prestazioni assistenziali rese, assicurando le seguenti voci retributive previste dal CCNL della dirigenza medica e sanitaria del SSN: stipendio tabellare; indennità di specificità medica; indennità di esclusività; indennità legate alle particolari condizioni di lavoro, ove spettanti; retribuzione di risultato, ove spettante; retribuzione di posizione in relazione all’eventuale incarico conferito.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/assunzione_personale_sanitario.jpg" length="86960" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 16:21:41 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/assunzione_personale_sanitario.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nuovo coronavirus, come prevenire il rischio di contagio</title>
      <link>https://www.sisped.net/nuovo-coronavirus-come-prevenire-il-rischio-di-contagio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         14 giorni di 'permanenza domiciliare' per chi rientra dalla Cina o è entrato in contatto con un caso positivo in Italia. Direttiva del ministero della Salute. Decalogo per i cittadini
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La Direttiva del ministro Speranza
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede la «permanenza domiciliare» e prima ancora l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone.  chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In entrambe le situazioni il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante -due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di “quarantena” domiciliare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118. Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Prevenzione, le regole da osservare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          coronavirus regoleL’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da coronavirus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/Coronavirus-Covid-19-DNA.png" length="652356" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 16:16:59 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, firmato il Dpcm 1 marzo 2020</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-firmato-il-dpcm-1-marzo-2020</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         1 Marzo 2020
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha adottato oggi un proprio decreto, in corso di pubblicazione, che recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e ne introduce ulteriori, volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale all’attuazione dei programmi di profilassi.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) è stato adottato, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, su proposta del Ministro della salute, Roberto Speranza, sentiti i Ministri competenti e i Presidenti delle Regioni, e tiene conto delle indicazioni formulate dal Comitato tecnico-scientifico appositamente costituito.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il testo distingue le misure sulla base delle aree geografiche d'intervento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1. Misure applicabili nei comuni della “zona rossa” (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo')
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per tali comuni si stabilisce quanto segue:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione di manifestazioni, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione di viaggi di istruzione in Italia o all’estero fino al 15 marzo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, nelle modalità e nei limiti indicati dal prefetto;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, indette e in corso negli stessi comuni;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità, nelle modalità e nei limiti indicati dal prefetto;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -l'obbligo di accedere ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dall'azienda sanitaria competente;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, ivi compresa l’attività veterinaria, nonché di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare o a distanza;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano al di fuori dell'area.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Negli stessi comuni, il prefetto, d’intesa con le autorità competenti, può individuare specifiche misure finalizzate a garantire le attività necessarie per l’allevamento degli animali e la produzione di beni alimentari e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Infine, negli uffici ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono i comuni della “zona rossa”, sino al 15 marzo 2020, si prevede la possibilità, per i Capi degli uffici giudiziari, sentiti i dirigenti amministrativi, di stabilire la riduzione dell’orario di apertura al pubblico, in relazione alle attività non strettamente connesse ad atti e attività urgenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2. Misure applicabili nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per tali regioni e province si stabilisce quanto segue:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano “a porte chiuse”. Restano consentite le sessioni di allenamento, sempre “a porte chiuse”;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle stesse regioni e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          è consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione, sino all’8 marzo 2020, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo la possibilità di svolgimento a distanza;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'apertura delle attività commerciali diverse da quelle di ristorazione, bar e pub, condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'obbligo di privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3. Misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per tali province si stabilisce la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4. Misure applicabili nella regione Lombardia e nella provincia di Piacenza
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In tali territori si applica altresì la misura della sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          5. Misure applicabili sull'intero territorio nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nell’ambito dell’intero territorio nazionale si stabilisce:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la possibilità che la modalità di “lavoro agile” sia applicata, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la sospensione fino al 15 marzo dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, con la previsione del diritto di recesso dai contratti già stipulati;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'obbligo, fino al 15 marzo, della presentazione del certificato medico per la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la possibilità, per i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l'attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, di attivare, sentito il collegio dei docenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          lo svolgimento a distanza, ove possibile e avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità, delle attività didattiche o curriculari nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nelle quali non è consentita la partecipazione degli studenti alle stesse, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          la proroga dei termini previsti per il sostenimento dell'esame di guida in favore dei candidati che non hanno potuto effettuarlo a causa dell'emergenza sanitaria;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'idoneo supporto delle articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale al Ministero della giustizia, anche mediante adeguati presidi, al fine di garantire i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Inoltre, il testo prescrive, per l'intero territorio nazionale, ulteriori misure di informazione e prevenzione:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il personale sanitario si attiene alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private, ove ne sia consentito l’espletamento, devono comunque essere assicurate modalità tali da evitare assembramenti di persone;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, o sia transitato o abbia sostato nei comuni della “zona rossa”, deve comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o ai servizi di sanità pubblica competenti, che procedono di conseguenza, secondo il protocollo previsto in modo dettagliato dallo stesso dpcm odierno.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con l'entrata in vigore di questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, infine, cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, adottati in attuazione del decreto-legge 3 febbraio 2020, n. 6.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel complesso, oltre al dpcm odierno, i provvedimenti attualmente vigenti, approvati dal Governo in seguito all'emergenza sanitaria internazionale, sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          decreto-legge, in corso di pubblicazione, approvato dal Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2020, con prime misure economiche urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          decreto-legge del 23 febbraio 2020, n. 6, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione delle emergenze epidemiologiche a livello nazionale, attuato con il dpcm odierno;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 di dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ordinanza del Ministro della salute del 30 gennaio 2020 relativa al blocco dei voli diretti da e per la Cina.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Infine, il Governo sta elaborando ulteriori misure, di prossima approvazione, per il sostegno economico ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, connesse all'emergenza sanitaria per la diffusione del COVID-19, e più globalmente per la crescita economica del Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 11:41:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia ha avuto le sue manifestazioni epidemiche iniziali il 30 gennaio, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi per il virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni di COVID-19 è stato successivamente rilevato a partire da 16 casi confermati in Lombardia il 21 febbraio, aumentati a 60 il giorno successivo con i primi decessi segnalati negli stessi giorni.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Alla data del 22 marzo 2020 sono stati registrati 59 138 casi positivi di coronavirus, tra cui 7 024 persone guarite e 5 476 persone decedute, e sono stati effettuati 258 402 tamponi per il virus, rendendo l'Italia il secondo paese per numero di infezioni al mondo, dopo la Cina, e il primo al mondo per numero di casi attivi e decessi.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A marzo 2020, l'Italia risulta essere colpita più duramente che qualsiasi altro paese in Europa dalla pandemia della COVID-19. L'Italia è stata il primo dei soli due paesi in Europa a sospendere tutti i voli diretti da e verso la Cina, trattando l'epidemia con una delle misure più drastiche nell'UE.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tra le prime misure di contenimento dell'infezione c'è stata la messa in quarantena di 11 comuni dell'Italia settentrionale (in Lombardia e in Veneto). Il 23 febbraio il Consiglio dei ministri emana il decreto-legge n. 6, che sancisce la chiusura totale dei comuni con focolai attivi e la sospensione di manifestazioni ed eventi sugli stessi comuni; nei giorni successivi il premier Conte emana una serie di decreti attuativi (DPCM) in cui le misure di restrizione si fanno progressivamente più ferree ed estese via via all'intero territorio nazionale: DPCM del 25 febbraio, del 1° marzo, del 4 marzo, dell'8 marzo, delľ11 marzo, del 22 marzo 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Diffusione della pandemia in Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Evoluzione dei casi di Covid-19 in Italia al 22 marzo 2020
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Evoluzione delle tipologie dei casi attivi di Covid-19 in Italia al 22 marzo 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Primi casi confermati
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alla fine di gennaio 2020, in seguito agli sviluppi della pandemia nella Cina continentale, negli aeroporti di Leonardo da Vinci-Fiumicino e di Milano Malpensa sono state istituite misure di screening avanzate, tra cui misurazioni termiche e presenza attiva di personale medico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 31 gennaio sono stati confermati i primi due casi a Roma, una coppia di turisti cinesi di 66 e 67 anni originari della provincia di Hubei e sbarcati il 23 gennaio all'aeroporto di Milano-Malpensa e che avevano visitato la Capitale su di un autobus turistico, sono risultati positivi per il virus SARS-CoV-2 e sono stati ricoverati in ospedale presso l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani.[12] Il governo italiano ha sospeso tutti i voli da e per la Cina e ha dichiarato lo stato di emergenza. Il primo ministro Giuseppe Conte ha dichiarato che l'Italia è il primo paese dell'Ue a prendere questa misura precauzionale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 2 febbraio, a poco meno di 48 ore dal ricovero dei due turisti cinesi presso l'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, i virologi sono riusciti ad isolare la sequenza genomica del virus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 3 febbraio vengono rimpatriati dalla Cina con un volo speciale dell'Aeronautica militare italiana 56 cittadini italiani residenti a Wuhan, trasferiti poi in quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola. Il 6 febbraio venne confermato come infetto uno degli italiani rimpatriati, dichiarato poi guarito il 22 febbraio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Focolaio in Lombardia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          22 febbraio 2020: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presiede la riunione del Comitato operativo sul coronavirus presso il Dipartimento della Protezione Civile. Al vertice partecipano il capo del Dipartimento della Protezione Civile e commissario straordinario Angelo Borrelli, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 21 febbraio sono stati confermati altri sedici casi (quattordici in Lombardia, due in Veneto). Un italiano di 38 anni a Codogno, in provincia di Lodi, in Lombardia, ha riscontrato problemi respiratori. Il paziente, la moglie incinta e un amico sono risultati positivi. Altri tre casi sono stati confermati lo stesso giorno dopo che i pazienti hanno riportato sintomi di polmonite. Dopo questi casi, sono state eseguite verifiche e controlli approfonditi su tutte le persone che erano state eventualmente in contatto o nelle vicinanze dei soggetti infetti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 22 febbraio un secondo paziente infetto da coronavirus è morto in Lombardia.[21] Comprese le due vittime, il numero di casi in Italia è salito a 79. Dei 76 casi recentemente scoperti, 54 sono riscontrati in Lombardia, tra cui un paziente dell'ospedale San Raffaele di Milano e 8 pazienti nel Policlinico San Matteo di Pavia,[24] 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna, 2 in Lazio e 1 in Piemonte.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 23 febbraio una donna di 68 anni, che soffriva di cancro, è morta a Crema, diventando la terza vittima italiana del virus. Il numero di casi in Italia è salito a 152, inclusi quattordici pazienti in trattamento presso il Policlinico San Matteo di Pavia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 24 febbraio sono morti un uomo di 84 anni di Bergamo, uno di 88 anni di Caselle Landi e due uomini di Castiglione d'Adda – rispettivamente di 80 e 62 anni; tutti avevano altre patologie pregresse.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio i casi in Emilia-Romagna salgono a 23, diffusi tra le province di Piacenza, Parma e Modena, ricondotti al focolaio lombardo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un nuovo focolaio legato a quello lombardo si registra nel Mezzogiorno, a Palermo, con il ricovero di una turista di 60 anni proveniente da Bergamo, risultata positiva ed è stata ricoverata all'Ospedale Cervello. Un uomo di 49 anni che in precedenza aveva visitato Codogno è risultato positivo a Pescia, in Toscana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Liguria ha successivamente confermato che una 72enne turista di Castiglione d'Adda si è dimostrata positiva ad Alassio mentre era in un albergo. La donna è stata curata in un ospedale di Genova. Più tardi nel corso della giornata, è stato confermato un secondo caso in Liguria, un uomo di 54 anni che ha visitato Codogno per un lavoro è risultato positivo alla Spezia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Controlli sanitari presso l'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, un uomo di 69 anni di Lodi con condizioni mediche preesistenti è deceduto in Emilia-Romagna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ulteriori casi riguardanti sei minori sono stati identificati in Lombardia. Una bambina di 4 anni di Castiglione d'Adda è stata ricoverata al Policlinico San Matteo di Pavia, una quindicenne è stata ricoverata all'ospedale Seriate di Bergamo. Due bambini di 10 anni di Cremona e Lodi sono stati giudicati positivi e dimessi. Anche un diciassettenne della Valtellina, che ha frequentato una scuola a Codogno, e un suo compagno di scuola di Sondrio, sono risultati positivi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Puglia ha confermato che un uomo di 33 anni di Taranto, tornato da Codogno il 23 gennaio, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Ospedale San Giuseppe Moscati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un consigliere del governatore lombardo Attilio Fontana è risultato positivo al SARS-CoV-2. Sebbene Fontana risultasse negativo, decide di mettersi in isolamento preventivo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Campania ha confermato due nuovi casi di COVID-19. Una donna di 24 anni di Caserta, che in precedenza aveva visitato Milano, è risultata positiva. Una donna ucraina di 25 anni di Cremona, che in precedenza aveva visitato la Lombardia, arrivata al pronto soccorso in un ospedale di Vallo della Lucania è risultata positiva. Entrambe sono state trasferite all'Ospedale Domenico Cotugno di Napoli, dove sono state sottoposte ad isolamento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio l'Abruzzo ha confermato che un uomo di 50 anni della Brianza, in Lombardia, è risultato positivo ed è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Giuseppe Manzini di Teramo. Lui e la sua famiglia alloggiavano nella propria casa per le vacanze a Roseto degli Abruzzi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ancora il 1 marzo vengono confermati un caso di contagio nel foggiano, riguardante una 74enne proveniente dalla zona del focolaio lombardo, e di un militare 29enne, in ritiro a Bari, con sintomi influenzali successivamente confermati tramite tampone e posto in isolamento presso il Policlinico della città.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 27 febbraio, ci sono stati 403 casi confermati e 37 guarigioni in Lombardia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 4 marzo i casi confermati in Italia sono saliti a 3.089, i decessi a 107 e i pazienti guariti a 276. La pandemia si mantiene in fase di crescita e il governo parla di creare una nuova zona rossa nella provincia di Bergamo visto l'elevato numero di contagi in questa zona.[48]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Focolaio in Veneto
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Punto di pronto soccorso della Protezione civile a Padova.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 21 febbraio due persone sono state riscontrate positive per le infezioni da COVID-19 in Veneto. Il giorno successivo, uno di loro, un uomo di 78 anni è deceduto all'Ospedale di Schiavonia di Padova, diventando la prima vittima del virus in Italia. L'uomo viveva nel comune di Vo', che è stato consequenzialmente messo in quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 23 febbraio sono state segnalate in totale 25 infezioni in Veneto, che salgono a 32 il 24 febbraio
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio una donna di 76 anni con condizioni mediche preesistenti è deceduta a Treviso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio è stato identificato un caso aggiuntivo riguardante un minore. Una bambina di 8 anni, proveniente da Codevigo, è risultata positiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 27 febbraio ci sono stati 111 casi confermati in Veneto, con 42 casi nel comune di Vo', inclusi i due decessi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 28 febbraio il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha annunciato che, dopo i primi due casi, ha ordinato a tutti i residenti a Vo' di essere sottoposti a test. Su 6,800 tamponi, solo l'1,7% sono stati confermati positivi. Questo studio epidemiologico viene usato dall'Università di Padova per studiare la pandemia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 28 febbraio ci sono 151 casi confermati in Veneto, con 70 casi nel comune di Vo', incluse due morti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Diffusione nelle altre regioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Numerosi casi di COVID-19 sono emersi in tutte le altre regioni che potrebbero essere isolate e non associate ai focolai del Nord Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio 2020, il primo caso a Firenze, in Toscana, ha coinvolto un imprenditore di 63 anni con società in Asia, tornato dalle Filippine e da Singapore il 6 gennaio. È risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato ricoverato all'ospedale di Santa Maria Annunziata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo caso a Rimini riguarda un 71enne di Cattolica, tornato dalla Romania il 22 febbraio. È risultato positivo ed è stato ricoverato all'ospedale Infermi. Anche un uomo di 51 anni di Piandimeleto, che fu in Romania con lui, è risultato positivo e si è sottoposto ad auto-quarantena a casa. Il 26 febbraio, una delle persone con cui ha interagito in Romania è risultata positiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo caso di infezione da COVID-19 in Friuli Venezia Giulia è a Gorizia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo caso nella provincia di Lecce viene registrato il 2 marzo 2020 all'Ospedale di Galatina. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alla data del 3 marzo 2020, col primo contagiato in Valle d'Aosta, tutte le regioni italiane registrano come confermato almeno un caso di infezione, mentre in data 18 marzo 2020, coi primi casi a Isernia, viene riscontrato almeno un caso positivo al coronavirus in ogni provincia italiana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Parametri applicati
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 28 febbraio il Ministero della Salute annuncia linee guida per il conteggio dei casi: sono date nuove indicazioni sulla definizione di "caso confermato", "caso sospetto", "caso probabile".  Non vengono più riportati i casi asintomatici (tamponi risultati positivi da persone che non presentavano sintomi), che risultavano dal 40 al 50% di tutti i casi segnalati. Queste persone dovranno seguire l'isolamento domiciliare e verranno seguite con nuovi test fino a quando non risultino negative.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gestione della pandemia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alle persone con sintomi è fatto obbligo per decreto di chiamare il numero di emergenza 112 invece di andare direttamente in ospedale per limitare la diffusione della malattia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Ministero della Salute ha fornito un sito web e un numero telefonico (1500) con cui le persone possono ottenere gli aggiornamenti e informazioni sulla situazione della pandemia di coronavirus in Italia, nonché segnalare casi sospetti. L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno anche pubblicato un primo manifesto, con il supporto degli Ordini professionali di medici, farmacisti, veterinari e infermieri e delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato-Regioni, che elenca dieci punti con le indicazioni su come lavarsi le mani, pulire le superfici e confutando le principali false notizie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Ministero della Salute ha attivato dall'8 gennaio 2020 controlli sui voli diretti provenienti inizialmente da Wuhan, in seguito estesi a tutti voli provenienti dalla Cina, con misurazione della temperatura dei passeggeri prima dello sbarco in Italia. Il 22 gennaio il ministero ha dichiarato che in Italia non vi era circolazione virale, ed è stata avviata una sorveglianza specifica per la COVID-19 e sono state fornite istruzioni per la gestione dei potenziali casi e per la gestione delle persone provenienti dalle aree affette in Cina, e per i lavoratori a contatto con il pubblico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il 21 febbraio il ministro della Salute ha diramato un'ordinanza che prevedeva la quarantena obbligatoria per chi fosse stato a contatto con persone positive per l'infezione virale, e sorveglianza attiva e permanenza domiciliare per chi fosse stato nelle aree a rischio nei 14 giorni precedenti, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali. Lo stesso giorno ha aggiunto un'ordinanza firmata in modo congiunto con la presidenza della Regione Lombardia, che sospendeva tutte le manifestazioni pubbliche, le attività commerciali non di pubblica utilità, le attività lavorative e ludiche e sportive, e chiudeva le scuole in dieci comuni (Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano). L'ordinanza non aveva una durata prestabilita, poiché la situazione sarebbe stata monitorata giorno per giorno e le decisioni assunte in base all'evoluzione del quadro generale.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il giorno successivo, il Consiglio dei ministri ha annunciato un nuovo decreto-legge per contenere la pandemia, che prevede la quarantena di oltre 50 000 persone provenienti da 11 comuni diversi del Nord Italia. Il decreto emanato, attuato dal 23 febbraio, impone l'isolamento dei dieci comuni del lodigiano già interessati dalla pandemia, e del comune di Vo' in provincia di Padova. Il decreto comporta anche la sospensione, in queste zone, delle manifestazioni e iniziative di qualsiasi natura sia pubbliche che private, chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura e di tutte le attività commerciali (escluse quelle di vendita di beni di prima necessità, usufruibili con l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale). I servizi ferroviari regionali per le aree più colpite sono stati sospesi, sopprimendo le fermate alle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: "Nelle aree di focolaio, l'ingresso e l'uscita non saranno consentiti. La sospensione delle attività lavorative e degli eventi sportivi è già stata ordinata in tali zone". Il ministro della sanità Roberto Speranza ha aggiunto: "L'autorità sanitaria locale adotterà le misure di quarantena, sotto una sorveglianza attiva o, in presenza di condizioni difficili, misure alternative di efficacia equivalente. Esiste l'obbligo di comunicare al dipartimento di prevenzione delle autorità sanitarie locali di aver soggiornato nelle aree di pandemia. Il mancato rispetto delle misure previste costituirà una violazione dell'ordinanza".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il governo ha annunciato l'invio delle forze armate per imporre il blocco dei comuni in quarantena. Le sanzioni per violazione del blocco variano da una multa di 206 euro a 3 mesi di reclusione. Il controllo era formato da 35 varchi presidiati da un totale di 400 agenti di forze dell'ordine ed esercito. Nonostante tale misura di sicurezza, sono comunque capitati casi di persone che riuscissero ad eludere tali controlli scappando dalla zona di quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I decreti attuativi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 febbraio, relativo alle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, si estendono i provvedimenti governativi oltre agli 11 comuni epicentro dei focolai di coronavirus, con disposizioni principalmente relative a scuole, musei, uffici giudiziari, telelavoro, valide fino al 15 marzo: viene confermata la sospensione di tutti gli eventi sportivi nelle suddette regioni, consentendo lo svolgimento di gare e partite "a porte chiuse". Il giorno successivo viene pubblicato un decreto valevole per le altre regioni, al fine di interrompere la proliferazione di ordinanze difformi tra una regione e l'altra, che descrive le misure di prevenzione da adottare per prevenire la diffusione della malattia, e misure per la profilassi ed il trattamento dei soggetti che hanno soggiornato nelle aree della Cina o nei comuni con trasmissione locale del virus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 1º marzo un nuovo decreto del presidente del Consiglio recepisce e proroga alcune delle misure precedenti e ne introduce ulteriori, per garantire uniformità su tutto il territorio nazionale. Con l'entrata in vigore di questo decreto cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, e distingue le misure sulla base di aree geografiche:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure applicabili negli 11 comuni della “zona rossa” (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione d'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo')
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure applicabili nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, e nelle province di Pesaro-Urbino e di Savona
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure applicabili nella regione Lombardia e nella provincia di Piacenza
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure applicabili sull'intero territorio nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 4 marzo 2020 con un ulteriore decreto presidenziale il governo annuncia misure valide sull'intero territorio nazionale: la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni grado e università fino al 15 marzo seguente[96][97], la chiusura delle porte di tutti gli stadi a livello nazionale fino al 3 aprile ed indicazioni riguardanti l'accesso di parenti e visitatori alle strutture sanitarie, e per gli istituti penitenziari e penali per minori.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le province italiane oggetto delle misure restrittive definite con il decreto dell'8 marzo 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella notte tra 7 e 8 marzo 2020 il presidente del Consiglio ha emanato un nuovo decreto, che sostituisce i DPCM del 1º e del 4 marzo,[100] con misure restrittive che si applicano alla Lombardia e a 14 province del Centro-Nord (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia) per un totale di 16 milioni di persone, ed altre che interessano tutta Italia.[101] Con questo decreto vengono abolite le cosiddette "zone rosse" stabilite all’inizio della pandemia, e si vieta ogni spostamento da e per i territori soggetti a restrizione, nonché all'interno dei territori stessi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Già verso la sera del 7 marzo era trapelata sul web una bozza del decreto, causando una "fuga generale" di molti lavoratori e studenti originari del sud Italia, verso le loro regioni natie, al fine di evitare di rimanere bloccati nelle zone che sarebbero state poste sotto quarantena nelle ore successive. Per evitare che questo esodo verso il sud Italia provocasse un'ulteriore velocizzazione della trasmissione della pandemia nelle regioni del sud Italia, sono stati imposti, da parte delle regioni del Mezzogiorno, controlli e quarantene a tutti coloro che sarebbero giunti tramite autobus e treni. La notizia delle restrizioni ha scatenato molte rivolte nelle carceri di tutta Italia, a causa della sospensione di colloqui e visite dei familiari ai detenuti e della limitazione dei regimi di semilibertà. Nel carcere Sant'Anna di Modena e in quello di Rieti sono morte complessivamente dodici persone mentre altre decine sono rimaste ferite o intossicate nei vari incendi scoppiati anche negli altri istituti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La prima pagina de La Repubblica appesa in una strada di Bologna il 10 marzo 2020, il giorno in cui tutta l'Italia è stata proclamata zona rossa
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'11 marzo viene poi pubblicato il "Decreto #IoRestoaCasa", l'ultimo provvedimento che estende a tutto il territorio nazionale quanto già previsto col decreto dell'8 marzo,[109] in vigore fino al 3 aprile 2020: vengono sospese le comuni attività commerciali al dettaglio, i servizi di ristorazione, sono vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella tarda serata del 21 marzo 2020, in diretta nazionale alle ore 23:30 circa, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia l'attuazione di misure più stringenti che prevedono la chiusura di tutte quelle attività non ritenute necessarie per la filiera produttiva italiana in relazione alla situazione contingente. Il 22 marzo 2020 è stata adottata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Ministro dell'Interno una nuova ordinanza che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stesso giorno viene firmato sempre dal Presidente Conte il nuovo DPCM relativo alla chiusura di tutte le attività non necessarie, pubblicando anche una lista di tutte quelle che invece, al contrario, vengono ritenute necessarie e strategiche, con validità dal 23 marzo e fino al 3 aprile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Provvedimenti locali
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Liguria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Liguria è la prima regione italiana a dotarsi di una nave ospedale che dovrebbe essere operativa a partire da lunedì 23 marzo. Il traghetto Splendid della compagnia Grandi Navi Veloci ospiterà 25 posti letto per pazienti dimessi dagli ospedali del territorio. Il numero è incrementabile fino ad un masismo di 400 unità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tende della protezione civile davanti al Policlinico di Verona montate in occasione dell'epidemia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fin dai primi giorni dopo l'individuazione dei casi infetti, in Lombardia e Veneto, regioni in cui erano presenti i primi e principali focolai dell'infezione, tutti gli eventi pubblici sono stati cancellati e sono state limitate alcune attività commerciali. È stata disposta la chiusura al pubblico dei musei e degli altri luoghi della cultura (quali teatri, cinema e biblioteche), sono state sospese le celebrazioni delle messe e altre riunioni religiose aperte ai fedeli (con l'eccezione di matrimoni e funerali, da celebrare in forma privata con la presenza di pochi parenti stretti) e sono stati sospesi i viaggi d'istruzione in Italia e all'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 22 febbraio il sindaco di Vo' firma un'ordinanza simile a quella firmata – il giorno precedente – dal Ministero della salute e regione Lombardia, per vietare nel territorio comunale tutte le attività sportive, ludiche, religiose e lavorative, con contestuale interdizione delle fermate dei mezzi pubblici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 23 febbraio la regione Lombardia dichiara di avere diviso la regione in due aree: la "zona rossa" (il basso lodigiano), completamente isolata, e la "zona gialla", cioè la parte restante della regione, soggetta a limitazioni per 7 giorni, eventualmente prorogabili a 14: ai locali di aggregazione, quali bar, pub e discoteche, è stata ordinata la chiusura dalle ore 18:00 alle ore 6:00, mentre ai centri commerciali è stata vietata l'apertura nei giorni di sabato e domenica, con l'eccezione degli esercizi che vendono prodotti alimentari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le regioni di Lombardia e Veneto hanno attivato due numeri verdi per i cittadini che temono di essere entrati in contatto con soggetti infetti e successivamente anche il Piemonte ha reso operativo un numero verde per le informazioni sulla COVID-19.[127]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le università e le scuole di ogni ordine e grado, in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna sospendono tutte le attività dal 23 febbraio al 1° marzo, anche su invito del Ministero dell'istruzione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 23 febbraio sono state annullate quattro partite di Serie A (Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Torino-Parma) oltre a vari eventi sportivi che si dovevano disputare in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le autorità venete hanno annullato gli ultimi due giorni del Carnevale di Venezia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A metà marzo, un'azienda tessile di Besozzo[138] e la "Grafica Veneta" di Trebaseleghe hanno riconvertito la loro produzione, iniziando a fornire particolari mascherine facciali utilizzabili come dispositivi di protezione individuale, che saranno distribuiti alla popolazione tramite la Protezione Civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A partire dalla metà di marzo, il comune di Bergamo ha visto incrementare il numero dei morti, a tal punto da aver saturato la capacità dei forni crematori cittadini. É stato quindi necessario, nei giorni del 18 e 21 marzo, l'intervento dei camion dell'Esercito Italiano che portassero i feretri in altre regioni del nord Italia per la cremazione. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Friuli Venezia Giulia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Trasporto di pazienti in bio-contenimento da parte dell'Aeronautica Militare (20 marzo 2020)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da lunedì 24 febbraio 2020 in Friuli-Venezia Giulia, nelle università sono state sospese le attività didattiche, gli esami, le conferenze o i dibattiti, come anche nei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché nei corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani (ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie) salvo le attività formative svolte a distanza; sospese e rinviate le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, e gli eventi ed ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, come anche i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 1º marzo viene emanata una nuova ordinanza, con cui la Regione decide di allungare i termini di chiusura di scuole e università fino all'8 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Marche
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli dispone, con ordinanza, la chiusura di tutte le scuole e le università nel territorio regionale nonostante l'assenza di contagi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tale scelta, motivata dalla necessità di prevenire i contagi provenienti dal vicino comune di Cattolica, è stata criticata dal Governo, che ha espresso l'intenzione di ottenere l'annullamento dell'ordinanza. Il 27 febbraio il TAR Marche, in sede cautelare, dispone la sospensione dell'ordinanza regionale, riaprendo di fatto le scuole e le università in tutto il territorio delle Marche. Tale sospensione viene motivata sulla circostanza che al momento dell'emissione non vi erano contagi nell'area marchigiana: la presenza di persone infette sul territorio regionale, infatti, avrebbe legittimato l'adozione di misure straordinarie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Preso atto della sospensione, il presidente della regione emette, dopo poche ore, una nuova ordinanza identica alla precedente nei contenuti ma con durata minore (due giorni, fino al 29 febbraio), basata sulla presenza di sei casi di contagi da coronavirus che nel frattempo si erano verificati nelle Marche.[153]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Trentino-Alto Adige
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 22 febbraio la provincia autonoma di Trento ha ordinato la sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado per i giorni 24 e 25 febbraio, sospensione poi prorogata al 2 marzo con una nuova ordinanza del 24 febbraio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il giorno successivo, con un'ordinanza del presidente Arno Kompatscher, anche la provincia autonoma di Bolzano ha disposto la chiusura di asili nido e microstrutture per la prima infanzia, la sospensione delle attività didattiche della Libera Università di Bolzano, della Scuola Provinciale Superiore di Sanità Claudiana e del Conservatorio Claudio Monteverdi per la settimana dal 24 febbraio al 1° marzo.[156] Le restanti scuole erano già chiuse negli stessi giorni per le tradizionali vacanze di carnevale. Il successivo 26 febbraio, una nuova ordinanza ha confermato la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado a partire dal successivo 2 marzo, sospendendo al contempo i viaggi di istruzione fino al 15 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In provincia di Trento con l'ordinanza del 24 febbraio sono state inoltre sospese tutte le manifestazioni legate al martedì grasso ed in generale al Carnevale, dopo che già molti eventi previsti domenica 23 erano stati annullati dalle autorità locali o per iniziativa dei comitati organizzatori; in provincia di Bolzano sono state invece confermate le manifestazioni all'aperto, come quella di chiusura del Carnevale di Laives, mentre sono state annullate quelle al chiuso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dopo che venne confermata la notizia che alcuni turisti tedeschi che avevano soggiornato in Val Venosta, Val Gardena e Val Badia, una volta tornati in patria erano stati trovati positivi, il 3 marzo la provincia autonoma di Bolzano dispose nuovamente la chiusura delle scuole, limitatamente ai comuni di Selva di Val Gardena, Santa Cristina Val Gardena, Dobbiaco, Monguelfo-Tesido, Predoi e Badia, prevedendo altresì, negli stessi comuni, altre misure precauzionali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sicilia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 16 marzo la Regione Siciliana, in accordo con il Ministero dei Trasporti che ha firmato il decreto la notte del 15 marzo (D.M.118/2020[161]), chiude l'accesso alla Regione con il blocco di tutti i collegamenti e i controlli dei passeggeri effettuati dall'Esercito[162][163]. Un provvedimento che si è reso necessario dopo l'ordinanza del 13 marzo sugli spostamenti all'interno del territorio isolano, compresi aeroporti, porti e stretto di Messina. Cosicché, fino al 25 marzo, il traghettamento nello stretto di Messina, tranne eventuali deroghe, per motivi di necessità, lavoro o salute, avviene soltanto con un lasciapassare della Regione, non più tramite l'autocertificazione prevista dal DPCM dell'8 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per contrastare il numero dei contagi di ritorno, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva invocato – fin dal 27 febbraio – l'intervento militare per contrastare gli arrivi dal Nord Italia, invitando i cittadini residenti a non tornare in Sicilia. Intanto, dal 3 marzo per disposizione della Regione, chiunque abbia fatto ingresso dalla penisola a partire dal 22 febbraio scorso, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico o sia transitato e abbia sostato nei territori indicati dal DPCM dell'8 marzo, ha il dovere di informare il medico di base e di porsi in autoisolamento, iscrivendosi al portale appositamente creato per coloro che sono rientrati. Alla data del 20 marzo sono trentasettemila i Siciliani registrati nella piattaforma digitale, tutti provenienti dai confini oltre lo Stretto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In risposta all'impennata di nuovi casi, la nuova ordinanza del 19 marzo regola provvedimenti nell'azione di contenimento e di prevenzione dell'emergenza epidemiologica, in materie igienico-sanitarie, commercio, trasporti pubblici e ulteriori misure: si dispone una generalizzata sanificazione di strade e uffici pubblici (compresi gli edifici scolastici); si regolamentano le modalità d'apertura degli esercizi commerciali e delle rivendite di tabacchi; si indicano le modalità d'uso del trasporto urbano; si consentono gli spostamenti con l'animale da affezione, per le sue deiezioni, soltanto in prossimità della propria abitazione; si impone il divieto assoluto di tutte le attività sportive e il numero delle uscite da casa per gli acquisti limitatamente una volta al giorno; si istituisce una linea telefonica dedicata per i contatti tra sindaci e presidenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Altri provvedimenti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Trenitalia e Italo, i principali fornitori del servizio ferroviario ad alta velocità italiano, hanno ordinato l'installazione di distributori di disinfettanti per le mani su tutti i treni, la distribuzione di maschere, guanti monouso e disinfettanti a tutto il personale di bordo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La nave da soccorso Ocean Viking gestita da Medici senza frontiere e SOS Mediteranee, che trasportava quasi 300 passeggeri, è stata messa in quarantena per 14 giorni a Pozzallo, in Sicilia,[175] mentre il 25 febbraio, a seguito delle segnalazioni, le scuole di Palermo e delle Marche vengono chiuse rispettivamente sino al 3 e al 4 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alitalia dal 9 marzo sospende i voli su Malpensa, mentre fornisce da Linate solo collegamenti nazionali. FlixBus, la compagnia tedesca di autobus low-cost, sospende dal 10 marzo al 3 aprile tutti i collegamenti nazionali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Reazioni all'estero
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
               Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
               Ingresso vietato alle persone provenienti dall'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
               Ingresso vietato alle persone provenienti da determinate aree d'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
               Quarantena obbligatoria per le persone provenienti dall'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
               Quarantena obbligatoria alle persone provenienti da determinate aree d'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Aggiornata al 23 marzo 2020
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La sera del 23 febbraio 2020 l'Austria ha sospeso tutti i treni da e per l'Italia per un paio d'ore a causa di sospetti casi di COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Romania ha istituito in parallelo una quarantena per i cittadini italiani in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il volo Alitalia AZ 772, decollato la sera del 23 febbraio 2020 da Roma e diretto alle Mauritius, è stato fermato dalle autorità mauriziane che hanno chiesto la quarantena obbligatoria oppure il rimpatrio dei passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto, anche se senza sintomi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In seguito all'esito positivo al virus su un medico italiano in vacanza a Tenerife, tutti gli ospiti dell'hotel H10 Costa Adeje Palace di Adeje sono stati posti in quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio il Kuwait ha disposto la sospensione di tutti i voli provenienti dall'Italia, oltre che da Corea del Sud e Thailandia. Il Regno Unito ha invece imposto l'auto-isolamento obbligatorio per chi arriva dal Nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dal 25 febbraio la Croazia ha esteso alle persone provenienti delle regioni italiane considerate a rischio i controlli sanitari alla frontiera. Le persone che presentano i sintomi potranno essere poste in quarantena o respinte alla frontiera. Chi invece non presentasse sintomi sarà obbligato ad effettuare controlli quotidiani per 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Arabia Saudita, El Salvador, Giordania, Iraq, Israele e Seychelles vietano l'ingresso nel territorio nazionale ai provenienti dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 28 febbraio, la Germania ha adottato nuove misure di sicurezza sanitaria per includere le norme relative ai viaggi aerei e marittimi, imponendo ai passeggeri di più paesi, tra cui l'Italia, di segnalare il proprio stato di salute prima dell'ingresso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 29 febbraio, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitensi hanno aggiornato la situazione dell'Italia al livello 3, il quale raccomanda di evitare viaggi non essenziali a causa della diffusa trasmissione comunitaria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Molte aziende come Amazon, Google, London Stock Exchange Group hanno rinviato tutti i viaggi non essenziali ai paesi colpiti da gravi focolai, tra cui l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Divieto d'ingresso
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Divieto d'ingresso in tutto il paese per tutta Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 23 marzo 2020, i paesi che hanno interdetto l'ingresso ai cittadini italiani o ai cittadini stranieri che hanno visitato qualsiasi regione d'Italia nei giorni precedenti il tentativo d'ingresso nel paese sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Algeria Algeria - Dal 17 marzo le autorità algerine hanno decretato la chiusura di tutte le frontiere terrestri e aeree e che l'ingresso nel Paese sarà consentito in via eccezionale se precedentemente concordato con i governi dei Paesi interessati, a patto che i soggetti ammessi si sottopongano a quarantena di 14 giorni in una struttura individuata dall'autorità sanitaria competente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Angola Angola - Dal 3 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia, e non sia un cittadino angolano, verrà respinto alla frontiera e imbarcato nel primo volo disponibile della compagnia aerea con cui è arrivato. Dal 20 marzo, con la chiusura di tutte le frontiere, è vietato a chiunque l'ingresso nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda - Dal 10 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 28 giorni precedenti. Già dal 27 febbraio 2020 venne annunciato il divieto d'imbarco a chi provenisse delle zone d'Italia messe in isolamento a febbraio 2020 sui voli per il Paese. Nello stesso giorno, sono vietati i voli diretti con l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Arabia Saudita Arabia Saudita - È vietato l'ingresso nel Paese ai cittadini di numerosi paesi, tra i quali tutti quelli dell'Unione europea non-residenti o agli stranieri che sono stati in Europa più generalmente, in un paesi in cui si sono registrati casi di COVID-19, nei 14 giorni precedenti l'ingresso nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Argentina Argentina - Dal 15 marzo è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri non residenti provenienti dall'Unione europea o paesi dello spazio Schengen, Cina, Stati Uniti, Iran, Giappone o Corea del Sud o che vi siano stati nei 14 giorni precedenti. Già dal 13 marzo, chiunque provenisse dall'Europa, doveva sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni, pena l'espulsione dal Paese per i cittadini stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Aruba Aruba - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri. In precedenza, chiunque provenisse dall'Italia era sottoposto ad un apposito monitoraggio sanitario (misurazione della temperatura corporea) direttamente in aeroporto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Australia Australia - Dalle ore 18:00 (UTC+11) dell'11 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri che nei 14 giorni precedenti sono stati in Italia. I cittadini australiani, i residenti permanenti o i loro parenti più prossimi, dovranno invece sottoporsi ad una quarantena obbligatoria. Già dalla fine di febbraio, a chiunque arrivasse dall'Italia venivano poste domande sulle condizioni di salute, sia prima dell'imbarco, che una volta giunti alla frontiera australiana, dove veniva anche misurata la temperatura corporea, impedendo ai passaporti italiani l'uso dei gate elettronici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bahamas Bahamas - Dal 6 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque sia stato in Italia negli ultimi 20 e non sia residente nel Paese. I residenti verranno sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. Dal 16 marzo il divieto è esteso a tutti i paesi europei, Cina, Corea del Sud e Iran.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bahrein Bahrein - Dal 27 febbraio 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia o da un paese a rischio e non sia residente nel Paese. In tal caso, se asintomatici, si bisognerà sottoporsi a tampone e ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni a domicilio mentre, se si presentano sintomi di COVID-19, la quarantena sarà in ospedale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bangladesh Bangladesh - Dalle 12:00 del 16 marzo, chiunque provenga dall'Europa o sia un cittadino di un paese europeo, ad eccezione del Regno Unito, non può entrare nel Paese. Già dal 1° marzo 2020 chiunque provenisse dall'Italia doveva, oltre a compilare una dichiarazione relativa alla propria salute, sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Belize Belize - Dal 15 marzo 2020 gli stranieri non residenti provenienti dall'Europa, Cina, Giappone, Iran, Corea del Sud o che vi siano stati negli ultimi 30 giorni o con cittadinanza di un paese europeo non sono ammessi nel Paese, mentre i cittadini o gli stranieri residenti devono sottoporsi ad un periodo di quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bhutan Bhutan - Dal 6 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel paese agli stranieri per qualsiasi ragione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bolivia Bolivia - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina - Dall'11 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri che provenienti dall'Italia, dall'Hubei, Corea del Sud o Giappone e in seguito anche da Francia, Romania, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio. Per i cittadini bosniaci provenienti dalle suddette aree è previsto l'autoisolamento per 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Botswana Botswana - Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Iran, Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera ed India.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Brasile Brasile - Dal 23 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a chi proviene dall'Unione europea, Islanda, Svizzera, Norvegia, Regno Unito, Cina, Corea del Sud Giappone e Malesia. Già dalla fine di febbraio, all'Aeroporto Internazionale di San Paolo-Guarulhos, sui voli provenienti dall'Italia, sale a bordo dell'aereo il personale sanitario col fine di porre domande a passeggeri ed equipaggio circa le condizioni di salute, oltre a leggere loro una serie di indicazioni al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Brunei Brunei - Inizialmente previsto che chiunque provenisse dall'Italia si sarebbe dovuto sottoporre ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso il Centro d'Isolamento Nazionale, dal 7 marzo successivo è scattato il divieto d'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non-residenti che sono stati in Italia nei 14 giorni precedenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bulgaria Bulgaria - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri non residenti provenienti da Italia, Cina, Bangladesh, India, Maldive, Nepal, Sri Lanka, Spagna, Corea del Sud, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera. Già da fine febbraio, oltre alla compilazione di un modulo in presenza di un'autorità sanitaria, chiunque provenga dall'Italia o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti, è obbligato a sottoporso un periodo di quarantena di 14 giorni presso il proprio domicilio bulgaro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Burkina Faso Burkina Faso - Dal 21 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cambogia Cambogia - Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Francia, Germania e Stati Uniti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Camerun Camerun - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Canada Canada - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'estero o vi sia stato nei 14 giorni precedenti,[194] con l'eccezione dei cittadini canadesi e statunitensi. Già dall'11 marzo, le province canadesi dell'Alberta, Columbia Britannica e Saskatchewan avevano imposto una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni a chiunque provenisse dall'Italia. Dal 13 marzo vigeva l'obbligo a chiunque provenga dall'estero di notificarlo alle autorità sanitarie, che inviteranno il viaggiatore ad osservare un periodo di autoisolamento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ciad Ciad - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri. Già dal 28 febbraio il Paese ha imposto il tampone e la quarantena obbligatoria a chiunque provenisse dall'Italia presso una struttura sanitaria in loco o in un hotel, quest'ultimo a spese del viaggiatore.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cile Cile - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri non residenti. Già dal 10 marzo 2020, chiunque proveniva da Italia o Spagna, doveva sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni monitorata dalle autorità o, in alternativa, fare rientro nel Paese d'origine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cipro Cipro - Dal 15 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri. Già dal 10 marzo 2020 chiunque provenisse dall'Italia o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti, doveva sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni e dal 25 febbraio 2020. Le persone provenienti da Lombardia e Veneto dovevano compilare un modulo e che sottoposte al controllo della temperatura corporea. Dal 3 marzo 2020 tale prassi venne estesa a chiunque provenisse dall'Italia a nord di Pisa, Firenze o Rimini (escluse). Inoltre, chi proveniva dalle zone appena indicate veniva invitato ad evitare luoghi affollati nei successivi 14 giorni, poiché tutte le frontiere terrestri e aeroportuali sono state chiuse.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cipro del Nord Cipro del Nord - Dal 5 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel territorio autoproclamato di tutte le persone che, nei 14 giorni precedenti, siano state in Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Colombia Colombia - Dal 16 marzo è interdetto l'ingresso nel Paese ai cittadini stranieri non residenti, divieto esteso ai cittadini colombiani dal 23 marzo. Già dall'11 marzo 2020 chiunque proveniva da Italia, Francia, Spagna o Cina, o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti, doveva obbligatoriamente avere un'assicurazione sanitaria da esibire alla frontiera. Tali viaggiatori dovevano inoltre sottoporsi ad una quarantena domiciliare di 14 giorni a proprie spese, nella prima città di arrivo nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Comore Comore - Dal 19 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da un paese che ha registrato più di 10 casi di COVID-19.[201]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Corea del Nord Corea del Nord - Dal 6 febbraio 2020 è interdetto l'ingresso a tutti gli stranieri per fini turistici. È concesso l'ingresso ai cittadini stranieri che hanno necessità di recarsi nel Paese per fini commerciali ma dovranno sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Costa d'Avorio Costa d'Avorio - Gli stranieri provenienti da un paese che conta più di 100 casi confermati di COVID-19 non sono ammessi nel Paese. I cittadini o gli stranieri residenti provenienti da tali stati devono sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.[194]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Costa Rica Costa Rica - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese chi proviene dall'estero, eccezion fatta per i cittadini e i residenti, i quali al rientro devono sottoporsi ad un periodo di quarantena di due settimane.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Curaçao Curaçao - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri, ma già dal 12 marzo 2020 a chiunque provenisse da Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto non era consentito l'ingresso o il transito nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Danimarca Danimarca - Dal 14 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          El Salvador El Salvador - Dal 26 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri che sono stati in Italia. I cittadini salvadoregni provenienti dall'Italia, invece, sono sottoposti a una quarantena di 15 giorni. Tali norme sono valide anche per chi provenga da Spagna, Francia, Germania, Cina, Corea del Sud e Iran.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti - Dal 19 marzo 2020 viene temporaneamente sospesa l'esenzione di visto a tutti i cittadini dello spazio Schengen, ma già dal 17 marzo l'ingresso nel Paese è consentito solo ai cittadini e agli stranieri-residenti. In precedenza, oltre al controllo della temperatura corporea, previsto per i viaggiatori in arrivo da qualunque destinazione, a chiunque arrivava dall'Italia all'Aeroporto Internazionale di Dubai veniva eseguito il tampone per la COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Estonia Estonia - Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri non residenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fær Øer Fær Øer - Dal 14 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Figi Figi - Dal 28 febbraio 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia, anche solo in transito, nei 14 giorni precedenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Finlandia Finlandia - Dal 16 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non residenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gabon Gabon - Chiunque sia stato negli ultimi 14 giorni nell'Unione europea, in Svizzera, Regno Unito o Stati Uniti non è ammesso nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Georgia Georgia - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel paese a tutti gli stranieri. Già prima di tale data, chiunque fosse stato in Italia, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Spagna, Svizzera, Iran, Cina o Corea del Sud negli ultimi 14 giorni o ai cittadini italiani in ingresso nel Paese tramite aereo o frontiere terrestri, venivano effettuate anilisi epidemiologiche, il controllo della temperatura corporea e sottoposti a una quarantena obbligatoria di 14 giorni a meno che non si fosse presentato un esame ematocrito recente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Germania Germania - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri, fanno eccezione gli autotrasportatori, chi risiede nel Paese o chi deve fare scalo in aeroporto. Già dal 10 marzo alle persone provenienti dall'Italia settentrionale veniva fornito un apposito modulo (Aussteigerkarte) al momento dell'ingresso nel Paese tramite le frontiere aeree o marittime col fine di poter essere contattate velocemente da parte delle autorità qualora ve ne fosse stata la necessità. Chiunque fosse stato nei 14 giorni precedenti in Lombardia, Emilia-Romagna o a Vo', veniva invitato a rimanere presso il proprio domicilio per 14 giorni e ad evitare il contatto con altre persone. Quanto detto venne esteso a chiunque provenisse dall'Italia a partire dal 10 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ghana Ghana - Dalle 13:00 del 17 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri provenienti da Paesi che abbiano registrato più di 200 casi di COVID-19 ad eccezione degli stranieri residenti e dei cittadini ghanesi, che dovranno comunque sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giamaica Giamaica - Dal 27 febbraio 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a qualsiasi straniero che sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti, mentre i cittadini giamaicani o gli stranieri residenti saranno messi in quarantena. La misura è stata successivamente estesa anche per chi proviene da Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, mentre dal 21 marzo sono chiusi porti e aeroporti, impedendo de facto l'accesso al Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giordania Giordania - Dal 27 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia, eccezion fatta per i cittadini giordani. A qualunque straniero sarà negato il visto d'ingresso nel caso questo abbia soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti. Dal 17 marzo è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grenada Grenada - Dall'11 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia, anche solo in transito aeroportuale, sarà respinto alla frontiera. Tale misura è estesa, dal 18 marzo, a tutta l'Europa. Già dal 27 febbraio 2020 chiunque fosse stato nel nord Italia nei 14 giorni precedenti doveva sottoporsi a una quarantena obbligatoria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Guatemala Guatemala - Dal 12 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Europa, dalla Cina, dall'Iran, dalla Corea del Sud o dal Giappone. I cittadini guatemaltechi provenienti da tali aree sottoporsi ad una quarantena minima di 7 giorni. Dal 17 marzo è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Guinea-Bissau Guinea-Bissau - Dal 18 marzo 2020 le autorità hanno disposto la chiusura delle frontiere e dei voli internazionali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale - Dal 9 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Haiti Haiti - Dal 10 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          India India - Dal 18 marzo 2020 è interdetto l'ingresso agli stranieri provenienti dallo spazio Schengen, Regno Unito e Turchia. Dal 3 marzo 2020 era già vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri che erano stati in Italia dopo 1° febbraio 2020 e che si presentavano alla frontiera con un visto elettronico, la cui emissione, per i cittadini italiani, è stata sospesa il 28 febbraio. Tutti i visti turistici sono sospesi, chi presentava un visto differente e proveniva da Italia, Cina, Iran, Repubblica di Corea, Francia, Spagna e Germania doveva sottoporsi a una quarantena di 14 giorni. Il 9 marzo successivo, lo stato federato del Sikkim, ha interdetto l'ingresso a tutti gli stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Indonesia Indonesia - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'accesso a tutti coloro che hanno transitato o soggiornato in Italia, Città del Vaticano, Iran, Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito. Già dall'8 marzo era vietato l'ingresso nel paese a tutti gli stranieri non residenti provenienti da Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto o che vi fossero stati nei 14 giorni precedenti. Gli stranieri non residenti provenienti dalle altre regioni italiane dovevano presentare alla frontiera un certificato medico in lingua inglese che attestava l'assenza di sintomi influenzali riconducibili alla COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Iraq Iraq - Dal 13 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato, anche solo in transito negli ultimi 14 giorni, in Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Iran, Italia, Nigeria, Singapore, Spagna, Thailandia, Taiwan o Turchia. Nel Kurdistan iracheno è vietato l'ingresso a chiunque sia stato nei suddetti paesi dopo il 1° gennaio 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Isole Cayman Isole Cayman - Dal 16 marzo 2020 chiunque sia stato in un paese dello spazio Schengen nei 14 giorni precedenti non è ammesso nel Paese, mentre i cittadini devono sottoporsi ad un periodo di quarantena di 14 giorni. Dal 22 marzo è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'estero, eccezion fatta per chi proviene dal Regno Unito, che dovrà sottoporsi alla quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Isole Cook Isole Cook - Dal 29 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti o a chi non sia in grado di dimostrare di non esserci stato. Tale misura è stata successivamente estesa a chiunque provenga dall'estero, eccetto che dalla Nuova Zelanda.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Isole Marshall Isole Marshall - Dal 2 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia dopo il 31 dicembre 2019. La misura è successivamente estesa a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Isole Salomone Isole Salomone - Dall'11 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato, anche solo in transito, nei 14 giorni precedenti, in Italia o in altri paesi colpiti dalla COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Israele Israele - Dal 27 febbraio 2020 è vietato l'ingresso in Israele a chiunque sia stato in Italia, anche solo per un transito aeroportuale, nei 14 giorni precedenti e che non sia residente o cittadino israeliano. In tali casi sarà obbligatorio sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni. Chiunque sia stato in Italia ed entrato in Israele tra il 13 e il 27 febbraio dovrà sottoporsi ad un periodo di quarantena di 14 giorni a decorrere dalla data d'ingresso o, in alternativa, lasciare immediatamente il Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kazakistan Kazakistan - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri. Già dall'8 marzo 2020 era interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque avesse visitato l'Italia nei 14 giorni precedenti con l'obbligo alle compagnie aeree di rifiutare l'imbarco. Dal 26 febbraio, chiunque provenisse dall'Italia era costretto ad un periodo di quarantena di 14 giorni presso un domicilio kazako e sottoposto a visite quotidiane da parte del personale sanitario.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kenya Kenya - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'Italia o da altri paesi a rischio contagio. I cittadini kenioti provenienti da tali aree dovranno sottoporsi ad una quarantena obbligatoria. La quarantena è obbligatoria anche per gli stranieri giunti nel Paese tra fine febbraio e il 16 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kirghizistan Kirghizistan - Dal 19 marzo è vietato l'ingrsso a tutti gli stranieri. Dal 14 marzo 2020 era vietato l'ingresso a chiunque fosse stato, nei 30 giorni precedenti, in Italia, Cina, Corea del Sud, Iran, Francia, Germania, Spagna. Già dal 26 febbraio chiunque provenisse dall'Italia era costretto ad una quarantena di 14 giorni presso una caserma nei pressi di Biškek e, dal 3 marzo successivo, è stato invece interdetto l'ingresso nel Paese a qualunque straniero fosse stato in Italia nei 20 giorni precedenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kiribati Kiribati - Dal 4 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia e non abbia trascorso 14 giorni in un paese in cui non vi sono contagiati dalla COVID-19 e quindi compilare un modulo sanitario da consegnare alla autorità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kosovo Kosovo - Al 17 marzo 2020, le autorità kosovare dichiarano la temporanea chiusura dei punti di accesso aerei e terrestri per i viaggiatori stranieri, la sospensione del traffico aereo in entrata, nonché il traffico terrestre interno al Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Kuwait Kuwait - Dal 26 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti o a chi non possa dimostrare di non esserci stato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lettonia Lettonia - Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese ai cittadini stranieri. Dal 26 febbraio 2020 chiunque arrivava nel paese con un volo proveniente da Bergamo, Milano, Venezia o Verona doveva compilare un modulo in cui indicare la durata del soggiorno nel Paese e gli spostamenti. I minorenni provenienti da Lombardia e Veneto non potevano frequentare la scuola per due settimane.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Libano Libano - Il 28 febbraio 2020 è stato vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri che sono stati in Italia nei giorni precedenti. Tale divieto è stato successivamente esteso ad altri paesi come Francia, Germania e Regno Unito. Dal 18 marzo è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lituania Lituania - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese ai cittadini stranieri. Dal 25 febbraio 2020 chiunque arrivava da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte o Veneto era sottoposto al controllo della temperatura corporea direttamente a bordo dell'aereo e quindi doveva compilare un apposito modulo dove indicava un recapito al fine di permettere alle autorità di monitorare lo stato di salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Macao Macao - Dal 6 marzo 2020, viene interdetto l'ingresso a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti. Già dalle ore 12:00 del 29 febbraio 2020 chiunque proveniva dall'Italia o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti poteva essere sottoposto ad una quarantena a proprie spese presso un albergo designato dalle autorità per 14 giorni. Quest'ultima misura è stata adottata, dal 17 marzo, a chiunque provenga dall'estero, con l'eccezione di Cina, Hong Kong e Taiwan.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Madagascar Madagascar - A partire dal 27 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti, compresi i cittadini malgasci che sono invitati a posticipare il rientro. Successivamente viene disposta la quarantena per chiunque provenga dall'Europa, da Mayotte o Riunione. Dal 18 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dai suddetti paesi, oltre che Cina, Corea del Sud e Iran.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Malaysia Malaysia - Dal 13 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti i cittadini italiani non residenti. Già dal 6 marzo 2020 era vietato l'ingresso in Malesia a tutti gli stranieri, a meno che non fossero residenti, che erano stati in Emilia-Romagna, Lombardia o Veneto nei 14 giorni precedenti. Dalla stessa data, lo stato malese di Sarawak interdisse l'ingresso sul proprio territorio a chiunque fosse stato in Italia nei 14 giorni precedenti, mentre lo stato di Sabah vietò l'ingresso a tutti i cittadini stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Maldive Maldive - Dall'8 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia o che solamente vi abbia fatto transito.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mauritius Mauritius - Dal 28 febbraio 2020 è interdetto l'accesso al Paese a tutti gli stranieri che sono stati in Italia nei 14 giorni precedenti. Per i cittadini mauriziani è invece prevista una quarantena fino a 14 giorni. La stessa misura è stata estesa a chi proviene da Riunione dal 16 marzo e dallo spazio Schengen, Regno Unito e Svizzera dal 18 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Micronesia Micronesia - Dal 5 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato, nei 14 giorni precedenti, in un Paese che registri anche solo un caso di COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Moldavia Moldavia - Dal 15 marzo 2020 è vietato l'ingrsso nel Paese a chiunque abbia una cittadinanza diversa da quella del Paese, con eccezione degli apolidi e residenti permanenti che non provengano da Italia, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania o Spagna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mongolia Mongolia - Dal 1° marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti. I cittadini mongoli in rientro dall'Italia, anche se asintomatici, dovranno sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni in un ospedale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Montenegro Montenegro - Dal 10 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'Italia. Già dalla fine di febbraio, chiunque provenisse dalle aree italiane di maggior diffusione della COVID-19, o vi fosse transitato di recente, oltre ai controlli sanitari all'ingresso nel Paese, doveva obbligatoriamente contattare le autorità sanitarie quotidianamente al fine di comunicare loro il proprio stato di salute. Chiunque soggetto a questa misura, avesse lasciato il Montenegro prima dei 14 giorni, si sarebbe dovuto sottoporre ad una visita medica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mozambico Mozambico - Dal 23 marzo è vietato l'ingresso di tutti i cittadini stranieri, poiché viene sospeso il rilascio dei visti e invalidati quelli già rilasciati. Dal 5 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia, come da Cina, Corea del Sud, Francia, Germania e Iran, deve sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni, con monitoraggio attivo, presso il proprio domicilio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Namibia Namibia - Dal 17 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non residenti provenienti dallo spazio Schengen, Regno Unito, Stati Uniti, Iran, Corea e Giappone.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nauru Nauru - Dal 2 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia, anche solo per transito aeroportuale, nei 21 giorni precedenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nepal Nepal - Dal 14 marzo 2020 il Paese dispone la sospensione dell'emissione del visto all'arrivo alla frontiera e gli stranieri con visto già emesso in precedenza potranno entrare nel Paese solo attraverso l'Aeroporto Internazionale di Tribhuvan di Kathmandu, esibendo un certificato medico, emesso da meno di 7 giorni, che specifichi l'assenza di COVID-19 dal viaggiatore e sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Tuttavia, dal 23 al 31 sono sospesi i voli internazionali, impedendo de facto l'ingresso in Nepal agli stranieri. Già dal 10 marzo 2020 venne sospeso, per i cittadini italiani, il visto all'arrivo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Niger Niger - Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. Già dal 10 marzo chiunque provenisse dall'Italia o altra zona a rischio contagio doveva sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni, con monitoraggio sanitario quotidiano, presso il proprio domicilio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Niue Niue - Dal 13 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti, eccezion fatta per chi è autorizzato dal governo o per chi è cittadino di Niue.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Norvegia Norvegia - Dalle 8:00 del 16 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non residenti. Già dal 13 marzo 2020 venne fatto obbligo a tutti gli stranieri in ingresso nel Paese di sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni, eccezion fatta per chi proveniva da Danimarca, Finlandia, Islanda o Svezia. La misura era retroattiva e valida per tutti gli stranieri, anche se asintomatici, che fecero ingresso nel Paese dopo il 27 febbraio 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nuova Zelanda Nuova Zelanda - A partire dal 19 marzo tutti gli stranieri che viaggiano con visto turistico o con "working-holiday visa" non saranno ammessi nel Paese. Già dal 13 marzo chiunque fosse stato in Italia nei 14 giorni precedenti l'arrivo nel Paese era obbligato a registrarsi tramite il numero verde del ministero della salute neozelandese e a sottoporsi in quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni. Tale misura era già in vigore dal 2 marzo 2020 per chiunque fosse stato in territorio italiano a nord di Pisa, Firenze o San Marino dopo il 26 febbraio 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Oman Oman - Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri, con l'eccezione dei cittadini di un paese membro del Consiglio di cooperazione del Golfo residenti. Dal 15 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a fini turistici. Già dal 3 marzo 2020, a chiunque provenisse dall'Italia e non fosse residente non era permesso entrare nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Papua Nuova Guinea Papua Nuova Guinea - Gli stranieri che sono stati in Italia, Cina, Corea del Sud, Giappone o Iran negli ultimi 14 giorni non sono ammessi nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Paraguay Paraguay - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri non residenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Polonia Polonia - Dal 15 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri. I cittadini polacchi o residenti permanenti in arrivo dall'estero dovranno sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Qatar Qatar - Dal 18 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri. Già dal 4 marzo 2020 venne vietato l'ingresso a chiunque fosse stato in Italia nei 14 giorni precedenti, ad eccezione dei cittadini qatarioti o agli stranieri residenti. Era anche interdetto l'ingresso a tutti i cittadini italiani provenienti da Bangladesh, Cina, Egitto, India, Iran, Iraq, Libano, Nepal, Pakistan, Filippine, Corea del Sud, Sri Lanka, Siria, Sudan e Thailandia. Già dal 1° marzo 2020, chiunque fosse stato in Italia nei 30 giorni precedenti l'arrivo nel Paese, avrebbe dovuto sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni presso strutture appositamente designate. Si potrà anche optare per lasciare il Paese. Rimangono consentiti i transiti aeroportuali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rep. Ceca Rep. Ceca - Dalle 23.59 del 13 marzo, le persone provenienti da Cina, Corea del Sud, Iran, Italia, Spagna, Austria, Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Norvegia, Belgio, Danimarca non sono autorizzate ad entrare nella Repubblica Ceca, ad eccezione delle persone con residenza permanente o temporanea per più di 90 giorni. Inoltre, i cittadini della Repubblica Ceca non sono autorizzati a viaggiare nei predetti Paesi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Russia Russia - Dal 13 marzo 2020 è sospeso il rilascio dei visti turistici ai cittadini italiani, nonché l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia. Già dal 5 marzo 2020, solo per la città di Mosca, chiunque proveniva dall'Italia, doveva sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso il proprio domicilio, anche se asintomatico. Dal 1° marzo 2020 e fino al 13 marzo, giorno della sospensione dei voli Italia-Russia, tutti i voli in arrivo dall'Italia all'Aeroporto di Mosca-Šeremet'evo operavano al terminal F, dove veniva eseguito il controllo della temperatura corporea a tutti i passeggeri. All'Aeroporto di San Pietroburgo-Pulkovo il personale sanitario procedeva, invece, alla rilevazione della temperatura corporea di tutti i passeggeri direttamente a bordo degli aerei in arrivo dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Saint Lucia Saint Lucia - Gli stranieri che sono stati in Italia nei 14 giorni precedenti, non sono ammessi nel Paese.[194]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Samoa Samoa - Dal 24 febbraio 2020 non è ammesso nel Paese chiunque proviene dall'Italia a meno che non abbia trascorso più di 14 giorni in un paese in cui non si registrano casi di COVID-19 e quindi presenti alle autorità doganali un certificato medico non più vecchio di 3 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Samoa Americane Samoa Americane - Chiunque provenga da uno stato in cui si sono verificati casi di COVID-19 non è ammesso a meno che non trascorra 14 giorni nelle Hawaii e ottiene un certificato medico che non dovrà essere più vecchio di 3 giorni al momento dell'ingresso nelle Samoa Americane.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Regno Unito Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha - Dal 13 marzo 2020, chiunque sia stato in Italia negli ultimi 14 giorni non è permesso entrare nel territorio. I residenti che sono stati in Italia dovranno sottoporsi a quarantena domiciliare di 14 giorni.[205][194]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          São Tomé e Príncipe São Tomé e Príncipe - Dal 19 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non residenti. Già dall'11 marzo 2020, chiunque provenisse dall'Italia, doveva sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Serbia Serbia - Dal 10 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri che provengono dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Seychelles Seychelles - Dal 25 febbraio 2020 non può entrare nel Paese chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti e che non sia cittadino delle Seychelles. In questo caso, il cittadino che ha fatto visita in Italia nel suddetto periodo, sarà sottoposto a una quarantena di 14 giorni presso una struttura designata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Singapore Singapore - Dal 24 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri. Dal 15 marzo era vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Francia, Germania e Spagna, eccezion fatta per i cittadini di Singapore o i residenti permanenti, i quali, anche se asintomatici, dovranno sottoporsi ad una quarantena obbligatoria domiciliare di 14 giorni. Già il 5 marzo venne vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenisse dal nord Italia o vi fosse transitato negli ultimi 14 giorni mentre i viaggiatori provenienti dal resto d'Italia erano ammessi nel territorio, dopo misurazione della temperatura corporea ed eventualmente esecuzione del tampone per la COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sint Maarten Sint Maarten - Dal 17 marzo chiunque sia stato nello spazio Schengen, Irlanda o Regno Unito nei 21 giorni precedenti, non è ammesso nel territorio del Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Slovacchia Slovacchia - Dal 13 marzo è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri non-residenti. Chiunque provenga dall'estero deve sottoporsi a quarantena obbligatoria. Già dal 25 febbraio 2020, tutti i passeggeri in arrivo dall'Italia all'Aeroporto di Bratislava, dovevano compilare un modulo di rintracciabilità durante la permanenza nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Somalia Somalia - Dal 15 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Cina, Corea del Sud o Iran.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Spagna Spagna - Dalla mezzanotte del 16 marzo 2020 l'ingresso sarà consentito solo ai cittadini spagnoli, ai residenti in Spagna, ai lavoratori transfrontalieri e alle persone con documentate cause di forza maggiore, al personale diplomatico e al trasporto merci.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sri Lanka Sri Lanka - Dal 19 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque. Il 14 marzo venne vietato l'ingresso a tutti i passeggeri provenienti da Italia, Corea del Sud e Iran, nonché la sospensione di ogni tipo di visto per i cittadini italiani per almeno 2 settimane. Già dalle ore 12:00 del 9 marzo 2020, chiunque provenisse dall'Italia, anche solo per transito aeroportuale, doveva sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni in una struttura governativa nella città di Batticaloa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Stati Uniti Stati Uniti - Dal 14 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dallo spazio Schengen, eccezion fatta per cittadini statunitensi o residenti permanenti e loro famigliari. Già dal 1° marzo 2020, a tutti i passeggeri in partenza e in arrivo dall'Italia veniva effettuata la misurazione della temperatura corporea. A chiunque fosse stato in Italia nei 14 giorni precedenti l'ingresso negli Stati Uniti, le autorità richiedevano al viaggiatore di sottoporsi ad una quarantena volontaria di 14 giorni presso il proprio domicilio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sudafrica Sudafrica - Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia o altri paesi ad alto rischio. Già dal 28 febbraio 2020 a tutti i passeggeri in arrivo sui voli diretti dall'Italia veniva effettuata la misurazione della temperatura corporea a bordo dell'aereo e domande circa i loro spostamenti nel territorio sudafricano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sudan Sudan - Dal 12 marzo 2020 e almeno fino al 30 luglio successivo, le autorità locali hanno disposto con effetto immediato la sospensione del rilascio di visti d'ingresso ai cittadini dei Paesi in cui maggiore è l'incidenza accertata del virus, tra cui l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Suriname Suriname - Dal 14 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Svizzera Svizzera - Dal 13 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia, eccezion fatta per i cittadini, residenti permanenti, lavoratori transfrontialieri o chi debba solo transitarvi per raggiungere un paese terzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Swaziland Swaziland - Dal 20 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri non residenti che provengano dall'Italia o da altri paesi a rischio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Taiwan Taiwan - A partire dal 19 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri. Già dal 27 febbraio 2020, chiunque proveniva dall'Italia, doveva effettuare una quarantena domiciliare di 14 giorni. Dal 17 marzo tale misura è stata estesa a chiunque proveniva dallo spazio Schengen o Regno Unito.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Timor Est Timor Est - Dall'11 marzo 2020, gli stranieri che sono stati in Italia nelle 4 settimane precedenti il tentativo d'ingresso, non sono ammessi nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tonga Tonga - Non è ammesso nel Paese chiunque proviene dall'Italia a meno che non abbia trascorso più di 14 giorni in un paese in cui non si registrano casi di COVID-19 e quindi presenti alle autorità doganali un certificato medico che accerti l'assenza di sintomi compatibili tale malattia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago - Dal 3 marzo 2020 ogni straniero non-residente che è stato in Italia nei 14 giorni precedenti non sarà ammesso nel Paese. Dal 19 marzo è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tunisia Tunisia - Dal 18 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. Già dal 15 marzo era interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque fosse stato in Italia, Cina, Corea del Sud o Iran nei 14 giorni precedenti. Dall'11 marzo comunque, chiunque provenga dall'estero, oltre a sottoporsi alle procedure già in vigore per i viaggiatori provenienti dall'Italia dal 27 febbraio precedente che prevedevano la compilazione di un modulo in cui indicare informazioni circa la salute personale e gli spostamenti all'interno del Paese, dovevano sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni con monitoraggio attivo e utilizzare i mezzi di protezioni individuali. La pena per il non rispetto della quarantena può variare da una sanzione pari a 120 dinari sino a 6 mesi di detenzione. Tutti i voli diretti dall'Italia dopo il 5 marzo operavano al terminal 2 dell'Aeroporto di Tunisi-Cartagine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Turchia Turchia - Dal 29 febbraio 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti, ad eccezione dei cittadini turchi. Dal 14 marzo la misura è estesa anche a chi è stato in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Spagna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Turkmenistan Turkmenistan - Dal 25 febbraio 2020 le autorità turkmene hanno sospeso l'emissione dei visti ai cittadini italiani e respinto alla frontiera chi proveniente dall'Italia o, più in generale, dall'Europa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Turks e Caicos Turks e Caicos - Al 21 marzo 2020, le autorità locali prevedono che a chiunque provenga da qualunque Paese europeo, Cina, Macao, Hong Kong, Thailandia, Singapore, Corea del Sud e Giappone non venga consentito l'accesso al Paese. Già dal 3 marzo 2020 chiunque fosse stato in Italia nei 14-20 giorni precedenti l'ingresso nel Paese veniva respinto alla frontiera, eccezion fatta per i cittadini, i residenti permanenti o coniugi di cittadini di Turks e Caicos, per i quali rimane tuttora prevista una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tuvalu Tuvalu - Dal 29 febbraio 2020 non è ammesso nel Paese chiunque proviene dall'Italia a meno che non provi di aver trascorso più di 14 giorni in un paese in cui non si registrano casi di COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ucraina Ucraina - Dal 16 marzo è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri, ad eccezione delle persone residenti e con permesso di soggiorno. Dal 6 marzo, tutte le persone provenienti dall'Italia erano sottoposte al controllo della temperatura corporea.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ungheria Ungheria - Dall'11 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a tutti i non residenti provenienti dall'Italia. I cittadini ungheresi o gli stranieri residenti provenienti dall'Italia dovranno sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Già dal 27 febbraio 2020 tutti i passeggeri provenienti da Lombardia o Veneto erano sottoposti al controllo della temperatura corporea e dall'8 marzo 2020 tale misura venne estesa a chiunque provenisse dal nord Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Uruguay Uruguay - Il 15 marzo viene interdetto l'ingresso agli stranieri non residenti provenienti dall'Europa. Il giorno precedente venne dichiarato che chiunque provenisse da Italia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Iran, Francia, Spagna, Germania deve sottoporsi ad un periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Uzbekistan Uzbekistan - Dal 20 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'estero. Dal 1° marzo, chiunque proveniva dall'Italia, doveva effettuare una quarantena di 14 giorni presso una struttura designata dalle autorità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Vanuatu Vanuatu - Dall'8 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia dopo 31 dicembre 2019, abbia passato meno di 14 giorni in un paese terzo diverso da Cina, Hong Kong, Macao, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Singapore o Iran e non abbia un certificato medico che escluda la COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Vietnam Vietnam - Dal 22 marzo è interdetto l'ingresso agli stranieri. Dalle ore 12:00 del 15 marzo 2020 era già interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenisse dallo spazio Schengen, Irlanda o Regno Unito. Già dal 29 febbraio 2020, chiunque fosse stato in Italia o in altri paesi europei a rischio, anche solo per transito, nei 14 giorni precedenti l'ingresso nel Paese, veniva sottoposto ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni o, in alternativa, gli era data la possibilità di lasciare il Paese immediatamente. Dal 2 marzo 2020 è, per i cittadini italiani, obbligatorio richiedere il visto anche per i soggiorni inferiori ai 15 giorni, fino ad allora esente. La misura è stata successivamente estesa alla maggior parte dei paesi europei.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Divieto d'ingresso in tutto il paese per alcune regioni d'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 23 marzo 2020, i paesi che hanno interdetto l'ingresso ai cittadini italiani o ai cittadini stranieri che hanno visitato determinate regioni d'Italia nei giorni precedenti il tentativo d'ingresso nel paese sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giappone Giappone - Dall'11 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel paese a tutti gli stranieri che nei 14 giorni precedenti sono stati in Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto. Dal 19 marzo tale provvedimento viene esteso anche a coloro provenienti o transitati in Friuli-Venezia Giulia Liguria, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quarantena obbligatoria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quarantena obbligatoria per tutta Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 23 marzo 2020, i paesi che hanno imposto la quarantena ai cittadini italiani o a chi ha visitato l'Italia nei giorni precedenti il tentativo di ingresso sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anguilla Anguilla - Dal 21 marzo chiunque provenga al di fuori della regione caraibica deve sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Già in precedenza, tutti i viaggiatori provenienti dall'Italia venivano sottoposti a controlli sanitari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Austria Austria - Dal 19 marzo chiunque provenga da Italia, Svizzera, Spagna, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, San Marino, Russia, Ucraina e Città del Vaticano dovrà sottoporsi ad un periodo di quarantena obbligatoria domiciliare di 14 giorni. Dopo l'11 marzo 2020 l'ingresso nel Paese era consentito solo in presenza di un certificato medico non più vecchio di 4 giorni che affermi l'assenza della COVID-19. I trasfrontalieri o chi deve attraversare l'Austria per recarsi in un paese terzo è ammesso senza restrizioni. Questi ultimi, tuttavia, non possono effettuare soste sul territorio austriaco.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Azerbaigian Azerbaigian - Dal 13 marzo 2020, oltre alla sospensione dei visti elettronici per gli stranieri, le autorità hanno decretato l'obbligo per chi proviene da aree ad alta diffusione della COVID-19 di presentare alla frontiera un certificato medico che ne attesti l'assenza. Chiunque provenga dalle suddette aeree, dovrà poi sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Barbados Barbados - Dal 22 marzo chiunque provenga dall'Unione europea, Regno Unito, Cina, Corea del Sud, Iran o Stati Uniti deve sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni obbligatoria. Dal 5 marzo 2020 chiunque fosse stato, nei 14 giorni l'arrivo nel paese in Emilia-Romagna, Lombardia o Veneto doveva sottoporsi ad una quarantena obbligatoria con monitoraggio attivo per 14 giorni. Chi proveniva dalle altre regioni d'Italia era sottoposto a controlli sanitari all'arrivo e consigliato di sottoporsi ad una quarantena volontaria domiciliare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Benin Benin - Dal 3 marzo 2020, chiunque provenga dall'Italia è obbligato a chiamare uno specifico numero verde e sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni senza alcun contatto con l'esterno. Dal 18 marzo la quarantena per chiunque provenga dall'estero si svolgerà in una struttura alberghiera gestita dal governo, a spese del viaggiatore.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bermuda Bermuda - Dal 6 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia o vi sia stato negli ultimi 14 giorni, dovrà sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Birmania Birmania - Dal 12 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà esibire, all'ingresso nel Paese, un certificato medico che esclude la presenza della COVID-19. Dal 16 marzo chi proviene da Italia, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Iran, Spagna o Stati Uniti deve sottoporsi a una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Burundi Burundi - Dal 9 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni, a proprie spese, presso una struttura designata dalle autorità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cina Cina - Chiunque arrivi in Cina continentale proveniente dall'estero dovrà sottoporsi ad una quarantena domiciliare di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Corea del Sud Corea del Sud - Dal 16 marzo chiunque provenga da Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Cina, Giappone o Iran deve sottoporsi a quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Croazia Croazia - Dal 10 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia viene messo in isolamento per 14 giorni in una struttura individuata dalle autorità. Il 9 marzo fu già previsto che chi provenisse dalla Lombardia o dalle altre 14 province soggette alle restrizioni del decreto del presidente consiglio dei ministri italiano dell'8 marzo, venisse messo in quarantena presso una struttura, che chi provenisse dalle Marche, dal Trentino-Alto Adige o dalle restanti province non soggette al suddetto decreto di Emilia-Romagna, Piemonte o Veneto, avrebbe dovuto sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria e che chi provenisse dalle altre regioni d'Italia sarebbe stato sottoposto a domande e, anche in assenza di sintomi, monitorato durante la permanenza nel Paese. Quest'ultima misura era prevista sin dalla fine di febbraio solo per chi provenisse da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte o Veneto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ecuador Ecuador - Dal 12 marzo chiunque provenga dall'Italia o altre aree a rischio dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Il divieto d'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia nonostante fosse annunciato, non è mai entrato in vigore, in favore della quarantena obbligatoria. Già dall'inizio del mese, tutti i passeggeri provenienti dall'Italia erano sottoposti a controlli sanitari e, se vi è presenza di sintomi sospetti, trasferite in una struttura per ulteriori accertamenti o per essere sottoposte alla quarantena. Inizialmente era previsto che chiunque fosse stato in Italia nei 30 giorni precedenti non potesse andare nelle Isole Galapagos, tuttavia il provvedimento è stato annullato il 4 marzo 2020 in favore di controlli aggiuntivi per chi si debba recare nell'arcipelago e provenga da aree a rischio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Eritrea Eritrea - A partire dal 27 febbraio, chiunque sia proveniente dall'Italia sarà sottoposto ad una quarantena di 14 giorni presso un ospedale di Asmara.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Etiopia Etiopia - Dal 20 marzo 2020, chiunque provenga dall'estero dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria presso una struttura alberghiera presisposta. Già dal 12 marzo, chiunque provenisse dall'Italia o altre aree a rischio, doveva sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria con monitoraggio attivo da parte delle autorità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Filippine Filippine - Chiunque sia stato in Italia, anche solo in transito, deve sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.  Dal 16 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà esibire alla frontiera un certificato medico, non più vecchio di 2 giorni, che affermi la negatività alla COVID-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gibilterra Gibilterra - Chiunque provenga dall'Italia o vi sia stato nei 14 giorni precedenti, deve autodenunciarsi alle autorità e sottoporsi ad una quarantena domiciliare di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grecia Grecia - Dal 21 marzo è vietato, agli stranieri non-residenti, raggiungere le isole del Paese. Dal 16 marzo 2020 chiunque provenga dall'estero deve sottoporsi ad una quarantena obbligatoria domiciliare di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Guam Guam - Gli stranieri provenienti da un paese con casi confermati di CODID-19 devono presentare un certificato medico non più vecchio di 5 giorni che specifichi di non essere infetti dalla suddetta malattia e, successivamente, sottoporsi ad una quarantena.[194]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Guinea Guinea - Dal 9 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Honduras Honduras - Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. Già dall'11 marzo 2020 chiunque proveniva da Italia, Cina, Iran, Spagna, Francia, Germania, Giappone o Corea del Sud doveva sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Hong Kong Hong Kong - Dalle 23:59 del 19 marzo 2020 tutti coloro che entrano ad Hong Kong, residenti e non, saranno sottoposti a quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni. Tale provvedimento era già stato applicato il 13 marzo a chiunque provenisse dall'Italia o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti, mentre resta in vigore la disposizione del 1° marzo 2020 che costringe alla quarantena in struttura governativa chiunque fosse stato nei 14 giorni precedenti in Emilia-Romagna, Lombardia o Veneto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Islanda Islanda - Chiunque sia stato in Italia o in altre aree a rischio di contagio di COVID-19, deve sottoporsi ad un regime di quarantena domiciliare. Dal 19 marzo tutti i residenti in Islanda che arrivino dall'estero devono sottoporsi a quarantena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Isole Falkland Isole Falkland - Dal 13 marzo 2020 le autorità locali invitato a chiunque provenga dall'Italia a non recarsi nel territorio poiché sarà sottoposto a quarantena di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lesotho Lesotho - Dal 18 marzo 2020 è richiesta una quarantena obbligatoria di 14 giorni a coloro che provengono da paesi in cui si siano verificati casi di COVID-19, ad eccezione del Sudafrica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Liberia Liberia - Dal 6 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso una struttura indicata dalle autorità locali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Macedonia del Nord Macedonia del Nord - Dall'11 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Malawi Malawi - Dal 2 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia e non presenti sintomi, dovrà sottoporsi ad una quarantena domiciliare di 14 giorni. Chi invece presenta sintomi verrà accompagnato presso un ospedale per accertamenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Malta Malta - Dal 10 marzo 2020 chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria domiciliare di 14 giorni. La misura è estesa anche a chi condivide il domicilio con il viaggiatore. La violazione della quarantena comporterà una sanzione di 1000 euro. Già dal 28 febbraio 2020 chiunque proveniva da Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto o Piemonte doveva, anche se asintomatico, contattare le autorità locali e mettersi in quarantena volontaria per 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mauritania Mauritania - Dal 3 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni o, altrimenti, lasciare il Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nigeria Nigeria - Dal 21 marzo 2020 chiunque sia stato in Italia, Francia, Germania, Iran, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Cina, Corea del Sud, Spagna, Svizzera, Regno Unito o Stati Uniti nei precedenti 15 giorni dovrà sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni con sorveglianza attiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nuova Caledonia Nuova Caledonia - Dal 17 marzo chiunque provenga dall'estero dovrà sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Panama Panama - Dal 1° marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni che sarà monitorata dall'autorità del Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Perù Perù - Dall'11 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia o altri paesi a rischio contagio di COVID-19 dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Polinesia francese Polinesia francese - Dal 17 marzo 2020 chiunque provenga dall'estero dovrà sottoporsi ad un periodo di quarantena domiciliare di 14 giorni. Già dal 2 marzo chiunque proveniva dalle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, doveva presentare alla frontiera un certificato medico non più vecchio di 5 giorni che escluda la presenza di infezioni virali. Dal 13 marzo 2020 tale regola è estesa a chiunque provenga dall'estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Portogallo Portogallo - Dal 23 marzo 2020 chiunque provenga dall'estero deve sottoporsi ad una quarantena obbligatoria. Dal 16 marzo sono soppressi tutti i collegamenti aerei, ferroviari, terrestri e fluviali con la Spagna, consentendo solo il passaggio merci e per lavoratori transofrontalieri. Già dal 10 marzo, per un periodo iniziale di 14 giorni, venne sospeso il traffico aereo con l'Italia. Chiunque arrivi dalla terraferma dopo il 16 marzo, incluso dal Portogallo stesso, nelle Azzorre o Madera, deve sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.[194]
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rep. del Congo Rep. del Congo - Dal 3 marzo 2020, chiunque provenga dall'Italia dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso una struttura indicata dalle autorità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rep. Dominicana Rep. Dominicana - Dal 15 marzo 2020, chiunque provenga da Italia, Francia, Spagna o Cina deve sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Riunione Riunione - Dalle 15:00 del 17 marzo chiunque provenga da un'area a rischio contagio sarà sottoposto a quarantena domiciliare di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Romania Romania - Inizialmente previsto che chiunque provenisse dai comuni italiani soggetti ad isolamento si sarebbe dovuto sottoporre ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso una struttura designata e che chi, invece, provenisse dai comuni di Lombardia e Veneto non in isolamento o dall'Emilia-Romagna, si sarebbe dovuto sottoporre ad una quarantena domiciliare volontaria della stessa durata, dalle ore 12:00 del 9 marzo 2020 è previsto che chiunque provenga dall'Italia debba sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Inoltre, viene vietato l'ingresso nel Paese con il trasporto aereo a tutti gli stranieri che provengano dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ruanda Ruanda - Dal 20 marzo 2020 chiunque provenga dall'estero deve sottoporsi a quarantena domiciliare obbligatoria. Già in precedenza, tutti i viaggiatori provenienti dall'Italia erano sottoposti ad un monitoraggio costante delle condizioni di salute da parte delle autorità per un massimo di 14 giorni, da calcolarsi dalla data in cui si è lasciata l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Saint Kitts e Nevis Saint Kitts e Nevis - Dal 10 marzo 2020 chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti verrà messo in quarantena obbligatoria per 14 giorni. In quanto le autorità locali scoraggiano di recarsi nel Paese a chi sia stato in Italia di recente, queste potranno anche optare per il respingimento alla frontiera.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine - Dal 23 marzo chiunque provenga dall'Unione europea, Regno Unito o Stati Uniti dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sierra Leone Sierra Leone - Dall'8 marzo 2020, chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti l'arrivo nel Paese, dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tagikistan Tagikistan - Dal 27 febbraio 2020, chiunque provenga dall'Italia, o vi sia stato nei 14 giorni precedenti, dovrà scontare una quarantena di 14 giorni presso una struttura designata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Thailandia Thailandia - Dal 6 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia è obbligato a sottoporsi ad una quarantena domiciliare per 14 giorni, monitorata dalle autorità locali attraverso controlli a campione. Chiunque provenga dall'Italia dovrà, all'arrivo, compilare un modulo per facilitare la tracciabilità in caso di necessità. Al momento dell'imbarco, gli stranieri provenienti dall'Italia dovranno esibire un certificato medico che attesti l'assenza di COVID-19 e l'assicurazione sanitaria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Togo Togo - Dal 16 marzo 2020, chiunque provenga da un paese a richio COVID-19, tra cui l'Italia, deve sottoporsi ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni con monitoraggio medico attivo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Uganda Uganda - Dal 4 marzo 2020, chiunque provenga dall'Italia, dovrà sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di 14 giorni con monitoraggio attivo da parte delle autorità sanitarie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Zambia Zambia - Dal 28 febbraio 2020, chiunque provenga dall'Italia, dovrà sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso il proprio domicilio zambiano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quarantena per aree d'Italia a rischio
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 23 marzo 2020, i paesi che hanno imposto la quarantena a chi proviene dalle zone a rischio sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Regno Unito Regno Unito - Chiunque abbia fatto ingresso nel Paese e sia stato nei comuni italiani sottoposti ad isolamento dopo il 19 febbraio dovrà sottoporsi ad un periodo di quarantena anche se asintomatico in accordo con le autorità locali. Chiunque provenga dalle altre zone dell'Italia settentrionale dovrà sottoporsi alla quarantena solo se in presenza di sintomi sospetti per la COVID-19. Tale misura è valida anche per Guernsey, Jersey e l'Isola di Man.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          San Marino San Marino - Dal 27 febbraio 2020, chiunque sia stato nei 20 giorni antecedenti l'ingresso nel Paese nelle aree considerate "a rischio", dovrà mettersi in isolamento obbligatorio domiciliare di 20 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Misure speciali
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al 23 marzo 2020, i paesi che hanno imposto controlli sanitari speciali al momento dell'ingresso nel paese per chi proviene dall'Italia, sono i seguenti:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Afghanistan Afghanistan - Tutti i viaggiatori provenienti dall'Italia o che vi sono stati nei 14 giorni precedenti, verranno sottoposti al controllo della temperatura corporea e la verifica della presenza di sintomi riconducibili alla COVID-19 prima del controllo passaporti. In caso affermativo, il viaggiatore potrà optare per il rimpatrio o la quarantena in attesa dei risultati del tampone.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bielorussia Bielorussia - A chiunque sia stato in Italia nei 14 giorni precedenti, o chiunque sia di cittadinanza italiana, verrà misurata la temperatura corporea, effettuato il tampone per il SARS-CoV-2 e dovrà compilare un modulo al fine di essere rintracciabili per i regolari controlli sanitari che si dovranno effettuare durante la permanenza nel paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Capo Verde Capo Verde - Il 26 febbraio 2020 il paese ha dichiarato la sospensione, per tre settimane, di tutti i voli diretti con l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cuba Cuba - A tutti i passeggeri provenienti dall'Italia verrà effettuata la misurazione della temperatura corporea mediante scanner a distanza. In caso di presenza di sintomi di COVID-19, verrà effettuato un trasferimento presso un ospedale per ulteriori accertamenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Egitto Egitto - A tutti i passeggeri provenienti dall'Italia verrà misurata la temperatura corporea e richiesta la compilazione di un modulo affinché siano rintracciabili dalle autorità durante la permanenza nel Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Marocco Marocco - Tutte le persone provenienti dall'Italia, oltre ad essere sottoposte al controllo della temperatura corporea, dovranno compilare un modulo al fine di facilitarne la reperibilità nel caso ve ne sia bisogno. Dal 10 marzo viene sospeso il traffico aereo con l'Italia e, dalla settimana successiva, con qualunque paese straniero e anche quello marittimo internazionale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Messico Messico - Dal 29 febbraio 2020 chiunque provenga dall'Italia dovrà compilare un modulo sanitario sarà sottoposto al controllo della temperatura corporea al momento dell'ingresso nel Paese. In casi sospetti, le autorità procederanno con un ulteriori accertamenti presso un ospedale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Monaco Monaco - I cittadini monegaschi provenienti da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto sono invitati a effettuare una quarantena volontaria di 14 giorni. Vige l'obbligo di non presentarsi a scuola per il periodo della quarantena per gli studenti e il personale scolastico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nicaragua Nicaragua - Chiunque provenga dall'Italia verrà sottoposto ad un'intervista circa lo stato di salute e la permanenza nel Paese. A chi presenta sintomi compatibili con la COVID-19 verrà eseguito l'apposito tampone e messo in isolamento in attesa dei risultati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Slovenia Slovenia - Dal 15 marzo 2020 è permesso l'ingresso a chi proviene dall'Italia se presenta un certificato medico, non più vecchio di 3 giorni, che confermi l'assenza di COVID-19, se non manifesti i sintomi di COVID-19 o se abbia una temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Zimbabwe Zimbabwe - Le autorità sanitarie, oltre a misurare la temperatura corporea a tutti coloro provenienti da aree a rischio, tra cui l'Italia, invitano i viaggiatori provenienti dalle suddette aree a sottoporsi ad un periodo di isolamento di 14 giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Aiuti internazionali ricevuti in Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il governo italiano ha richiesto attrezzature mediche dal meccanismo di protezione civile dell'Unione europea e l'11 marzo si è lamentato della risposta lenta degli altri paesi europei.[215][216] Il rappresentante permanente italiano presso l'Unione europea, Maurizio Massari, ha scritto: "sfortunatamente, non un singolo paese dell'UE ha risposto all'appello della Commissione".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dall'inizio di marzo il governo tedesco ha limitato l'esportazione di prodotti essenziali al suo servizio sanitario nazionale. Ai distributori italiani è stato comunicato che non potevano essere forniti con camici chirurgici, maschere protettive, occhiali o visiere. La Francia ha imposto simili restrizioni all'esportazione e Jens Spahn ha difeso la decisione della Germania.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 13 marzo la Cina ha inviato forniture mediche, tra cui mascherine e ventilatori, in Italia, insieme a personale medico cinese; questi non furono donazioni bensì acquisti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 15 marzo l'UE, tramite la persona del commissario europeo per il mercato interno, il francese Thierry Breton, annuncia lo sblocco delle esportazioni dei materiali sanitari da Francia e Germania verso l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 21 marzo il Governo di Cuba ha inviato in Lombardia 52 medici e infermieri specializzati in malattie infettive.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Diffusione nel mondo ad origine dall'Italia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Paesi con casi di COVID-19 relazionati al cluster italiano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Numerosi casi di COVID-19 sono emersi in tutto il mondo e sembrano essere stati il risultato di infezioni associate ai focolai dell'Italia settentrionale. Al 26 febbraio, 16 paesi hanno confermato casi che sembrano provenire dall'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Algeria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, l'Algeria ha confermato il primo caso di COVID-19, un italiano di Bertonico, in Lombardia, che è arrivato nel paese il 17 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Armenia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'11 marzo, l'Armenia ha confermato 3 nuovi casi di COVID-19 di persone in arrivo dall'Italia, di cui 2 sono cittadini armeni e uno è cittadino italiano che lavora in Armenia.[230] Un nuovo caso è stato riportato il 15 marzo di un cittadino armeno rientrato dall'Italia recentemente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Austria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, l'Austria ha confermato i primi due casi di COVID-19, un uomo di 24 anni e una donna di 24 anni lombardi, che hanno visitato la loro città natale a Bergamo, sono risultati positivi al SARS-CoV-2 e sono stati ricoverati in ospedale a Innsbruck, in Tirolo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio entrambi i bambini della coppia italiana sono risultati positivi e sono stati curati all'ospedale Kaiser-Franz-Josef.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Brasile
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, il Brasile ha confermato il primo caso di COVID-19, un uomo di 61 anni di San Paolo, che si è recato in Lombardia tra il 9 e il 21 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2. Aveva sintomi lievi ed è stato messo in quarantena a casa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Croazia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, la Croazia ha confermato il primo caso di COVID-19; un uomo di 26 anni, che era stato in precedenza a Milano tra il 19 e il 21 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato ricoverato nell'ospedale universitario per le malattie infettive Dr. Fran Mihaljević a Zagabria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, suo fratello gemello è risultato positivo ed è stato anche ricoverato all'ospedale universitario per le malattie infettive Dr. Fran Mihaljevic. Anche un uomo croato che ha lavorato a Parma, in Italia, è risultato positivo ed è stato ricoverato in un ospedale di Fiume.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Danimarca
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, la Danimarca ha confermato il primo caso di COVID-19, un uomo, che era tornato a casa da una vacanza sulla neve in Valtellina, Sondrio, è risultato positivo al SARS-CoV-2 presso il Zealand University Hospital di Roskilde ed è stato messo in quarantena a casa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Finlandia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, la Finlandia ha confermato che una donna finlandese, che aveva fatto un viaggio a Milano ed era tornata in Finlandia il 22 febbraio, è risultata positiva al SARS-CoV-2 all'ospedale centrale dell'Università di Helsinki.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Francia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, la Francia ha confermato che un uomo di 64 anni di La Balme-de-Sillingy, tornato da un viaggio in Lombardia il 15 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato curato nel centro ospedaliero Annecy-Genevois, ad Épagny-Metz-Tessy.Anche sua moglie è risultata positiva ed è stata ricoverata nello stesso ospedale dove era in cura.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, un uomo di 36 anni, che ha fatto più viaggi in Lombardia, è risultato positivo ed è stato curato nella Nouvel Hôpital Civil di Strasburgo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 12 marzo il presidente Emmanuel Macron, dopo aver dichiarato che si tratta dell'"emergenza sanitaria più grave degli ultimi 100 anni in Francia", ha annunciato la chiusura da lunedì 16 marzo di tutte le scuole e le università, invitando inoltre le persone oltre i 70 anni d'età a rimanere in casa, ma ha confermato il regolare svolgimento delle Elezioni comunali del 15 e 22 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Germania
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Voce da controllare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questa voce o sezione sull'argomento medicina è ritenuta da controllare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Motivo: Diverse fonti affermano che il paziente zero sia tedesco. Come è possibile allora che sia stato un italiano a "esportare" il virus in Germania?
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio la Germania ha confermato che un uomo venticinquenne di Göppingen, nel Baden-Württemberg, recentemente rientrato da Milano, è risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato curato nella Klinik am Eichert.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, la sua fidanzata venticinquenne di Göppingen e il padre di lei sessantenne, medico principale presso l'ospedale universitario di Tubinga, sono risultati positivi e sono stati ricoverati nello stesso ospedale dove il padre lavorava a Tubinga.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un uomo di 32 anni di Rottweil, nel Baden-Württemberg, che aveva visitato Codogno con la sua famiglia il 23 febbraio, è risultato positivo ed è stato ricoverato in ospedale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grecia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio la Grecia ha confermato il primo caso di COVID-19, una donna di 38 anni di Salonicco, che ha recentemente visitato il Nord Italia, è risultata positiva al SARS-CoV-2 ed è stata ricoverata all'Ospedale universitario AHEPA.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, il bambino di 9 anni del paziente di 38 anni di Salonicco è risultato positivo ed è stato ricoverato nello stesso ospedale dove era stata curata la madre. Anche una donna che aveva viaggiato in Italia è risultata positiva ed è stata ricoverata in ospedale ad Atene.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Israele
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio Israele ha confermato che un uomo, tornato dall'Italia il 23 febbraio, è risultato positivo ed è stato ammesso al Sheba Medical Center di Tel HaShomer, Ramat Gan.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Macedonia del Nord
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio la Macedonia del Nord ha confermato il primo caso di COVID-19, una donna risultata positiva al SARS-CoV-2 nella Clinica per le malattie infettive, a Skopje. È stata in Italia per un mese ed era malata già da due settimane. Al suo ritorno in Macedonia del Nord, è immediatamente andata in clinica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Norvegia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio la Norvegia ha confermato che due persone che si sono dimostrate positive erano collegate al focolaio in Italia. Sono entrambi stati messi in quarantena a casa ad Oslo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Regno Unito
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, il Regno Unito ha confermato che un paziente, che ha visitato Milano, è risultato positivo al SARS-CoV-2. È stato ricoverato al Royal Free Hospital di Londra.[270] L'Irlanda del Nord ha riportato un primo caso di COVID-19 nella regione, un adulto che aveva viaggiato dal nord Italia attraverso Dublino è stato messo in quarantena a casa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Romania
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, la Romania ha confermato il primo caso di COVID-19, un uomo di Gorj è risultato positivo al SARS-CoV-2, dopo essere entrato in contatto con un uomo italiano di 71 anni di Cattolica, in Italia. L'italiano ha visitato la famiglia di sua moglie e ha avuto diversi incontri di lavoro in Romania dal 18 al 22 febbraio. Il rumeno è stato ammesso al Istituto nazionale di malattie infettive Prof. Dr. Matei Balş a Bucarest.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Spagna
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 24 febbraio 2020, un medico lombardo di 69 anni, in vacanza a Tenerife dal 17 febbraio, è risultato positivo al SARS-CoV-2 presso l'Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria in Spagna. Un uomo di 25 anni di ritorno da una vacanza in Italia è risultato positivo anche nelle Asturie, in Spagna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio, la moglie del medico lombardo, che era in vacanza a Tenerife, è risultata positiva ed è stata ricoverata nello stesso ospedale dove era in cura il marito. Anche una donna italiana di 36 anni che ha visitato Bergamo e Milano dal 12 al 22 febbraio, è risultata positiva a Barcellona. Un uomo di Villa-real, che di recente ha viaggiato a Milano, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Hosipital Universitario de La Plana. Un uomo di 24 anni di Madrid, recentemente tornato dal Nord Italia, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Ospedale Carlos III.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, anche due turisti italiani, che erano in vacanza insieme al medico lombardo e sua moglie, sono risultati positivi. Il gruppo è stato trasferito all'Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria e sottoposto a quarantena. Un 22enne di Barcellona, che si è recato a Milano tra il 22 e il 25 febbraio, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Ospedale Clínica. Una donna di La Gomera, che ha viaggiato in Italia dal 4 all'8 febbraio, è risultata positiva ed è stata ricoverata all'Ospedale Generale de La Gomera a Tenerife.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, un uomo di 44 anni di Valencia, che si è recato allo stadio di San Siro di Milano il 19 febbraio per vedere una partita di calcio, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'Hospital Clínico Universitario de Valencia. Uno studente Erasmus italiano di 18 anni che studia all'IE University di Segovia, appena tornato da Milano, è stato ricoverato all'Ospedale Generale di Segovia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Svezia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 26 febbraio, la Svezia ha confermato che un uomo di 30 anni, che in precedenza aveva visitato il Nord Italia, si è ammalato tre giorni dopo il suo ritorno in Svezia. È risultato positivo al SARS-CoV-2 ed è stato ricoverato all'Ospedale Universitario Sahlgrenska a Göteborg.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, tre pazienti di 30 anni sono stati confermati positivi al SARS-CoV-2 nel nella contea di Västra Götaland. Due di loro erano stati in contatto con il paziente di Göteborg di 30 anni, mentre l'ultimo aveva precedentemente visitato l'Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Svizzera
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio la Svizzera ha confermato il primo caso di COVID-19, un uomo di 70 anni nell'italofono Cantone Ticino, che in precedenza aveva visitato Milano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27 febbraio, un lavoratore informatico di 28 anni di Ginevra, recentemente rientrato da Milano, è risultato positivo ed è stato ricoverato all'ospedale universitario di Ginevra.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Impatto socio-economico
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Effetti su eventi e manifestazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Scuole, università e musei sono stati chiusi in tutto il Nord Italia; festività, concerti, eventi sportivi, messe cattoliche e altri tipi di riunioni religiose sono stati annullati a partire dal 23 febbraio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Diversi eventi importanti sono stati annullati, come l'annuale Carnevale di Venezia; inoltre, il Ministero dello Sport ha rinviato le partite di calcio di Serie A il 23 febbraio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le preoccupazioni per la settimana della moda di Milano hanno portato diverse case di moda a dichiarare che terranno solo spettacoli in onda, a porte chiuse, senza spettatori.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 5 marzo 2020, a causa del coronavirus viene il disposto il rinvio sine die del referendum costituzionale del 2020 in Italia, la cui data era prevista per il 29 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Aumento dei prezzi e ricerca dei beni di prima necessità
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In concomitanza con tali avvenimenti, si sono registrati forti aumenti di domande per le mascherine e i disinfettanti per le mani. La mancanza di offerta da parte del mercato ha prodotto un'impennata dei prezzi, tanto da richiedere l'intervento dell'antitrust e della Guardia di Finanza per evitare fenomeni di speculazione sui tali prodotti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La necessità di mascherine non ha colpito solamente i singoli cittadini, ma anche le regioni. In particolare la regione Lombardia ha ordinato da un fornitore turco 4 milioni di mascherine da consegnare prevalentemente ai medici e agli infermieri che se ne trovassero sprovvisti; dopo qualche giorno, però, l'ordine veniva annullato in quanto, secondo la versione riportata dal settimanale L'Espresso e ripresa da altre testate, il fornitore sarebbe risultato non in grado di "adempiere agli obblighi assunti". I tentativi di approvvigionamento all'estero, in sede comunitaria, hanno incontrato dapprima una mancata risposta e poco dopo l'ostacolo di alcuni Paesi, fra i quali si sono distinti la Germania e la Francia, che hanno imposto ai rispettivi produttori un divieto di esportazione anche all'interno dell'area Schengen. Al fabbisogno di mascherine si è affiancato quello di altri beni e servizi, fra cui kit di rianimazione e postazioni di terapia intensiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chiusura delle scuole
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Secondo espresse ordinanze dei governatori regionali, tutte le scuole e università di Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna sono state chiuse dal 23 febbraio all'1 marzo, termine poi prorogato (sia con ordinanze regionali che con disposizioni del governo centrale) all’8 marzo, con la differenza che a partire dal 2 marzo nella zona rossa (10 comuni lombardi più 1 veneto) le scuole restano chiuse, mentre si sospendono solo le attività didattiche nel resto del Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 4 marzo 2020 il governo italiano proroga la misura al 15 marzo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con il DPCM dell’8 marzo la Lombardia e altre 14 province del nord Italia (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia[97]) diventano “zona arancione” e in questi territori vengono sospese le attività didattiche fino al 3 aprile. Rimane il termine del 15 marzo per le scuole e le università di tutte le altre province d’Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il DPCM del 9 marzo trasforma l'Italia in un'unica "zona protetta" ed estende a tutto il territorio nazionale la sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Servizi sanitari
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 25 febbraio il Centro Nazionale Sangue dichiara la sospensione delle donazioni di sangue ed emocomponenti di 28 giorni per coloro che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese o che siano transitati nei comuni italiani interessati dalle misure del decreto del 23 febbraio, nonché per chi abbia avuto contatti con soggetti con infezione documentata da SARS-CoV2.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questo, unito alla paura delle gente di recarsi nelle strutture ospedaliere, ha comportato un calo delle donazioni, ma sì è ugualmente richiesto, ai donatori che ne fossero in condizione, di non fermare le donazioni, in quanto la necessità rimane costante.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con il decreto dell'8 marzo è stata annullata la sospensione dalle donazioni negli 11 comuni interessati in precedenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A partire dai primi giorni di marzo è apparsa come criticità la carenza di posti in terapia intensiva tali da poter curare tutte le persone che ne avessero bisogno, come ad esempio avvenuto all'interno dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Conseguentemente si è dovuta applicare una gestione dell'emergenza tipica degli scenari di crisi, in cui si dà priorità ai ricoveri a chi, secondo il triage, abbia più possibilità di guarire.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Donazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A partire dalla prima settimana di marzo sono iniziate a nascere diverse campagne di raccolta fonti, da devolvere ai vari ospedali, al fine di favorirne l'acquisto di macchinari per la terapia intensiva e materiale per gli operatori sanitari (mascherine, occhiali protettivi guanti e tute monouso). Le iniziative hanno avuto un'ampia visibilità mediatica anche grazie a svariati influencer che le hanno sostenute. Tra queste, una di quelle che ha avuto più risalto mediatico è stata quella compiuta da Chiara Ferragni e da suo marito Fedez che ha visto la donazione da parte di oltre 192.000 persone per un totale di circa 3,8 milioni di euro. Nei giorni a seguire diverse donazioni sono arrivate da diversi imprenditori, tra cui Silvio Berlusconi e Giuseppe Caprotti (del gruppo Esselunga) che hanno donato 10 milioni di euro a testa. Altre donazioni sono arrivate anche dal mondo della moda, da parte di Giorgio Armani e di Donatella Versace.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Successivamente, come risposta corale da parte degli italiani alla quarantena applicata con il DPCM del 8 marzo, si sono attuati, svariati flash mob sui balconi delle abitazioni dei vari cittadini, nati in parte spontaneamente e in parte tramite via social.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella fattispecie sono comparsi, il tricolore, striscioni di incoraggiamento, diverse persone si sono messe a cantare e a suonare, e alle ore 12:00 di sabato 14 marzo, molti cittadini hanno deciso di tributare, sempre affacciandosi dalle loro finestre e balconi, un applauso di gratitudine ai medici e agli infermieri che stanno operando in prima linea nel corso di questa epidemia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Altre iniziative
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A livello internazionale solidarietà e vicinanza al popolo italiano sono state dimostrate tramite alcune iniziative specifiche: in Bosnia-Erzegovina, il municipio di Sarajevo e il ponte di Mostar sono stati illuminati col tricolore nella serata del 14 marzo 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La sera del 16 marzo 2020 a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, si è illuminato con il tricolore italiano, alternato alla scritta "Siamo con voi".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 20 marzo 2020 alle ore 11:00, per la prima volta nella storia dell'Italia, con l'iniziativa di solidarietà La Radio per l'Italia tutte le radio trasmettono in modulazione di frequenza l'Inno di Mameli, Azzurro, La canzone del sole e Nel blu dipinto di blu in sincronia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanita%CC%80.jpg" length="100039" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 11:30:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/pandemia-di-covid-19-del-2020-in-italia</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanita%CC%80.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus: Ordinanza 640 su gestione dati sanitari</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-ordinanza-640-su-gestione-dati-sanitari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
          Sulla Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio n.50 è stata pubblicata l’Ordinanza in merito ad “Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (Ordinanza n.640)”.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Nell’Ordinanza si predispone, tra l’altro, che l’Istituto superiore di sanità gestisce una specifica piattaforma dati, che le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sono tenute ad alimentare.ed è fatto obbligo alle regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano di alimentare quotidianamente la piattaforma
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ai fini della sorveglianza microbiologica, l’Istituto superiore di sanità raccoglie i campioni biologici positivi delle persone sottoposte ad indagine epidemiologica, che i laboratori di riferimento sono tenuti a trasmettere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sempre l’Istituto Superiore Sanità esamina i campioni, ne conferma la positività e tiene una lista aggiornata dei casi confermati e sospetti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mentre l’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, in qualità di Centro collaboratore dell’Organizzazione mondiale della sanità per la gestione clinica, diagnosi, risposta e formazione sulle malattie altamente contagiose, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, effettua la sorveglianza delle caratteristiche cliniche dei casi nazionali attraverso apposito database, connesso con la piattaforma dati prevista dall’Ordinanza 640.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al fine di garantire la collaborazione scientifica epidemiologica internazionale, i dati di cui al presente articolo, appositamente anonimizzati, possono essere condivisi con gli specifici database dell’organizzazione mondiale della sanità e dello European center for disease control.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le disposizioni dell’ ordinanza si applicano alle Province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per i territori delle Province di Trento e Bolzano, le misure previste dalla presente ordinanza sono disposte, d’intesa con il Capo del Dipartimento della protezione civile, dalla provincia autonoma competente nel rispetto degli statuti e delle relative norme di attuazione. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Covid-19, Ordinanza 640 del 27.02.2020: Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28.02.2020
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid-sisped.jpg" length="37283" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 09:15:32 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus: Borrelli, in Italia 1.835 ammalati e 52 morti. L'Oms: 'Ancora non è pandemia'</title>
      <link>https://www.sisped.net/coronavirus-borrelli-in-italia-1-835-ammalati-e-52-morti-l-oms-ancora-non-e-pandemia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Agenzia Ue alza l'allerta, 'rischio alto'. Von der Leyen: 'Vuol dire che prosegue la diffusione'
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Non si arresta ancora la diffusione del coronavirus in Italia: sale il numero dei malati, ora sono 1.835, e sale il numero delle vittime, 52 in totale, 18 in più nelle ultime 24 ore con il primo morto nelle Marche, un 88enne di Fano.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'ultimo bollettino della Protezione Civile conferma quello che da giorni ripetono gli esperti e che anche oggi ha sottolineato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro: i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se le misure adottate sono davvero in grado di fermare il contagio o se, viceversa, ne serviranno di nuove e ancora più stringenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A leggere i numeri, però, qualche aspetto positivo c'è: i guariti sono arrivati a 149, 66 in più in un solo giorno. E non solo. Se ieri l'incremento dei malati era stato del 50%, oggi si è fermato a 'solo' il 16%, con 258 casi in più. Di questi, inoltre, il 50% è asintomatico (o con sintemi lievi) e in isolamento domiciliare, il 40% è ricoverato con sintomi e solo il 10% in terapia intensiva. "Un dato confortante" dice il commissario Angelo Borrelli sottolineando che si tratta di una percentuale che ricalca il dato complessivo: su 1.835 malati, 927 sono in isolamento nella propria casa, 742 ricoverati con sintomi e 166 in terapia intensiva. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A Roma e provincia, dove un poliziotto è risultato positivo, sono 12 al momento i casi di Coronavirus accertati. Dagli ultimi dati dello Spallanzani si contano 7 ricoverati: la coppia di cinesi ormai guarita, un poliziotto ricoverato ieri, la famiglia di Fiumicino (madre, padre e una figlia) e un ultimo caso con un link epidemiologico veneto. A questo vanno aggiunti il nucleo familiare del poliziotto ricoverato (moglie, due figli e cognata), tutti positivi e in sorveglianza sanitaria a casa, e un vigile del fuoco positivo al test e in sorveglianza nella caserma di Capannelle.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Sono state richiamate 98 persone che hanno avuto accesso al pronto soccorso di Tor Vergata il 26 e 27 febbraio e che sono potenzialmente venuti a contatto con l'agente di Polizia che si era recato al pronto soccorso e ora ricoverato allo Spallanzani: di questi 15 risultano sintomatici e andranno valutati clinicamente ed eventualmente verranno sottoposti al test per il COVID-19", si legge in una nota l'Assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio. "Sono 6 gli operatori sanitari del pronto soccorso, un agente di Polizia e due operatori della vigilanza in servizio presso l'ospedale posti in sorveglianza sanitaria domiciliare, tutti asintomatici - prosegue la nota - Si ribadisce l'appello, in presenza di sintomi e di un link epidemiologico, di non recarsi ai pronto soccorso, ma di chiamare il numero verde 800.118.800".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Primi casi di contagi anche in Molise - una donna di 60 anni - in Sardegna, in Basilicata e in Trentino. Una vittima nelle Marche: un uomo di 88 anni con patologie pregresse.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sono tutti negativi i test al coronavirus a cui si sono sottoposti i membri della giunta della Regione Lombardia, effettuati dopo che la positività dell'assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli. Lo comunica l'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Sto riposando e sono assolutamente tranquillo", ha rassicurato Mattinzoli. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Scuole chiuse anche in Piemonte fino all'8 marzo. Intanto la Camera dei deputati fa sapere che verranno effettuati controlli della temperatura a coloro che accedono al Palazzo. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ha riaperto - intanto - il Duomo di Milano e riapre mercoledì la chiesa di San Luigi dei francesi a Roma, dopo aver escluso il contadio di un sacerdote in Francia.  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel caso fosse necessario reperire strutture per fronteggiare l'emergenza, la Difesa ha dichiarato che sono già disponibili su tutto il territorio nazionale circa 80 caserme, per un totale di 6.600 posti letto. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto-legge sulle 'Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-2019'. Il decreto, che contiene le prime misure di sostegno economico per famiglie e imprese della zona rossa, e un primo pacchetto di aiuti per il turismo, è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed, dunque, è in vigore.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La nuova parola-chiave nell'emergenza coronavirus è ora "droplet". Il termine inglese si può tradurre letteralmente con "gocciolina" ma in realtà indica il criterio di tenersi alla giusta distanza affinché le "goccioline di saliva" che disperdiamo nell'aria, starnutendo e tossendo, ma anche soltanto parlando, non arrivino agli altri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Per l'Oms però non è ancora pandemia. "Contenere il Covid19 è fattibile e deve rimanere la massima priorità per tutti i paesi. Con misure precoci e aggressive, si può interrompere la trasmissione", ha detto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Stiamo monitorando la situazione ogni momento di ogni giorno e analizzando i dati - ha aggiunto -. L'Oms non esiterà a descrivere questo coronavirus come una pandemia se questo è ciò che i dati suggeriranno".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Intanto la Commissione Ue ha presentato il 'Corona response team', una task force per affrontare l'emergenza del coronavirus. Del team fanno parte i commissari europei Paolo Gentiloni (Economia); Janez Lenarcic (Gestione crisi); Ylva Johansson (Interni); Stella Kyriakides (Salute); e Adina Valean (Trasporti).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il vaccino e il trattamento per curare il coronavirus potrebbe essere disponibile a partire dalla fine dell'estate, inizi dell'autunno: lo ha detto il vicepresidente americano, Mike Pence, che coordina la risposta del governo Usa all'emergenza. Pence ha fatto sapere che gli Stati Uniti attueranno nelle prossime 12 ore il 100% dei controlli su tutti i voli diretti che arrivano da Italia e Corea del Sud.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'Onu ha erogato a Oms e Unicef 15 milioni di dollari per attività essenziali tra cui il monitoraggio della diffusione del virus, lo studio dei casi e il funzionamento dei laboratori nazionali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'Istituto superiore di sanità (Iss) e il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio di Roma hanno sequenziato gli interi genomi del virus SarS-Cov-2 isolati dal paziente cinese e dal paziente uno di Codogno. Il sequenziamento permette di conoscere l'intero codice genetico del virus e di seguirne i cambiamenti nel tempo e nello spazio. Ciò è utile per conoscere e seguire i focolai e per investigare la struttura del virus stesso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 09:05:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/coronavirus-borrelli-in-italia-1-835-ammalati-e-52-morti-l-oms-ancora-non-e-pandemia</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Misure operative di protezione civile per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19</title>
      <link>https://www.sisped.net/misure-operative-di-protezione-civile-per-la-gestione-dellemergenza-epidemiologica-da-covid-192526eefe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Le misure riguardano la definizione della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione allo stato emergenziale determinato dal diffondersi del virus Covid-19
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Modelli d’intervento
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il modello si basa sulla definizione della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione allo stato emergenziale determinato dal diffondersi del virus COVID -19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La catena di comando e controllo, prevede i seguenti livelli di coordinamento:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Capo del Dipartimento della protezione civile assicura il coordinamento degli interventi necessari, avvalendosi del Dipartimento, delle componenti e delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, nonché di soggetti attuatori.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso il Dipartimento della protezione civile è attivo il Comitato operativo della protezione civile, con il compito di assicurare il concorso ed il supporto del Sistema nazionale di protezione civile sulla base delle indicazioni di carattere sanitario definite dal Ministero della Salute, che si avvale dell’ISS e del Comitato tecnico scientifico appositamente costituito con l’OCDPC 630/2020 presso il Dipartimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello regionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso tutte le Regioni deve essere attivata un’unità di crisi regionale, che opera in stretto raccordo con la SOR – Sala Operativa Regionale, che deve prevedere la partecipazione del Referente Sanitario regionale, che opera in raccordo con il Direttore sanitario delle aziende sanitarie locali, e in costante contatto con un rappresentante della Prefettura Capoluogo, con lo scopo di garantire il raccordo con le altre Prefetture – UTG del territorio regionale. Può essere valutata altresì la partecipazione di un rappresentante della/e Prefettura/e – UTG maggiormente coinvolta/e. I Presidenti delle Regioni/Soggetti Attuatori hanno la competenza delle misure di cui all’OCDPC n. 630 del 03.02.2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano le presenti Indicazioni trovano applicazione compatibilmente con i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In caso di travalicamento delle risorse sanitarie regionali, la Regione/Provincia autonoma colpita, deve chiedere supporto al livello nazionale in osservanza della DPCM 24 giugno 2016 “Individuazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario per il coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti nonché dei Referenti Sanitari Regionali in caso di emergenza nazionale” GU n. 194 del 20/08/2016.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello provinciale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nelle province ove ricadano i comuni o le aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, così come previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23.02.2020, il Prefetto o suo delegato provvede all’attivazione del CCS - Centro di Coordinamento Soccorsi della provincia territorialmente coinvolta, con l’attivazione della pianificazione provinciale di protezione civile e l’eventuale attivazione dei Centri operativi di livello sub-provinciale (C.O.M.). Nei CCS dovrà esser prevista la presenza di un rappresentante regionale di collegamento, o, in alternativa, comunque lo stretto raccordo con l’Unità di Crisi Regionale di cui al punto precedente. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei territori provinciali in cui ricadono i comuni nei quali è stato riscontrato almeno un caso di positività al COVID – 19 non ricadente nella tipologia di all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020, si rimanda alla valutazione della Prefettura – UTG l’eventuale necessità di attivazione del CCS.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello comunale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, così come previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23.02.2020, il Sindaco o suo delegato provvede all’attivazione del Centro Operativo Comunale - COC del comune coinvolto e dei comuni confinanti al fine di porre in essere le possibili azioni preventive. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I comuni possono attivare i centri operativi di livello sub comunale se previsti nella propria pianificazione di protezione civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È opportuno che tutti i Comuni garantiscano un rafforzamento delle attività di comunicazione e informazione alla popolazione tramite i canali ordinariamente utilizzati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare, 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A. Per i comuni di cui all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020 e i comuni confinanti di questi ultimi, si ritiene opportuna l’attivazione dei COC con le seguenti funzioni di supporto di massima, anche in forma associata: 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Unità di coordinamento; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Sanità (nelle modalità ritenute più opportune e funzionali dalle amministrazioni comunali);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Volontariato;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Assistenza alla popolazione; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Comunicazione; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Servizi Essenziali e mobilità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tali centri di coordinamento dovranno assicurare il raccordo informativo con di livello provinciale e regionale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          B. Per i comuni nei quali è stato riscontrato almeno un caso di positività al COVID – 19 non ricadente nella tipologia di all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020, si rimanda alla valutazione dell’autorità locale di protezione civile l’eventuale attivazione del COC, con le funzioni di supporto necessarie a fronteggiare la situazione emergenziale e, in ogni caso si richiede di porre in essere le misure riportate al successivo punto C. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          C. Per i comuni nei quali non è stato accertato alcun caso di positività al COVD – 19, si suggerisce di porre in essere le misure utili per prepararsi ad una eventuale necessità di attivazione del COC come, ad esempio, la predisposizione di una pianificazione speditiva delle azioni di assistenza alla popolazione. Tali azioni saranno poste in essere in caso di attivazione di misure urgenti di contenimento del territorio comunale o di una parte dello stesso, così come il pre–allertamento dei referenti e dei componenti delle funzioni di supporto e la diffusione a tutti i componenti del COC dei provvedimenti emessi per la gestione delle emergenze epidemiologica COVID – 19. Tali comuni dovranno comunque garantire la corretta informazione alla popolazione sulla situazione in atto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Flusso delle comunicazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nelle riunioni del Comitato operativo partecipano in videoconferenza tutte le unità di crisi regionali che si raccordano con il livello nazionale. Sul territorio, nelle regioni che hanno almeno un caso, o secondo quanto previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 23.03.2020, le unità di crisi regionali si raccordano con i/il CCS attivati, e mantengono comunque uno stretto raccordo con il livello provinciale anche in assenza di attivazione del CCS. I CCS garantiscono la comunicazione ed il necessario raccordo ai COC attivati, e per i comuni con i centri operativi di livello sub-comunale, questi ultimi operano secondo quanto previsto dalla pianificazione di protezione civile comunale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per gli enti territoriali non coinvolti direttamente nell’emergenza, le azioni dovranno essere pianificate per la successiva eventuale attuazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Azioni e misure operative
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Di seguito si riportano le principali attività individuate per ogni livello di coordinamento, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni emanate dal Ministero della Salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello nazionale, per il tramite del Comitato operativo della protezione civile:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Raccordo con il Ministero della Salute;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Monitoraggio della situazione e della sua evoluzione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Comunicazione istituzionale ed ai mass media sui dati relativi a positività riscontrate, decessi e guarigioni, ad opera del Capo del Dipartimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Ricognizione, con il COI, delle strutture militari idonee ad ospitare persone in quarantena;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Piano di monitoraggio e sorveglianza, condotto attraverso l’impiego delle organizzazioni nazionali e territoriali di volontariato, dei passeggeri dei voli e delle navi, coordinato dagli USMAF competenti sul territorio e anche in raccordo con il MAECI;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Emissione di NOTAM e AVURNAV;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          g) Organizzazione di trasporti per il rimpatrio in Italia dei cittadini italiani in zone a rischio, in raccordo con il MAECI;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          h) Attivazione delle organizzazioni nazionali di volontariato a supporto delle Regioni per altre attività necessarie oltre alla sorveglianza presso gli aeroporti, tra cui: trasferimento interregionale di persone trattenute presso le strutture alberghiere; attività di logistica e assistenza alla popolazione nelle zone rosse e presso le strutture poste a supporto degli ospedali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i) Autorizzazione e monitoraggio delle spese dei Soggetti Attuatori;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          j) Acquisto di materiali utili a fronteggiare l'emergenza, in supporto alle Regioni;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          k) Supporto ai Servizi Sanitari regionali, anche con l’eventuale attivazione della CROSS;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l) Indicazioni operative al Sistema Nazionale di protezione civile per fronteggiare l’emergenza in atto;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          m) Indicazioni e supporto alle Regioni per assicurare la continuità dei servizi essenziali nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          n) Raccordo con il Meccanismo europeo di protezione civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello regionale:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Ricognizione delle esigenze di DPI e di altri materiali utili a fronteggiare l’emergenza, per il successivo acquisto attraverso i Soggetti attuatori, previa autorizzazione del livello nazionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Monitoraggio e supporto alle attività dei Servizi Sanitari locali, con particolare riferimento alle Strutture Ospedaliere e alle Strutture Socio-Sanitarie;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Attuazione di quanto previsto dal piano regionale pandemico, se applicabile, e individuazione di una struttura sanitaria da dedicare ai pazienti positivi al COVID – 19 per ogni Azienda Sanitaria Locale; censimento dei posti letto di terapia intensiva a livello regionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Pianificazione ed eventuale attivazione di aree di pre – triage, anche attraverso il ricorso alle strutture campali di protezione civile, per le strutture sanitarie allo scopo di dividere gli accessi ai Pronto Soccorso. Ricognizione delle strutture di protezione civile presenti a livello regionale idonee allo scopo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Ricognizione di strutture non militari idonee ad ospitare persone in quarantena, anche attraverso il coinvolgimento dei Comuni. Tali strutture dovranno rispettare criteri di carattere logistico e sanitario;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Pianificazione ed eventuale attivazione di trasporti ospedalieri dedicati e supporto ai comuni per la pianificazione in materia di interventi di natura sanitaria;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          g) Organizzazione delle azioni volte ad assicurare la continuità dei servizi essenziali nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento, attraverso il necessario raccordo con il Comitato operativo della protezione civile;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          h) Organizzazione delle azioni volte ad assicurare la continuità della fornitura dei beni di prima necessità nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i) Ricognizione delle necessità in termini di risorse logistiche e di materiali utili a fronteggiare l’emergenza;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          j) Attività di comunicazione istituzionale, in raccordo con il livello nazionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          k) Attivazione delle Organizzazioni di volontariato territoriali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l) Attivazione di numeri verdi dedicati per fornire informazioni e supporto alla popolazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          m) Comunicazione istituzionale ed ai mass media locali sui dati relativi a positività riscontrate, decessi e guarigioni;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          n) Nel caso sia accertato una positività al COVID - 19, l'Azienda sanitaria regionale né da segnalazione alla SOR ed al Sindaco per le conseguenti azioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello provinciale [Prefetture – UTG/CCS]:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Pianificazione e organizzazione del supporto ai Servizi Sanitari, sociosanitari e sociali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Supporto ai trasporti ospedalieri dedicati (organizzazione di staffette);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Pianificazione e gestione delle misure di ordine pubblico e di soccorso pubblico (cancelli stradali, servizi di emergenza, soccorso tecnico urgente, ecc.);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Supporto al livello regionale per le azioni di propria competenza, per assicurare la continuità dei servizi essenziali e della fornitura dei beni di prima necessità nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello comunale [Comuni – COC]:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Informazione alla popolazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Attivazione del volontariato locale, in raccordo con i livelli di coordinamento sovraordinati;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale e provinciale, delle azioni volte ad assicurare la continuità dei servizi essenziali, nonché la raccolta dei rifiuti nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale, delle azioni volte ad assicurare la continuità della fornitura dei beni di prima necessità (inclusi i rifornimenti di carburante) nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Pianificazione, o eventuale attivazione, delle azioni di assistenza alla popolazione dei Comuni interessati, o che potrebbero essere interessati, da misure urgenti di contenimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Pianificazione e organizzazione dei servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare (per es. generi di prima necessità, farmaci, pasti preconfezionati…), eventualmente svolti da personale delle organizzazioni di volontariato, opportunamente formato e dotato di DPI.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/sanita%CC%80.jpg" length="100039" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 22 Mar 2020 17:19:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/misure-operative-di-protezione-civile-per-la-gestione-dellemergenza-epidemiologica-da-covid-192526eefe</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OMS lancia l'allarme: carenza rifornimenti mette in pericolo la sanità mondiale</title>
      <link>https://www.sisped.net/oms-lancia-l-allarme-carenza-rifornimenti-mette-in-pericolo-la-sanita-mondiale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La scarsità di equipaggiamento sta lasciando dottori, infermieri e altri lavoratori in prima linea troppo scarsamente (e pericolosamente) equipaggiati per curare i pazienti affetti dal COVID-19
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che la grave e crescente crisi alla scorta mondiale di dispositivi protettivi personali (personal protective equipment - PPE) – causata da domanda crescente, corsa agli acquisti, accumulo e uso improprio – sta mettendo in serio pericolo la vita delle persone.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli operatori sanitari fanno quotidianamente affidamento sui dispositivi protettivi personali per proteggere sé stessi e i loro pazienti dall'infettarsi e dal venire infettati. Ma la scarsità di equipaggiamento sta lasciando dottori, infermieri e altri lavoratori in prima linea troppo scarsamente (e pericolosamente) equipaggiati per curare i pazienti affetti dal COVID-19, a causa del limitato accesso a rifornimenti come guanti, mascherine, respiratori, occhiali di protezione, visiere, camici e grembiuli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Senza una catena sicura di rifornimenti, il rischio per gli operatori sanitari di tutto il mondo è reale. L'industria e i governi devono agire velocemente per incrementare i rifornimenti, eliminare le restrizioni nell'export e applicare misure per fermare la speculazione e l'accumulo. Non possiamo eliminare il COVID-19 senza prima proteggere gli operatori sanitari", ha detto il direttore generele dell'OMS, il Dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da quando è iniziata l'espansione del COVID-19 i prezzi sono aumentati. Quelli delle mascherine sono sestuplicati, dei respiratori N95 sono triplicati e dei camici sono raddoppiati. I rifornimenti possono aver bisogno di mesi per essere consegnati – e la manipolazione del mercato è diffusissima, con interi stock venduti frequentemente al miglior offerente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'Oms ha finora inviato mezzo milione di set per i dispositivi protettivi personali in 47 nazioni, ma le scorte si stanno rapidamente riducendo. Basandosi sul modello dell'OMS, si calcola che serviranno circa 89 milioni di mascherine al mese. Per quanto riguarda i guanti, la necessità arriva a 76 milioni, mentrela domanda internazione per gli occhiali protettivi che è di 1.6 milioni al mese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'OMS sta lavorando con i governi, le industri e la Pandemic Supply Chain Network per rafforzare la produzione e gli stanziamenti per i paesi gravemente colpiti e a rischio. Per andare incontro alla domanda crescente, l'Oms calcola che l'industria deve aumentare la produzione del 40%. I governi dovrebbero invece sviluppare degli incentivi per l'industria stessa, con l'obiettivo di accelerare la produzione. Questo include la diminuzione delle restrizioni nell'export e nella distribuzione deli dispositivi protettivi personali e di altri rifornimenti medici. Ogni giorno l'Oms garantisce assistenza, supporto alla catena di rifornimenti e consegna di equipaggiamento critico nelle nazioni in necessità
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/SISPED12.jpg" length="111425" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 07 Mar 2020 10:19:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Distribuzione di mascherine nella zona rossa e al personale sanitario</title>
      <link>https://www.sisped.net/distribuzione-di-mascherine-nella-zona-rossa-e-al-personale-sanitario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Da ieri la Protezione civile sta distribuendo 25mila mascherine
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Da ieri la Protezione civile sta distribuendo 25mila mascherine chirurgiche alla popolazione degli undici comuni della zona rossa del focolaio (dieci in Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini; e uno nel Veneto: Vo’) e 400mila mascherine di protezione di tipo ffp2 e ffp3 (entrambe dotate di filtri) al personale sanitario di tutte le regioni italiane. Affichè sia efficace e sicura, bisogna sapere come va utilizzata la mascherina.  
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Come indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È importante seguire alcune regole per indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina. Altrimenti questo dispositivo, usato per ridurre il rischio di contagio, “invece di proteggerci può diventare una fonte di infezione a causa dei germi che potrebbero depositarsi sopra”. Lo spiega l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un videotutorial pubblicato sul suo sito web.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1. Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3. Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4. Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso; pulire le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quando va indossata la mascherina?
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’Oms raccomanda di usare la mascherina di protezione solo se si sospetta di aver contratto il nuovo Coronavirus e si presentano sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ci stiamo prendendo cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. L'uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2020 10:15:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.sisped.net/distribuzione-di-mascherine-nella-zona-rossa-e-al-personale-sanitario</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Misure operative di protezione civile per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19</title>
      <link>https://www.sisped.net/misure-operative-di-protezione-civile-per-la-gestione-dellemergenza-epidemiologica-da-covid-19</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Le misure riguardano la definizione della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione allo stato emergenziale determinato dal diffondersi del virus Covid-19
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/002dfe1710d24f1d931e02e8515d179b/dms3rep/multi/covid19-sisped.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Modelli d’intervento
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il modello si basa sulla definizione della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare in relazione allo stato emergenziale determinato dal diffondersi del virus COVID -19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La catena di comando e controllo, prevede i seguenti livelli di coordinamento:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello nazionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Capo del Dipartimento della protezione civile assicura il coordinamento degli interventi necessari, avvalendosi del Dipartimento, delle componenti e delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, nonché di soggetti attuatori.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso il Dipartimento della protezione civile è attivo il Comitato operativo della protezione civile, con il compito di assicurare il concorso ed il supporto del Sistema nazionale di protezione civile sulla base delle indicazioni di carattere sanitario definite dal Ministero della Salute, che si avvale dell’ISS e del Comitato tecnico scientifico appositamente costituito con l’OCDPC 630/2020 presso il Dipartimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello regionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso tutte le Regioni deve essere attivata un’unità di crisi regionale, che opera in stretto raccordo con la SOR – Sala Operativa Regionale, che deve prevedere la partecipazione del Referente Sanitario regionale, che opera in raccordo con il Direttore sanitario delle aziende sanitarie locali, e in costante contatto con un rappresentante della Prefettura Capoluogo, con lo scopo di garantire il raccordo con le altre Prefetture – UTG del territorio regionale. Può essere valutata altresì la partecipazione di un rappresentante della/e Prefettura/e – UTG maggiormente coinvolta/e. I Presidenti delle Regioni/Soggetti Attuatori hanno la competenza delle misure di cui all’OCDPC n. 630 del 03.02.2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano le presenti Indicazioni trovano applicazione compatibilmente con i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In caso di travalicamento delle risorse sanitarie regionali, la Regione/Provincia autonoma colpita, deve chiedere supporto al livello nazionale in osservanza della DPCM 24 giugno 2016 “Individuazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario per il coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti nonché dei Referenti Sanitari Regionali in caso di emergenza nazionale” GU n. 194 del 20/08/2016.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello provinciale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nelle province ove ricadano i comuni o le aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, così come previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23.02.2020, il Prefetto o suo delegato provvede all’attivazione del CCS - Centro di Coordinamento Soccorsi della provincia territorialmente coinvolta, con l’attivazione della pianificazione provinciale di protezione civile e l’eventuale attivazione dei Centri operativi di livello sub-provinciale (C.O.M.). Nei CCS dovrà esser prevista la presenza di un rappresentante regionale di collegamento, o, in alternativa, comunque lo stretto raccordo con l’Unità di Crisi Regionale di cui al punto precedente. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei territori provinciali in cui ricadono i comuni nei quali è stato riscontrato almeno un caso di positività al COVID – 19 non ricadente nella tipologia di all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020, si rimanda alla valutazione della Prefettura – UTG l’eventuale necessità di attivazione del CCS.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello comunale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, così come previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23.02.2020, il Sindaco o suo delegato provvede all’attivazione del Centro Operativo Comunale - COC del comune coinvolto e dei comuni confinanti al fine di porre in essere le possibili azioni preventive. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I comuni possono attivare i centri operativi di livello sub comunale se previsti nella propria pianificazione di protezione civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È opportuno che tutti i Comuni garantiscano un rafforzamento delle attività di comunicazione e informazione alla popolazione tramite i canali ordinariamente utilizzati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare, 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A. Per i comuni di cui all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020 e i comuni confinanti di questi ultimi, si ritiene opportuna l’attivazione dei COC con le seguenti funzioni di supporto di massima, anche in forma associata: 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Unità di coordinamento; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Sanità (nelle modalità ritenute più opportune e funzionali dalle amministrazioni comunali);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Volontariato;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Assistenza alla popolazione; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Comunicazione; 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Servizi Essenziali e mobilità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tali centri di coordinamento dovranno assicurare il raccordo informativo con di livello provinciale e regionale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          B. Per i comuni nei quali è stato riscontrato almeno un caso di positività al COVID – 19 non ricadente nella tipologia di all’art. 1, comma 1 del Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020, si rimanda alla valutazione dell’autorità locale di protezione civile l’eventuale attivazione del COC, con le funzioni di supporto necessarie a fronteggiare la situazione emergenziale e, in ogni caso si richiede di porre in essere le misure riportate al successivo punto C. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          C. Per i comuni nei quali non è stato accertato alcun caso di positività al COVD – 19, si suggerisce di porre in essere le misure utili per prepararsi ad una eventuale necessità di attivazione del COC come, ad esempio, la predisposizione di una pianificazione speditiva delle azioni di assistenza alla popolazione. Tali azioni saranno poste in essere in caso di attivazione di misure urgenti di contenimento del territorio comunale o di una parte dello stesso, così come il pre–allertamento dei referenti e dei componenti delle funzioni di supporto e la diffusione a tutti i componenti del COC dei provvedimenti emessi per la gestione delle emergenze epidemiologica COVID – 19. Tali comuni dovranno comunque garantire la corretta informazione alla popolazione sulla situazione in atto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Flusso delle comunicazioni
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nelle riunioni del Comitato operativo partecipano in videoconferenza tutte le unità di crisi regionali che si raccordano con il livello nazionale. Sul territorio, nelle regioni che hanno almeno un caso, o secondo quanto previsto dall’art. 1 comma 1 del Decreto Legge n. 6 23.03.2020, le unità di crisi regionali si raccordano con i/il CCS attivati, e mantengono comunque uno stretto raccordo con il livello provinciale anche in assenza di attivazione del CCS. I CCS garantiscono la comunicazione ed il necessario raccordo ai COC attivati, e per i comuni con i centri operativi di livello sub-comunale, questi ultimi operano secondo quanto previsto dalla pianificazione di protezione civile comunale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per gli enti territoriali non coinvolti direttamente nell’emergenza, le azioni dovranno essere pianificate per la successiva eventuale attuazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Azioni e misure operative
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Di seguito si riportano le principali attività individuate per ogni livello di coordinamento, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni emanate dal Ministero della Salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello nazionale, per il tramite del Comitato operativo della protezione civile:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Raccordo con il Ministero della Salute;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Monitoraggio della situazione e della sua evoluzione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Comunicazione istituzionale ed ai mass media sui dati relativi a positività riscontrate, decessi e guarigioni, ad opera del Capo del Dipartimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Ricognizione, con il COI, delle strutture militari idonee ad ospitare persone in quarantena;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Piano di monitoraggio e sorveglianza, condotto attraverso l’impiego delle organizzazioni nazionali e territoriali di volontariato, dei passeggeri dei voli e delle navi, coordinato dagli USMAF competenti sul territorio e anche in raccordo con il MAECI;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Emissione di NOTAM e AVURNAV;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          g) Organizzazione di trasporti per il rimpatrio in Italia dei cittadini italiani in zone a rischio, in raccordo con il MAECI;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          h) Attivazione delle organizzazioni nazionali di volontariato a supporto delle Regioni per altre attività necessarie oltre alla sorveglianza presso gli aeroporti, tra cui: trasferimento interregionale di persone trattenute presso le strutture alberghiere; attività di logistica e assistenza alla popolazione nelle zone rosse e presso le strutture poste a supporto degli ospedali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i) Autorizzazione e monitoraggio delle spese dei Soggetti Attuatori;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          j) Acquisto di materiali utili a fronteggiare l'emergenza, in supporto alle Regioni;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          k) Supporto ai Servizi Sanitari regionali, anche con l’eventuale attivazione della CROSS;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l) Indicazioni operative al Sistema Nazionale di protezione civile per fronteggiare l’emergenza in atto;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          m) Indicazioni e supporto alle Regioni per assicurare la continuità dei servizi essenziali nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          n) Raccordo con il Meccanismo europeo di protezione civile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello regionale:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Ricognizione delle esigenze di DPI e di altri materiali utili a fronteggiare l’emergenza, per il successivo acquisto attraverso i Soggetti attuatori, previa autorizzazione del livello nazionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Monitoraggio e supporto alle attività dei Servizi Sanitari locali, con particolare riferimento alle Strutture Ospedaliere e alle Strutture Socio-Sanitarie;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Attuazione di quanto previsto dal piano regionale pandemico, se applicabile, e individuazione di una struttura sanitaria da dedicare ai pazienti positivi al COVID – 19 per ogni Azienda Sanitaria Locale; censimento dei posti letto di terapia intensiva a livello regionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Pianificazione ed eventuale attivazione di aree di pre – triage, anche attraverso il ricorso alle strutture campali di protezione civile, per le strutture sanitarie allo scopo di dividere gli accessi ai Pronto Soccorso. Ricognizione delle strutture di protezione civile presenti a livello regionale idonee allo scopo;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Ricognizione di strutture non militari idonee ad ospitare persone in quarantena, anche attraverso il coinvolgimento dei Comuni. Tali strutture dovranno rispettare criteri di carattere logistico e sanitario;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Pianificazione ed eventuale attivazione di trasporti ospedalieri dedicati e supporto ai comuni per la pianificazione in materia di interventi di natura sanitaria;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          g) Organizzazione delle azioni volte ad assicurare la continuità dei servizi essenziali nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento, attraverso il necessario raccordo con il Comitato operativo della protezione civile;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          h) Organizzazione delle azioni volte ad assicurare la continuità della fornitura dei beni di prima necessità nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i) Ricognizione delle necessità in termini di risorse logistiche e di materiali utili a fronteggiare l’emergenza;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          j) Attività di comunicazione istituzionale, in raccordo con il livello nazionale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          k) Attivazione delle Organizzazioni di volontariato territoriali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l) Attivazione di numeri verdi dedicati per fornire informazioni e supporto alla popolazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          m) Comunicazione istituzionale ed ai mass media locali sui dati relativi a positività riscontrate, decessi e guarigioni;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          n) Nel caso sia accertato una positività al COVID - 19, l'Azienda sanitaria regionale né da segnalazione alla SOR ed al Sindaco per le conseguenti azioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello provinciale [Prefetture – UTG/CCS]:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Pianificazione e organizzazione del supporto ai Servizi Sanitari, sociosanitari e sociali;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Supporto ai trasporti ospedalieri dedicati (organizzazione di staffette);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Pianificazione e gestione delle misure di ordine pubblico e di soccorso pubblico (cancelli stradali, servizi di emergenza, soccorso tecnico urgente, ecc.);
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Supporto al livello regionale per le azioni di propria competenza, per assicurare la continuità dei servizi essenziali e della fornitura dei beni di prima necessità nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Livello comunale [Comuni – COC]:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          a) Informazione alla popolazione;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          b) Attivazione del volontariato locale, in raccordo con i livelli di coordinamento sovraordinati;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          c) Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale e provinciale, delle azioni volte ad assicurare la continuità dei servizi essenziali, nonché la raccolta dei rifiuti nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          d) Organizzazione delle azioni di livello comunale, in raccordo con quanto predisposto a livello regionale, delle azioni volte ad assicurare la continuità della fornitura dei beni di prima necessità (inclusi i rifornimenti di carburante) nelle aree interessate, o che potrebbero essere interessate, da misure urgenti di contenimento;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e) Pianificazione, o eventuale attivazione, delle azioni di assistenza alla popolazione dei Comuni interessati, o che potrebbero essere interessati, da misure urgenti di contenimento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          f) Pianificazione e organizzazione dei servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare (per es. generi di prima necessità, farmaci, pasti preconfezionati…), eventualmente svolti da personale delle organizzazioni di volontariato, opportunamente formato e dotato di DPI.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2020 10:14:58 GMT</pubDate>
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